Intraprendere un trattamento di fecondazione assistita come la FIVET (Fecondazione In Vitro con Trasferimento dell'Embrione) rappresenta per molte coppie un passo cruciale e profondamente emotivo verso il sogno della genitorialità. È del tutto normale, in questo percorso, chiedersi quanto tempo possa durare il processo, quali siano le aspettative di successo e, in particolare, quali siano le reali probabilità di ottenere una gravidanza al primo tentativo. Le prime volte sono sempre un salto nell’ignoto, per cui è comprensibile avere dei dubbi o sentirsi un po’ insicura. Se stai per iniziare un trattamento di fecondazione in vitro e ti sta succedendo proprio questo, non ti preoccupare! La cosa più importante è mantenere un'attitudine positiva e considerare questo percorso come una “gara di lunga durata”. Potrebbe funzionare subito, potrebbe non funzionare oppure potrebbe anche richiedere più tempo del previsto.
Il successo della FIVET non è mai garantito al primo ciclo, poiché il corpo umano è una “macchina” altamente sofisticata e i fattori coinvolti nel concepimento sono molteplici e talvolta difficili da analizzare. Tuttavia, è un trattamento che offre percentuali di successo significative, con continue evoluzioni grazie a nuove acquisizioni scientifiche e tecnologie sempre più sofisticate. Per comprendere appieno le probabilità di successo, è fondamentale analizzare i diversi aspetti che influenzano l'esito di questa procedura.
Che cos'è la FIVET? Panoramica sulla Fecondazione In Vitro
Il termine FIVET è l’acronimo di Fecondazione In Vitro con Trasferimento dell’Embrione in utero e si riferisce a una delle principali tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), impiegate ormai da decenni per offrire alle coppie infertili la possibilità di avere un bambino. In sintesi, la FIVET è un trattamento che prevede la fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo in una provetta, in ambiente controllato di laboratorio. Questo avviene in modo spontaneo: i gameti vengono prelevati e lasciati interagire da soli, in vitro. Successivamente, dopo 3-5 giorni, l’embrione così ottenuto viene trasferito nell’utero della donna. Questa tecnica ricrea artificialmente le condizioni ideali per l’incontro dei gameti e la formazione dell’embrione, superando le difficoltà di concepimento che le coppie possono incontrare.
Esistono inoltre diverse varianti dei protocolli di FIVET, definiti lunghi, corti, a fresco o con gameti o embrioni crioconservati, omologa o eterologa. Ognuna di queste procedure va scelta in base al singolo caso, in un trattamento personalizzato. La diagnosi precisa è imprescindibile per la scelta del trattamento e, conseguentemente, per il risultato positivo.

La procedura con cui viene eseguita la FIVET si sviluppa tipicamente in cinque fasi principali:
- Stimolazione Ovarica: Si induce, con la somministrazione di farmaci ormonali, la crescita di più follicoli ovarici. La risposta alla terapia viene attentamente monitorata tramite ecografia e dosaggi ormonali. La Dott.ssa Isabeth González, ginecologa di Dexeus Mujer, esperta di riproduzione assistita, sottolinea che la stimolazione ovarica della fecondazione in vitro dura circa 10-12 giorni. Durante questa fase, avere rapporti sessuali non è controindicato all'inizio, ma dopo i primi 5 giorni possono comparire alcuni fastidi, come una sensazione di gonfiore addominale, pertanto si consiglia di evitarli negli ultimi giorni del trattamento.
- Prelievo degli Ovociti (Pick-up): Avviene per via transvaginale, in sedazione e sotto controllo ecografico. In questo momento viene controllato il livello del progesterone; se questo si fosse alzato nel sangue, potrebbe influenzare negativamente l’impianto dell’embrione nell’utero. In questi casi, è opportuno procedere al congelamento elettivo degli embrioni.
- Preparazione del Liquido Seminale Maschile: Il liquido seminale viene processato per selezionare gli spermatozoi migliori. È importante rispettare i tempi di fertilizzazione in laboratorio ma anche non raccogliere con troppo anticipo il liquido seminale per evitare danni agli spermatozoi che magari non vengono utilizzati immediatamente.
