La gravidanza, nella maggior parte dei casi, è un processo fisiologico che non richiede interventi o terapie mediche. Tuttavia, diverse condizioni possono influenzare il percorso verso il concepimento e la gestazione. Tra queste, la candida, un'infezione comune, è spesso fonte di dubbi e preoccupazioni per molte donne. Questo articolo esplora in dettaglio la natura della candidosi, le sue cause, i sintomi, e soprattutto, chiarisce il suo ruolo nel processo di concepimento e durante la gravidanza, fornendo una guida completa per la sua gestione e prevenzione.
Cos'è la Candidosi Vaginale?
La "candida", termine comunemente usato al posto del più corretto "candidosi", è un’infezione (o per meglio dire una “colonizzazione”) della vagina estremamente diffusa nella popolazione femminile di ogni parte del mondo, soprattutto durante l’età fertile. Si tratta di un disturbo determinato dall’eccessiva moltiplicazione di lieviti del genere Candida spp. La candida è un’infezione provocata da funghi che appartengono al genere Candida. Di solito, questo organismo vive all’interno dell’ambiente vaginale senza causare alcun sintomo, poiché è tenuto sotto controllo dalla flora batterica, in particolare dai lattobacilli, che costituiscono i batteri "buoni".
Il microrganismo di questo gruppo più spesso all’origine dei fastidi genitali (90% dei casi circa) è la Candida albicans, che è anche quello più facile da tenere sotto controllo con i farmaci disponibili e meno in grado di creare micosi vaginali gravi. Come già anticipato, l’infezione è causata generalmente da Candida albicans; tuttavia, possono essere implicate altre specie di candida come Candida glabrata, parapsilosis, tropicalis, e la C. krusei. Alcuni lieviti un po’ più ostici da contrastare, ma molto meno frequentemente causa di infezione della vagina, sono la Candida glabrata (che crea problemi soprattutto alla donna con diabete), la C. tropicalis e la C. krusei.
La comune infezione da lieviti della vagina, detta candidosi, è un tipo di vaginite, ovvero un’infiammazione della vagina. Quando questa infiammazione interessa anche l’area della vulva, l’infezione prende il nome di vulvovaginite. Nel canale vaginale vivono naturalmente microrganismi come funghi e batteri, ma quando il sistema immunitario dei pazienti è debole e non riesce a controllarli, il fungo Candida Albicans comincia a riprodursi troppo. La proliferazione di questi microrganismi patogeni in un ambiente acido come quello vaginale può portare alla candidosi. Questo fungo è un "patogeno opportunista", ossia un fungo che abita normalmente l'ambiente vaginale rimanendo innocuo, ma può aumentare e proliferare quando il sistema immunitario è debole o quando i batteri "buoni" (detti lattobacilli) non riescono a tenerne la crescita sotto controllo.
L’infezione da candida può colpire fino al 75% delle donne almeno una volta nella vita. La Candida è un'infezione che sperimenta almeno il 75% delle donne in età fertile, ovvero tra i 20 e i 40 anni. Avere la candidosi è del tutto normale: la candida è una delle infezioni più comuni insieme alle vaginiti e alle vaginosi infettive. Colpisce la maggior parte delle donne in età fertile, si risolve facilmente ma è bene parlare subito con il proprio ginecologo di fiducia per iniziare il trattamento più adeguato non appena si manifestano i primi sintomi.

Cause e Fattori di Rischio della Candidosi
Precisamente, cosa provoca la candida? La trasformazione del lievito a fungo patogeno nei vari distretti viene scatenata da una serie di fattori che alterano l'equilibrio della flora vaginale o indeboliscono le difese dell'organismo. Più spesso, la vulnerabilità al fungo della Candida Albicans è dovuta a diversi fattori.
