L'ostetricia è la disciplina medica che si occupa dello studio della fisiopatologia di gravidanza, parto e puerperio, il periodo post-parto. Comprendere questo percorso significa addentrarsi in un evento biologico complesso, che trasforma profondamente l’organismo femminile e segna l'inizio di una nuova vita.

La biologia dell'inizio: dal concepimento alle prime settimane
La gravidanza inizia quando, in seguito al rapporto sessuale, uno spermatozoo penetra in un ovocita fecondandolo. La data di inizio della gravidanza è per convenzione la data del primo giorno dopo l’ultimo ciclo mestruale. In seguito all’ovulazione, l’ovocita viene rilasciato dall’ovaio e passa nelle tube di Falloppio, dove incontra lo spermatozoo e avviene la fecondazione. Il sospetto una gravidanza in corso sorge dal ritardo del ciclo mestruale.
Nelle prime 4 settimane di gravidanza, l’embrione cresce e si sviluppa secondo successive divisioni cellulari, collegandosi con i tessuti della madre e i suoi vasi sanguigni per ottenere il nutrimento necessario alla crescita. All’ottava settimana di gravidanza gli organi cominciano a formarsi ed è evidente la struttura del feto con una testa prominente. La gravidanza dura circa 40 settimane, calcolate a partire dal primo giorno dell'ultimo ciclo mestruale. Durante questo periodo, l’utero della donna nutre e protegge il feto.
La gestione medica della gestazione
La salute di madre e bambino durante la gravidanza viene presa in carico dal sistema sanitario nazionale (SSN), attraverso un servizio di monitoraggio della gravidanza e dell'accrescimento del feto. La prima visita ostetrico-ginecologica deve essere effettuata entro le prime 10 settimane di gravidanza. Durante le prime 10 settimane, la futura mamma deve sottoporsi a una visita che include misurazione del peso e della pressione arteriosa, esami delle urine, esame del sangue, ecografia per datare la gravidanza, PAP test, test per HIV, epatite C, rosolia, toxoplasmosi e malattie veneree.
Tra gli strumenti diagnostici, l'amniocentesi o la villocentesi possono essere proposte dal medico in caso di sospette malformazioni o anomalie genetiche fetali, o in generale nei casi di gravidanza tardiva (dopo i 35 anni). L’amniocentesi va effettuata dopo la quindicesima settimana e consiste nel prelievo di liquido amniotico attraverso l’uso di un ago, senza toccare il feto. La villocentesi può essere effettuata più precocemente, tra le settimane 9 e 13 di gravidanza, e serve per prelevare il tessuto dei villi coriali, cioè la porzione del feto che contribuisce alla formazione della placenta.

Lo sviluppo fetale e i cambiamenti materni
Nelle settimane successive, con la crescita del feto, anche il peso della donna in gravidanza tende ad aumentare. È possibile vedere chiaramente le strutture del feto durante un’ecografia. Una seconda ecografia di controllo, detta morfologica, viene effettuata a 20 settimane circa per valutare le strutture anatomiche fetali e misurare l’accrescimento del feto. Nell’intervallo tra la settimana 17 e la 19 la donna può iniziare a percepire il movimento del nascituro in grembo, e intorno alla settimana 20 può essere visibile la linea nigra, un fenomeno fisiologico dovuto alla stimolazione ormonale in gravidanza che causa una iperproduzione di melanina.
Verso la settimana 22, il feto può cominciare a seguire i ritmi di veglia e sonno. Con il proseguire della gravidanza il feto continua a crescere e a muoversi sempre più spesso. Dalla settimana 32 il nascituro si posiziona con la testa verso il basso, nella posizione migliore per il parto. Alla settimana 36 di gravidanza i polmoni sono formati e il parto naturale diventa possibile. In alcuni casi, le donne in questa fase possono sperimentare le contrazioni di Braxton Hicks, dovute al fatto che l’utero, spontaneamente, inizia a “esercitarsi” per il movimento necessario al momento del parto.
La fisiologia del travaglio e la nascita
Dalla settimana 37 in poi, la gravidanza è considerata a termine e il parto può avvenire. In caso di parto spontaneo, al termine del periodo di gravidanza (intorno alla settimana 40) l’utero inizia a contrarsi in modo sempre più frequente e con maggiore intensità. L’utero si abbassa e possono verificarsi delle fuoriuscite di materiale mucoso a livello vaginale, fino alla perdita del liquido amniotico (rottura delle acque).
Quando il feto è maturo e la nascita è imminente, il bambino inizia una serie di movimenti che lo aiutano a incanalarsi nel canale del parto. Durante il travaglio, l’utero si contrae a intervalli regolari, causando la dilatazione della cervice, l’orifizio dell’utero. Quando le contrazioni causano una dilatazione della cervice di 10 centimetri, l’apertura è sufficientemente grande da consentire al bambino di passare dall’utero alla vagina. La vagina è un condotto muscolare in grado di dilatarsi per accogliere la testa e le spalle del bambino.
Fasi del travaglio | Come spingere (e respirare) durante il parto?
Il parto spontaneo avviene naturalmente quando l'utero inizia a contrarsi e il bambino viene espulso senza interventi. Tuttavia, se la gestazione si prolunga oltre la settimana 40 o in presenza di complicazioni, come il distacco della placenta, rottura anticipata delle acque o pre-eclampsia, lo specialista può procedere all'induzione del parto naturale mediante stimolazione farmacologica. Il taglio cesareo, invece, è una vera e propria procedura chirurgica che avviene mediante incisione dell’utero. La degenza per la puerpera che abbia avuto un parto fisiologico spontaneo è di 48 ore, che salgono a 72 in caso di cesareo senza complicazioni.
Oltre il percorso naturale: la PMA e la negazione della gravidanza
La gravidanza come evento fisiologico non sempre riesce a verificarsi nelle modalità naturali e nei tempi desiderati. Le coppie con problemi di infertilità possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), un insieme di procedure che comportano il trattamento dei gameti umani con lo scopo di realizzare un concepimento. La procreazione medicalmente assistita comprende una serie di tecniche utilizzate per aiutare le coppie infertili a concepire, come l'inseminazione intrauterina e la fecondazione in vitro. La possibilità di accedere a questo tipo di servizio è garantita a tutti gli aspiranti genitori che possano dimostrare la loro incapacità riproduttiva ed è inclusa nei nuovi LEA.
Esistono casi rari e documentati, definiti come "negazione della gravidanza", in cui una donna partorisce senza essere consapevole della propria condizione. Si tratta di una condizione di distacco psicologico dalla realtà o, più raramente, legata a fattori fisici come il sovrappeso che maschera l'aumento dell'addome o perdite ematiche confuse per mestruazioni. La professoressa Rossella Nappi, ordinaria di Clinica Ostetrica e Ginecologica, sottolinea come, sebbene la donna possa presentare perdite di tipo mestruale che traggono in inganno, la negazione della gravidanza rappresenti spesso una reazione a traumi o disagi psichici. È una condizione in cui la gestante non riconosce i segnali fisici, inclusi i movimenti fetali, che solitamente permettono di identificare la gravidanza dopo la ventesima settimana.

La scienza ostetrica continua a evolversi, mettendo al centro la salute della madre e del nascituro attraverso monitoraggi costanti, tecniche di assistenza sempre più avanzate e una comprensione profonda, sia fisiologica che psicologica, di quello straordinario evento che porta a dare alla luce una nuova vita.
tags: #incinte #che #partoriscono