- Inseminazione in Vitro degli Ovociti: Gli ovociti prelevati vengono incubati con un pool di spermatozoi del partner, in modo da permettere la fecondazione allo spermatozoo elettivo, ottenendo così un embrione fecondato.
- Trasferimento degli Embrioni in Utero (Embryo Transfer): Avviene dopo 3-5 giorni dalla fecondazione.
Il Percorso Emotivo e le Aspettative al Primo Tentativo
È lecito che una coppia che si appresta a una FIVET desideri sapere quante possibilità abbia di riuscire a raggiungere il sogno di genitorialità al primo tentativo. Ci sono molte aspettative, costi economici, emotivi e del tempo che passa. Si teme di non riuscire e soprattutto di trascinare questo percorso per molti anni. Un esito positivo della FIVET (o della ICSI) al primo tentativo dipende da moltissimi fattori. Tuttavia, come sottolinea la Dott.ssa González, se un primo tentativo non ha successo, la prima fecondazione in vitro non è solo un trattamento, ma permette anche di osservare come le ovaie rispondono alla stimolazione. Quindi, in caso di insuccesso, si può modificare e migliorare il protocollo di stimolazione per il ciclo successivo. Questo è un aspetto fondamentale per affrontare il percorso con consapevolezza.
Molteplici studi scientifici hanno mostrato che il riposo a letto, o l’attività fisica dopo il transfer, sono del tutto inutili e non hanno alcuna influenza sull'impianto embrionale. Concentrarsi sul benessere psicologico e sulla gestione dello stress è spesso più produttivo. La FIVET è, infatti, anche un intenso percorso emotivo, di coppia, che non può prescindere dall’eventualità di un esito negativo. Presso centri specializzati è possibile ottenere un supporto psicologico mirato, sia individuale che di coppia, che può essere di grande aiuto per gestire le emozioni e prendere decisioni informate riguardo ai passi successivi.
Fattori Chiave che Influenzano il Successo della FIVET
Il risultato positivo della FIVET al primo tentativo è influenzato da una complessa interazione di fattori biologici e procedurali. Questi elementi devono essere attentamente considerati e, dove possibile, ottimizzati per massimizzare le probabilità di successo.
L'Età della Donna: Il Fattore Determinante
L’età della donna è uno dei fattori più rilevanti nell’influenzare il tasso di gravidanza nei trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita. Dopo i 35 anni, la fertilità femminile subisce un calo significativo e fisiologico, legato alla progressiva riduzione sia del numero sia della qualità degli ovociti disponibili. Questa diminuzione incide direttamente sulle percentuali di successo della fecondazione assistita, rendendo più complesso ottenere una gravidanza, anche con tecniche avanzate come la FIVET o l’ICSI. Per questo motivo, dall’età di 35-37 anni, le possibilità di gravidanza con trattamenti di riproduzione assistita, inclusa la FIVET, tendono a diminuire.

Qualità dei Gameti: Ovuli e Spermatozoi
La qualità degli ovociti e degli spermatozoi è un pilastro fondamentale per il successo della fecondazione e dell'impianto.Per quanto riguarda la donna, la riserva ovarica e la qualità ovocitaria sono direttamente correlate all'età. In casi di ridotta riserva ovarica, o di anomalie recettoriali, i medici cercano di ottimizzare la stimolazione. Per esempio, vengono utilizzate due tipi di gonadotropine assieme in modo da avere sia una stimolazione con gonadotropina ricombinante che con gonadotropina naturale. Questo approccio dovrebbe intercettare anche quelle pazienti che, per ragioni di anomalie recettoriali, rispondono solo a uno di questi tipi di gonadotropine.
