L’infertilità rappresenta una sfida complessa che coinvolge una percentuale significativa di coppie in età riproduttiva. Di solito ad una coppia che a seguito di vari tentativi con rapporti mirati per 12/24 mesi non riesce ad avere una gravidanza, è consigliato un approfondimento e delle verifiche dal punto di vista clinico per capire le cause e le problematiche legate alla non riuscita del concepimento. Tra le opzioni terapeutiche disponibili, l’inseminazione intrauterina (IUI) si configura come una tecnica di riproduzione assistita che consente la deposizione del seme maschile, opportunamente trattato, nell’apparato genitale femminile.

Comprendere l'endometriosi e il suo impatto sulla fertilità
L’endometriosi è una patologia ginecologica cronica che può compromettere la qualità della vita e, soprattutto, la fertilità. Colpisce circa il 10% delle donne in età riproduttiva e, in molti casi, rappresenta una delle principali cause di difficoltà nel concepimento. L’endometriosi si verifica quando tessuto simile a quello endometriale - che normalmente riveste l’interno dell’utero - si sviluppa in altre sedi, come le ovaie, le tube, il peritoneo, ma anche la vescica o l’intestino.
Il problema principale è che, anche se questo tessuto si trova in una sede anomala, continua a comportarsi come il normale endometrio, ispessendosi e sfaldandosi ad ogni ciclo mestruale. Tuttavia, non avendo una via d’uscita, questo sangue rimane intrappolato, causando infiammazione, dolore e, in molti casi, la formazione di cisti o aderenze. L’endometriosi può causare infiammazioni e tessuto cicatriziale intorno agli organi riproduttivi, che possono interferire con l’ovulazione o il trasporto degli ovuli.
Nonostante la complessità della patologia, l'endometriosi non sempre porta all’infertilità: il 50-70% delle donne colpite ottiene una gravidanza in modo naturale. Tuttavia, alcune pazienti possono andare incontro a infertilità a causa di complicazioni come il coinvolgimento delle tube o la riduzione della riserva ovarica. È interessante notare che molte donne scoprono di avere l’endometriosi solo dopo aver cercato aiuto per problemi di fertilità.
Il ruolo della IUI nel trattamento dell’endometriosi lieve
Quando si parla di tecniche di riproduzione assistita, l’inseminazione intrauterina (IUI) è consigliata in alcuni casi di endometriosi molto lieve, specialmente se le tube di Falloppio sono aperte e la qualità degli ovuli è buona. Con questa tecnica, lo sperma viene introdotto direttamente nell’utero durante l’ovulazione, aumentando le possibilità di fecondazione.
La IUI è una tecnica che si rivela utile anche in donne con disordini ovulatori, ammesso che rispondano adeguatamente alla terapia ormonale. Per prima cosa viene stabilito se l’Inseminazione andrà effettuata durante un ciclo mestruale spontaneo o con una stimolazione farmacologica per indurre l’ovulazione. Nel secondo caso vengono somministrati dei farmaci per stimolare le ovaie a produrre più follicoli in modo da incrementare le possibilità di fecondazione.
Il primo controllo ecografico associato ad un prelievo di sangue per dosare FSH, LH, ESTRADIOLO, viene effettuato il secondo o terzo giorno del ciclo: è in questa giornata che si decide se la paziente potrà proseguire con la stimolazione. L’obiettivo della IUI è di produrre non più di tre ovociti. La superovulazione nella IUI differisce dunque da quella attuata nella FIVET; nella prima, infatti, l’intento è di stimolare la crescita soltanto del follicolo dominante, mentre nella seconda si induce la produzione di più follicoli per la fecondazione in laboratorio.
IUI - L'inseminazione intrauterina : IL PROF CLAUDIO MANNA DI BIOFERTILITY SPIEGA
Procedura clinica e gestione del liquido seminale
Una volta che i follicoli sono pronti ed hanno raggiunto la crescita ottimale, viene fatto raccogliere il liquido seminale che viene lavorato e preparato da personale specializzato in modo da selezionare gli spermatozoi “migliori” in numero sufficiente all’esecuzione della IUI. Il razionale di questa tecnica è quello di migliorare la qualità del liquido seminale e di introdurlo, dopo trattamento, nell’utero della donna, avvicinando così i gameti maschili con quello femminile e facilitandone la fecondazione.
Lo sperma viene poi rilasciato nell’utero della paziente tramite un catetere sottile. Con una sottile cannula si deposita un volume di 0.3 - 0.5 ml di liquido seminale trattato all’interno della cervice uterina e si inietta lentamente. È un passaggio indolore e, come procedura, simile ad una normale visita ginecologica. Normalmente la IUI non è dolorosa e non è solita presentare complicazioni. Se dovessimo valutare dei rischi sarebbero limitati e legati alla somministrazione di farmaci per l’ovulazione.
