L’evoluzione della comunicazione: la nascita e la storia dei mass media

La capacità di comunicare è stata determinante per l’evoluzione dell’uomo e per il suo progresso culturale. Infatti, la ricerca di mezzi e tecnologie adatte a gestire e controllare il processo comunicativo ha caratterizzato la storia di ogni civiltà. Prima della creazione di internet e della successiva diffusione dei social network, l’uomo comunicava con i suoi simili in un modo molto diverso da ciò che vediamo oggi, ad esempio con l’aiuto di animali o l’utilizzo di segnali strutturati. Significativi a questo riguardo furono i corrieri, i piccioni viaggiatori e i segnali di fumo. I graffiti che l’uomo della preistoria disegnava possono essere considerati a tutti gli effetti come il primo ‘medium’ esterno. Con questi mezzi però, i più grandi limiti erano i lunghi tempi d’attesa necessari poiché i messaggi arrivassero a destinazione e la limitatezza delle informazioni scambiabili.

Nell'uso comune per comunicazioni di massa s'intende la trasmissione di messaggi attraverso la televisione, il cinema, la radio, i giornali, i libri e la rete Internet. Questi supporti sono chiamati mezzi di comunicazione di massa o mass media (espressione composta del termine inglese mass "massa" e di quello latino media, plurale di medium "mezzo, strumento" di comunicazione). Le comunicazioni di massa, a differenza di altre modalità di comunicazione, sono pubbliche, rapide e transitorie. L'obiettivo da raggiungere è la massa, composta di individui che non si conoscono fra loro, non sono organizzati, ma sono invece fisicamente lontani e accomunati soltanto dal fatto casuale di prestare attenzione allo stesso messaggio contemporaneamente.

rappresentazione storica dell'evoluzione dei media dalla stampa al digitale

Dalla stampa alla penny press: il primo medium di massa

Per più di quattro secoli l’unico vero medium di massa è stata la stampa, grazie alla sua invenzione ad opera di Gutenberg nel 1456. Con questa innovazione, le notizie iniziarono a diffondersi velocemente da una parte all’altra. Metodi di stampa esistevano da secoli (quali gli incunaboli, le xilografie, le acqueforti, etc..) sia in Asia che in Europa, ed erano usati principalmente per riprodurre testi scritti. Dopo l’invenzione della stampa, i libri stampati sostituirono quasi immediatamente i manoscritti in quanto costavano meno ed erano molto più maneggevoli.

Le prime riviste scientifiche nacquero agli inizi del Seicento; le prime gazzette comparvero ad Amsterdam, Vienna, Londra e Parigi tra il 1618 e il 1631; il primo giornale quotidiano fu la Leipziger Zeitung, che vide la luce a Lipsia nel 1660. Questo accadde grazie al maggior numero di persone in grado di leggere e scrivere anche tra le classi meno ricche, ma anche per il progresso tecnico dell'industria tipografica che consentì grandi tirature a basso prezzo.

L’Ottocento è il secolo in cui prende forma la cosiddetta società dell’informazione. Non solo si affinano le capacità organizzative, ma si ampliano anche le possibilità conoscitive nonché quelle relazionali. Iniziamo dalla stampa che, come già detto, nasce nel Quattrocento e diventa mezzo di comunicazione di massa nella prima metà dell’Ottocento: il periodo della cosiddetta penny press in cui il giornale era venduto per la modica spesa di un penny.

Il telegrafo e la rivoluzione delle telecomunicazioni

Il telegrafo è un sistema di comunicazione a distanza ideato per la trasmissione di dati facendo uso di determinati codici. La prima grande infrastruttura telegrafica della storia dell’uomo nasce nella Francia rivoluzionaria del 1793 con il telegrafo ottico dell’inventore francese Claude Chappe basato sulla trasmissione di segnali ottici a distanza. Tuttavia, l’invenzione telegrafica che ebbe maggior successo fu quella brevettata da Samuel Morse nel 1837, un professore di disegno all’Università di New York. Tale strumento consentiva la riproduzione delle lettere dell’alfabeto mediante un sistema di simboli composto solo da punti e linee e, fu il primo dispositivo utilizzato per le telecomunicazioni.

Intorno alla metà dell'Ottocento nel mondo della comunicazione si verificò una nuova rivoluzione: si passò dalla cultura tipografica alla cultura dei media elettrici e successivamente elettronici. Dalla trasmissione dei segnali punto-linea, caratteristica sia del telegrafo con fili di Samuel F.B. Morse, si passa alle onde elettromagnetiche. Lo stesso Marconi non pensa ad altre possibili funzioni e, per di più, trascorre diversi anni ad eliminare quello che, lungi dal costituire un difetto, era invece la caratteristica più importante del mezzo: la possibilità che il messaggio potesse essere “intercettato” da altri. In sintesi, il telegrafo non era stato pensato e realizzato come mezzo di comunicazione di massa.

