L'Aviazione: Dalle Origini Mistiche al Volo Moderno

Il desiderio dell'umanità di volare ha radici molto antiche. La storia dell’aviazione è importante da conoscere, sia per la sua diversità sia perché è un pilastro dell’economia. L'uomo ha sempre desiderato librarsi in volo negli spazi infiniti del cielo, un sogno millenario che affonda le sue radici nella preistoria e prosegue man mano che la società si sviluppa. Insieme all'automobile, al telefono, alla radio e alla televisione, l'aeroplano è una delle grandi svolte tecnologiche che hanno davvero trasformato il mondo e la vita quotidiana. Grazie all'aereo è possibile per ognuno di noi spostarsi in un qualunque paese estero con un viaggio di poche ore. Dalla sua nascita ufficiale, il mondo che conosciamo oggi è un posto relativamente piccolo, con distanze che sono facilmente raggiungibili - previa possibilità economica - al massimo in un giorno, con qualche scalo o pernottamento altrove. E l’aereo è qualcosa di ancor più normale se consideriamo gli spostamenti in Europa, tanto da farci volare a Londra per pochi euro. La storia aviazione civile rappresenta uno degli aspetti più affascinanti e rivoluzionari dell’evoluzione umana. Nel corso dei decenni, questa importante branca del trasporto ha consentito alle persone di avvicinarsi e connettersi in modo più rapido ed efficiente, riducendo distanze e abbattendo frontiere culturali e sociali.

Il sogno del volo nell'immaginario umano

I Precursori del Volo: Miti, Leggende e Prime Intuizioni

L'umanità ha sognato di conquistare il cielo per secoli, molto prima della realizzazione pratica del volo umano. Alla vera e propria storia si affianca una "preistoria" dell'aviazione legata a un gran numero di miti e leggende appartenenti alle tradizioni culturali più varie. Molti, fra sognatori e ideatori, pensavano che l'unico modo per acquisire la capacità di volare stesse nell'emulare gli uccelli, i quali, peraltro, ci riuscivano senza problemi. L'idea poteva sembrare consistente e resta viva per secoli, ma era molto distante dalla realtà. Fino ai giorni dei fratelli Wright ci fu chi pensava che sbattere le braccia come ali, o stare in una macchina che lo faceva al suo posto, fosse sufficiente per volare in modo autonomo.

Miti e Primi Tentativi nell'Antichità

Se non li conoscete, è ora di imparare un po’ di affascinante storia dell’aviazione. Abbiamo già visto i greci, che ne parlano nel mito di Icaro (con le sue ali di cera, che si avvicinò troppo al sole, il quale sciolse le sue ali facendo precipitare il giovane. Se volete saperne di più il consiglio è sempre quello di acquistare un dizionario mitologico, dove sono riportate più versioni di ogni mito). Una leggenda persiana del XVI secolo a.C. narra del re Kai Kawus, noto anche come "il re folle", sollevato con tutto il suo trono da alcune aquile e da esse trasportato fino in Cina, e pare che anche nella cultura indiana siano presenti fin dal XIII secolo a.C.

Progressi importanti relativi ad alcuni tipi di primitive macchine volanti vennero compiuti in Cina. Secondo la tradizione, ad esempio, nel V secolo a.C. l'inventore e filosofo Lu Ban ideò un "uccello di legno" che può essere stato un grande aquilone, o addirittura un primitivo aliante, e riuscì a tenerlo in aria per diverso tempo. Anche la lanterna volante (nota anche come lanterna Kongming, un piccolo involucro generalmente costruito in carta e sollevato grazie all'aria calda prodotta da una semplice candela) era conosciuta in Cina fin da tempi antichi. L'invenzione di questo dispositivo, concettualmente identico alle moderne mongolfiere, è di solito attribuita al generale Zhuge Liang (180-234 d.C., noto anche con il titolo onorifico di Kongming). Una lampada ad olio veniva installata sotto una grande sacca di carta, e la sacca fluttuava nell'aria a causa dell'aria scaldata dalla lampada. Durante la dinastia Yuan (XIII secolo) sotto signori come Kublai Khan, le lampade rettangolari divennero popolari nelle celebrazioni, durante le quali erano solite attrarre grandi folle. Sotto l'Impero mongolo, la loro progettazione si può essere diffusa lungo la Via della seta in Asia centrale e nel Medio Oriente. Luci flottanti quasi identiche, con lampade rettangolari in incastellature di carta sottile, sono comuni nelle celebrazioni tibetane e nelle feste induiste di luci, le Diwali.

