Il Ciuccio per Neonati con Displasia Broncopolmonare: Consigli, Benefici e Gestione Ottimale

L'arrivo di un neonato è un momento di gioia e grandi interrogativi per ogni genitore, specialmente quando si tratta di prendersi cura di un piccolo che presenta condizioni di salute particolari, come la displasia broncopolmonare (BPD). In questo contesto, l'utilizzo del ciuccio, un oggetto comune e spesso associato alla tranquillità del bambino, solleva una serie di domande cruciali. Molti genitori si interrogano sui suoi potenziali vantaggi e svantaggi, su come sceglierlo, quando proporlo e come gestirne l'uso per garantire il benessere e lo sviluppo ottimale del proprio figlio. La ricerca scientifica e le raccomandazioni cliniche forniscono preziose indicazioni per orientare queste scelte, mettendo in luce come il ciuccio possa essere un valido alleato, specialmente per i neonati più fragili.

Neonati in incubatrice con ciuccio

Il Riflesso di Suzione non Nutritiva e i suoi Benefici Innati

Il riflesso di suzione non nutritiva rappresenta per neonati e bambini un mezzo primordiale per procurarsi rassicurazione immediata. Questa capacità, innata e profonda, si manifesta già in età prenatale e costituisce una delle prime abilità di coordinazione muscolare del feto. Già a partire dalla fine del primo trimestre di gestazione, precisamente tra l'undicesima e la dodicesima settimana, il feto mostra movimenti di suzione e deglutizione. Tra le 13 e le 14 settimane, inserisce le dita e il pollice in bocca, e a 15 settimane, i movimenti di suzione e deglutizione del liquido amniotico sono visibili in quasi tutti i feti. Tra le 18 e le 21 settimane, si specializzano i movimenti antero-posteriori e di avvolgimento della lingua. Tutto ciò dimostra come il bisogno di suzione non nutritiva sia comune a tutti i bambini, sviluppandosi già prima della nascita nell'utero materno.

La Dottoressa Cristina Torres, specializzata in odontoiatria pediatrica, spiega che la suzione non nutritiva ha un effetto calmante e costituisce anche un'opportunità per il bambino di scoprire l'ambiente circostante, sperimentando il gusto e la consistenza dei singoli oggetti. A differenza della suzione finalizzata al nutrimento, che coinvolge un'azione coordinata tra nervi cranici, tronco encefalico e corteccia cerebrale per l'assunzione di cibo, la suzione non nutritiva serve principalmente al bimbo per calmarsi e rilassarsi in generale. I bambini sono costantemente esposti a stimoli nuovi ed eccitanti, e la suzione non nutritiva è una fonte affidabile di tranquillità e benessere. Non a caso, il termine inglese che viene utilizzato per indicare il succhietto è "pacifier", ovvero pacificatore, proprio a sottolineare come tale dispositivo possa avere la capacità di tranquillizzare il bambino. Si stima che circa il 75-85% dei bambini nei paesi occidentali utilizzi il succhietto.

Questo istinto naturale di suzione, se non è completamente soddisfatto dal seno materno o dal biberon, può generare un senso di frustrazione nel bambino. Impegnarsi in un'abitudine di suzione non nutritiva, come quella offerta dal ciuccio, può alleviare questa frustrazione.

Ciuccio, quando iniziare ad usarlo, come e quale scegliere

Displasia Broncopolmonare (BPD): Una Panoramica

La displasia broncopolmonare (Bronchopulmonary dysplasia, BPD) rappresenta la principale sequela respiratoria cronica dei neonati fortemente pretermine ed è clinicamente definita dalla persistenza di ossigeno-dipendenza oltre il compimento del ventottesimo giorno di vita. L'aumentata sopravvivenza di bambini nati prematuri alle più basse età gestazionali non si è accompagnata ad una concomitante riduzione della morbilità respiratoria. Dopo l'introduzione degli steroidi prenatali e della terapia con surfactante si è assistito alla comparsa di una nuova forma di patologia polmonare cronica definita "new bronchopulmonary dysplasia" (new BPD).

A differenza della cosiddetta "old BPD", secondaria a un danno strutturale polmonare principalmente correlato alla prolungata necessità di ventilazione meccanica e all'esposizione ad elevate concentrazioni di ossigeno in neonati a termine o quasi a termine, la new BPD è caratterizzata da un ritardo o arresto del fisiologico sviluppo delle vie aeree ad uno stadio evolutivo precoce, lo stadio sacculare. Il pattern di sviluppo polmonare risulta pertanto semplificato, caratterizzato principalmente da una compromissione del processo di settazione alveolare, con conseguente formazione di spazi alveolari più ampi e numericamente ridotti, e superficie di scambio gassoso complessivamente minore. Da un punto di vista istologico, oltre l'interessamento alveolare, anche il letto vascolare presenta un'anomala distribuzione con riduzione del numero delle piccole arterie, funzionalmente iperreattive ed ipertoniche, con conseguente possibile ipertensione polmonare ed eventuale ipertrofia ventricolare destra secondaria.

