L'ipermetropia rappresenta uno dei disturbi della vista più frequenti nel bambino. Si tratta di una condizione oculare comune in cui la capacità di messa a fuoco è limitata: il paziente potrà avere una messa a fuoco più o meno conservata per gli oggetti in lontananza, ma sarà insufficiente in particolare per gli oggetti vicini, come ad esempio libri, cellulare e computer. Per comprendere appieno questa condizione, è necessario analizzare la sua natura anatomica, il suo impatto sullo sviluppo visivo infantile e le strategie di correzione più efficaci.

Le cause anatomiche dell'ipermetropia
Da cosa è dovuta l’ipermetropia? L’ipermetropia solitamente deriva da una causa anatomica: l’occhio del paziente è troppo piccolo per cui la luce non cade perfettamente a fuoco sulla retina. L'ipermetropia è dunque definita come un difetto visivo che si manifesta quando l’immagine viene messa a fuoco posteriormente alla retina, motivo per cui nel bambino che vuole vedere in modo nitido il libro o il quaderno di scuola interviene in misura importante il processo detto di “accomodazione”, ovvero la regolazione dinamica della messa a fuoco.
Essendo una condizione anatomica dell’occhio, l’ipermetropia è solitamente presente già da bambini ma il più delle volte si manifesta tardivamente perché il paziente riesce a compensare questo difetto con uno sforzo muscolare oculare. I bambini sono ipermetropi perché l’occhio è corto e deve crescere. Non ha la stessa lunghezza dell’adulto, che è pari a 23-24 millimetri, ma alla nascita è di 17,5-18 millimetri. Sebbene con lo sviluppo completo degli occhi, nella maggior parte dei casi si possa guarire naturalmente dall’ipermetropia lieve, il meccanismo di compensazione richiede un carico muscolare costante.
Sintomatologia e segnali da non sottovalutare
I sintomi dell'ipermetropia includono una scarsa capacità di messa a fuoco, in particolare da vicino, con una cosiddetta presbiopia precoce, e mal di testa. Capita sovente che il nostro bimbo si lamenti di capogiro o mal di testa, in particolare quando si applica alla lettura o, forse, più frequentemente, dopo aver guardato a lungo la televisione o peggio ancora il computer o i videogiochi.
La cefalea è dovuta dal tentativo dei muscoli dell’occhio di compensare il difetto visivo. Poiché il difetto è tanto maggiore tanto più si cerca di mettere a fuoco un oggetto vicino, è chiaro che un ipermetrope non corretto che tenti di leggere molte ore o di lavorare a lungo su un monitor avrà un mal di testa crescente, poiché userà più a lungo e più intensamente i muscoli oculari nel tentativo di correggere il suo difetto. Frequentemente si evidenzia un disturbo chiamato Sindrome astenopica, o astenopia accomodativa, tipica dei bambini dai due/tre anni fino ai sette/otto anni.
Spesso i bambini non sanno comunicare a parole i loro problemi di vista, perché il loro cervello non fa altro che silenziare l’offuscamento dell’immagine percepita. Se noti una posizione anomala degli occhi, scarsa concentrazione durante la lettura o mal di testa ricorrenti, allora non perdere tempo.

