Affrontare la gravidanza è un momento delicato e trasformativo nella vita di una donna, e la gestione del peso corporeo gioca un ruolo cruciale per la salute sia della madre che del nascituro. In genere si consiglia di raggiungere un peso corporeo corretto prima del concepimento, preparando l'organismo a sostenere le esigenze della gestazione. Tuttavia, può capitare che la gravidanza arrivi in modo inaspettato, oppure che l’obesità sopraggiunga in seguito a cambiamenti di vita. Per questo motivo è opportuno tenere sotto controllo il peso durante l’intera gestazione per evitare di incorrere in rischi dannosi per la mamma e per il bambino. La questione non si limita solo al sovrappeso, ma include anche le condizioni di sottopeso, ciascuna con le proprie implicazioni per la salute materna e fetale.
Il Peso Corporeo e la Fertilità: Una Premessa Fondamentale
Il peso corporeo materno e l’eccesso di grasso addominale hanno un ruolo importante sia nel concepimento, sia durante la gravidanza. Perdere peso e raggiungere il più possibile il normopeso per le proprie caratteristiche, è il primo passo per aumentare le probabilità del concepimento. L’obesità può influenzare negativamente la fertilità femminile, perché può alterare il ciclo mestruale, l’ovulazione e gli ormoni sessuali. La donna obesa, mediamente, ci mette più tempo per ottenere una gravidanza e ricorre più spesso alla Procreazione Medicalmente Assistita. I tassi di successo nell’ambito di questa pratica sono minori e le percentuali di gravidanza più basse. Il motivo è da ricercare in una probabile immaturità degli ovociti nelle donne obese. Al giorno d'oggi sempre più donne ricercano una gravidanza in età avanzata quando la possibilità di presentare eccesso ponderale è maggiore.

Misurare il Peso: L'Indice di Massa Corporea (IMC) come Guida
Per capire se una donna incinta è considerata sottopeso, normopeso, sovrappeso o obesa occorre considerare la sua altezza e il suo peso. Questi fattori consentono di calcolare l’indice di massa corporea (IMC), o body mass index (BMI). Questo valore va calcolato prima della gravidanza oppure, qualora non si conosca, al primo incontro in gravidanza. L'IMC è calcolato misurando il grasso corporeo in rapporto all’altezza e al peso. Conoscere il proprio indice di massa corporea aiuta a determinare quanto peso si dovrebbe guadagnare durante la gravidanza con l’apporto calorico consigliato. Questo è importante, dal momento che aumentare della giusta quantità di peso non solo riduce il rischio di complicazioni in gravidanza, ma significa anche che si avrà meno peso da perdere dopo che il bambino nasce.
Esiste una tabella per classificare il BMI, sulla base di 6 categorie:
- Sottopeso con un BMI gravidico inferiore a 18,5
- Normopeso con un BMI gravidico tra 18,5 e 24,9
- Sovrappeso con un BMI gravidico tra 25 e 29,9
- Obesità classe I con un BMI gravidico tra 30 e 34,9
- Obesità classe II con un BMI gravidico tra 35 e 39,9
- Obesità classe III con un BMI gravidico superiore o uguale a 40
Tuttavia, è fondamentale comprendere che il BMI, pur essendo un modo semplice per valutare lo stato nutrizionale negli studi di popolazioni, è purtroppo insufficiente a valutare la composizione corporea, ovvero la percentuale di grasso e quella di massa metabolicamente attiva, detta "massa magra", del singolo soggetto. Detto in altri termini, donne con uguale BMI possono avere proporzioni di grasso e muscoli molto diverse e quindi esigenze nutrizionali molto diverse. Ad esempio, le donne alte e magre possono avere un maggiore incremento ponderale rispetto a quanto raccomandato. Le adolescenti hanno bisogno di un maggior aumento di peso in gravidanza, già nelle prime 24 settimane, rispetto alle donne adulte. Nelle primipare o ed in chi svolge una maggiore attività fisica, l'incremento consentito è maggiore.

Rischi Associati a Sovrappeso e Obesità in Gravidanza
L’obesità è una patologia importante che diventa una condizione di rischio per la gravidanza. Una donna gravida obesa ha più probabilità di sviluppare il diabete gestazionale, ma anche un maggiore rischio di gestosi, ovvero di ipertensione gestazionale. Il rischio è maggiore se l’accumulo di grasso è localizzato a livello centrale ovvero sulla pancia piuttosto che sulle cosce; si parla della cosiddetta obesità ginoide simil maschile, quella più rischiosa in termini di salute cardiovascolare.
