La gravidanza è un periodo particolare e delicato nella vita di una donna, durante il quale tutte le attenzioni sono volte ad assicurare il benessere del nascituro. In questo frangente, l'organismo della futura mamma subisce notevoli impegni e trasformazioni fisiologiche che possono renderlo più vulnerabile rispetto a una condizione normale. Il sistema immunitario è meno efficiente, e questa maggiore fragilità espone la donna in dolce attesa a un rischio più elevato di contrarre infezioni, tra cui l'influenza. Sebbene l'influenza sia comunemente considerata una malattia stagionale dal decorso benigno, in gravidanza assume una rilevanza differente, comportando potenziali complicanze per la salute della mamma e, in alcuni casi, anche per quella del bambino. È fondamentale, quindi, comprendere appieno i suoi sintomi, i rischi associati, le migliori strategie di prevenzione e le opzioni di trattamento sicure per vivere la gestazione con maggiore serenità.
Capire l'Influenza: Sintomi e Segnali Specifici in Gravidanza
L'influenza è una malattia respiratoria stagionale causata da virus e solitamente è caratterizzata da una brusca insorgenza di febbre alta. I sintomi dell’influenza in gravidanza sono generalmente gli stessi riscontrati nella popolazione generale, ma la futura mamma potrebbe percepirli con maggiore intensità a causa della sua condizione di maggiore vulnerabilità. Tra i più comuni vi sono la febbre alta, spesso superiore a 38°-38,2°C, accompagnata da brividi, cefalea, e una sensazione generale di malessere, spesso descritta come avere le “ossa rotte” a causa dei dolori articolari e muscolari. Questi dolori muscolari e articolari, uniti alla stanchezza, possono essere particolarmente debilitanti.

Oltre ai sintomi sistemici, si presentano frequentemente anche sintomi respiratori, come la tosse, che è generalmente secca, il raffreddore, il naso che cola e la produzione di catarro, così come il mal di gola. Non sono comuni sintomi a carico del tratto gastrointestinale, quali nausea, vomito e diarrea, ma possono presentarsi, soprattutto in alcune donne, in particolare quelle più giovani. È importante ricordare che in gravidanza la temperatura corporea è già di circa mezzo grado più alta del normale per l’azione dilatante sui vasi sanguigni operata dal progesterone, un ormone la cui sintesi aumenta normalmente in questo periodo. Questa variazione fisiologica può rendere più difficile distinguere un leggero rialzo febbrile da una temperatura normale per la gestazione.
La durata della fase sintomatica è di circa 7-10 giorni, a seconda della virulenza del virus e della fragilità del paziente. Tuttavia, se dopo alcuni giorni dalla sua comparsa la febbre non passa o peggiora, potrebbe essere sopraggiunta un’infezione batterica, una complicanza che richiede attenzione medica immediata.
È inoltre opportuno distinguere l'influenza dalle cosiddette sindromi parainfluenzali, che possono provocare sintomi molto simili. Le parainfluenze sono tuttavia più lievi e si manifestano con non più di due sintomi alla volta, caratterizzate di solito da dolori e spossatezza accompagnati da febbre oppure da sintomi respiratori. Inoltre, i virus parainfluenzali possono colpire durante tutto l’anno e l’unico modo per prevenirne l’infezione è evitare sbalzi di temperatura, i luoghi troppo affollati, lavarsi spesso le mani e seguire una sana alimentazione.
I Rischi dell'Influenza per la Futura Mamma e il Feto
L'influenza in gravidanza non va sottovalutata poiché, a causa delle alterazioni del sistema immunitario e dei cambiamenti fisiologici che avvengono nel corso dei nove mesi, le donne incinte sono più vulnerabili e presentano maggiori possibilità sia di ammalarsi sia di sviluppare complicanze. L’organismo della donna, durante la gravidanza, diventa più vulnerabile rispetto a una condizione normale, e i cambiamenti fisiologici tipici di questo periodo così delicato tendono a indebolire le difese immunitarie. Questi fattori espongono la donna a dei rischi un po’ più gravi che normalmente non si verificherebbero.