L’infertilità maschile è un problema assai più comune di quanto si pensi ed è spesso sottovalutato, poiché di frequente erroneamente confuso con la “potenza sessuale”. Solo dopo l’analisi del liquido seminale (spermiogramma) l’uomo scopre eventualmente di avere una compromissione della qualità degli spermatozoi: riduzione del numero (Oligozoospermia), riduzione della motilità (Astenozoospermia), morfologia alterata (Teratozoospermia). Talvolta ci si trova di fronte a una situazione di drastica riduzione del numero degli spermatozoi prodotti (Criptozoospermia) o addirittura di totale assenza di produzione spermatica (Azoospermia). Lo stile di vita (alcool, fumo, stress), l’inquinamento ambientale e l’esposizione a fattori di rischio lavorativi hanno sicuramente un peso determinante sulla qualità degli spermatozoi.
Salute Uterina e Ricettività Endometriale
L'endometrio è lo strato interno dell'utero in cui avviene l'impianto e la nidificazione dell'embrione. Perché ciò avvenga, l'endometrio deve essere ricettivo, cioè in buone condizioni per ricevere l'embrione. È essenziale che l'endometrio abbia un aspetto trilaterale (tre strati paralleli si vedono ad ultrasuoni) e uno spessore di circa 8-10 mm. Se l'endometrio non ha le giuste qualità per l'impianto, l'impianto non avviene e la FIVET fallisce.
Anche la presenza di anomalie uterine, come fibromi, polipi o altre malformazioni, può ostacolare l’impianto dell’embrione. È fondamentale essere certi che non ci sia una situazione infiammatoria all’interno dell’utero. Questa, nella maggior parte delle volte, è completamente asintomatica, ma può essere favorita in pazienti che soffrono di vaginiti ricorrenti, o hanno fatto recentemente manovre all’interno dell’utero, come per esempio raschiamenti. In questi casi, è opportuno effettuare una terapia antibiotica e un tentativo di ricolonizzazione dell’ambiente uterino con dei batteri specifici, che si trovano nell’utero “normale” (non nella vagina, che è un ambiente diverso, per quanto in comunicazione, con l’utero). L’attenzione al microbioma uterino è probabilmente una delle strade future più promettenti della riproduzione assistita. L'isteroscopia è un esame utile non solo per la ricerca di polipi o fibromi, che dovrebbero già essere stati individuati con l’ecografia, ma anche per la valutazione specifica dell’aspetto della mucosa uterina.
Protocolli di Stimolazione Ovarica e Gestione del Ciclo
La personalizzazione della stimolazione ovarica è cruciale per massimizzare il recupero ovocitario e/o ottimizzare la preparazione dell’endometrio alla ricezione dell’embrione. Per ottenere una buona risposta ovarica, vengono utilizzate varie tecniche. Ad esempio, si può cercare di inibire gli ormoni del ciclo precedente con una pillola contraccettiva, permettendo così di stimolare le ovaie da uno stato “di riposo”, senza l’influenza dell’ovulazione del mese precedente.
Una stimolazione troppo forte può causare la maturazione di troppi follicoli, il che può essere controproducente, poiché la qualità degli ovuli potrebbe essere compromessa, oltre ad aumentare la probabilità di una gravidanza multipla. Al momento del pick-up, un progesterone troppo elevato nel sangue potrebbe influenzare negativamente l'impianto dell'embrione nell'utero. In questo caso, i medici tendono a procedere al congelamento elettivo degli embrioni.
L'Importanza del Laboratorio di Riproduzione Assistita
Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita ricreano artificialmente le condizioni ideali per l’incontro dei gameti e la formazione dell’embrione. L’organizzazione del laboratorio, il quale eviterà un numero eccessivo di pick-up giornalieri e continue aperture/chiusure degli incubatori con relativo squilibrio delle temperature, dell’umidità e dell’ossigeno, è un fattore determinante per il risultato. L’embrione che si sviluppa viene mantenuto in condizioni controllate per un breve periodo (2-5 giorni) e, dopo attenta valutazione, viene trasferito in utero per favorirne l’impianto e la crescita.