Inoltre, l’obesità in gravidanza può rappresentare un rischio anche per il bambino. Esiste una correlazione tra questa patologia e un’alterazione della crescita del feto, sia in eccesso, si parla di macrosomia fetale (bambino più grande del normale alla nascita), che in difetto. Il diabete gestazionale, in particolare, può creare uno stato di dislipidemia e di alterazioni metabolica che coinvolge il feto: a causa dell’eccessiva glicemia materna produrrà molta insulina, ormone anabolico che può determinare una crescita eccessiva del corpo del bambino che sarà più grande del normale. Esiste poi un aumento del rischio di nascita prematura quando la gestante è in stato di obesità. Il bambino potrebbe sviluppare disturbi al cervello e al cuore, inclusi difetti del tubo neurale, indirettamente legati all’obesità.
Prof. Fabio Facchinetti - Gravidanza e obesità
Gestione del Peso Durante la Gravidanza: Guida all'Aumento Ponderale e all'Alimentazione
Un aumento di peso fisiologico varia tra i 7 e i 12 kg durante tutta la gravidanza. Questo parametro non è l’unico da considerare, in quanto anche l'indice di massa corporea è essenziale per capire in quale stadio della classifica si trova la gestante. L'Istituto di Medicina americano (IOM) ha elaborato alcune linee guida standard per l’aumento di peso gestazionale utilizzando le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Secondo queste linee guida, durante la gravidanza, più una donna è obesa, meno sono i chili che dovrà guadagnare. In genere si raccomanda un incremento di sei-sette chili, rispetto ai dodici-quindici raccomandati alle donne normopeso. Considerando circa tre kg di peso del bambino e un kg di placenta, significa avere un aumento estremamente modesto di peso.
La paziente obesa non deve assolutamente pensare di mettersi a dieta stretta in gravidanza per non ingrassare, perché il bambino che sta crescendo nella pancia va nutrito secondo delle regole prestabilite. Per perdere peso in gravidanza è essenziale avere il supporto del ginecologo o dell’ostetrica che saprà indicare la dieta più giusta. Se necessario, è possibile rivolgersi a un nutrizionista professionista per capire quali alimenti assumere e in che misura. È bene ricordare che non si devono eliminare nutrienti importanti per il bene della mamma o del bambino. Smettere di mangiare un alimento solo perché si pensa faccia ingrassare può rivelarsi una scelta scorretta. Al contrario, la dieta quotidiana deve contenere le calorie adeguate ed essere ricca di alimenti che siano fonti di vitamine, minerali e proteine. Occorre prestare attenzione alla qualità più che alla quantità.
In genere si consiglia di preferire cibi freschi, frutta e verdura di stagione ed escludere cibi fritti, bevande alcoliche e tutto ciò che non è possibile mangiare durante la gravidanza. Il vostro bebè ha bisogno in realtà solo di circa 50 calorie al giorno nel primo trimestre (pensate ad una mela o ad una mezza tazza di cereali di avena) - e solo un extra di 300 calorie al giorno verso la fine della gravidanza. Parlare con un dietologo può aiutarvi a creare una dieta personalizzata per ogni settimana e spiegarvi perché alcuni alimenti sono migliori di altri. È consigliabile mangiare cibi ricchi di fibre - tra cui verdure gialle e verdi, frutta e cereali integrali come riso e pane integrale - e avere un basso indice glicemico. Tenere un diario alimentare può essere un utile strumento di monitoraggio. Se il medico lo consiglia, è importante assumere un integratore vitaminico prenatale. È fondamentale evitare di prendere pillole e bevande che pretendono di sopprimere l'appetito.

L'Importanza dell'Attività Fisica e del Benessere Generale
Un altro aspetto importante riguarda l’attività fisica. Una donna incinta può fare sport con i dovuti accorgimenti. Nei primi tre mesi è meglio evitare sport intensi, mentre dal quarto mese in poi è possibile svolgere attività fisica più o meno intensa in base alle abitudini della donna prima della gravidanza. È sempre meglio consultare il proprio medico prima di iniziare una nuova attività motoria. Se non siete mai state attive, la gravidanza è un’eccellente motivazione a muoversi. Si può iniziare con cinque minuti di esercizio fisico ogni giorno, e aggiungere cinque minuti ogni settimana. Quindi la prima settimana sarà caratterizzata da cinque minuti di attività fisica ogni giorno, la seconda settimana da 10 minuti al giorno, la terza da 15 minuti al giorno. Secondo le linee guida il tempo ottimale da dedicare all’attività fisica durante la gravidanza è pari circa a un paio di ore a settimana.
