La bambina che è in me: Viaggio nel significato profondo dell’archetipo infantile

La bambina interiore è una parte della nostra personalità che non invecchia, ma è sempre presente dentro di noi. Mantiene le caratteristiche legate al mondo dell’infanzia. È una parte preziosa che spesso da adulti mettiamo a bada perché ce lo impone il modello sociale e l’ambiente in cui viviamo. Tutti abbiamo un bambino piccolo dentro di noi. Mi riferisco a quel bambino che è sinonimo di gioia, creatività e fantasia ma anche di paura, angoscia e smarrimento, che in psicologia chiamiamo "il bambino interiore". Questo bambino, con le sue luci e le sue ombre, si riflette in molte delle nostre azioni quotidiane e nelle decisioni che prendiamo. Ovviamente non si tratta di un bambino in carne e ossa ma di quella parte del nostro "io" che non è completamente cresciuta.

illustrazione metaforica di una donna che abbraccia la sua silhouette infantile

Il puer secondo Jung e le basi psicologiche

Il contributo dello psichiatra Jung sugli archetipi include anche quello del fanciullo, che ha un ruolo fondamentale nella psiche individuale e collettiva. Con il termine puer, Jung si riferisce al lato infantile racchiuso in ciascuno di noi, nei suoi aspetti di energia vitale ma anche di blocco e rifiuto alla crescita nel mondo adulto. Una figura ambivalente e necessaria per la nostra evoluzione interna ed esterna. L’archetipo del fanciullo è legato alla nascita e alla rinascita, alla gioia, creatività, giocosità, alla meraviglia ed allo stupore. È anche una parte delicata, legata ai nostri bisogni più autentici, vulnerabile, che ha bisogno delle nostre cure ed attenzioni.

Identificarsi con il puer in modo sbilanciato può portare ad apparire simpatici, estroversi, ma allo stesso tempo, incapaci di prendere decisioni, fare scelte consapevoli, assumersi delle responsabilità, sacrificarsi e fare le cose con costanza. Insomma, rimanere sostanzialmente immaturi. È quindi giusto mettere nel dimenticatoio la bambina interiore che alberga dentro di noi? In realtà no, è necessario riconoscerla, attraversare la sua storia (ripercorrere la nostra infanzia) ma nel contempo “restare bambini pur essendo divenuti adulti”. Anche Carol diceva: “un giorno sarai grande abbastanza da ricominciare a leggere le favole”, come a suggerire di crescere senza dimenticare chi siamo stati.

Il modello tripartito di Eric Berne

Il bambino interiore in psicologia è stato affrontato anche da Eric Berne che ha teorizzato un modello di personalità tripartita sugli stati dell’Io, teorizzando che in ciascuno di noi siano presenti un Genitore, un Adulto e un Bambino. L’Io più antico secondo Berne è rappresentato dal Bambino; l’Io maturo è impersonato dall’Adulto; infine l’Io Genitore si sviluppa sul modello di quello che abbiamo appreso dai nostri genitori.

Queste tre differenti strutture ci consentono tre modi differenti di fare, pensare e sentire. Con queste parti di noi dialoghiamo sia dentro che fuori di noi, ovvero quando ci rapportiamo con gli altri. Ovviamente, a seconda del tipo di “genitore” che siamo in grado di “mettere in scena” si creano reazioni diverse dell’Io bambino. Per esempio, un genitore interiorizzato affettivo consentirà una libertà espressiva ed emotiva del nostro bambino interiore, mentre un genitore autoritario e fortemente normativo genera una reazione di paura e repressione.

Analisi transazionale: gli stati dell'Io, Io Genitore, Io Adulto, Io Bambino

Il Bambino Ombra e il Bambino Sole

Charles Whitfield parla di bambino interiore indicando il cammino da percorrere per liberarlo dai condizionamenti negativi dell’infanzia, conquistando una maggiore consapevolezza di noi stessi. Per Whitfield, il bambino interiore sarebbe quella parte energica, viva e soddisfatta presente in ognuno di noi, che è necessario ricontattare per trovare il nostro vero Io.

Su questa scia, la psicoterapeuta Stefanie Stahl esplora la distinzione tra il "Bambino Ombra" e il "Bambino Sole":

  • Il Bambino Ombra: Rappresenta il bambino interiore ferito. Incarna le credenze e le paure negative che si sono sviluppate in risposta a dolorose esperienze infantili. Ogni volta che ci si sente trascurati o non presi sul serio, il Bambino Ombra viene attivato.
  • Il Bambino Sole: Rappresenta la parte di sé che si sente sicura, apprezzata e felice. È collegata ai momenti dell'infanzia in cui ci si sentiva amati, accettati e liberi di esprimersi senza paura del giudizio. Questa parte del sé prospera grazie alla creatività, alla giocosità e alla fiducia in se stessi.

Le ferite infantili e la reattività adulta

Le ferite infantili funzionano come impronte invisibili che influenzano in modo significativo pensieri, emozioni e comportamenti in età adulta. Se da bambini si è ripetutamente sperimentato il sentimento di non essere abbastanza bravi, che il proprio valore fosse determinato dai risultati o che l'amore fosse condizionato dalla perfezione, possono svilupparsi paure profonde di fallimento e abbandono.