Trasferimento di Embrioni Freschi o Congelati (Crioconservazione)
È importante, se non fondamentale, la decisione se trasferire o meno gli embrioni a fresco. Attualmente, non ci sono differenze importanti in quanto alle percentuali di successo tra i trasferimenti di embrioni freschi e quelli congelati. Se vi è una qualche possibilità che l’endometrio sia stato alterato dalla stimolazione ormonale, è opportuno procedere al congelamento degli embrioni. Il congelamento degli embrioni non ne danneggia la loro funzionalità, e questo è stato dimostrato da moltissimi lavori scientifici. In compenso, permette di preparare, nei mesi successivi al pick-up, l’endometrio in modo ottimale, evitando altri dosaggi ormonali che sono inevitabili durante la stimolazione ovarica.
Bisogna anche ricordare che l’uso di farmaci specifici, utilizzati al momento dell’induzione dell’ovulazione, potrebbe ridurre lievemente la frequenza di gravidanze in quel ciclo. In questi casi, i centri specializzati procedono sempre a un congelamento completo degli embrioni e non effettuano mai il transfer a fresco. Nelle donne ad alto rischio di iperstimolazione ovarica o con endometrio non idoneo, il trasferimento a fresco è da evitare. La crioconservazione degli ovociti, offerta da alcune cliniche come tecnica di Time Freeze®, consente di preservare la fertilità nel momento di massima efficienza riproduttiva.

Percentuali di Successo della FIVET: Al Primo Tentativo e Cumulative
Comprendere le percentuali di successo della FIVET richiede una distinzione tra il successo al singolo ciclo e quello cumulativo, che si ottiene dopo più tentativi. Rimanere incinta non è semplice come sembra, poiché la specie umana ha una bassa efficienza del sistema riproduttivo: la probabilità di rimanere incinta al primo tentativo per una giovane coppia presumibilmente fertile, dopo un mese di rapporti sessuali mirati e non protetti, non supera infatti il 20%. Le procedure di fecondazione assistita hanno l’obiettivo di superare le difficoltà di concepimento e, più in generale, di creare le condizioni per iniziare e portare a termine la gravidanza con la nascita di un bambino sano.
Il successo della FIV (Fecondazione in vitro) in un primo ciclo dipende da vari fattori, principalmente dall’età della paziente o se viene eseguita con ovociti della stessa paziente o con ovociti donati.
Generalmente, le percentuali di successo della FIVET al primo tentativo si aggirano intorno al 30-40%, con punte che in alcuni centri possono arrivare fino al 50% per le pazienti con meno di 40 anni. La percentuale di gravidanza in un primo ciclo è stata, in un dato studio, del 37%. In un altro contesto, è stata registrata una percentuale di gravidanza in un primo ciclo di fecondazione in vitro del 49,5%.
È importante notare che questi dati si riferiscono alla probabilità di gravidanza per ciclo e non a quella cumulativa, che aumenta di volta in volta. La probabilità di successo aumenta effettuando più tentativi, ovvero più trasferimenti embrionari. Tutti gli studi mostrano che la probabilità di successo aumenta ad ogni ciclo aggiuntivo di trattamento. Dopo tre cicli, la possibilità di successo cumulativa può arrivare anche all’80% o al 91%. Ad esempio, tra le pazienti che non hanno ottenuto la gravidanza al primo tentativo, alcune hanno tentato un secondo ciclo, ottenendo una probabilità cumulativa del 77,5%. Similmente, le riceventi che non hanno ottenuto la gravidanza al primo tentativo e hanno provato un secondo ciclo, hanno raggiunto una probabilità cumulativa dell’87,7%. In conclusione, il 92,6% delle pazienti che hanno effettuato fino a tre tentativi di FIV-ICSI con i propri ovociti sono riuscite a rimanere incinte.
I tassi di successo possono essere espressi in diversi modi:
- Tasso di gravidanza: percentuale di donne con test di gravidanza positivo.
- Tasso cumulativo di gravidanza: percentuale di gravidanze dopo due, tre o più tentativi.
- Tasso di parto: percentuale di donne che ottengono una gravidanza a termine e la nascita di uno o più bambini.
- Tasso di natalità in diretta: percentuale di donne che ottengono un bambino vivo e sano. Quest'ultimo è il più importante per valutare il successo reale.
Ecco le percentuali di successo FIVET, suddivise per età, come riportato da alcuni centri:
- Donne <35 anni: Fino al 79% di tasso di successo.