Prof. Fabio Facchinetti - Gravidanza e obesità
Gravidanza con Sottopeso: Rischi e Accorgimenti
Mentre l'attenzione è spesso focalizzata sul sovrappeso e l'obesità, è altrettanto cruciale considerare le condizioni di sottopeso. Solo circa una donna su trenta, ovvero il 3.6% della popolazione italiana, ha un indice di massa corporea inferiore a 18.5. L'ideale sarebbe iniziare la gravidanza dopo aver raggiunto il peso ideale, per garantire la presenza di adeguate riserve nutrizionali. La scarsa nutrizione ha conseguenze maggiori sulla madre rispetto al feto che è privilegiato, ma in condizioni di marcate restrizioni ne viene anch'esso influenzato negativamente. I deficit alimentari in gravidanza possono causare abortività, anomalie congenite, rallentata crescita fetale intrauterina, basso peso fetale alla nascita e prematurità. L'esempio più importante è la scarsità di acido folico che può causare malformazioni del Sistema Nervoso Centrale (S.N.C.).
Le adolescenti gravide hanno un rischio particolarmente aumentato di avere un basso peso pregravidico e uno scarso incremento di peso in gravidanza. Le restrizioni alimentari sono una causa dello scarso incremento ponderale materno in gravidanza e si associano ad anemia e depressione postparto. La crescita fetale è il risultato di una complessa e dinamica interazione tra fattori genetici ambientali e nutrizionali e sembra tuttavia condizionata maggiormente da fattori ambientali, che genetici. È influenzata da fattori materni più che da quelli di origine paterna. La funzionalità utero-placentare condiziona la crescita più delle anomalie alimentari della madre. Le madri sottopeso, di bassa statura o con condizioni nutrizionali peggiori, che le portano ad avere un ridotto incremento ponderale, tendono generalmente ad avere feti e placente più piccole. Il rischio per le donne sottopeso prima della gravidanza, o con scarso incremento ponderale in gravidanza, di avere un feto piccolo, è aumentato di circa l'80%.
In corso di restrizioni caloriche la madre produce corpi chetonici nocivi per il feto, il quale ha limitate capacità di metabolizzarli. I neonati a basso peso, in particolare se la loro crescita è molto rallentata rispetto al loro presunto potenziale genetico di incremento ponderale, hanno un maggior rischio di mortalità perinatale, ovvero tra le 28 settimane di gestazione e la quarta settimana dopo la nascita. Rischiano anche di avere gravi complicanze come l'enterocolite necrotizzante, che è una patologia dell'apparato digerente, e la sindrome da distress respiratorio, che impedisce loro di respirare adeguatamente. Sembra che le gravi restrizioni alimentari subite dal feto nella vita intrauterina possano avere anche effetti negativi nel lunghissimo termine con aumentata morbilità e mortalità perinatale, problemi nutrizionali, neuropsichici, metabolici e cardiovascolari. L'iponutrizione e/o l'ipossia durante determinati periodi critici della vita intrauterina possono causare alterazione della "programmazione" della struttura e funzione cardiovascolare e metabolica.

Il Parto in Caso di Obesità Materna: Sfide e Considerazioni
L’obesità rappresenta un fattore di rischio tanto per un parto naturale quanto per un cesareo, rispetto alla donna normopeso. In condizioni di sovrappeso infatti, esiste una maggiore probabilità di infezioni, emorragie e ematomi. Inoltre, è più elevato il rischio tromboembolico. Nel caso del parto naturale invece, il rischio di distocia è quello più pericoloso. La distocia delle spalle è quella più comune e consiste nella mancata espulsione delle spalle del bambino subito dopo la fuoriuscita della testa. Questa situazione è estremamente pericolosa per il bambino.

L'Intervento Bariatrico come Opzione per la Maternità
Avevi pensato alla possibilità di intervento bariatrico per ridurre i rischi per te e per il feto legati all’obesità in gravidanza? Si tratta di una procedura chirurgica che riduce lo stomaco o il suo assorbimento, con lo scopo di indurre una perdita di peso significativa e duratura. L’intervento bariatrico può migliorare la fertilità delle donne obese, perché favorisce il ritorno dell’ovulazione e normalizza gli ormoni sessuali.
