La Masturbazione Infantile e il Sonno: Comprendere, Accogliere e Accompagnare lo Sviluppo del Bambino

Buongiorno, è comprensibile che una situazione come quella descritta possa generare preoccupazioni. Quando una bambina di 14 mesi, che già da quando ne aveva circa 8-9 ha iniziato a mettere in atto comportamenti di masturbazione infantile in particolare quando si trova seduta sul seggiolone, comincia a farlo per addormentarsi, il genitore può sentirsi disorientato. La piccola si addormenta solo in braccio o dentro il marsupio ed in entrambi i casi inizia a strusciarsi fortemente sulla mamma, mantenendo le gambette unite immagino per creare attrito mentre si dimena e inarca la schiena e il sedere, arriva persino ad ansimare, e si irrigidisce fino a quando non si lascia andare del tutto, crollando nel sonno. Questo scenario, seppur intriso di apprensione, rientra in un contesto più ampio e naturale dello sviluppo infantile.

La Masturbazione Infantile: Una Fase Normale di Esplorazione e Scoperta

In termini psicologici, è importante notare che la masturbazione infantile rappresenta una fase normale dello sviluppo sessuale, caratterizzata da una precoce esplorazione del proprio corpo. È normale che durante l’infanzia si mettano in atto i primi comportamenti di autoerotismo. Ci sono ricerche che evidenziano che già nella fase prenatale il bambino/a può toccare i propri genitali. Questo comportamento è abbastanza comune nei bambini in tenera età e di solito non è motivo di preoccupazione. I bambini esplorano il mondo con il proprio corpo e la bambina ha scoperto per caso il rilassamento che consegue alla masturbazione il che, di conseguenza, ha rinforzato quel comportamento e la sua ripetizione.

Bambino che si tocca il pannolino durante il gioco

I comportamenti di autoerotismo nell’infanzia sono normali e rappresentano una fase di scoperta del proprio corpo che tende con la crescita a diminuire. A questa età, è normale che i bambini esplorino il proprio corpo e sperimentino sensazioni piacevoli. La masturbazione infantile è espressione di sviluppo, e non va "demonizzata". I comportamenti di questo tipo sono comuni nel corso dello sviluppo infantile e spesso rappresentano una fase normale e naturale. La sessualità infantile è una parte integrante del processo di crescita e sviluppo, e i bambini esplorano il proprio corpo e le sensazioni fisiche in modo spontaneo.

Il toccarsi le parti intime potrebbe essere dettato dal progredire del bambino tanto sul piano psicologico quanto su quello fisico. È noto infatti che nel secondo anno di vita matura lo sviluppo dei genitali e l’autonomia dell’area sfinteriale (anale e uretrale). Pertanto, l’auto-masturbazione è del tutto normale e propedeutica alla maturazione della dimensione corporea. La curiosità per gli organi genitali avanzerà fra qualche tempo nella direzione di una consapevolezza di un corpo sessuato, diverso per la bambina e per il bambino. Questo è un periodo importante in cui si determina la formazione della personalità e del rapporto che si stabilisce con l'altro. Ma non solo, questo gesto è importante perché prelude sì alla masturbazione futura, ma non ha nulla dei significati che le si attribuiscono in adolescenza o in età adulta. È del tutto normale che un bimbo inizi a toccarsi i genitali a questa età.

Superare i Pregiudizi: Il Termine "Onanismo Pediatrico" e la Sua Storia

È fondamentale sfatare espressioni come “Onanismo pediatrico”, che richiamano antiche ossessioni che hanno imperversato sulle generazioni di oltre due secoli. Basti pensare al nefasto libro del 1759, "L’onanismo. Dissertazione sulle malattie prodotte dalla masturbazione", dello svizzero Samuel Tissot. Egli riteneva lo sperma un “fluido vitale” prodotto dal midollo spinale, la cui dispersione doveva essere dannosa se ottenuta con la masturbazione, ma non col rapporto sessuale. Questi erano pregiudizi pseudoscientifici nati dal bisogno di controllare e reprimere il piacere e la realizzazione della soggettività altrui.

Il nome “onanismo” deriva dal biblico Onan, che per non avere figli usava il coito interrotto, “spargendo a terra il seme”, cosa non gradita al Dio della Bibbia, che condannava la dispersione della potenzialità fecondativa, non la pratica della masturbazione in sé. I motivi erano quindi non sanitari o psicologici, ma legati a quella religione e a quella morale. L’idea che la masturbazione faccia male è nata come tentativo ideologico di fondare scientificamente la proibizione morale, ma è del tutto inventata, senza base scientifica, né per la salute fisica, né per quella psichica. Tissot “vide” che persone affette dalle più disparate malattie avevano avuto abitudini masturbatorie: dedusse che la masturbazione era causa di quelle malattie, senza considerare la normalissima alta frequenza della masturbazione.

