Le grandi civiltà fluviali: l'alba della storia tra Mesopotamia e Mediterraneo

L'evoluzione delle società umane ha segnato il superamento delle modalità di vita proprie del Neolitico attraverso l'emergere di strutture organizzative complesse. I materiali intendono mettere in evidenza gli elementi che portarono alcune aree del mondo a superare le modalità di vita proprie del Neolitico e a veder emergere grandi civiltà urbane: il sistema dell'agricoltura irrigua, il diffondersi della metallurgia, la nascita delle prime città, l'utilizzo della scrittura. Questi progressi hanno permesso una sedentarizzazione crescente, una maggiore complessità sociale, amministrativa e politica, e un forte impulso all'urbanizzazione.

Mesopotamia: terra tra i fiumi

Il termine Mesopotamia deriva dal greco "mèsos" (=mezzo) e "potamòs" (=fiume). Questa regione, definita "terra tra i fiumi", è stata la culla di popolazioni che hanno dato vita a innovazioni straordinarie. Già nel V-IV millennio a.C., i Sumeri iniziarono a organizzarsi in città-stato, basando la loro economia su un avanzato sistema di canalizzazione per l'agricoltura irrigua, sul commercio e sull'artigianato.

mappa della mesopotamia tra il tigri e l'eufrate

Al centro della vita urbana sumera si ergeva la ziqqurat, il tempio e palazzo che fungeva da fulcro religioso e amministrativo. La società era organizzata in una rigida piramide: al vertice il sovrano, seguito da scribi e sacerdoti, nobili e guerrieri, artigiani e contadini, e infine gli schiavi. La religione sumera si fondava sull'adorazione di divinità antropomorfe e sulla divinizzazione delle forze della natura, sviluppando le prime cosmogonie. Le loro conoscenze scientifiche furono pionieristiche: misurarono il tempo con un sistema sessagesimale, eccelsero nell'astronomia, riconoscendo i pianeti e scoprendo che i loro movimenti si ripetevano secondo regolari scansioni temporali, utilizzando un calendario lunare.

La regione, essendo un luogo geograficamente aperto, divenne un crocevia di popoli e culture, caratterizzato da migrazioni, passaggi, stratificazione di lingue e invasioni. Successivamente, i Babilonesi contribuirono a questa eredità con il Codice di Hammurabi, il cui obiettivo era quello di porre fine all'uso di farsi giustizia da sé, definendo una struttura sociale chiara e un'immagine precisa del sovrano.

L'Egitto: dono del Nilo

Mentre la Mesopotamia era un crocevia, l'Egitto era un'area geograficamente chiusa che godeva di una straordinaria stabilità dal 3000 a.C. al 31 a.C. La civiltà egizia è definita "dono del Nilo", il fiume la cui esondazione permetteva la vita nel deserto. La storia egizia si articola nell'Antico, Medio e Nuovo Regno. Lo stato egizio era caratterizzato da un forte centralismo, basato su una rigida gerarchia che faceva capo al sovrano: il faraone. Il regno egizio era una teocrazia, una forma di governo in cui il potere è ritenuto emanazione diretta di un dio e viene esercitato da un re considerato di natura divina o da una casta sacerdotale.

piramidi di giza e sfinge

Il compito del faraone era quello di conservare l'ordine dello stato e del cosmo. Tra i funzionari più importanti spiccava il visir, che gestiva quattro importanti settori dell'organizzazione statale: il dipartimento del Tesoro, dell'Agricoltura, dell'Archivio Reale e della Giustizia. Gli scribi erano gli unici a conoscere i segreti della scrittura geroglifica; tenevano la contabilità e gli inventari delle proprietà, stilavano i contratti e la corrispondenza amministrativa, registravano gli scambi commerciali e le piene del Nilo, e conservavano la memoria delle gesta del faraone. La loro attività si svolgeva su papiro o argilla.