Tra i fattori predisponenti ci sono gli estrogeni: la candida infatti può manifestarsi a partire dalla pubertà proprio perché gli estrogeni facilitano il suo passaggio dalla forma di spora a quella di ifa. La gravidanza è una condizione di rischio che non dà tregua neppure quando la donna è in gravidanza. Essa comporta una naturale alterazione degli ormoni che può influire sull’equilibrio della flora batterica e favorire la proliferazione del fungo Candida albicans. La gravidanza favorisce l'insorgere di candidosi perché gli elevati livelli di ormoni circolanti determinano un aumento del contenuto di zuccheri in sede vaginale, creando un ambiente favorevole alla proliferazione del micete. Le infezioni vaginali da candida durante la gravidanza, specialmente a partire dal secondo trimestre, sono dunque più frequenti rispetto ad altri momenti, proprio per i numerosi cambiamenti nel corpo della donna. Anche la gravidanza aumenta il rischio di sviluppare una vaginite da Candida per almeno due ragioni. La prima è di ordine ormonale: gli ormoni femminili giocano un ruolo chiave nel determinare le caratteristiche dell’ambiente vaginale, in termini di composizione microbica, idratazione e pH (che rappresentano i tre elementi chiave per garantire la salute intima della donna). In questa particolare fase della vita femminile, infatti, il livello di alcuni ormoni cambia per preparare il corpo ad accogliere il feto. Durante la gravidanza le donne sono particolarmente esposte al pericolo di contrarre questa infezione. Ciò è dovuto all’aumento del tasso di estrogeni in circolo e all’aumentato tasso di glicogeno in vagina che, alterando l’equilibrio dell’ecosistema locale, rendono più aggressiva la candida in gravidanza.
Altri fattori di rischio includono:
- Diabete mellito: Questa condizione, insieme a un uso protratto di antibiotici, di corticosteroidi o a squilibri della flora batterica vaginale o intestinale, aumenta la vulnerabilità.
- Uso di antibiotici: Gli antibiotici, infatti, sono il principale nemico della microflora, non solo intestinale ma anche vaginale. In caso di terapie antibiotiche, la Candida tende a prendere il sopravvento e a dare luogo a vaginiti e/o cistiti.
- Indebolimento del sistema immunitario: Condizioni che diminuiscono le difese immunitarie o un'infezione da HIV possono favorire la candidosi.
- Alimentazione: Un’alimentazione troppo ricca di zuccheri e la poca attività fisica possono comportare degli alti livelli di zucchero nel sangue che non fanno altro che favorire la proliferazione della candida. Un'alimentazione sbagliata può essere un fattore predisponente all'instaurarsi di un'infezione da Candida. Per limitare il proliferare dei lieviti all’origine dell’infezione, può essere di aiuto una modifica dell’alimentazione. In primis attraverso la riduzione dell’assunzione di cibi ricchi di glutine, aceto, alcolici, lievitati, zucchero, fruttosio e lattosio, poiché la loro metabolizzazione fornisce sostanze utili per la crescita di candida.
- Stress: Anche lo stress può concorrere all’alterazione della naturale flora batterica della vagina.
- Igiene intima: Un’igiene intima eccessiva o l'utilizzo di detergenti e lavande inadeguati possono alterare l'equilibrio.
- Biancheria intima e indumenti: La biancheria intima sintetica (che non favorisce la traspirazione) o jeans troppo stretti, così come l’insufficiente areazione delle zone genitali, possono contribuire al problema.
- Ambiente caldo e umido: Alcune situazioni favoriscono la trasformazione della candida da lievito a fungo saprofita. Come le temperature della primavera e ancor più dell’estate: l’ambiente caldo e umido a livello vaginale favorisce l’aumento delle infezioni da candida.
Ci sono momenti in cui si è più predisposte alla candidosi: se si è in gravidanza, se si è finito un ciclo di antibiotici, se si ha il diabete mellito, se si ha il ciclo mestruale o se si ha un’infezione da HIV.