Le mamme in dolce attesa devono prestare particolare attenzione all’influenza poiché potrebbe comportare delle complicanze per la loro salute ma anche per quella del bimbo che portano in grembo. La gravidanza, infatti, aumenta il rischio di complicazioni influenzali, e le donne incinte sono più a rischio di ospedalizzazione rispetto alle donne non gravide della stessa età. Studi recenti mostrano che le donne incinte hanno una probabilità 10 volte superiore rispetto alla popolazione generale di avere bisogno di ricovero in ospedale e cure intensive in caso di influenza. In base ai dati epidemiologici, ben il 7-10% dei ricoveri per influenza è costituito da donne nel secondo o terzo trimestre di gravidanza.
Aumento della Vulnerabilità Materna
L’influenza contratta in gravidanza determina un considerevole aumento dei decessi e dei tassi di ospedalizzazione per complicanze cardiopolmonari rispetto alla popolazione generale. Questo accade a seguito di alcune modificazioni fisiologiche della gravidanza, come lo shift Th1/Th2, l’incremento della gettata cardiaca e del consumo di ossigeno, una diminuzione della capacità polmonare e del volume polmonare corrente. Fra le complicanze più frequenti ci sono la disidratazione, il dolore al petto, le difficoltà respiratorie e le polmoniti, che talvolta possono richiedere il ricovero. Il rischio maggiore è proprio quello di sviluppare delle problematiche importanti come ad esempio il peggioramento dell’influenza in polmonite. Inoltre, altre complicazioni dell’influenza in gravidanza possono presentarsi in condizioni di particolare fragilità, come la presenza di malattie croniche o patologie della gravidanza, come il diabete gestazionale. Il 5% di tutti i decessi correlati all’influenza da H1N1 nel corso della pandemia del 2009-2010 si è verificato in corso di gravidanza, anche se le donne gravide rappresentavano solo l’1% della popolazione complessiva degli affetti, evidenziando la maggiore vulnerabilità di questa popolazione.
Rischi per il Feto e il Neonato
Un'influenza durante la gravidanza raramente causa problemi diretti al feto: il virus che provoca la malattia, infatti, non è in grado di raggiungere il nascituro, in quanto protetto dalla barriera della placenta. A parte questo, il virus della comune influenza, se ha un'origine virale, non minaccia la salute del feto grazie alla funzione di barriera che svolge la placenta. Il rischio di trasmissione del virus al bambino si presenta solo se nella placenta si formano delle lesioni che permettono il passaggio dei batteri. Tuttavia, non è il caso di allarmarsi, ma è bene non sottovalutarla, poiché a essere pericolosa è soprattutto la presenza di una febbre alta, sopra i 38,5-39°, e persistente, indipendentemente dalla fase della gestazione. Un forte rialzo della temperatura, superiore a 38°-38,2°, sebbene non determini nella mamma in attesa dei rischi maggiori rispetto alle donne non incinte, può costituire un problema per il feto.
- Nel corso del primo trimestre, secondo alcuni studi, un’influenza contratta nelle prime settimane di gestazione può aumentare il rischio di malformazioni congenite nel nascituro, come il labbro leporino, e un arresto dello sviluppo dell’embrione.
- Se la donna contrae l’influenza durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza e va incontro a un importante rialzo termico, potrebbe correre un rischio aumentato di sviluppare contrazioni uterine, di subire un aborto tardivo, di avere un parto pretermine o di necessitare di un parto cesareo. In caso di problematiche respiratorie e febbre alta (oltre i 38°), si potrebbe verificare un travaglio prematuro.
In tutte le epoche gestazionali, bisogna fare particolare attenzione anche allo sviluppo di sovra-infezioni batteriche da streptococco beta emolitico. Il batterio, infatti, dalle vie respiratorie, può raggiungere l’intestino e le vie urinarie fino ad arrivare all’ambiente vaginale, dove può determinare una rottura precoce del sacco amniotico con aborto del feto.Non va dimenticato che i neonati fino a 6 mesi, a causa dell’immaturità del sistema immunitario e cardiorespiratorio, sono maggiormente vulnerabili e soggetti a complicanze che richiedono il ricovero ospedaliero (polmonite, laringo-tracheo-bronchite, encefalopatia) e ad una mortalità più elevata. Questo rende la protezione della madre ancora più cruciale, poiché gli anticorpi passati durante la gravidanza o l'allattamento possono offrire al neonato una difesa passiva.
FEBBRE IN GRAVIDANZA: cosa fare quando sei incinta? ci sono rischi per il bambino?