Prof. Fabio Facchinetti - Gravidanza e obesità
Diverse testimonianze evidenziano i benefici di tale approccio. Una paziente racconta: “Sono sempre stata ‘robusta’ ma, grazie a una dieta chetogenica che mi ha fatto perdere 12 chili, sono riuscita a rimanere incinta del primo figlio. Dopo questa gravidanza, il mio sogno era fare un secondo figlio entro i due anni dal primo. Purtroppo ho iniziato a prendere peso, e di anni ne sono passati 5. Non avevo mai pensato a un’operazione bariatrica, non sapevo ci fosse un centro di eccellenza nella mia regione, finché una conoscente mi ha raccontato di essere stata seguita per l’intervento dal dottor Braun a Conversano. Saputo il nome del medico, una sera, dopo aver messo a dormire mio figlio, ho cercato su Internet e letto sia del suo lavoro che le testimonianze di chi aveva risolto il problema dell’obesità grazie a un suo intervento.” Prosegue: “Ero sempre affaticata, le semplici pulizie della casa erano diventate insostenibili, una volta fatta una cosa andavo subito a sedermi sul divano per riposare, la mia schiena si ‘bloccava’ spesso. Anche giocare con mio figlio mi provocava una serie di malesseri, causati dai chili di troppo. Non ho mai avuto patologie gravi conseguenti all’obesità, come il diabete, ma avevo alcuni valori fuori norma, per esempio la pressione alta. La prima cosa che ho chiesto al dottor Braun non è stato il tipo di intervento, ma quanto tempo dopo avrei potuto tentare di avere un’eventuale gravidanza, non volevo più aspettare. Dopo lo screening, una volta risultata idonea all’intervento, il dottore ha optato per la sleeve gastrectomy. Quando sono entrata in sala operatoria, nel dicembre del 2018, pesavo 99 chili. Dopo l’intervento mi sono sentita molto bene fin da subito. Il dottore ha consigliato di aspettare uno o due anni dall’intervento, a luglio 2020 ho scoperto di essere incinta e la bambina è nata ad aprile 2021. Durante la gravidanza ho avuto solo i classici disturbi, come il bruciore di stomaco, di cui avevo sofferto già per il primo figlio. Soprattutto, non ho avuto tutti i problemi che si sarebbero potuti presentare con quei 40 chili di troppo.”
Un'altra paziente condivide un'esperienza simile: “Mi ha parlato per la prima volta del dottore una parente già visitata da lui. Si era trovata subito bene, aveva trovato le sue spiegazioni molto chiare, le aveva fatto un quadro completo della sua situazione, con relativi rischi e indicazioni precise. Ho così preso appuntamento con lui. La salute generale, fortunatamente, non ha risentito di patologie gravi legate all’obesità, come diabete o malattie cardiovascolari, per via della giovane età. Il dottor Braun ha optato per la sleeve gastrectomy, dandomi due date possibili per l’intervento, una in Puglia, a Conversano, e una in Campania, dove potevo contare sull’appoggio della mia famiglia di origine, ma 5 mesi e mezzo dopo. Una volta decisa, non ho voluto lasciar passare altro tempo e ho scelto la prima data possibile in Puglia. Sapevo che, in quei 5 mesi e mezzo dopo l’intervento, avrei potuto già raggiungere metà del mio obiettivo. Da quando sono stata operata, nel novembre 2019, tutti i valori sono rientrati nella norma, e a novembre 2020 ho raggiunto il peso forma. Ho seguito alla lettera tutte le indicazioni del dottore, e non ho avuto nessun problema o disagio post-operatorio. I suoi consigli sono stati molto utili e a 360°, dall’alimentazione all’attività fisica, fase per fase. Se mi dicessero lo rifaresti domani, io risponderei: lo rifarei adesso, non domani. Ora sono incinta di tre mesi, a poco più di due anni dall’intervento. Le ovaie? Sì, è anche possibile che la gravidanza si raggiunga in modo naturale dopo la perdita di peso. Prima della gravidanza è importante che la perdita di peso sia stabile e che non si stia prendendo nessun integratore vitaminico necessario per garantire un’alimentazione adeguata. Queste pazienti dovranno essere controllate da medici specialisti in materia.”