Sintomi della Candidosi: Riconoscere l'Infezione
La candidosi è una malattia piuttosto comune. La candida vaginale è principalmente dovuta al fungo Candida. La maggior parte delle pazienti accusa sintomi caratteristici che, sebbene non gravi, possono causare un notevole disagio alla donna. Riconoscere la candida in gravidanza è importante perché nel corso dei tre trimestri l’infezione può prolungarsi e associarsi a una maggiore gravità dei sintomi, dovuti ai cambiamenti che avvengono a livello ormonale.
I sintomi più comuni includono:
- Bruciore e prurito intimo: Questi sono tra i sintomi più fastidiosi e comuni.
- Dolore all’entrata della vagina (vulva): In questo caso, se l’infiammazione interessa anche l’area della vulva, l’infezione prende il nome di vulvovaginite. Arrossamento e gonfiore delle labbra vaginali sono spesso associati.
- Perdite biancastre piuttosto dense simili a ricotta: Queste perdite sono spesso descritte come "caseose" e non hanno un odore sgradevole, distinguendole da altre infezioni.
- Secchezza intima.
- Dolore durante un rapporto sessuale (dispareunia): Il bruciore si è intensificato al terzo rapporto completo, suggerendo un'irritazione.
- Dolore durante la minzione (disuria).
- Ulcerazioni nell’area vaginale e cute lesionata attorno alla zona genitale.
Questi sintomi non sono rari e possono manifestarsi con intensità variabile.
Oltre alla vagina, le infezioni cutanee e delle mucose dovute alla Candida si possono manifestare anche in altre zone del nostro corpo. Le più colpite sono:
- Le orecchie: Con il nome di Candida Auris.
- La bocca: Un’infezione meglio conosciuta con il nome di mughetto (o candidosi orale) e piuttosto comune nei bambini, che si presenta con macchie bianche intorno alla bocca e che interessa anche il cavo orale. Nei neonati questa forma di candidosi crea notevole fastidio durante la suzione del latte materno e viene chiamata mughetto.
- Intorno al sederino dei bambini (dermatite da candida): In particolare nelle pieghe della pelle coperta dal pannolino, si manifesta con chiazze rosse che tendono alla desquamazione, provocando irritazione e prurito intimo.
- Le unghie di mani e piedi: Affette da micosi.
- Il tratto gastro-intestinale: In questo caso prendendo il nome di candida intestinale (più rara). Provoca sintomi che interessano principalmente il sistema gastro-intestinale, tra cui alterazione dell’equilibrio intestinale, crampi addominali e difficoltà intestinale. A livello intestinale la presenza di candida è associata a sintomi come gonfiore con fasi alterne di diarrea e stitichezza associate anche a immotivato senso di affaticamento.
3/5 Candida e infezioni vaginali: sintomi e cure
Candida e Concepimento: Ostacolo o Mero Disagio?
Una delle domande più frequenti che le donne si pongono è se la candida possa interferire con il concepimento. La risposta è chiara: la Candida è una tra le infezioni più fastidiose ma non influisce direttamente sulla fertilità. Molto fastidiosa, non è gravissima e non crea ostacoli al concepimento. Un'infezione da candida vaginale non interferisce con il concepimento, tuttavia può rendere i rapporti sessuali dolorosi e causare uno squilibrio della flora vaginale che incide su come una donna reagisce allo sperma. La candidosi non ti impedisce di rimanere incinta. L'infezione da Candida albicans può essere molto fastidiosa da sopportare a causa dei sintomi caratteristici, ma non comporta rischi di alcun tipo né sul fronte della fertilità femminile.
Sebbene non sia un ostacolo diretto, l'infezione può creare condizioni che rendono il concepimento più difficile o meno piacevole in modo indiretto. Rendendo la vulva e la vagina pruriginose e irritabili, può provocare dolore e portare il soggetto affetto ad astenersi dal fare sesso. Sebbene alcuni dei sintomi, come il dolore, il bruciore e la secchezza vaginale, possano rendere fastidiosi i rapporti sessuali. Inoltre, modificando la consistenza del muco cervicale, l'infezione rende più difficile per lo sperma raggiungere l'utero. Questo ambiente vaginale alterato potrebbe essere piuttosto ostile alla sopravvivenza degli spermatozoi.