Nell'852, durante il regno dell'emiro Abd al-Rahman II ibn al-Hakam, un certo Armen Firman costruì con dei panni irrigiditi da una struttura in legno un grande mantello simile a un'ala o a un ombrello. Con questo apparato saltò dal minareto della Grande Moschea di Cordova. Ventitré anni dopo, nell'875, Abbas Ibn Firnas (ormai sessantacinquenne) si lanciò a sua volta da una collina impiegando un rudimentale libratore, comunque molto più simile a un moderno aliante che a un goffo mantello-paracadute. Risulta che riuscì a compiere una lunga planata, ma precipitò e rimase ferito. L'atterraggio duro, che causò ad Abbas Ibn Firnas una lesione alla schiena abbastanza grave, anche se non mortale, fu causato probabilmente dalla mancanza di un timone di coda. La sua morte, dodici anni dopo, può essere stata accelerata dalla ferita.

Più di un secolo dopo, tra il 1000 e il 1020, in Gran Bretagna il monaco benedettino Eilmer di Malmesbury volò per circa 200 metri usando un aliante ispirato al mito di Dedalo e Icaro; perso però il controllo, il monaco rimase ferito in un atterraggio piuttosto violento. Altre testimonianze di rocamboleschi tentativi di volare risalenti al XVII secolo provengono dalla Turchia. Il viaggiatore ottomano Evliya Celebi riferì che nel 1630-1632 il dotto Hezarfen Ahmet Celebi usò un aereo dotato di ali per volare attraverso il Bosforo. Nel 1633 il fratello di Hezarfen, Lagâri Hasan Çelebi, si lanciò in aria in un razzo dotato di sette ali, composto da una grande gabbia con una cima conica riempita di polvere da sparo. Questo sembra essere il primo esempio conosciuto di un razzo con equipaggio umano e di aereo dotato di mezzi di propulsione. Il volo fu compiuto nell'ambito delle celebrazioni per la nascita della figlia dell'imperatore ottomano Murad IV. Evliya riferì che Lagari fece un atterraggio morbido nel Bosforo usando le ali attaccate al suo corpo come un paracadute dopo che la polvere da sparo si era consumata. Si è stimato che il volo durò circa venti secondi e che la massima altezza raggiunta fu di circa 300 metri.

Ricostruzione del volo di Abbas Ibn Firnas

Leonardo Da Vinci e le Prime Teorizzazioni Occidentali

Oltre alla fascinazione per il tema del volo nelle narrazioni fantastiche, però, anche alcuni dei presupposti tecnologici dell'aviazione hanno avuto dei precursori molto antichi. Nel mondo occidentale l'attenzione si concentrò sul volo, per la prima volta in modo sistematico, nel corso del Rinascimento e in particolare con gli studi di Leonardo da Vinci. Da Vinci era un pittore, uno scultore ma anche un’abile inventore, e non poche delle tecnologie che oggi abbiamo e conosciamo si devono ai suoi pazzi esperimenti, sia a livello teorico sia a livello pratico. Il grande artista e inventore rinascimentale Leonardo da Vinci studiò gli uccelli per buona parte della vita, senza però comprendere del tutto la complessità del battito d'ali dei volatili. Da Vinci ebbe svariate intuizioni in campo aeronautico, spesso molto avanti sui tempi, ma da rivalutare con un po' di sospetto ai giorni nostri. Questo non significa affatto sottovalutare l'importanza degli studi di Leonardo: egli, insieme alla miriade di teorici e, spesso, di uomini di fede che l'avevano preceduto, con il suo pensiero in campo aeronautico ha esercitato un'influenza più o meno importante su quanti lo hanno seguito nei tempi più recenti. Leonardo da Vinci, in particolare, ha lasciato nei suoi appunti decine di progetti per macchine volanti, ispirate allo studio delle ali degli uccelli, in cui i passeggeri avrebbero dovuto salire, pedalare o muovere le braccia, e così alzarsi in volo. In realtà, però, la forza dei nostri muscoli non basta a sollevarci da terra, non importa quanto ingegnosamente si costruiscano le ali.

Schizzi di macchine volanti di Leonardo da Vinci

L'Era Aerostatica: Palloni e Dirigibili

Una forma di attività aeronautica che a quei tempi si era già affermata con successo era l'aerostatica, sperimentata in Francia nel 1780 con il lavoro pionieristico dei fratelli Montgolfier. Francese è invece l’invenzione della Mongolfiera, che permise il primo volo di esseri umani grazie a Jean-François de Rozier e François Pilàtre Arlanda e in questo modo fu vinto per la prima volta il limite legato alla terra dell’Uomo. Tuttavia, l'aria calda non era un mezzo efficiente per tenere in volo i palloni: man mano che essa si raffreddava, la mongolfiera tendeva a scendere; tentando di riscaldare costantemente l'aria con una fiamma si rischiava seriamente di incendiare gli involucri di carta o di tela.