- Donne 35-39 anni: Fino al 56% di tasso di successo.
- Donne >40 anni: Fino al 35% di tasso di successo.
Qual è il tasso di successo della fecondazione in vitro? Rispondiamo alle vostre domande
Quanti Tentativi di FIVET sono Consigliati?
Il numero ottimale di cicli di FIVET è un tema di discussione, ma diversi studi suggeriscono che dovrebbe essere limitato tra tre e quattro tentativi per massimizzare le probabilità di successo mantenendo un equilibrio tra benefici e oneri fisici ed emotivi. La ragione è che in tre tentativi una coppia si “gioca” le maggiori chance di gravidanza. Al quarto tentativo, si hanno meno chance di riuscire a rimanere incinte rispetto ai tentativi precedenti. Questo non vuol dire che non valga la pena di fare un quarto o quinto tentativo, ma che questa opzione va valutata con attenzione, analizzando bene i cicli precedenti e cercando di capire quali possano essere le cause del fallimento e se vi sia una possibile soluzione.
Le donne possono decidere di riprovare la FIVET quanto desiderano, a condizione che si sentano pronte. Dal punto di vista tecnico, è generalmente accettabile ripetere il processo ogni 2-3 mesi. Tuttavia, recenti studi hanno confrontato periodi di attesa di un mese e tre mesi, dimostrando che entrambi conducono a risultati simili. Le regole non sono universali: se le ovaie hanno risposto positivamente alla stimolazione precedente, potrebbero essere presenti tracce di questa attività. Il passaggio da un trattamento all'altro, ad esempio da Inseminazione Artificiale (IA) a FIVET, è consigliato dopo un certo numero di tentativi di IA senza successo. Numerosi studi hanno dimostrato che il tasso di gravidanza non migliora dopo il quarto trattamento di inseminazione artificiale e quindi non ha senso continuare ad utilizzare questo metodo.
FIVET vs. ICSI: Quando Scegliere?
Spesso ci si chiede quale sia la tecnica migliore tra FIVET e ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo). La differenza principale tra queste due tecniche è la modalità in cui l’ovocita e lo spermatozoo si incontrano.
- Nella FIVET, i gameti vengono messi in coltura insieme, in una provetta, lasciando che la fecondazione avvenga in modo naturale. Questa tecnica è indicata in casi di tube chiuse, problemi ovulatori, infertilità maschile moderata, sterilità idiopatica (ovvero in assenza di effettivi riscontri clinici patologici) o endometriosi.
- Con l’ICSI, un singolo spermatozoo selezionato viene iniettato direttamente nell’ovocita, una tecnica particolarmente utile in caso di problemi significativi nel liquido seminale (es. oligozoospermia, astenozoospermia, teratozoospermia o azoospermia). Quest’ultima è ormai la metodica più utilizzata in molti centri.
Le percentuali di fecondazione sono leggermente diverse: mediamente 65% per FIVET e 75% per ICSI. A seconda delle condizioni della coppia, sarà l’équipe medica a orientare la scelta verso ICSI o FIVET, valutando insieme ai pazienti i vantaggi di ciascuna tecnica. È consigliabile rivolgersi a centri di PMA accreditati e con esperienza comprovata.
Differenze con l'Inseminazione Artificiale (IA)
L'inseminazione artificiale (IA) è uno dei più semplici trattamenti di riproduzione assistita. Consiste semplicemente nel depositare lo sperma dell'uomo nell'utero della donna. È un piccolo aiuto al processo naturale del concepimento, poiché sono gli spermatozoi che devono viaggiare attraverso le tube di Falloppio per raggiungere l'ovulo e fecondarlo. Per questo motivo, l'inseminazione artificiale è consigliata solo in casi lievi di sterilità, quando la donna è giovane e la sua riserva ovarica non è ancora compromessa.
Le sue percentuali di successo non sono molto elevate, soprattutto al primo tentativo. Ciononostante, tutte le donne e le coppie che si qualificano per l'inseminazione artificiale hanno la possibilità di rimanere incinte. I tassi di successo dell'IA aumentano dopo il primo tentativo, quindi una donna può rimanere incinta nel secondo, terzo o quarto ciclo. Come abbiamo sottolineato, gli specialisti raccomandano un numero massimo di quattro tentativi di inseminazione artificiale prima di passare ad altri trattamenti più complessi come la FIVET.

