Guida all'educazione di un figlio maschio: costruire l'uomo di domani

Auguri e figli maschi! Questo è il tipico augurio che le future mamme si sentono dire…ma poi nessuno ti dice che cosa significa crescere dei figli maschi. Una vera e propria avventura per una mamma, che però le darà grandi soddisfazioni, perché una cosa è certa: un figlio maschio adorerà sempre e per sempre la sua mamma in maniera smisurata. Educare un figlio maschio è più complicato per la mamma, perché deve entrare nella sfera maschile ed essere capace di trasmettere al bambino tutti quegli stimoli che faranno di lui, in futuro, un marito, un padre e, in generale, un uomo pienamente realizzato. Crescere un figlio maschio richiede la combinazione di vari fattori educativi e affettivi che favoriscono il suo sviluppo emotivo, intellettuale e relazionale.

illustrazione concettuale che rappresenta la crescita e lo sviluppo armonioso di un bambino maschio in un ambiente supportivo

Il ruolo della genitorialità condivisa

Una bella sfida sicuramente educare un figlio maschio, e non ci siamo di certo dimenticati che, solitamente, la mamma non è sola in questo percorso, bensì è affiancata dal proprio compagno, il papà. L’educazione di un figlio maschio non è mai compito di un solo genitore. L’equilibrio tra il ruolo del padre e della madre è essenziale, poiché ognuno può contribuire in modo unico e complementare alla formazione del carattere e dei valori del figlio. Quando padri e mamme lavorano insieme, formano una combinazione di influenze che si completano a vicenda, creando un equilibrio tra autorità e affetto, tra forza e vulnerabilità. Il papà deve affiancare e sostenere la propria compagna, ponendosi nei confronti del figlio maschio non solo come un compagno di giochi, o, all’opposto, una figura autoritaria, bensì una via di mezzo tra le due cose.

È importante che entrambi i ruoli non siano rigidamente definiti. Il padre può essere sensibile e affettuoso, e la madre può promuovere l’autonomia e la risoluzione dei problemi. Il padre spesso incarna la figura del modello di comportamento verso l’esterno, stimolando l’indipendenza, la risoluzione dei problemi e l’autonomia. Al tempo stesso, la madre rappresenta il nucleo affettivo, promuovendo il dialogo, la comprensione e la sensibilità emotiva. È importante, con tutti i figli ma con i maschi di più, non chiedere aiuto ma condivisione, non insegnare l’esecuzione ma la responsabilità dell’iniziativa.

Superare gli stereotipi e l'educazione al rispetto

Nel mondo del lavoro e di coppia, i vecchi modelli sessisti sono tramontati e le donne sono più che mai preparate e competitive. Ecco perché le mamme di figli maschi devono preparare i piccoli a essere autonomi, indipendenti, a imparare dalle femmine e a non avere pregiudizi sessisti. Mostrargli che non esistono attività “da maschio” o “da femmina”. Che sia maschio o femmina, esortatelo all’autonomia. Perciò, sempre come un gioco, esortatelo a darvi una mano in casa, magari chiedendogli di mettere in ordine i suoi giochi, aiutarvi ad apparecchiare o anche a cucinare. La falsa credenza che comportarsi "da femmina" sia segno di debolezza è ancora molto radicata. Abituatelo a fare lavori domestici, lasciatelo giocare con giochi da "femmina", incentivate le amicizie con le bambine.

Le ricerche dimostrano che i neonati non hanno forti preferenze rispetto ai giochi. Le differenze emergono quando i bambini diventano consapevoli del proprio genere. Tuttavia, gli studi longitudinali indicano che la suddivisione dei giocattoli ha degli effetti a lungo termine sui gap di genere a livello di risultati scolastici, competenze spaziali e sociali. Insegnategli ad apparecchiare e sparecchiare, preparate una torta insieme. Vostro figlio sarà contento di fare qualcosa insieme alla sua mamma. Educatelo all'indipendenza e all'autonomia. Solo così diventerà un uomo sicuro di sé e in grado di costruire legami solidi con le donne.

Gestire la fisicità e lo sviluppo emotivo

I maschietti tendono a essere più “maneschi” delle bambine. La lotta è una dimensione istintiva e arcaica per superare i conflitti. I maschi sono predisposti geneticamente a essere attivi ed energici. Tendono a interagire meno a livello sociale e sono molto più risoluti nell’approccio a un’attività fisica. Sta a voi (e al padre) far sì che tale fisicità non si trasformi in violenza. Dovete cercare di limitare videogiochi e film o cartoni che esaltino la violenza maschile, tipo supereroi, soldati, robot. Per sfogare la sua fisicità fategli fare tanto sport, soprattutto di squadra: calcio, pallavolo, rugby. Così oltre ad imparare il rispetto delle regole, imparerà a gestire il rapporto con i compagni di squadra.

Tipi di energia per bambini - Energie rinnovabili e energie non rinnovabili

Spesso si pensa che il maschio non abbia bisogno di esternare i suoi sentimenti. È normale per lui tenersi tutto dentro. Non è così. Insegnategli a esprimere le sue emozioni. Piangere non è né da maschi né da femmine; significa semplicemente saper entrare in contatto con le proprie emozioni ed esprimerle agli altri. Insegnate ai bambini a mostrare la loro forza: la forza di riconoscere le proprie emozioni. Un padre, se frustrato o arrabbiato per qualcosa, può esprimere le sue emozioni in maniera equilibrata davanti al figlio, dicendo: “Sono arrabbiato perché oggi non sono riuscito a finire il lavoro come volevo”.