Prevenzione: Le Strategie Essenziali per una Gravidanza Serena
Per una gravidanza completamente tranquilla, dunque, è bene prevenire l'influenza. La prevenzione è la migliore arma per proteggere sia la futura mamma sia il nascituro, minimizzando i rischi associati a questa infezione stagionale.
L'Importanza della Vaccinazione Antinfluenzale
La vaccinazione antinfluenzale è considerata la misura preventiva più efficace e sicura. Il Ministero della Salute, così come l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), insieme a numerosi altri organismi istituzionali italiani e internazionali (Royal College of Obstetricians and Gynaecologists inglese, National Institutes of Health e Centers for Disease Control and Prevention statunitensi), consigliano caldamente la vaccinazione antinfluenzale. Questa raccomandazione è rivolta soprattutto alle future mamme che, durante il periodo di maggiore diffusione del virus, si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. In generale, il vaccino è consigliato alle donne oltre i primi 3 mesi di gravidanza che hanno problemi di salute tali da aumentare il loro rischio di complicazioni.
Gli studi clinici e l'esperienza maturata finora permettono di affermare che i benefici della vaccinazione in gravidanza sono di gran lunga superiori ai rischi. La vaccinazione, con vaccino inattivato, può essere effettuata in qualsiasi trimestre della gravidanza. Infatti, le autorità sanitarie internazionali (ECDC, OMS) indicano la vaccinazione delle donne in gravidanza in qualsiasi momento della gravidanza, in quanto non sono stati riportati effetti avversi sul prodotto del concepimento. I vaccini antinfluenzali disponibili in Italia sono tutti preparati a base di virus uccisi o di loro frammenti, in grado di attivare la risposta immunitaria, ma del tutto incapaci di provocare la malattia o altri effetti sfavorevoli per l'organismo. Possono pertanto essere somministrati con sicurezza e tranquillità sia negli adulti sia nei bambini e anche durante la gestazione. È importante informare e rassicurare le donne sulla sicurezza della vaccinazione somministrata in gravidanza, che non presenta alcuna controindicazione per il feto.

Vaccinarsi è il modo migliore di prevenire l’influenza in gravidanza: riduce la probabilità di contrarre la malattia e, in caso di sviluppo di sintomi influenzali, questi sono meno gravi. È un’importante misura di protezione per sé stessi e per chi ci sta intorno. Infatti, gli anticorpi riescono a passare dall’organismo della mamma a quello del bambino, fornendo una protezione indiretta anche al neonato nei suoi primi mesi di vita, quando è più vulnerabile. La stagione influenzale può cominciare già a ottobre e protrarsi fino a maggio, perciò la metà di settembre e la fine di ottobre sono i periodi migliori per vaccinarsi. Ci vogliono circa due settimane perché la copertura sia completa.
La vaccinazione contro l'influenza è da prendere in considerazione anche subito dopo la nascita del piccolo, al ritorno a casa dall'ospedale, chiedendo il parere del medico. Nei primi mesi, il neonato assorbe molto tempo ed energie alla neomamma: evitando di ammalarsi, la vaccinazione rappresenta un "aiuto" importante. Naturalmente, è molto importante chiedere sempre consiglio ai propri medici curanti, i quali sapranno esprimere le valutazioni più opportune rispetto al caso specifico. È fondamentale ricordare che il vaccino antinfluenzale stagionale, però, non protegge in maniera efficace dalle mutazioni possibili del virus, quindi si consiglia di seguire tutti gli accorgimenti essenziali per prevenire l’insorgenza della patologia e vivere la gravidanza al meglio.
Misure Igieniche e Comportamentali
Oltre alla vaccinazione, adottare buone pratiche igieniche e comportamentali è cruciale per limitare la diffusione del virus. I virus influenzali si trasmettono principalmente per via aerea, attraverso le goccioline di Fluegge (di saliva), che il malato produce tossendo, starnutendo o semplicemente parlando, soprattutto negli ambienti affollati e chiusi. Si diffondono molto facilmente. Inoltre, la trasmissione può avvenire anche mediante contatto diretto con oggetti contaminati. Le persone infette sono contagiose da un giorno o due prima che i sintomi compaiono, fino a circa cinque giorni dopo l’inizio della sintomatologia, talvolta fino a 10 giorni dopo. Questo significa che il virus può essere trasmesso anche da persone apparentemente sane.
