L’universo dei Bimbi Sperduti: Leggende, Mitologia e il Fascino dell'Eterna Giovinezza

Il concetto di "Bimbo Sperduto", o Lost Boy, rappresenta uno dei pilastri più suggestivi e complessi dell’immaginario collettivo del XX secolo. Queste figure, indissolubilmente legate al mito di Peter Pan, non sono solo personaggi di contorno nelle avventure tra l’Isola che non c’è e i mari dei pirati, ma incarnano una condizione esistenziale profonda: il rifiuto della maturità e la sospensione temporale. Il Peter di cui si parla è uno dei personaggi che più ha segnato l’immaginario delle famiglie a partire da inizio ‘900. Infatti, il personaggio di Peter Pan compare per la prima volta nel 1902 in “L’uccellino Bianco” un’opera che James Matthew Barrie scrive per un pubblico adulto. Avendo questo un enorme successo, gli viene proposto di far diventare i capitoli dedicati a questo personaggio una vera e propria opera. Nel 1911 Barrie rimette mano alla storia, adattandola, ingrandendola e trasformandola in un vero e proprio romanzo.

illustrazione classica di Peter Pan e i Bimbi Sperduti sull'Isola che non c'è

Le origini letterarie e il concetto di Puer Aeternus

Nell’immaginario comune Peter Pan è adolescente, un ragazzetto vivace ed impertinente che si diverte a scherzare con il fuoco, che nel suo caso è Capitan Uncino. Quindi cambia totalmente l’aspetto del personaggio, di Peter. Però anche se cambia l’involucro che Barrie usa, non cambia il concetto che nasconde dietro di lui, il puer aeternus, che nella mitologia latina rappresenta un dio-bambino che rimane eternamente giovane. I puer aeterni conducono una vita senza impegni definiti, evitano di prendere qualsivoglia tipo di decisione, perché vedono ogni decisione come una limitazione od un confine e questo lo ritengono intollerabile.

I Bimbi Sperduti sono basati sugli omonimi personaggi creati da J. M. Barrie per il suo spettacolo teatrale. Come suggerisce il nome del gruppo, in inglese Lost Boys, i Bimbi Sperduti originariamente sono tutti maschi. Questo rispecchia il romanzo originale, dove viene spiegato che i bambini caduti dalle culle e non reclamati entro una settimana vengono portati sull'Isola che non c’è, diventando così Bimbi Sperduti. Ognuno ha bisogno dentro di sé di una piccola, confortante isola che non c’è, per poter prendere coraggio e un po’ di quella sfacciataggine che serve per andare lì fuori ad affrontare il mondo.

I Bimbi Sperduti nell'animazione e nei media

Le produzioni che prendono spunto dal romanzo sono moltissime tra produzioni teatrali, album musicali, fumetti, cartoni animati, film e serie tv. Alcune di queste sono rimaste nel nostro immaginario più di altre, come i cartoni animati prodotti dalla Disney ad inizio anni 2000. Lì viene presentato con un’idilliaca versione dell’isola che-non-c’è, i piccoli bimbi sperduti, e messo in contrapposizione a Capitan Uncino, che incarna tutto l’opposto del giovane Peter.

Nella continuità del Classico Disney, i nomi dei Bimbi Sperduti non vengono rivelati nel primo film, ma solo nei media successivi (sequel e videogiochi) e in originale seguono quelli del romanzo tranne per Curly, che diventa Cubby (Orsetto). Solo i nomi dei gemelli, come nel romanzo, non vengono mai rivelati. È interessante notare come l'evoluzione dei personaggi sia proseguita nel tempo: tuttavia già nel secondo film, dopo essersi guadagnata la loro amicizia, Jane viene fatta membro dei Bimbi Sperduti diventando la prima Bimba Sperduta, salvo poi fare ritorno a Londra.

rappresentazione dei vari Bimbi Sperduti e i loro ruoli nel gruppo

Dinamiche familiari: i Darling e il richiamo dell'Isola

La vicenda dei Darling inizia in un clima di normalità vittoriana. Mary: "Agenore, sbrigati che siamo in ritardo!!". Agenore è alla ricerca dei suoi gemelli. Gianni e Michele, insieme a Wendy, vivono una tensione domestica che funge da catalizzatore per il viaggio fantastico. Wendy: "Mamma, lascia la finestra aperta. Potrebbe tornare". Questo desiderio di fuga è ciò che permette a Peter di irrompere nelle loro vite.