Secondo l'ultimo rapporto pubblicato dalla Società Spagnola di Fertilità (SEF) con i risultati ottenuti dai centri spagnoli nel 2017, l'inseminazione artificiale con lo sperma del partner (IAC) ha tassi di gravidanza per ciclo di circa il 12,8% per donne <35 anni, il 13% per donne 35-39 anni, e il 10,3% per donne ≥40 anni. In caso di inseminazione artificiale da donatore (IAD), le probabilità sono più alte: tasso di gravidanza del 21,8% per donne <35 anni, del 18% per donne 35-39 anni, e dell'11,2% per donne ≥40 anni. Si nota che il tasso cumulativo di IAC dopo quattro tentativi può raggiungere il 60%, mentre per la IAD può arrivare fino all'80%.
Dalla Beta-hCG alla Conferma Ecografica: Il Test di Gravidanza
Dopo circa 15 giorni di beta-attesa, il test di gravidanza rivelerà se la fecondazione assistita ha avuto successo o meno. Si basa sulla misurazione dell’ormone beta-hCG, rilasciato dall’embrione dopo l’impianto. Per evitare errori nel risultato, si raccomanda di non fare il test di gravidanza prima che siano trascorsi 15 giorni dall’IA o dal transfer di embrioni, poiché ci sarebbe la possibilità di ottenere un falso negativo perché non c’è abbastanza beta-hCG. D’altra parte, il test di gravidanza del sangue è più specifico del test delle urine e comporta meno errori. In ogni caso, la conferma definitiva della gravidanza non sarà data fino a quando non si vedrà il sacco gestazionale e l’embrione nell’ecografia, solitamente alla 6a o 7a settimana. I sintomi che indicano che l'inseminazione artificiale o la FIVET hanno avuto successo non sono specifici; sono quelli generali di qualsiasi gravidanza e di solito compaiono circa 15 giorni dopo l’inseminazione o il transfer. Tra i più frequenti ci sono nausea o vomito, stanchezza, sonno, ma non sono diversi da quelli prodotti da una gravidanza naturale.
Domande Comuni sul Successo della FIVET
Molti dubbi e paure possono sorgere durante il percorso della fecondazione in vitro. È utile chiarire alcune delle domande più frequenti.
L'inseminazione artificiale o la FIVET sono un successo per le donne di 40 anni?L’età è uno dei fattori più influenti per il successo. A partire dai 35 anni di età, la riserva ovarica diminuisce e, di conseguenza, la probabilità che un ovulo venga fecondato da uno spermatozoo si riduce significativamente, soprattutto dopo i 40 anni. Non solo la quantità e la qualità degli ovuli sono compromesse, ma anche l'endometrio può avere più difficoltà a raggiungere il giusto spessore e la ricettività adeguata per l'impianto. In questi casi, la fecondazione in vitro è spesso direttamente consigliata, poiché l'inseminazione artificiale può avere probabilità di gravidanza molto basse (meno del 10%) per questa fascia d'età, rendendola meno opportuna.
Posso rimanere incinta attraverso l'inseminazione artificiale se ho un tubo bloccato?Nel processo di inseminazione artificiale, la fecondazione avviene nelle tube di Falloppio, e quindi è necessario che almeno una di esse sia permeabile, cioè che permetta l'incontro di ovuli e spermatozoi. Se solo uno dei tubi è funzionale, ottenere una gravidanza è più complicato, ma non impossibile, poiché la fecondazione può avvenire nell’altro tubo. Per la FIVET, invece, dato che la fecondazione avviene in laboratorio, il blocco tubarico non rappresenta un ostacolo insormontabile.