Per prevenire l’insorgenza dell’influenza in gravidanza è consigliato di lavarsi e igienizzarsi spesso le mani, una misura semplice ma estremamente efficace. È altrettanto importante evitare di stare in luoghi molto affollati ed evitare uno stretto contatto con persone influenzate, raffreddate o malate. Cercare di dormire a sufficienza contribuisce a mantenere efficiente il sistema immunitario. Inoltre, è utile evitare di usare i fazzoletti di cotone, che sono un vero e proprio ricettacolo di germi e virus, preferendo quelli usa e getta. Mantenere un tasso di umidità del 50-55% in casa, eventualmente ricorrendo agli umidificatori, e una temperatura compresa fra i 18 e i 20°C, è consigliabile per il benessere respiratorio.
L'Alimentazione e lo Stile di Vita come Scudo Immunitario
Una dieta appropriata è in grado di ridurre gli effetti negativi dovuti a febbre, nausea, vomito e diarrea, frequenti responsabili di disidratazione, e a rafforzare le difese naturali dell'organismo. Per mantenere il sistema immunitario in buona efficienza è particolarmente importante che nella dieta siano presenti frutta, verdura, cereali, legumi e pesce azzurro, soprattutto in gravidanza, quando l’organismo, impegnato nella costruzione di una nuova vita, è messo alla prova. Aumentare l'assunzione di liquidi è fondamentale per mantenere una buona idratazione e supportare le funzioni corporee.
Adottare uno stile di vita che sia il più attivo possibile e, se si riesce, fare uno sport compatibile con la gravidanza, contribuisce al benessere generale e alla resilienza dell'organismo. Prevenire è la chiave per limitare il più possibile il contagio e vivere al meglio questo periodo importante della vita.
Gestione dell'Influenza in Gravidanza: Trattamento e Consigli Utili
Anche facendo attenzione, però, può capitare di prendersi l’influenza. Se, pur con tutti gli accorgimenti del caso, l’influenza ha fatto capolino, è chiaro che, se normalmente è un disturbo che non desta eccessiva preoccupazione, ci sono situazioni in cui occorre prestare un’attenzione in più e la gravidanza è certamente una di queste.
Quando Rivolgersi al Medico
Nel momento in cui si contrae l’influenza è fondamentale stare a riposo, bere molta acqua e contattare subito il ginecologo o il proprio medico di fiducia. Elisa, la mamma di Edoardo, che ha 3 anni e frequenta la scuola materna, si trova alla 30^ settimana della sua seconda gravidanza. Avvicinandosi la stagione invernale, nel corso di una visita di controllo le viene proposto di programmare la vaccinazione anti-influenzale nel mese di novembre, per proteggere sé stessa e la gestazione. Ma se nonostante la prevenzione si ammala, è bene che si conceda il giusto riposo e beva molto. È importante ascoltare il proprio corpo e rivolgersi al proprio ginecologo al verificarsi dei primi sintomi (febbre, mal di gola, tosse, catarro). Tenendo la situazione sotto controllo già dalla prima fase dello stato influenzale, non verranno compromesse né la salute del feto né quella delle mamme.
Particolare attenzione deve essere posta in caso di sintomi respiratori importanti e febbre alta, superiore ai 38 gradi, o se la febbre alta, oltre i 38,5-39°, dovesse essere persistente. In presenza di queste problematiche è importante rivolgersi al medico. Salvo in caso di malessere realmente severo (nausea e vomito intensi, difficoltà respiratorie significative, tosse con sangue, dolore al petto, polmonite) o specificamente associato alla gravidanza, non è necessario rivolgersi al Pronto Soccorso, ma è essenziale un consulto medico.
Riposo e Idratazione: I Fondamentali della Cura
La migliore strategia per curare l’influenza in gravidanza consiste nel concedere all’organismo il riposo di cui ha bisogno per guarire. L’influenza farà il suo corso e i sintomi spariranno nel giro di pochi giorni. Rimanere a riposo a letto in un ambiente confortevole è cruciale. Inoltre, è consigliabile bere molto per contrastare la disidratazione provocata dalla febbre e aumentare l’efficienza delle difese immunitarie. Aumentare l'assunzione di liquidi è una delle misure che possono aiutare a stare meglio.