La correlazione tra ipermetropia e strabismo
Uno dei segnali più importanti dell’ipermetropia è lo strabismo. L’accomodazione è intimamente connessa alla convergenza, che è la capacità del sistema visivo di orientare entrambi gli occhi su un unico punto di fissazione. Di conseguenza, può capitare che gli occhi sottoposti a un forte riflesso di convergenza presentino giocoforza un’eccessiva deviazione verso l’interno, e allora si ha la comparsa della cosiddetta esotropia accomodativa, più comunemente nota come strabismo.
Ipermetropie superiori a +2,00 diottrie si rilevano nell’8% circa dei bambini di 6 anni. Per chi ha +5,00 diottrie di ipermetropia il rischio di esordio dello strabismo è circa quadruplo rispetto ai soggetti che non presentano difetti visivi. In molti casi, la comparsa di occhiate strabiche è il primo segnale che dietro all’immagine annebbiata percepita dal piccolo paziente si cela un’ipermetropia misconosciuta, condizione che può essere spesso completamente risolta dal semplice uso dell’occhiale.
L'importanza della visita oculistica e la diagnosi
Perché è importante effettuare una visita oculistica? Un ipermetrope dovrebbe effettuare delle periodiche visite oculistiche perché spesso la sua condizione si associa a problemi pressori oculari, come ipertensione oculare o diverse forme di glaucoma. Poiché queste problematiche sono asintomatiche ma facilmente gestibili se diagnosticate in tempo, è fondamentale una valutazione completa.
L’esame oculistico al quale è sottoposto il bambino viene effettuato a volte instillando nelľocchio alcune gocce che bloccano momentaneamente il muscolo accomodatore, in modo da ottenere il dato esatto relativo alla capacità visiva. Generalmente, gli esami oculistici vengono eseguiti sui bambini a 6 mesi, 3 anni e almeno ogni 2 anni a scuola. Si consiglia di fare un primo controllo oculistico già intorno a 1 anno di vita, da ripetere poi obbligatoriamente tra i 3 e i 5 anni.
La prima visita oculistica dei bambini
Il dibattito sugli occhiali: quando sono necessari?
Ipermetropia, occhiali sì o no? L’ipermetropia necessita di una correzione sempre. In genere, tutti i bambini devono portare gli occhiali da vista, sia se ipermetropi o miopi. Se non uso l’occhiale, l’ipermetropia può essere foriera di strabismo. Nei bambini, i muscoli oculari sono molto tonici e riescono a correggere spontaneamente anche ipermetropie elevate; tuttavia, visto che questo meccanismo richiede un forte sforzo, è opportuno correggere il difetto mediante un occhiale per mettere a riposo la muscolatura del piccolo paziente.
La prescrizione di occhiali da vista è il trattamento correttivo più diffuso. Spesso si consiglia l’uso di lenti correttive da indossare solo durante la lettura o quando devono concentrarsi su oggetti ravvicinati. A seconda che l'occhio pigro (ambliopia) sia presente o no, sarà indicata o meno una terapia di occlusione, di solito con un cerotto. Se il bambino è riluttante a indossare gli occhiali, si possono utilizzare strategie comunicative, spiegando che questi ausili “fanno vedere meglio la tv” o “aiutano a vedere correttamente il tablet”.
Oltre l'infanzia: evoluzione del difetto e chirurgia
L’ipermetropia è considerata una condizione altamente ereditabile. Se i genitori sono ipermetropi, è probabile che lo sia anche il bambino. Con l’avanzare dell’età, la capacità di compensare il difetto visivo attraverso l’accomodazione inizia a diminuire. Verso i 40 anni, questa capacità cala drasticamente e si rendono necessarie lenti correttive.
Si può operare l’ipermetropia? L’ipermetropia può essere corretta sia con il laser che chirurgicamente. Trattandosi di una problematica che generalmente si manifesta in età adulta, per raggiungere l’indipendenza dagli occhiali è preferibile considerare un intervento di lensectomia con impianto di lenti premium (multifocali o a estesa profondità di fuoco). La chirurgia refrattiva customizzata moderna non mira solo a trattare i difetti comuni, ma anche a correggere le aberrazioni ottiche di alto ordine che sono uniche per ogni individuo. Tuttavia, come ogni caso di chirurgia oculare, le caratteristiche del singolo paziente dovranno essere valutate dallo specialista, riservando tali interventi solo a casi molto particolari nell'età adulta.

La diagnosi precoce resta lo strumento più potente per garantire uno sviluppo visivo sano. Trascorrere abbastanza tempo esposti alla luce naturale e limitare il tempo passato a leggere o davanti agli schermi sono abitudini che, insieme a controlli periodici, influenzano positivamente lo sviluppo della funzionalità visiva, permettendo ai bambini di tornare a vedere il mondo a colori e con contorni netti.