Il giornalista Gianluca Martone ha intrapreso una coraggiosa e prolungata battaglia civile e spirituale contro l'aborto, trasformando la sua professione in uno strumento di sensibilizzazione e advocacy per la difesa della vita fin dal concepimento. Attraverso iniziative pubbliche, volantinaggi e un impegno costante davanti a ospedali del Centro-Sud Italia, Martone mira a scuotere le coscienze e a rendere visibile una realtà spesso celata nel silenzio delle strutture sanitarie. La sua crociata, iniziata nel febbraio 2017, si basa su una profonda convinzione etica e religiosa, alimentata da esperienze personali e testimonianze di figure spirituali di rilievo.

L'Appello e le Motivazioni Personali
L'iniziativa di Martone non è un semplice atto di protesta, ma un appello sentito a tutti gli uomini e le donne di buona volontà affinché si uniscano nella difesa della vita. Il giornalista avellinese, collaboratore dell'associazione "Pro Vita" e referente per diverse regioni italiane dell'associazione "Ora et Labora in difesa della vita", ha più volte manifestato la sua determinazione nel denunciare quello che definisce "il grave delitto dell'aborto chimico e chirurgico". La sua scelta di stazionare davanti agli ingressi degli ospedali, come accaduto il 22 aprile dalle ore 8.30 alle 12.30 davanti all'ospedale "San Giuseppe Moscati" di Avellino, è un modo tangibile per rendere pubblica un'azione che altrimenti rimarrebbe nell'ombra.
Le radici di questa battaglia affondano in esperienze personali e spirituali che hanno segnato profondamente Martone. Nel febbraio 2017, nonostante la sua notorietà come giornalista e il suo impegno civico, stava attraversando un periodo difficile sia a livello personale che familiare. Un viaggio in Veneto lo portò a conoscere il Priorato di Lanzago di Silea della Fraternità San Pio X, dove il Priore, don Luigi Moncalero, gli consigliò di intraprendere gli Esercizi Ignaziani ad Albano. Fu durante la notte del 17 febbraio 2017, data che Martone definisce indimenticabile, che ebbe un sogno sconvolgente: vide bambini abortiti, pieni di sangue e morenti, che lo supplicavano di salvarli. Questo incubo lo spinse a riconsiderare i consigli del suo amico Giorgio Celsi, che lo invitava da tempo a manifestare davanti agli ospedali.

La "Crociata" negli Ospedali del Centro-Sud Italia
Da quel momento, la vita di Gianluca Martone cambiò radicalmente. Il 28 febbraio 2017 iniziò la sua crociata davanti all'Ospedale Rummo di Benevento, dove nel frattempo era andato in pensione l'unico medico abortista e il servizio abortivo era stato sospeso. Tuttavia, la Lidu (Lega Italiana Diritti dell’Uomo), tramite pressioni sulla dirigenza ospedaliera, riuscì a far riprendere le interruzioni di gravidanza, con conseguente uccisione di circa 500 innocenti ogni anno nella città. Nonostante questo intoppo, Martone non si arrese e ampliò il suo raggio d'azione, recandosi anche al Moscati di Avellino, al Cardarelli di Campobasso e al Loreto Mare di Napoli.
Le difficoltà logistiche e le limitate risorse economiche non hanno mai fermato Martone, che ha sempre potuto contare sull'appoggio di amici come Silvana De Mari. Tuttavia, la vera svolta spirituale avvenne nel maggio 2017, quando partecipò per la prima volta ai Santi Esercizi Ignaziani al Priorato di Albano. Durante la notte del 17 maggio 2017, fece un altro sogno significativo: si trovava in un fuoco terribile, ma fu salvato dalla Madonna. Questo evento lo convinse a rimanere al Priorato, per intercessione del Priore, don Aldo Rossi, e da quel momento la sua vita spirituale cambiò completamente.
Spinto da una "forza incredibile" e dall'efficacia della Santa Messa Cattolica Tridentina, Martone decise di estendere la sua impresa ad altri ospedali, includendo quelli di Bari, Foggia e Potenza. In questo modo, coprì tutti e quattro i capoluoghi di Regione del Sud Italia (Molise, Puglia, Campania e Basilicata), aggiungendo ai suoi obiettivi il Moscati di Avellino e il Riuniti di Foggia, definiti i "due ospedali più mortiferi del Mezzogiorno".
ELLE TV - Speciale: intervista a Gianluca Martone del Centro Aiuto alla vita
Testimonianze e Citazioni Ispiratrici
Nel corso della sua battaglia, Martone ha spesso fatto riferimento alle parole di figure religiose autorevoli per rafforzare le sue convinzioni e motivare i suoi sostenitori. Tra queste, spiccano le citazioni di San Pio da Pietrelcina e di don Oreste Benzi.
San Pio da Pietrelcina aveva profeticamente avvertito: "Il giorno in cui gli uomini, spaventati dal, come si dice, boom economico, dai danni fisici o dai sacrifici economici, perderanno l’orrore dell’aborto, sarà un giorno terribile per l’umanità. Perché è proprio quello il giorno in cui dovrebbero dimostrare di averne orrore. L’aborto non è soltanto omicidio ma pure suicidio della razza umana, se con l’occhio della ragione, si vedesse 'la bellezza e la gioia' della terra popolata di vecchi e spopolata di bambini: bruciata come un deserto." San Pio sottolineava la duplice gravità dell'aborto, non solo come omicidio, ma anche come atto che "mutila sempre anche la vita dei genitori", arrivando a esprimere parole di forte condanna verso coloro che compiono questa scelta, desiderando "cospargerli con le ceneri dei loro feti distrutti, per inchiodarli alle loro responsabilità e per negare ad essi la possibilità di appello alla propria ignoranza."
Don Oreste Benzi, figura di riferimento per Martone, descriveva la gravità della situazione con parole drammatiche: "Oggi, mentre siamo qui, cinquecento bambini, in media, vengono sgozzati e uccisi. Omicidio premeditato, voluto, in Italia. 180mila l’anno. Ma queste creature urlano, e il grido loro sale a Dio. Mentre si sta vicino a Dio questo grido lo si sente, ma se non lo si sente, vuol dire che qualcosa c’è da rivedere nel nostro rapporto con Dio e con i fratelli. Non posso dare indirettamente il mio permesso; chi tace - ma non è un tacere con la parola soltanto - chi tace con i fatti è complice del delitto. Le nostre mani - si voglia o no, anche se dà fastidio - grondano sangue."
Queste citazioni, cariche di un forte impatto emotivo e morale, sottolineano la visione di Martone secondo cui il silenzio di fronte all'aborto equivale a una complicità nel crimine.