Peter Pan non è solo un compagno di giochi, ma un catalizzatore di trasformazione: "Vieni qui che ti cucio l’ombra alle scarpe, non puoi incollarla con il sapone!!". Wendy, pur affascinata, sente il peso della crescita: "Sei stato fortunato ad essere venuto qui oggi, da domani devo crescere!!". La risposta di Peter, un categorico "Crescere!!! Noooo!!!", definisce la frattura tra il mondo reale e l'eterna infanzia.

Psicologia dei videogiochi: la sindrome di Peter Pan, quando non si vuole crescere!

Il volo verso l'Isola e l'incontro con le creature magiche

Il viaggio verso l'Isola che non c'è è scandito da una delle colonne sonore più iconiche del cinema d'animazione. Le canzoni originali includono: Tema principale, Vola e va', La vita dei pirati, Seguendo il capo e la celebre Perché è rosso l'uomo rosso?.

Il momento del volo è emblematico: "Sì, ma non ricordo come!! Ho trovato!! Pensieri felici!!!". Questa è la chiave di volta del potere di Peter. La coreografia e la disposizione degli elementi magici sono fondamentali. Ad esempio, per la disposizione delle sirene durante le loro canzoni, si immagina uno spazio vasto: le sirene (31 in totale) sono divise in 6 gruppi (5 sirene per gruppo) disposti a cerchio. Al centro c'è Ariel.

Il conflitto perenne: Uncino contro Peter

Il Capitano Uncino rappresenta l'antitesi di Peter Pan. Se Peter è il puer, Uncino è l'adulto ossessionato dal tempo, dal trauma e dalla vendetta. Nei cartoni della Disney, in molti film e canzoni Peter Pan viene rappresentato come l’eroe buono della storia, coraggioso e disposto ad aiutare gli altri, ma in Once upon a time viene recuperato il lato più oscuro di questo personaggio. Barrie aveva delineato Peter come l’anima di un bambino mai nato, o nato morto, che rapisce i neonati e li porta con sé sull’isola che non c’è.

L'interazione tra i pirati e i Bimbi Sperduti è una guerra di logica contro astuzia. Capitan Uncino: "Che comportamento!!! Rubare i migliori anni della vita di una madamigella e poi gettarla via come un fazzoletto usato!!". Nonostante la ferocia del pirata, i Bimbi Sperduti, sotto la guida di Peter, mantengono sempre un vantaggio basato sulla pura, sconsiderata spensieratezza.

scena dello scontro tra Peter Pan e Capitan Uncino sulla nave pirata

Analisi critica del mito

A prescindere dall'interpretazione, il film d'animazione resta un punto di riferimento. Secondo una visione critica, Peter Pan è uno dei film più significativi per comprendere il passaggio all'età adulta, risultante dalla fama che il personaggio ha dagli scritti di James Matthew Barrie. Stravolgendo completamente il suo iniziale ruolo secondario, qui Peter Pan viene presentato come l’incarnazione della pre-adolescenza, della spensieratezza, del seguire i propri desideri senza preoccuparsi delle possibili ripercussioni delle proprie azioni.

Il film racconta la storia, che oramai riteniamo "tradizionale", di Peter, Wendy, Gianni e Michele e del gran corpo dei personaggi secondari: i bambini sperduti, gli indiani, le sirene, e i carismatici pirati. Ed è questo, in soldoni, il filo conduttore dell’intera storia: felicità infantile e spensieratezza, come necessità stessa per andare all’isola. Cantando Vola e va' notiamo i pensieri felici più innocenti dei bimbi: "Pensate a qualcosa di molto bello! A qualsiasi cosa di molto bello? Ai balocchi di Natale? Le campane? La neve? Sì! Attenzione, spicco il volo! È come nuotare!". Questi elementi, uniti al mito del bambino che non vuole crescere, rendono i Bimbi Sperduti l'archetipo dell'eterna giovinezza che ancora oggi, nelle serie tv e nei film, continua a interrogarci sul significato di "crescere".

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