Tuttavia, è importante sottolineare che curare un'infezione dovuta alla Candida albicans favorisce il concepimento perché riporta in equilibrio l'ambiente vaginale alterato. Grazie a queste terapie si può regolarizzare l’ambiente vaginale che, altrimenti, sarebbe piuttosto ostile alla sopravvivenza degli spermatozoi. Il prurito che si accusava dopo i rapporti poteva essere dovuto ad un’infezione da Candida e quindi il trattamento è corretto per affrontare tale problematica e non ostacola affatto il concepimento, anzi lo favorisce creando un ambiente più ospitale.
Infezioni che Ostacolano il Concepimento: Un Contesto Necessario
A differenza delle candidosi, le infezioni che possono interferire con il concepimento sono quelle che interessano il collo dell'utero, dette cervicali, e provocate da microrganismi come la Clamidia, il micoplasma o l'ureoplasma. Generalmente non danno sintomi e, per questo motivo, difficilmente ci si rende conto di averle contratte. La presenza di eventuali infezioni, infatti, può interferire sia con il concepimento che con il buon esito della gestazione, oltre ad aggiungere ulteriori disagi in una fase che già di per sé è molto delicata.
Queste infezioni possono provocare un'infiammazione cronica dell'endometrio e impediscono l'impianto dell'embrione. La Clamidia, inoltre, può portare a chiusura delle tube che blocca direttamente il concepimento. L'infezione da Micoplasma, che interessa sia donne che uomini, è un’infezione a trasmissione sessuale (MST) che nella maggior parte dei casi non si manifesta con sintomi importanti ma sfumati, come lieve bruciore o lievi sintomi urinari. La Gonorrea causata dalla Neisseria Gonorrhoeae oggi è meno diffusa rispetto al passato ma non ancora del tutto debellata. Si trasmette sempre a livello sessuale e può colpire uomini e donne. Tali infezioni possono innanzitutto ostacolare la risalita degli spermatozoi dalla vagina verso la parte finale delle tube, dove avviene l’incontro con l’ovocita. In caso di danno importante a livello tubarico, la fecondazione assistita può risolvere il problema del concepimento. Infatti, questa metodica rende possibile l’incontro delle due cellule gameti, ovocita e spermatozoo, in laboratorio. Grazie alla FIVET o all’ICSI, oggi più diffusa, l’unione dei due gameti avviene in vitro e l’embrione - o gli embrioni - così ottenuto può essere trasferito direttamente nell’utero della paziente.
Per prevenire queste infezioni più gravi, dato che le infezioni vaginali più gravi sono a trasmissione sessuale, l’uso del preservativo è imprescindibile e fondamentale. Inoltre, per evitare le infezioni è bene curare al meglio la propria igiene personale, soprattutto se si frequentano ambienti come piscine, palestre e spiagge. Anche la scelta della biancheria intima può essere d’aiuto nell’evitare le infezioni. Tra le varie cose che è opportuno fare quando si decide di avere un bambino è importante eseguire un tampone vaginale per escludere infezioni come la candida.
La Candidosi in Gravidanza: Particolarità e Gestione
La candida non dà tregua neppure quando la donna è in gravidanza. Le infezioni vaginali da candida durante la gravidanza, specialmente a partire dal secondo trimestre, sono più frequenti rispetto ad altri momenti, proprio per i numerosi cambiamenti nel corpo della donna. Se si è incinta è del tutto naturale che i propri ormoni si alterino e influiscano sul corpo, aumentando le probabilità di contrarre questa infezione.