L'Impatto e i Risultati della Battaglia
La tenacia di Gianluca Martone ha portato a risultati concreti, seppur parziali, in alcune delle strutture ospedaliere dove ha concentrato la sua azione. Un esempio significativo è quello del Policlinico di Bari, dove gli aborti sono stati improvvisamente sospesi. Al Policlinico si praticavano circa 500 aborti l’anno. Martone racconta un episodio risalente al 27 febbraio 2020, prima dello scoppio dell'emergenza COVID, durante una veglia di preghiera autorizzata, quando fu minacciato di arresto dal Direttore Generale del Policlinico, il quale affermò: "è una questione personale, o salta lui o salto io". La vittoria in questa circostanza, che Martone descrive come una "guerra di Davide contro Golia", ha rappresentato una gioia immensa.
Nonostante le traversie, gli ostacoli e i chilometri macinati con un'auto che ha superato i 370 mila km, la soddisfazione di aver contribuito a salvare centinaia di bambini innocenti costituisce per Martone un traguardo impagabile. Egli ribadisce la necessità di "rendere pubblico quello che avviene nel silenzio degli ospedali", paragonando la sua azione a un grido di allarme: "Se uccidono tuo fratello, tu cosa fai? Corri là, dove questo succede e lo rendi visibile a tutti perché gridi: 'Uccidono mio fratello, uccidono mio fratello, aiutatemi!'"
Martone sottolinea come la società sia spesso "anestetizzata" di fronte a questa realtà, domandandosi quale sarebbe la reazione se un giornale titolasse a sei colonne: "Ieri cinque bambini uccisi nell’ospedale della nostra città". La sua battaglia, pur nella sua durezza, infonde "una grande speranza", in linea con le parole di Gesù: "chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna."
La battaglia bioetica, secondo Martone, non può prescindere dalla vera Fede cattolica. La sua determinazione, le sue parole a volte forti ma necessarie, sono espressione di un atto di fede e speranza, un modo per avvicinarsi alla santità e per difendere la vita con rigore, nella convinzione che questi incontri con Dio sulla terra siano fondamentali.

Il Ruolo delle Associazioni e il Supporto Spirituale
L'impegno di Gianluca Martone è supportato da diverse associazioni e figure che condividono la sua visione sulla difesa della vita. Tra queste, spiccano l'associazione Onlus "Pro Vita" e l'associazione "Ora et Labora in difesa della vita", per le quali Martone ricopre ruoli di responsabilità a livello regionale. L'appoggio di amici come Silvana De Mari è stato fondamentale, fornendo non solo un sostegno morale, ma anche pratico e logistico.
Un aspetto cruciale della sua crociata è la dimensione spirituale. La partecipazione ai Santi Esercizi Ignaziani e la devozione alla Santa Messa Cattolica Tridentina hanno rappresentato pilastri fondamentali nel suo percorso. Martone sottolinea l'importanza dei Sacramenti, ricevuti quotidianamente dal 20 agosto 2017 grazie all'aiuto di tre sacerdoti amici, e la sua devozione alle anime sante del Purgatorio, per le quali fa celebrare numerose messe per i benefattori.
Il sentimento di "sconforto, impotenza, stanchezza e paura" che inevitabilmente accompagna una battaglia così ardua, viene contrastato da "tanta forza e il coraggio che si infondono l'un con l'altro, convinti di farcela, di vedere la fine di questa emergenza salvando il più possibile vite umane". Questa forza collettiva, alimentata dalla fede e dalla condivisione di un ideale, è ciò che permette a Martone e ai suoi sostenitori di proseguire in un'impresa definita "improba", ma che, come lui stesso afferma, "nulla è impossibile a Dio".
La sua battaglia è un esempio di come un singolo individuo, armato di convinzione, coraggio e supporto spirituale, possa intraprendere un cammino di profonda trasformazione sociale, rendendo visibile ciò che preferirebbe rimanere nascosto e portando un messaggio di speranza e difesa della vita.