La IUI omologa, ovvero l’introduzione del liquido seminale del partner nella cavità uterina, può essere una soluzione efficace anche nei casi in cui il partner maschile presenta una reazione autoimmune verso i propri spermatozoi. Questa alterazione fa sì che gli spermatozoi siano incapaci di penetrare nel muco cervicale, mentre la tecnica di IUI permette loro di passare oltre la cervice e penetrare dentro l’utero.
Quando considerare opzioni oltre la IUI: FIVET e altre strategie
Se dopo 12 mesi di tentativi (o 6 mesi, se la donna ha più di 35 anni) la gravidanza non arriva, è consigliabile rivolgersi a un centro specializzato. Per gli stadi III e IV dell’endometriosi (moderato-severo e grave), le alterazioni anatomiche e infiammatorie sono più marcate e le probabilità di successo con la IUI si riducono. In questi casi, la FIVET (fecondazione in vitro) è l’opzione più efficace.
Il protocollo FIVET consiste nell’estrazione di ovuli dalla donna e nella loro fecondazione in laboratorio con lo sperma del partner o di un donatore, in modo convenzionale o mediante ICSI. Gli embrioni ottenuti vengono trasferiti nell’utero, aumentando notevolmente le possibilità di gravidanza anche nei casi in cui l’endometriosi ha compromesso gravemente la fertilità.
Esistono inoltre tecniche complementari e di supporto:
- Chirurgia laparoscopica: Questa procedura minimamente invasiva rimuove il tessuto endometriosico e può essere utile nei casi in cui il tessuto ostruisce il tratto riproduttivo.
- Ovodonazione: Ideale per coloro la cui riserva ovarica è compromessa dall’endometriosi. Gli ovuli delle donatrici vengono utilizzati per eseguire la FIV, migliorando le percentuali di successo della gravidanza.
- Vitrificazione degli ovociti: Consigliata alle donne con diagnosi di endometriosi che desiderano posticipare il parto. La crioconservazione degli ovuli consente di preservare la fertilità per utilizzarla in futuro.

Il monitoraggio della gravidanza e la gestione dei sintomi
I sintomi della gravidanza nelle donne con endometriosi possono variare e, in alcuni casi, possono essere simili ai sintomi dell’endometriosi, che possono complicarne l’identificazione. Alcuni sintomi comuni della gravidanza includono nausea, vomito, affaticamento e cambiamenti nella voglia di cibo. Tuttavia, a causa dell’endometriosi, alcune donne possono avvertire un aumento del dolore pelvico o del disagio dovuto alle alterazioni del tessuto endometriosico.
È importante notare che la gravidanza offre una pausa temporanea ai sintomi dell’endometriosi grazie alla sospensione dei cicli mestruali e alla riduzione dei livelli di estrogeni, un ormone che favorisce lo sviluppo dell’endometriosi. Durante la gestazione, molte donne provano un notevole sollievo dal dolore e dagli altri sintomi associati. Tuttavia, è comune che questi sintomi si ripresentino dopo il parto.
Il tasso di successo della fecondazione in vitro con endometriosi non dipende solo dal grado della malattia, ma da molte cause, tra cui l’età della donna, la riserva ovarica, la qualità embrionale e la strategia di trasferimento (fresco o differito). In realtà, a partire dai 35 anni la riserva ovarica diminuisce rapidamente. Se aggiungiamo il fattore endometriosi, gli specialisti raccomandano di pianificare la gravidanza preferibilmente prima dei 35 anni.
Considerazioni su patologie correlate: l'adenomiosi
Spesso associata all'endometriosi, l’adenomiosi è una condizione benigna in cui tessuto simile all’endometrio si trova all’interno del muscolo dell’utero (miometrio). Questo può rendere l’utero più “reattivo”, a volte più grande, ed è associato a mestruazioni più abbondanti, dolori mestruali e, in alcune donne, dolori pelvici o dolori durante i rapporti sessuali. La valutazione di questa condizione è fondamentale quando si pianifica un percorso di procreazione medicalmente assistita, poiché l'ambiente uterino gioca un ruolo cruciale nell'impianto dell'embrione.
Affrontare l’endometriosi e l’infertilità richiede un approccio multidisciplinare. Non esiste una cura definitiva per l’endometriosi, ma esistono trattamenti per alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita, che vanno dal trattamento ormonale (contraccettivi, agonisti del Gn-RH, progestinici) alla chirurgia specialistica. Ogni situazione è unica e la buona notizia è che numerose donne con endometriosi riescono ad avere una gravidanza, anche nei casi più complessi, grazie alle moderne tecniche di riproduzione assistita e al supporto costante di centri specializzati.
tags: #inseminazione #iui #per #endometriosi