Il pantheon egizio era vastissimo, comprendendo divinità come Anubi, Osiride (dio della morte), Iside (divinità della luna), Ammit, Seth, Horus, Ra (il sole), Nefti e Maat (dea della giustizia). La vita ultraterrena e la pesatura delle anime erano centrali nella fede egizia, pratiche testimoniate dalla mummificazione e da monumenti come le piramidi di Giza e la Valle dei Re. Nonostante la stabilità, anche l'Egitto subì invasioni: dagli Hyksos agli Hittiti (con cui si scontrarono nella battaglia di Kadesh nel 1278 a.C.), dai Popoli del Mare ai Persiani e ai Macedoni di Alessandro Magno.

Movimenti di popoli e grandi imperi nel Vicino Oriente

L'area del Mediterraneo orientale e il Vicino Oriente furono interessati, a partire dal II millennio a.C., da grandi migrazioni di popoli nomadi e seminomadi in cerca di risorse. Queste popolazioni erano accomunate da lingue dette indoeuropee, un insieme di lingue imparentate tra loro, diffuse in Europa e in Asia. Questo dinamismo portò a una continua alternanza di scontri violenti e scambi culturali. Nell'VIII/VII secolo a.C. si impose l'impero Assiro, seguito dal grande regno persiano, caratterizzato dal sistema delle satrapìe, dalla costruzione di grandi opere pubbliche e dalla diffusione del mazdeismo o zoroastrismo.

Alessandro Barbero - Tra due fiumi (Doc)

Civiltà fluviali nel mondo: India e Cina

Il modello della civiltà fluviale non fu un'esclusiva del Vicino Oriente. In India, la prima grande civiltà si sviluppò tra il III millennio e il 1500 a.C. lungo la valle dell'Indo. In seguito, la civiltà dell'Indo tramontò, lasciando spazio agli Arii, che diffusero il sanscrito, la coltivazione del riso, l'induismo e il sistema delle caste. In Cina, nel V millennio a.C. si iniziarono a coltivare miglio e riso, e nel 1500 a.C. si formò un ampio stato governato dalla dinastia Shang, con cui nacquero le prime città e si svilupparono i commerci. Nel III secolo a.C., l'imperatore Chin Shi Huang unificò il paese, avviando i lavori della Grande Muraglia e facendo costruire il famoso esercito di terracotta.

L'area siro-palestinese: Fenici ed Ebrei

L'area siro-palestinese, il cui nome deriva dall'ebraico "Kena'an" (rosso porpora), fu un crocevia strategico e commerciale, conteso da Hittiti, Egizi, Assiri, Babilonesi e Persiani. I Fenici, nome derivante dal greco "phòinix" (rosso), ricavavano un pigmento prezioso dal murice. Non erano una civiltà agricola, ma una civiltà mercantile. La loro economia si basava sullo scambio di beni alimentari (vino, cereali, olio), prodotti di pregio (spezie, profumi, avorio), metalli e tessuti tinti. Le città fenice erano indipendenti, rette da un sovrano affiancato da un'assemblea di mercanti. Dall'XI secolo a.C. iniziarono la loro espansione nel Mediterraneo, fondando empori e colonie, e sviluppando la scrittura alfabetica.

Parallelamente, la storia degli Ebrei iniziò nel XVIII secolo a.C. con le prime tribù che giunsero in Palestina. Dopo l'esperienza della schiavitù in Egitto e l'Esodo nel 1250 a.C., fondarono un regno unitario con i re Saul, Davide e Salomone. Nel 920 a.C. il regno si divise in Israele e Giuda, per poi cadere sotto il dominio degli Assiri e dei Babilonesi. La distruzione di Gerusalemme e la successiva "cattività babilonese" furono momenti cruciali in cui il popolo ebraico consolidò la propria identità.

La Bibbia è il testo sacro ebraico fondamentale, nato dalla fusione di tradizioni diverse a partire dal VII secolo a.C. Tuttavia, è essenziale distinguere tra testo sacro e fonte storica: la Bibbia non è un libro di storia. La sua finalità non è quella di raccontare una verità storica, ma di offrire un significato e un insegnamento religioso. Molti episodi, come il diluvio universale o la Torre di Babele, riprendono miti preesistenti del Vicino Oriente. La storia del popolo ebraico, segnata dalla dominazione persiana, romana e dalla diaspora del 70 d.C., resta comunque un pilastro fondamentale per comprendere l'evoluzione delle civiltà dell'antichità.

tags: #la #mezzaluna #fertile #schede