Se si è incinta o si sta allattando e si ha la candidosi, è fondamentale parlare con il proprio medico prima di prendere qualsiasi medicinale. In gravidanza il trattamento farmacologico per la candida è limitato e deve essere assunto con alcune cautele e sotto controllo di uno specialista. Sebbene, per quanto ne sappiamo, un’infezione da candida non dovrebbe avere effetti negativi sul decorso della gravidanza e sul benessere del feto, i sintomi possono causare un notevole disagio alla donna. L’infezione da Candida albicans non comporta rischi di alcun tipo quando si sviluppa in gravidanza. In linea generale, la comparsa di sintomi di questo tipo non deve spaventare perché, come detto, la candidosi non è una malattia pericolosa.
Nonostante ciò, riconoscere il decorso della candida in gravidanza è abbastanza tipico, ma, nonostante ciò, riconoscerla non è così semplice. Riconoscere la candida in gravidanza è importante perché nel corso dei tre trimestri l’infezione può prolungarsi e associarsi a una maggiore gravità dei sintomi, dovuti ai cambiamenti che avvengono a livello ormonale. La candida in gravidanza non è considerata un’infezione preoccupante. Sebbene alcuni studi negli ultimi anni abbiano valutato un aumento dei parti pretermine nelle donne colpite da infezione da candida, ad oggi non esistono dati sufficienti per confermare questa associazione. È tuttavia importante trattare l’infezione per evitare complicanze e disagi collegati ai sintomi.
Senza sviluppare allarmismi inutili, le donne che dovessero contrarre un’infezione da candida poco prima o durante la gestazione devono intervenire in modo opportuno, sotto stretto controllo del proprio ginecologo. Questo per evitare il rischio, seppur minimo, di avere un parto prematuro. O di contrarre una vestibolite vulvare, un’infiammazione dei tessuti che circondano l’accesso alla vagina (vestibolo). Inoltre, per evitare di trasferire l’infezione al neonato durante il suo attraversamento del canale del parto, predisponendolo al rischio di manifestare la dermatite da pannolino o il fastidioso mughetto. In caso si manifesti l’infezione da Candida albicans durante una gravidanza bisogna sentire sempre il proprio ginecologo prima di assumere qualsiasi farmaco per iniziare il trattamento.

Diagnosi e Trattamento della Candidosi
Quando si sospetta di avere l'infezione, è necessario rivolgersi al medico, che valuterà la situazione. Solitamente la diagnosi della candida vaginale da parte di un medico è piuttosto facile da eseguire, in presenza di sintomi tipici come prurito, dolore intimo, gonfiore e secrezioni di colore bianco, ma non sempre è semplice distinguere con certezza la candida da altre infezioni vaginali, soprattutto se non ti è mai capitato di soffrirne. Il medico potrà quindi confermare la diagnosi o prescrivere ulteriori esami per accertare la causa dei disturbi.
Per non correre il rischio di sbagliare diagnosi e conseguente terapia, tuttavia, durante la gravidanza è fortemente consigliato rivolgersi sempre al ginecologo di fiducia. La diagnosi di candida vaginale richiede una visita ginecologica con tampone vaginale ed esame colturale per identificare e differenziare i vari tipi di candida. Nel caso di soggetti che, pur risultando negativi all’esame colturale, continuino a manifestare sintomatologie in linea con la candidosi può essere opportuno ricorrere al test della polimerasi che evidenzia la presenza del DNA di candida. Sono stati messi a punto diversi criteri diagnostici e sono disponibili vari test, alcuni dei quali acquistabili in farmacia ed eseguibili autonomamente dalla donna a casa propria.
Candidosi o Vaginosi Batterica?