SAMUEL MORSE: Il Genio che Rivoluzionò la Comunicazione

Il telefono: da invenzione a bene quotidiano

La nascita del telefono, che risale alla seconda metà dell’Ottocento, rinvia ad uno dei tanti conflitti di priorità che fanno parte della storia della scienza e della tecnologia. Nel 1871, il fiorentino Antonio Meucci brevetta l’invenzione del telefono ma, cinque anni dopo, Alexander Graham Bell ottiene a sua volta il brevetto per la stessa invenzione. Anche Thomas Edison, al quale dobbiamo tante altre invenzioni tra cui quella della lampadina, contribuì al perfezionamento del telefono grazie all’invenzione dei primi sistemi per la registrazione e riproduzione del suono quali il fonografo e il grammofono.

Per molti anni il nuovo strumento rimase privilegio di pochi. Infatti, inizialmente sono i banchieri, gli agenti di cambio e le ferrovie ad usare intensamente i primi servizi telefonici. L’evoluzione dei telefonini è stata rapidissima e ha riguardato specialmente le dimensioni. Infatti, in breve tempo sul mercato sono apparsi modelli sempre più tascabili, sottili e leggeri.

L'avvento del cinema: immagini in movimento

La prima proiezione cinematografica risale al 1895. Siamo a Parigi in una fredda sera di dicembre. È passato da pochi giorni il Natale, e al Boulevard des Capucines i passanti infreddoliti vengono invitati ad entrare nel Salon Indien del Grand Café per assistere, al prezzo di un franco, a uno spettacolo mai visto prima: immagini in movimento. Dieci film della durata di un minuto e mezzo ciascuno. Il primo apparecchio cinematografico, analogo a quelli odierni, fu costruito dai fratelli Lumière, gli inventori dello spettacolo cinematografico così come lo conosciamo oggi.

Fino alla prima guerra mondiale, comunque, la funzione del cinema americano è essenzialmente quella di intrattenimento. Quando però scoppia il primo conflitto mondiale, e gli Stati Uniti decidono di intervenire nel conflitto, il capo dell’allora “Comitato per l’informazione pubblica” pensa di usare il cinema in funzione propagandistica per contrastare i diffusi sentimenti pacifisti presenti nella società americana. Verso la fine degli anni Venti, la voce si unisce all’immagine in movimento; dal muto si passa al sonoro; l’immagine è un’immagine che parla. Anche il cinema ha una grande forza di suggestione che porta gli spettatori ad immedesimarsi nei personaggi dei film ed imitarne gesti ed espressioni.

Radio e televisione: i giganti del Novecento

L’invenzione della radio è frutto di una serie di esperimenti tenuti alla fine dell’Ottocento che dimostravano la possibilità di trasmettere informazioni tramite le onde elettromagnetiche. Prima, nel 1860 James Maxwell studiò il carattere ondulatorio della luce, dell’elettricità e del magnetismo. In seguito, Heinrich Hertz riuscì a studiare e produrre le onde elettromagnetiche. Fu grazie a queste onde hertziane che Guglielmo Marconi e Nikola Tesla riuscirono ad elaborare il sistema di trasmissione senza fili garantendo la trasmissione di informazioni a grandi distanze.

Nel 1920, iniziarono le prime trasmissioni radio negli Stati Uniti dove nasce la prima emittente radiofonica. Negli anni seguenti, la radio ebbe un grande successo diffondendosi in tutto il mondo. All’inizio del Novecento nacque la televisione. La sua invenzione fu il risultato del lavoro svolto da molti scienziati e inventori tra cui Alexander Bain, ma fu l’inventore scozzese John Logie Baird a costruire nel 1925 il primo prototipo realmente funzionante di televisore. La televisione si è diffusa in tutto il mondo, divenendo il mezzo di comunicazione di massa più efficace e persuasivo che l’uomo ha fino ad ora sviluppato.

schema del funzionamento di una televisione a tubo catodico

Alla fine del secondo conflitto mondiale, il problema della radio era quello di fronteggiare la forte concorrenza della televisione la cui tecnologia era già stata messa a punto negli anni Venti. Nell’ambito della televisione, nel suo spazio di comunicazione broadcast (unidirezionale, “da uno a molti”), a partire dalla metà degli anni Novanta del Novecento si vanno profilando nuovi, e parzialmente impensati, scenari. Ancora prima si era andata determinando una differenza sostanziale tra i due modelli dominanti, quello commerciale e quello pubblico.