Posso rimanere incinta con l'inseminazione artificiale o la FIVET se ho l'endometriosi?Dipenderà dal grado di localizzazione e di estensione dell’endometriosi. Se si tratta di un caso lieve o moderato, allora la gravidanza potrebbe verificarsi utilizzando queste tecniche. Al contrario, in casi gravi è molto probabile che le tube di Falloppio siano ostruite dalla condizione e non permettano agli spermatozoi di raggiungerle, così come che l’endometrio sia stato colpito e l’embrione abbia gravi difficoltà a impiantarsi. La FIVET può essere una soluzione più efficace nei casi di endometriosi moderata-grave, poiché bypassa le tube di Falloppio.
L'IA o la FIVET hanno successo nelle donne con ovaie policistiche?Sì, le ovaie policistiche possono causare problemi di fertilità perché spesso causano disturbi dell’ovulazione. Tuttavia, con un trattamento di stimolazione ovarica dolce una donna può regolare i suoi cicli e quindi ottenere una gravidanza, sia naturalmente che tramite inseminazione artificiale o FIVET, che può offrire un controllo più diretto sull'ovulazione.
È possibile scegliere di avere un maschio o una femmina nel trattamento di inseminazione artificiale o FIVET?No. Poiché nella maggior parte delle procedure di fecondazione assistita la fecondazione e il primo sviluppo embrionale avvengono all’interno della donna (nel caso dell'IA) o non è permessa la manipolazione per scopi non medici (nel caso della FIVET in molti paesi), non c’è la possibilità di analizzare gli embrioni per selezionare il loro contenuto genetico al fine di scegliere il sesso del bambino, salvo in casi specifici di prevenzione di malattie genetiche legate al sesso.
Sono alla mia terza inseminazione artificiale senza successo, è il momento di passare alla FIVET?Anche se gli studi indicano un aumento delle probabilità di gravidanza fino al quarto tentativo di inseminazione artificiale, a seconda dei casi, è probabile che dopo tre inseminazioni artificiali senza successo lo specialista consiglierà di tentare la gravidanza con la fecondazione in vitro. Questo dipenderà da ogni situazione e da aspetti come le condizioni di infertilità, l’età della donna e le cause per cui le altre IA hanno fallito. Dopo aver realizzato tre cicli di IA senza successo e aver escluso una patologia tubarica ed endometriale attiva, si consiglia di optare per la fecondazione in vitro (FIV). Questa opzione riproduttiva fornirà informazioni accurate sulla qualità degli ovociti, la fecondazione e lo sviluppo embrionale.
La Scelta del Centro e il Supporto Specialistico
La scelta di un centro di PMA accreditato e con esperienza comprovata è cruciale. In Italia, il Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, raccoglie e pubblica annualmente i dati relativi ai trattamenti di PMA effettuati nel paese. Consultare questi dati può aiutare a scegliere un centro con buone percentuali di successo.
Un corretto inquadramento clinico e, di conseguenza, la scelta della tecnica più appropriata; la personalizzazione della stimolazione ovarica, al fine di massimizzare il recupero ovocitario e/o ottimizzare la preparazione dell’endometrio alla ricezione dell’embrione; la presenza di attrezzature e tecnologie all’avanguardia nel laboratorio IVF, per garantire che gli embrioni si sviluppino e siano selezionati in condizioni ottimali, sono tutti elementi fondamentali per il successo. La presenza di un approccio umanizzato è altrettanto importante: un supporto psicologico mirato, sia individuale che di coppia, può essere di grande aiuto per gestire le emozioni e prendere decisioni informate.
Costi della FIVET
Il costo della FIVET è un aspetto importante da considerare per le coppie. Ad esempio, in alcuni centri, il costo della FIVET può essere di circa 5.000 €. Per maggiori informazioni, è sempre consigliato un primo colloquio telefonico gratuito per stabilire il corretto percorso e il relativo costo, poiché le tariffe possono variare in base alla clinica, alla specificità del trattamento e alla necessità di eventuali procedure aggiuntive o farmaci.
In conclusione, informarsi è il primo passo per affrontare il percorso della riproduzione assistita con consapevolezza. Le percentuali di successo della FIVET al primo tentativo offrono speranza, ma è la comprensione dei fattori che le influenzano e la perseveranza attraverso più cicli che spesso portano al risultato desiderato.