Nel susseguirsi dei secoli, infatti, la masturbazione è stata vietata, condannata moralmente e persino associata al senso di colpa. Un bambino in età prescolare non attribuisce i significati culturali della sessualità al suo corpo e dunque un genitore può trasformare il suo disagio in uno strumento educativo: mai sgridare il bambino, mai punirlo, mai trasmettergli imbarazzo, mai fissare questo momento alla colpa o alla vergogna, ma lasciarlo semplicemente fare. Gli organi genitali sono fatti in modo da procurare piacere. È ovvio che un bambino, nella normale esplorazione di sé e del mondo, si imbatta anche in quel piacere e tenda a ripeterlo. È normale e sano che un bambino e una bambina inizino a masturbarsi, ed è normale e sano che, nel corso della loro vita di ragazzi, di giovani, di adulti, di persone mature e poi di anziani, ricorrano anche alla masturbazione.

Il Legame con il Sonno: Ricerca di Comfort e Auto-Regolazione Emotiva

Il fatto che la bambina ricorra a questi comportamenti in modo non sistematico, magari non tutti i giorni anche se spesso, e in particolare per addormentarsi, suggerisce che tale comportamento, soprattutto durante il momento del sonno, potrebbe riflettere un bisogno di comfort e rassicurazione. Data l’età di sua figlia, sembra comprensibile che non abbia compiutezza dell’atto, ma che lo faccia perché potrebbe trovare nel piacere una forma di sicurezza. È comune che i bambini sviluppino routine o rituali per agevolare il sonno, e ciò potrebbe includere comportamenti auto-soothing. La bambina ricorre a questo poco prima di addormentarsi, quindi presumibilmente come pratica rasserenante.

Quando una bambina o un bambino così piccoli si strofinano i genitali, non ha nulla a che vedere con l’idea della masturbazione che si può avere da adulti o da adolescenti. Quello che viene ricercato non è qualcosa di legato alla sessualità o all’eccitazione, ma alla sensazione di sicurezza, magari di calore data da un movimento ripetitivo. Rappresenta un modo per gestire possibili paure o angosce, un gesto auto-consolatorio che attraverso il tatto e il contatto con il proprio corpo - due cose importantissime a quell’età - cerca di contenerle.

Ciò che si osserva rientra pienamente nei comportamenti esplorativi tipici dello sviluppo precoce e, da un punto di vista sistemico, può essere letto come un modo attraverso cui la bambina regola se stessa. Tali comportamenti sono spesso associati al momento del sonno e alla necessità di calmarsi, un po' come forma di regolazione delle proprie emozioni. Il momento del sonno è il massimo momento in cui siamo costretti a cedere il controllo e quindi è naturale che i bimbi siano agitati. La bambina ha trovato uno stratagemma che funziona per prendere sonno ed è buono per lei. I genitori sanno quanto è forte il piacere sessuale. Effettivamente, si tratta di un piacere intenso, ma abbastanza limitato, chiuso in sé stesso, che si può ottenere senza grande impegno e che, per sua natura, si realizza in una prospettiva di tempo sostanzialmente presente.

Bambino che si addormenta serenamente dopo una routine rilassante

L'Importanza dell'Osservazione e del Contesto Ambientale

Per comprendere appieno questi comportamenti, è interessante “prendere nota” di quando si manifestano, qual è la situazione ambientale, cosa la circonda in quei momenti, se a casa c’è una situazione stressogena o che la bambina potrebbe vivere come tale. È utile individuare i momenti in cui questo comportamento emerge. Questo approccio è cruciale, poiché è difficile fornire una risposta senza conoscere a fondo non solo la bambina, ma anche l'ambiente familiare e sociale in cui vive, dal momento che potrebbe avere un'influenza.

Il comportamento di ricerca immediata di gratificazione da parte della bambina va indagato per capire il contesto e le sue motivazioni più profonde. Per esempio, se un genitore nota che suo figlio si tocca spesso davanti alla tv, è il momento di chiedersi: c'è forse poca connessione con gli altri? Questo tipo di osservazione può rivelare se c'è un bisogno sottostante di maggiore stimolazione o interazione.

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Strategie Genitoriali: Accogliere, Distrarre e Creare Routine Rassicuranti

L'approccio attuale dei genitori, che in maniera molto serena tentano di distrarla in altro modo e se non funziona la fanno scendere direttamente, è positivo e denota calma. È importante mantenere un atteggiamento neutrale e non repressivo nei confronti di tali comportamenti. L'intervento delicato è utile per evitare che il comportamento diventi un'abitudine. Continuare a distrarla o deviare la sua attenzione, come già fate, è un buon approccio.

Un approccio consigliato è quello di favorire comportamenti sostitutivi positivi e rassicuranti nel momento del sonno, come la creazione di rituali serali calmanti. È utile cercare di stabilire una routine rassicurante e tranquilla per il sonno, così che non dipenda da questo comportamento per addormentarsi. Creare una routine pre-nanna che coinvolga attività rilassanti come un bagno caldo, leggere una storia, cullarla dolcemente o ascoltare musica tranquilla, può essere molto efficace. Assicurarsi che il suo ambiente di sonno sia confortevole, con luci soffuse e una temperatura piacevole, contribuisce a creare un ambiente rilassante. L'introduzione di un comfort object, come un peluche o una coperta morbida che possa essere associato al sonno, è un'altra strategia valida.