Il problema fu risolto dall'inventore e scienziato francese Jacques Alexandre César Charles con l'impiego del gas idrogeno. Il primo pallone a idrogeno della storia, collaudato senza equipaggio il 27 agosto di quello stesso 1783, volò con successo per 24 chilometri, ma venne distrutto all'atterraggio da una folla di contadini terrorizzati; il 1º dicembre, Charles e un suo assistente, M.N., fecero il primo volo pilotato da esseri umani in un pallone a idrogeno. Nel corso dell'Ottocento, poi, i palloni iniziarono a essere impiegati sperimentalmente per scopi militari in seno a diverse forze armate. Ad esempio nel 1849, durante la prima guerra d'indipendenza italiana, in occasione dell'assedio austriaco di Venezia in rivolta, gli austriaci tentarono di piegare la resistenza degli insorti bombardando la città. Accanto all'artiglieria, essi impiegarono per la prima volta dei palloni aerostatici nel tentativo di portare a termine un bombardamento aereo. Già allora l'uso dei palloni per scopi bellici non era del tutto nuovo, poiché fin dal 1794 l'esercito francese aveva costituito una "Compagnia aerostieri" con palloni frenati (ancorati a terra da dei cavi) per la ricognizione; ma il 2 luglio 1849 duecento mongolfiere austriache furono caricate con bombe incendiarie, collegate a micce a tempo che avrebbero dovuto lasciar cadere l'esplosivo esattamente quando i palloni fossero giunti sopra la città. Più tardi, palloni migliorati vennero impiegati per scopi di bombardamento dalla Francia, dal Giappone e dall'Italia durante le loro guerre coloniali (ad esempio, rispettivamente, in Vietnam nel 1884, in Manciuria nel 1904-1905 e in Libia nel 1911-1912).

Mongolfiera dei fratelli Montgolfier in volo

I palloni sferici, sia ad aria calda sia a idrogeno, avevano un grosso difetto: i loro movimenti verticali potevano essere regolati solo con l'ausilio di zavorre e regolazioni della temperatura e della pressione del gas, mentre quelli orizzontali non potevano essere controllati affatto, e i palloni erano in balìa del vento. Il lavoro per lo sviluppo di un pallone motorizzato manovrabile (oggi chiamato aeronave o dirigibile) continuò saltuariamente attraverso tutto il XIX secolo. Un altro progresso avvenne nel 1884 quando un dirigibile dell'esercito francese dotato di un motore elettrico, il La France di Charles Renard e Arthur Krebs, compì il primo volo libero completamente controllato su tutti gli assi. Lo sviluppo e l'impiego dei dirigibili crebbero costantemente fino agli anni trenta del XX secolo. Nel 1860, durante la Guerra Civile americana, Thaddeus Lowe iniziò a costruirsi una fama quando prese a utilizzare palloni aerostatici per l'osservazione, impiegati peraltro anche in diversi altri conflitti. Ulteriori progressi lungo vie di ricerca correlate videro il nascere di un'altra forma di volo: quella in dirigibile, funzionale e relativamente sicura. Palloni aerostatici e dirigibili sono tuttora in uso, ma il percorso storico dei secondi è stato accidentato al punto di aver fatto loro perdere l'importanza che avevano un tempo, negli anni '30, come veicoli da trasporto. Nel 1937 il dirigibile tedesco Hindenburg andò distrutto a Lakehurst, negli Stati Uniti, quando l'infiammabilissimo idrogeno gassoso che ne riempiva la struttura prese fuoco. E fu soltanto uno degli svariati spettacoli di devastazione che avrebbero decretato l'abbandono parziale di questa soluzione fino a tempi recenti.

Dirigibile Hindenburg

Verso il Volo Più Pesante dell'Aria: Studi e Alianti del XIX Secolo

Lo sviluppo della scienza aeronautica ha richiesto molto tempo prima della scoperta degli ingredienti necessari per il volo, inclusi i comandi direzionali. Molti esperimenti, molte sconfitte e molti individui tenaci, talvolta evitati e persino perseguitati ai loro tempi, hanno visto la luce prima di arrivare a questo punto. Alcuni erano veri pionieri, soprattutto quei personaggi che nell'Ottocento praticavano esperimenti con quattro soldi a disposizione, come un lavoro parallelo a quello normale e quotidiano.

Uno tra i primi articoli di aviazione concernenti il volo di macchine più pesanti dell'aria (Bozza di una macchina per volare) fu pubblicato dal teologo e filosofo svedese Emanuel Swedenborg nel 1716. Due anni prima egli aveva concepito una macchina volante che consisteva in una leggera intelaiatura ricoperta da teli robusti e fornita di due grandi remi, o pale, che si muovevano ruotando intorno a un asse trasversale e che erano

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