Internet e la rivoluzione digitale

Internet è un sistema mondiale di reti di computer ad accesso pubblico. Attualmente rappresenta il principale mezzo di comunicazione di massa, che offre all’utente una vasta serie di contenuti e servizi informativi. Le sue origini risalgono agli anni 60 del novecento in piena Guerra Fredda. Il Ministero della Difesa americano incarica l’ARPA (Advanced Research Projects Agency) di studiare un sistema di rete in grado di preservare il collegamento via computer tra le varie basi militari americane in caso di guerra nucleare. Nasce così la rete decentralizzata ARPANET. Dai primi anni 60 la rete è evoluta fino ad arrivare ai primi anni 90, quando i fisici del CERN tra cui Tim Berners-Lee decisero di mettere a punto il World Wide Web.

La rete internet ha favorito lo sviluppo dei social network, nuove categorie di sistemi di comunicazione in tempo reale che hanno provocato una vera e propria rivoluzione dal punto di vista delle relazioni sociali. La storia dei social network inizia nel 1997 quando Andrew Weinreich lancia il sito SixDegrees.com. Nel 2002 nasce Friendster, seguito nel 2003 da MySpace e LinkedIn. Dal 2006 in poi vengono sviluppati innumerevoli altri social tra cui Instagram, Skype e Snapchat. Sempre maggiore rilevanza, in termini di modalità di fruizione e di incremento degli utenti (qualifica che sembra più consona di “tele-spettatori”), ha acquisito la Web-Tv: la televisione presente su Internet, con palinsesti di programmi e trasmissioni, di informazione e di intrattenimento.

L'impatto dei media sulla società contemporanea

Nell’età contemporanea i mezzi di comunicazione di massa hanno imposto la loro presenza nella società. Essi trasmettono e diffondono, presso un pubblico molto vasto, notizie e informazioni. Allo stesso tempo però, i mezzi di comunicazione di massa aprono la strada al rischio di diffusione della cattiva informazione e della manipolazione della stessa. Infatti, si mettono in atto strategie che impiegano i messaggi dei media per influenzare le idee ed i comportamenti dei destinatari, come spesso accade nella comunicazione politica o nella pubblicità.

Le persone, a causa del tipo di informazioni e messaggi che ricevono dai mezzi di comunicazione di massa, tendono a cancellare le proprie tradizioni culturali senza rendersene conto e accolgono incoscientemente ciò che viene loro proposto: i mass-media, in particolare la televisione, riducono il tempo che dedichiamo alla famiglia, al nostro sviluppo personale, a comunicare e avere contatti con altre persone. Sul ruolo dei mass media in questo ambito si è sviluppato, soprattutto a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, un dibattito che ha visto contrapporsi il partito degli 'apocalittici' (sospettosi e contrari) a quello degli 'integrati' (favorevoli).

La regolamentazione e il diritto d'autore

Per tutelare il diritto d’autore e garantire un’adeguata remunerazione ai creatori, il Parlamento europeo ha approvato una direttiva specifica sul copyright nel mercato unico digitale. I negoziati erano stati a lungo bloccati per l’opposizione di diversi stati a due articoli, diventati poi il 15 e il 17, che riguardano la protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico e la responsabilizzazione delle piattaforme online per la pubblicazione di contenuti protetti.

I due articoli prevedono rispettivamente l’obbligo per le piattaforme online che pubblicano snippet di munirsi preventivamente di una licenza rilasciata dal detentore dei diritti e una maggiore responsabilizzazione per le violazioni. L’applicazione della riforma sembrerebbe restringere non di poco la circolazione dei contenuti, ma rappresenta anche un tentativo di difendere la creatività, l’ingegno e molti posti di lavoro contro chi sul web ha lucrato colpendo l’opera intellettuale senza vergogna.

infografica sulle sfide del copyright nell'era digitale

La storia dei mass media dell’epoca moderna e contemporanea è ormai da tempo in forte evoluzione. La ricerca si basa oggi sulla convinzione che i mass media non siano una semplice «rappresentazione» o uno «specchio» di una realtà extramediale, ma che in virtù delle loro strutture specifiche riescano a produrre interpretazioni suscettibili di condizionare l’azione dei fruitori. L’evoluzione tecnologica costante e le maggiori possibilità di immagazzinare, elaborare e trasmettere informazioni a costi sempre più bassi hanno avvicinato il mondo della televisione e della radio a quello della telefonia e dei computer. L'elemento unificatore delle diverse aree è stato il computer, definendo uno spazio di comunicazione dove i confini tra pubblico e privato, tra emittente e ricevente, si fanno sempre più labili.

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