Creare una routine fissa negli orari e nelle modalità con cui si svolge aiuta la bambina a contenere le proprie emozioni e rilassarsi in modo sicuro. La prevedibilità è un elemento che facilita la calma. Si può pensare di proporre alla bambina delle abitudini precedenti l'addormentamento che siano rilassanti di per sé, come le coccole, un bagnetto caldo, una ninna-nanna. Un approccio potrebbe essere quello di tentare di distrarre la bambina con stimoli alternativi per valutare la sua reazione e eventualmente proporle un'esperienza alternativa che potrebbe essere più funzionale e rassicurante per lei. Questo permette di accompagnare la crescita emotiva e corporea della bambina in modo equilibrato, promuovendo autonomia e sicurezza. Usiamo sempre parole e gesti gentili, senza fissare il comportamento come se fosse sbagliato.

Il Concetto di "Troppo": Auto-Riflessione e Nuove Opportunità

I genitori talvolta si domandano se il bambino si tocchi "troppo". Prima di tutto, si può domandare quale sia la legge morale che è metro di giudizio per questo "troppo". Sgridare, impedire, esortare alla moderazione e distrarre sono manovre che veicolano, confusamente, un messaggio di disapprovazione e squalifica. Questo, sì, può produrre una “fissazione”: non alla masturbazione, ma alla masturbazione conflittuale angosciata. A danneggiare, allora, saranno il senso di colpa, la conflittualità, l’angoscia, non la masturbazione.

È importante lasciare che il bambino si masturbi in pace. Rispettando la sua privacy, gli si possono proporre molte attività e situazioni interessanti, così che possa ampliare i propri orizzonti e acquisire numerosi, differenti modi di procurarsi piacere. Senza, però, inibirgli quello, del tutto sano, che si è trovato da solo. Se invece si nota che ha bisogno di coccole, abbracciamolo e proponiamogli qualcosa da fare insieme. Una qualsiasi attività che porti connessione autentica è di solito la chiave migliore per distoglierlo.

L’equilibrio fra i vari piaceri della vita viene conquistato con l’esperienza, progressivamente. Anche il bambino troverà, nei suoi modi e nei suoi tempi, dei propri equilibri. È bene dargli il tempo. L'essere irrequieto e annoiato è molto importante. Forse il problema è questo, non che si masturbi. Se riuscisse a fare cose che lo interessassero e lo facessero sentire vivo e contento, avrebbe magari meno bisogno di masturbarsi. Ma lo scopo è quello di essere più vivo e contento, non quello di masturbarsi di meno. La masturbazione può essere un “antidepressivo” a portata di mano, ma spesso non ha quell’effetto perché, anche se dà piacere, non dà molto sul piano della realizzazione di sé, risultando soddisfacente per certi versi (dà un piacere vero), ma deludente per altri (non conduce a realizzazioni di sé, se non minimali). Se prevale la delusione e se non si hanno a disposizione altri modi di procurarsi piacere e di realizzare sé stessi, è possibile che vi si ricorra in modi ripetitivi e compulsivi, che alla lunga possono portare a non essere gran che contenti di sé, non perché ci si masturba troppo, ma perché ci si realizza troppo poco. A quest'età, un bambino è pronto per aprirsi a molte cose, tipo l’acquaticità, i giochi sociali, i giochi musicali, l’espressione corporea, l’uso dei colori.

Quando Consultare uno Specialista

La preoccupazione del genitore è del tutto naturale. Se la situazione persiste o si intensifica, o se il comportamento evolve in modi che sembrano indicare disagio, potrebbe essere utile consultare uno specialista in psicologia infantile o uno psicologo dello sviluppo. Nel caso in cui la situazione persista o si intensifichi, si potrebbe considerare la consulenza di uno psicologo infantile che potrà fornire un'analisi più approfondita della situazione e suggerire strategie personalizzate per gestire il comportamento in questione. Se il comportamento sembra diventare un problema o influenzare il sonno in modo significativo, potrebbe essere utile consultare un pediatra o un professionista della salute mentale per trovare soluzioni appropriate.

Psicologa infantile che parla con i genitori

Sebbene la masturbazione infantile sia normale, se il comportamento persiste o diventa problematico, potrebbe essere utile consultare uno specialista, come uno psicologo infantile o un terapista familiare. Un lavoro terapeutico utile, se il comportamento dovesse persistere o se si percepisse disagio crescente, potrebbe essere un percorso di supporto genitoriale, volto a sviluppare strategie di autoregolazione e gestione del sonno nei bambini piccoli, senza trasmettere giudizi sul corpo e sulle emozioni. Potrebbe essere più dannoso per la piccola intervenire ora che non comprende, sente solo piacere e lo identifica come una cosa positiva, è logico e naturale.

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