L'autonomia come base della crescita

La simbiosi tra madre e figlio è molto importante quando il piccolo è neonato, ma dopo l’anno di vita dobbiamo abituarlo all’autonomia. Ad esempio, meglio evitare di dormire insieme nel lettone: se lo lasciamo dormire con noi, prolunghiamo il cordone ombelicale e creiamo un problema di intimità irrisolta e una dipendenza corporea che si porterà dietro per sempre. Non siate troppo iperprotettive col vostro bambino perché lo vedete più goffo o meno spigliato delle femmine. Sono normali tappe evolutive.

I bambini maturano più lentamente e il gap che si crea tra maschi e femmine tra i 12 mesi e i 2 anni circa si perpetua fino all’età adulta. Per questo i maschi sono spesso più lenti nel raggiungere i tipici traguardi dell’infanzia. Sebbene possano essere fisicamente più grandi delle coetanee femmine, emotivamente sono molto meno maturi e spesso soffriranno molto di più per la separazione dai genitori rispetto alle bambine. Incoraggiate l’autonomia: lasciate che si vesta da solo o si lavi, sotto vostra osservazione, senza bisogno d’aiuto. Dare al figlio il compito di gestire un piccolo progetto familiare, come l’organizzazione di una serata gioco, lo aiuta a sentirsi capace e a gestire piccole responsabilità.

Strategie di disciplina positiva

Non esistono ragazzi cattivi ma solo cattivi comportamenti. Picchiare ed urlare non funzionano e sul lungo periodo possono fare più male che bene. Piuttosto che punire, l’approccio della disciplina positiva pone l'enfasi sullo sviluppo di una relazione sana con il proprio figlio e su come definire delle aspettative riguardo il suo comportamento. Pianifica del tempo esclusivo per voi: possono essere 20 minuti al giorno per concentrarsi solo su di lui, spegnendo tv e telefono.

Elogia gli aspetti positivi: i bambini si rafforzano grazie ai complimenti. Osserva tuo figlio mentre fa qualcosa di buono e incoraggialo. Fissa delle aspettative chiare: dire ai tuoi figli esattamente cosa vorresti da loro è molto più efficace del dire cosa non vorresti. È importante però che le aspettative siano realistiche. Se il bambino sbaglia, usa la calma nelle conseguenze: stabilire questo principio è un processo semplice che lo incoraggia a comportarsi meglio e allo stesso tempo lo responsabilizza. La costanza è un fattore chiave della genitorialità positiva.

infografica che illustra i 5 pilastri della disciplina positiva per i genitori

Rispetto per il genere femminile e parità

Crescete il vostro figlio maschio nel totale rispetto del genere femminile e in questo sarà fondamentale il vostro esempio. Dimostrategli di essere donne che si fanno rispettare dagli uomini e sicuramente imparerà a sua volta a rispettare le donne. Il buon esempio di un rapporto di coppia sano e paritario parte da voi. Se il figlio vede comportamenti di mancanza di rispetto verso le donne, la madre può approfittare dell’occasione per spiegare l’importanza di trattare tutte le persone con rispetto.

Insegnate ai bambini a chiedere il permesso prima di toccare il corpo dell’altro già dall’età della scuola materna. Insegnategli anche il potere della parola no: smettete di fargli il solletico o la lotta quando vi dicono no. Aumentate il livello delle aspettative nei loro confronti. Non dite - e non permettete ai vostri figli maschi di dire - che qualcuno lancia o corre come una femmina. Evitate di utilizzare la parola “femminuccia” o qualcuno dei sinonimi più offensivi. La ricerca dimostra che i genitori rinforzano i ruoli di genere tradizionali per i figli maschi principalmente per paura che possano essere presi in giro. Possiamo contribuire tutti evitando di giudicare e di fare piccole e quotidiane supposizioni rispetto a ciò che deve piacere.

Preparazione alla vita adulta

Quando ormai è grande cercate di comprendere il suo bisogno di indipendenza. E quando vi annuncerà che è pronto per andarsene di casa, dimostratevi all’altezza e non ditegli frasi che lo facciano sentire in colpa. Amare un figlio significa anche saperlo lasciar andare quando è il momento. I maschi spesso fanno fatica ad accettare di essere lasciati dall’amata. Parlategli, stategli vicino, raccontate le vostre delusioni d’amore, spiegategli che il dolore della perdita col tempo passa, ed è normale, è una cosa che capita a tutti.

Evitate di parlare male della ragazza in questione. Il vostro compito è far sentire vostro figlio compreso e non di dare giudizi sulle persone. Essere genitori di un figlio maschio significa offrire insegnamenti che lo aiutino a sviluppare una forte consapevolezza di sé, una visione equilibrata delle relazioni e una sana gestione delle proprie emozioni. Attraverso l'esempio quotidiano, genitori pronti, attenti e coerenti possono guidare il proprio figlio verso una vita equilibrata, empatica e responsabile, rendendolo capace di costruire legami solidi e paritari.

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