«Se si interpretano correttamente le circostanze, si può notare che in molti conflitti non si ha a che fare con adulti che risolvono i contrasti grazie a una buona autocoscienza, ma con bambini interiori che lottano l’uno contro l’altro». È come se dentro ognuno di noi esistesse un pulsante nascosto che, una volta premuto, innesca una risposta inconsapevole e irrazionale. È ciò che succede quando reagiamo alle critiche o perdiamo le staffe con chi amiamo. La maggior parte delle volte subiamo questi meccanismi inconsci; altre invece, ce ne rendiamo conto. Perché allora sabotiamo le relazioni più importanti? La risposta è nella nostra infanzia: nel bambino che siamo stati, ferito, trascurato, incompreso, e con il quale da adulti non abbiamo ancora fatto pace.

schema grafico che mostra il legame tra traumi infantili e reazioni dell'adulto

Il contributo di Alba Marcoli

Il contributo di Alba Marcoli non può mancare se parliamo di bambina interiore. Per la Marcoli due sono i bambini nascosti dentro di noi: quello che sta dietro ogni comportamento e sintomo infantile, ma anche quello che ognuno di noi adulti si porta dentro, proiettandolo spesso inconsapevolmente sui bambini che incontriamo nella nostra vita. Scoprire il complesso mondo interiore della bambina (o bambino) nascosta dentro di noi ci permette di riappropriarci delle nostre emozioni, riconoscerle e ricondurle alla nostra infanzia, ma anche capire come non siano da attribuire ai bambini che ci circondano.

Strategie di guarigione e cura

Come puoi prendertene cura? Un percorso psicologico o di psicoterapia è senz’altro indispensabile per ricontattare ricordi, specie se traumatici, nebulosi e in caso di malessere pervasivo. È utile se vuoi fare pace con te stessa e guardarti nel profondo per evolvere. Il passo fondamentale è diventare il genitore che avresti voluto avere. Essere e diventare ciò che ti è mancato. Ho una buona notizia per te: i traumi sono anche insegnamenti, è utile riconoscerli, ma anche andare oltre, dopo averli affrontati e averne riflettuto.

Per procedere, puoi intraprendere esercizi di journaling per contattare la tua bambina interiore:

  1. Ripercorri con i ricordi e le sensazioni: cosa amavi da bambina? Cosa ti piaceva fare?
  2. Cosa direbbe la tua bambina interiore alla te attuale?
  3. Di cosa ha bisogno la tua bambina interiore? Cosa vuole da te e come puoi darglielo?
  4. Scrivi una lettera alla tua bambina interiore, includi anche una promessa per lei, su come concretamente te ne prenderai cura e spediscila al tuo indirizzo.

Abbracciala, ricordati di lei. Identifica le tue emozioni scatenanti. Quando la tua bambina interiore diventa disfunzionale e non viene riconosciuta, essa prende il controllo dei pensieri in modi dannosi. Il mantra utile in questo caso è: “Cattura e cambia!”. Se una situazione ti innesca, cogli te stessa sul momento e passa alla parte adulta. Ricorda a te stessa: "Ciao, sono te, ma con qualche anno in più, e con moltissime esperienze alle spalle".

L'importanza del gioco e dell'entusiasmo

Spesso nella quotidianità abbiamo difficoltà a ritagliarci del tempo per il gioco. Tuttavia, la riscoperta del tuo bambino interiore ci renderà degli adulti più bilanciati, entusiasti e innamorati della vita. La meditazione, in particolare, è un potente strumento per aiutare la tua parte interiore a rilassarsi, processare il trauma e abbracciare se stessi.

Che sono in grado di sognare, che sono in grado di entusiasmarmi, che sono in grado di dimostrare i miei sentimenti: questi sono i pilastri su cui ricostruire il legame. I sogni sono fatti per diventare realtà, non per essere messi in un cassetto e poi dimenticati. Non lasciare che dimentichi i miei sogni, ma alimentali, spingimi a sognare ogni giorno, fa sì che le mie idee ne costruiscano di nuovi e che questi si trasformino in qualcosa che posso sentire, toccare, assaporare.

La vita mi ha messa di fronte a situazioni complicate, come la morte di una persona cara, la malattia di un familiare, la fine di varie storie d’amore. Eppure so che la mia bambina interiore continua a esistere in qualche angolo del mio cuore. Ti sento quando sono in macchina e canto la mia canzone preferita, quando ballo da sola in casa, quando rido fino alle lacrime con un amico o quando faccio una delle mie follie. Anche se a volte faccio fatica a sentirti vicina, ho bisogno che ogni tanto mi ricordi che in questo mondo ci sono persone stupende, capaci di amare e di trasmettere amore. Ho bisogno che mi ricordi che sono capace di entusiasmarmi di nuovo, anche se a volte penso di aver perso l’entusiasmo, e che la vita è molto più semplice di quanto sembri. Mi piacerebbe poter piangere quando voglio e dove voglio, senza dover trattenere le lacrime. E, soprattutto, mi piacerebbe recuperare l’innocenza del tuo sguardo, quello sguardo che mi faceva pensare che il mondo fosse un posto gentile.

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