Può capitare di confondere la vaginosi batterica con la candidosi, poiché molte donne non sanno esattamente quali sintomi associare a queste affezioni: colpiscono entrambe i genitali femminili, ma sono due tipi diversi di infezione con sintomi differenti ed è bene distinguerle per poter intervenire in modo appropriato. La vaginosi, a differenza della candidosi vaginale, non è dovuta alla proliferazione di funghi, ma i responsabili sono dei batteri, soprattutto la Gardnerella vaginalis, che si manifesta in presenza di un’alterazione del pH vaginale e della flora batterica buona, costituita da lattobacilli, e quindi ripristinare l’equilibrio dell’ecosistema vaginale è importante per far fronte a questa infezione. Un'altra differenza importante tra vaginosi batterica e candida, è che la prima in genere non causa dolore o irritazione. Il sintomo più ricorrente in caso di vaginosi batterica sono le secrezioni dense di colore grigio-biancastro dallo sgradevole odore di pesce (mentre le perdite in caso di candidosi non hanno odore) o perdite acquose. Questi sintomi possono peggiorare dopo un rapporto sessuale o durante il ciclo. Dal momento che il trattamento della vaginosi batterica è diverso da quello per la candida, è importante capire qual è l’infezione che ti ha colpito. È il ginecologo a eseguire la diagnosi corretta tramite la valutazione dei sintomi (consistenza e odore delle secrezioni), la misurazione del pH e la ricerca di clue cells (“cellule indizio” che al microscopio appaiono ricoperte da batteri).
Opzioni Terapeutiche
Per curare la candida, il medico può prescrivere un trattamento con farmaci specifici (antimicotici azolici). Per eliminare la candida durante la gravidanza, il dottore può prescrivere un trattamento con farmaci specifici, antimicotici azolici, da usare localmente, sotto forma di ovuli e di creme. Il trattamento dei sintomi prevede una terapia antimicotica (farmaci antifungini) e di solito consiste in applicazioni interne, a scelta tra compresse, crema o capsule molli vaginali con principi attivi appartenenti alla classe degli azoli, per avviare una terapia antimicotica. Gli antimicotici sono disponibili in varie formulazioni che prevedono una posologia diversa (dai 6 giorni di trattamento fino alla singola somministrazione) per andare incontro alle esigenze di tutte le donne. La terapia deve essere seguita per almeno sette giorni. Per alleviare i sintomi, sempre lo specialista potrebbe consigliare di aggiungere un corticosteroideo, sempre a livello locale.
Oltre ai farmaci, un ruolo importante è giocato da altri approcci:
- Probiotici: Probiotici orali o vaginali (principalmente lattobacilli). Come suggerisce un numero crescente di studi, il loro utilizzo permette di migliorare le condizioni cliniche e ridurre la probabilità che l’infezione si ripresenti. L’assunzione quotidiana per via orale, per almeno due settimane, di probiotici come Lactobacillus acidophilus e Saccharomyces boulardii, naturali nemici della Candida, è consigliabile. Studi clinici dimostrano che l’assunzione di probiotici per via orale e la concomitante applicazione a livello vaginale in apposite formulazioni come ovuli con prebiotici e acido lattico riduce la colonizzazione da parte di Candida albicans ristabilendo l’equilibrio intestinale e della mucosa vaginale. Alcuni di questi probiotici sono arricchiti di vitamine del gruppo B e galatto-oligosaccaridi, che sono prebiotici e contribuiscono a migliorare anche la funzionalità intestinale, di norma poco efficiente durante la gravidanza.
- Oli essenziali: Tea tree e altri oli essenziali. Sono antimicotici che tuttavia possono causare reazioni di ipersensibilità. L'uso di tea tree o altri oli essenziali è una possibilità. Le fibre prebiotiche, se associate ad oli essenziali come Tea Tree e/o Lavandula angustifolia, somministrati localmente sotto forma di ovuli vaginali, riducono con maggiore efficacia l’infezione, la sintomatologia fastidiosa e creano un ambiente sfavorevole a una possibile recidiva.
- Rimedi naturali lenitivi: Aloe vera, olio di iperico, arnica, calendula. Esistono prodotti, contenenti queste sostanze, che combattono il prurito e il bruciore vaginale.
- Argilla verde ventilata.
Nel caso di candida in gravidanza, l’utilizzo dei rimedi naturali sopracitati in genere è sicuro e non comporta rischi per mamma e nascituro. È importante, però, farsi visitare dal medico la prima volta che si ha la candidosi: in questo modo si avrà la diagnosi corretta e si sarà in grado di riconoscere i propri sintomi in futuro.