Alimentazione durante la Malattia
Anche se non si ha appetito, bisogna cercare di mangiare qualcosa per non indebolire troppo l’organismo. È opportuno preferire cibi leggeri, digeribili e ad alto contenuto di vitamine e di sali minerali, che possono contribuire a supportare il sistema immunitario e a recuperare le energie. Una dieta appropriata è infatti in grado di ridurre gli effetti negativi dovuti a febbre, nausea, vomito e diarrea, frequenti responsabili di disidratazione.
Farmaci e Controindicazioni
Com'è ormai noto, la misura ideale per evitare qualsiasi rischio in gravidanza sarebbe quella di non assumere farmaci, soprattutto nel corso del primo e del terzo trimestre di gestazione. Sono numerosi, infatti, i farmaci che assunti in gravidanza possono avere gravi effetti indesiderati, e occorre fare attenzione anche nel caso di quelli per cui non è necessaria la ricetta medica. "Attenzione invece ai farmaci perché nel corso della gravidanza possono interferire con la salute e il corretto accrescimento del feto” spiega la ginecologa.

L’unico medicinale che si può assumere senza rischi per il bebè è il paracetamolo, la cui sicurezza durante la gestazione e l’allattamento è ampiamente documentata. Generalmente vengono somministrati quelli a base di paracetamolo, una molecola che costituisce il principio attivo di numerosi farmaci antinfluenzali e che sembra non presentare controindicazioni sia per la salute della mamma che per quella del bambino. Solo se consigliato dal proprio medico, per abbassare la febbre molto alta, potrebbe essere efficace il paracetamolo, che allevia anche mal di testa e dolori articolari.
Altri farmaci impiegati per il trattamento dei sintomi influenzali sono i cosiddetti FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), come ibuprofene, ketoprofene e nimesulide. Tuttavia, per questi e altri medicinali è fondamentale consultare sempre il medico, poiché molti di essi sono controindicati o richiedono una valutazione molto attenta del rapporto rischio/beneficio in gravidanza. In commercio esistono anche dei farmaci antivirali per l’influenza, oggetto di numerosi dibattiti. L’OMS raccomanda di limitarne l’uso a casi selezionati, mentre l’utilizzo di routine non è appropriato. Il medico potrebbe anche consigliare degli integratori specifici per supportare l'organismo.
Consigli Aggiuntivi per Alleviare i Sintomi
Per alleviare i sintomi di congestione possono essere utili vapori, aerosol o suffumigi con acqua calda e bicarbonato o con acque termali. È bene poi non coprirsi troppo per non ostacolare la dispersione di calore e favorire il ricambio d’aria negli ambienti domestici. In casa, l’ideale è mantenere un tasso di umidità del 50-55%, se serve anche ricorrendo agli umidificatori, e una temperatura compresa fra i 18 e i 20°C.
Allattamento durante l'Influenza
Anche se la mamma ha l'influenza, non è indispensabile interrompere l'allattamento, né quello al seno né quello artificiale. L'allattamento al seno, in particolare, può trasmettere anticorpi al neonato, offrendogli una protezione naturale contro il virus.
Maddalena, alla 26^ settimana di gravidanza, mostra i classici sintomi dell’influenza in gravidanza: febbre alta, naso che cola e tosse secca. È molto preoccupata per la sua salute e quella del suo bambino, così contatta il medico di base che, dopo averle raccomandato l’esecuzione di un tampone per escludere l’infezione da Sars Cov 2, le spiega che potrebbe trattarsi proprio di questo, ovvero dell’influenza stagionale. L’influenza infatti si può manifestare con febbre alta (anche oltre 39°C), dolori muscolari e articolari, raffreddore e naso che cola, tosse secca e mal di gola, cefalea e malessere generalizzato. Non sono comuni sintomi a carico del tratto gastrointestinale, quali nausea, vomito e diarrea, ma possono presentarsi soprattutto nei bambini. Maddalena chiede al suo medico informazioni sull’utilizzo di farmaci per l’influenza in gravidanza e viene anzitutto tranquillizzata da quest’ultimo in merito all’utilizzo del paracetamolo, la cui sicurezza durante la gestazione e l’allattamento è ampiamente documentata. Questa testimonianza pratica sottolinea l'importanza di una gestione informata e rassicurante da parte dei professionisti sanitari.
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