Il Supporto Specialistico e la Riproduzione Assistita
Non appena il test di gravidanza risulta positivo, è bene fissare un appuntamento con il proprio medico. In modo da fare al più presto la prima ecografia per datare l’inizio della gravidanza con precisione, sia perché l'ovulazione è spesso più irregolare nelle donne in sovrappeso, sia perché alcuni dei parametri di valutazione che tradizionalmente si usano per stimare la data di inizio gravidanza (l'altezza del fondo uterino, la dimensione dell'utero, il battito cardiaco) possono essere difficili da leggere in presenza di grasso addominale supplementare. Durante la prima visita, il medico si farà un quadro preciso del vostro peso calcolando l’indice di massa corporea (IMC). E poiché con il sovrappeso aumenta il rischio di diabete gestazionale, il medico potrà richiedere fin da subito un esame della glicemia (invece di aspettare fino alla settimana 28). Se il test è positivo, sarà necessario monitorare la glicemia a casa. In caso contrario, il medico continuerà a controllare la pressione arteriosa e l’eventuale proteinuria nelle urine ad ogni check-up.

Presso Unità di Riproduzione Assistita, si collabora con il Dipartimento di Endocrinologia che si occupa di studiare la situazione dei pazienti in tutti gli aspetti inerenti al ramo dell’Endocrinologia e Alimentazione. In questo modo si è in grado di fornire consulenza e le cure necessarie a tutte quelle donne che desiderano avere un figlio ma hanno problemi endocrinologi associati previa alla gestazione: diabete, malattie tiroidee, alterazioni del peso corporeo (sottopeso, sovrappeso, obesità), sindrome di ovaio policistico (SOP, una condizione eterogenea e multifattoriale, con contributi genetici, epigenetici e ambientali), prolattinoma e altri meno frequenti ma non meno importanti che richiedono una valutazione minuziosa e una preparazione pre-concettiva adeguata (iperplasia suprarenale congenita, diabete insipido). Si offre una stimolazione altamente personalizzata, adattata ai profili ormonali di ciascun paziente.
In alcuni casi, il partner maschile della donna presenta problemi endocrinologi che possono essere curati prima della realizzazione di tecniche di riproduzione assistita e/o problemi di indole nutrizionale. Anche in questi casi si propongono supporti nutrizionali, vitaminici e farmacologici se necessario. L'utero è una delle principali cause di infertilità, tra cui i fallimenti dell'impianto e gli aborti spontanei ricorrenti. In alcuni casi i problemi possono sorgere durante la Gravidanza, ad esempio con l’apparizione di Diabete Gestazionale o Ipotiroidismo associato alla gestazione; anche in queste situazioni si richiede la collaborazione del Dipartimento di Endocrinologia.
Affrontare il Percorso: Consigli Pratici e Superamento dei Miti
L’obesità e la gravidanza sono due parole che forse possono fare paura, ma che non devono scoraggiare dal realizzare il sogno di diventare mamma. Se si è una donna in sovrappeso o obesa e si desidera avere un figlio, è fondamentale sapere che ci sono dei rischi associati a questa condizione, ma anche delle soluzioni per affrontarli. La gravidanza non è il momento ideale per perdere peso, anche se si era in sovrappeso o obese prima che cominciasse. Mantenere una dieta sana è una delle raccomandazioni più importanti per stare bene in gravidanza. Anche con dei limiti da rispettare, la dieta quotidiana deve contenere le calorie adeguate ed essere ricca di alimenti che siano fonti di vitamine, minerali e proteine.
La maggior parte delle donne in gravidanza ritiene che la propria dieta sia "normale", ma non si rende conto che in effetti si alimenta eccessivamente, fa poca attività fisica e aumenta troppo di peso. Questo è in gran parte dovuto ad alcuni miti ancora radicati nella nostra cultura come quello che afferma che la donna gravida deve "mangiare per due" e stare a riposo. Un tempo questo era realmente utile, ma difficile da realizzare per la maggioranza delle donne, in quanto il cibo era scarso e procurarlo costava molta fatica. L'attività fisica era generalmente intensa, rispetto all'apporto di calorie. Il tipo prevalente di mansione era, molto più di ora, particolarmente faticosa ed inadatta ad una donna gravida, come ad esempio il lavoro in agricoltura o le mansioni fisicamente pesanti nelle industrie.

Le informazioni contenute in questa pagina non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio o indicazione riportata. Con le giuste abitudini alimentari e l'esercizio fisico è possibile riuscire ad avere una gravidanza sicura e un bambino sano.