Candida Cronica e Recidivante
Può capitare che ci siano delle recidive: nelle donne in età fertile succede che la candidosi si presenti più volte, ma si parla di candidosi ricorrente quando l’infezione si presenta almeno 4 volte l’anno. In un’alta percentuale di donne, l’infezione da candida è recidivante. I motivi per cui la Candida tende a recidivare sono diversi, tra questi anche la mancata diagnosi. A volte si sottovalutano i sintomi (prurito intimo, bruciore) di episodi anche sporadici di Candida albicans, e la candida recidiva tende a diventare candida ricorrente (o candida cronica). Il problema sorge quando i sintomi non vengono ricondotti alla candida, o se permangono certe condizioni che indeboliscono il sistema immunitario, quali stress, alimentazione ricca di zuccheri o intolleranze alimentari che creano squilibrio nella flora batterica intestinale. Il rischio è che la candida si insinui sempre più nel nostro organismo abbattendo ulteriormente le difese immunitarie e favorendo la sua proliferazione. In questi casi, è preferibile ricorrere a una terapia orale in supporto di quella locale che verrà consigliata dal ginecologo, con uno specifico schema terapeutico. Soprattutto nel caso di recidive, nonostante il trattamento farmacologico, è essenziale considerare la possibilità di intraprendere una cura anche per il partner, al fine di evitare la continua trasmissione dall’uno all’altra.
Prevenzione della Candidosi: Uno Stile di Vita Consapevole
Una buona prevenzione è sempre la cosa migliore da fare per evitare problemi. Prevenire la candida in gravidanza, così come in tutte le altre fasi di vita della donna, è possibile attraverso alcuni cambiamenti che riguardano lo stile di vita e l’alimentazione. Accanto a uno stile di vita sano e al miglioramento delle proprie abitudini, è bene ripristinare l’equilibrio della microflora vaginale e intestinale.
Alimentazione Giusta e Comportamenti Corretti
Importante, quindi, porre attenzione alle proprie abitudini alimentari, preferendo cibi con pochi zuccheri e carboidrati, e affidandosi a fermenti lattici e altri integratori per ripristinare l’equilibrio intestinale. Per prevenire un'infezione da candida è sempre utile seguire un'alimentazione sana e corretta. Essendo causata da un'alterazione della flora batterica, può essere utile evitare l'indebolimento delle condizioni del sistema immunitario e bloccare la proliferazione del fungo. Ti consigliamo comunque di parlare sempre con il tuo medico prima di cambiare regime alimentare.
Per limitare il proliferare dei lieviti all’origine dell’infezione, può essere di aiuto una modifica dell’alimentazione. È consigliata l’assunzione di verdura e frutta fresca in grado di contrastare quell’acidificazione dei tessuti che favorisce lo sviluppo di candida a livello intestinale e vaginale. A questi si aggiungono l’olio di oliva, ricco in vitamine liposolubili e acidi grassi polinsaturi ad azione antinfiammatoria e l’aglio, per la sua azione antimicotica. Infine, consumare olio di cocco, ricco in acido caprilico, diventa utile per nutrire la flora benefica.
Anche alcuni comportamenti contribuiscono alla prevenzione dell’insorgenza dell’infezione:
- Biancheria intima: Indossare biancheria intima di lino o cotone, evitando indumenti sintetici o attillati. Meglio evitare tessuti sintetici, oltre che lavare sempre la biancheria in acqua molto calda.
- Proteggi-slip: Prediligere salva slip in cotone ipoallergenici.
- Igiene intima: Detergere la mucosa genitale con prodotti non aggressivi, poco schiumogeni senza Lauril solfati. Utilizzare detergenti intimi non aggressivi.
- Assorbenti: Cambio frequente degli assorbenti.
- Condivisione: Per evitare il contagio è opportuno prestare attenzione ad alcune norme igieniche, come evitare la condivisione di asciugamani e biancheria intima.

tags: #la #candida #ostacola #il #concepimento