L'incidenza della BPD è inversamente proporzionale all'età gestazionale alla nascita. Uno studio multicentrico condotto su 9575 extremely preterm infants (22-28 settimane gestazionali) evidenzia un'incidenza di BPD durante il ricovero dell'85% a 22 settimane gestazionali, con una graduale riduzione all'aumento dell'età gestazionale, fino al 23% a 28 settimane gestazionali. La BPD colpisce il 15% dei bambini nati prematuri Very Low Birth Weight (VLBW), ovvero con peso inferiore ai 1500 grammi, dimessi dalle terapie intensive neonatali italiane.

Il bambino con displasia broncopolmonare richiede un dedicato approccio multidisciplinare per ottimizzare l'outcome respiratorio, la funzionalità cardiovascolare, ma anche la crescita globale. Questo approccio è fondamentale per affrontare le numerose possibili complicanze a carico di vari organi e apparati, che spesso si influenzano l'un l'altra. I pazienti con BPD necessitano, anche dopo la dimissione dalla Terapia Intensiva Neonatale (TIN), di attenti controlli clinico-strumentali per monitorare la funzionalità respiratoria, l'attività cardiovascolare, lo stato di nutrizione, lo sviluppo neuro-motorio e psico-comportamentale. Un elemento indispensabile per garantire un adeguato sviluppo globale è una buona ossigenazione. In alcune delle forme più gravi di BPD, caratterizzate da un marcato aumento delle resistenze polmonari e della reattività delle vie aeree, può essere necessario proseguire l'ossigenoterapia anche dopo la dimissione.

I criteri clinici per la dimissione, specialmente importanti per questi bambini, includono la stabilità clinica con risoluzione delle patologie acute, un valido e costante accrescimento ponderale, e una valida coordinazione tra suzione, deglutizione e respirazione. Quest'ultimo aspetto è cruciale, sebbene i casi più gravi possano richiedere la nutrizione parenterale o enterale tramite gastrostomia percutanea a domicilio.

Terapia intensiva neonatale

Il Ciuccio per il Neonato Prematuro e con BPD: Benefici Specifici

L'utilizzo del ciuccio può essere particolarmente utile in determinate situazioni, come nel caso dei neonati prematuri o con un peso basso alla nascita. In questi bambini, è importante stimolare il riflesso di suzione, e il ciuccio contribuisce a promuovere le complesse funzioni fisiche e mentali associate all'allattamento al seno. La suzione non nutritiva nei prematuri è infatti associata a una più breve ospedalizzazione, una più breve transizione alla nutrizione orale dalla nutrizione enterale e migliora la nutrizione tramite biberon. Questo perché la suzione non nutritiva facilita lo sviluppo dell'abitudine alla suzione nutritiva e migliora la digestione a livello intestinale.

I vantaggi offerti dai ciucci sotto il profilo medico clinico includono l'effetto sedativo, poiché lo stress può avere un impatto diretto sulla salute dei bambini, e la promozione dello sviluppo neurocomportamentale. Il ciuccio può essere d'aiuto anche per i neonati a rischio di ipoglicemia (carenza di glucosio nel sangue) o per i neonati prematuri che necessitano di supporto per raggiungere il livello di sviluppo neurocomportamentale necessario per un allattamento al seno efficace. Nei bambini nati pretermine, che spesso hanno difficoltà ad attaccarsi al seno e vengono alimentati con il sondino naso-gastrico, l'uso del ciuccio può favorire l'acquisizione del meccanismo di suzione e deglutizione, facilitando l'assunzione del latte dal seno materno o dal biberon e riducendo conseguentemente i tempi di ricovero.

Un altro beneficio significativo è il ridotto rischio di Sindrome della Morte Improvvisa del Lattante (SIDS). Le Linee Guida dell'American Academy of Pediatrics (AAP) annoverano il succhietto tra i fattori protettivi per la SIDS, raccomandandone l'utilizzo nel primo anno di vita, quando l'incidenza della SIDS è maggiore. Diverse ipotesi spiegano come il ciuccio svolga questa funzione: può evitare il "rebreathing" prevenendo il contatto diretto del viso con le lenzuola, abbassare la soglia di risvegliabilità e aumentare la produzione di arousal in caso di ipossia. Inoltre, il succhietto mantiene la lingua in posizione anteriore, modificando gli spazi aerei e mantenendo le vie aeree pervie. Dispositivi di riposizionamento mandibolare, come il succhietto, possono dunque aiutare a migliorare la pervietà delle vie aeree superiori durante il sonno, allargandole e/o diminuendone la collassabilità, migliorando così il tono muscolare delle vie aeree superiori. Uno studio di Tonkin ha ipotizzato che l'associazione tra uso del succhietto e riduzione del rischio di SIDS possa essere mediata dal movimento in avanti della mandibola e di conseguenza della lingua, che aiuta a mantenere la pervietà delle vie aeree superiori. Misurazioni su bambini nati pretermine hanno rilevato un piccolo ma significativo avanzamento della mandibola mantenuto anche dopo la rimozione del ciuccio, confermando l'effetto positivo sulle vie aeree superiori. Studi più recenti, come quelli di Levrini e Nosetti, hanno dimostrato che l'uso del ciuccio è correlato a una riduzione statisticamente significativa del numero di apnee e ipopnee per notte e a un miglioramento della saturazione periferica di ossigeno (SpO2) media e minima durante il sonno nei bambini con storia di Apparent Life Threatening Event (ALTE). È presente, quindi, una correlazione positiva tra l'uso del ciuccio e la respirazione.

Il ciuccio è stato riconosciuto anche come uno dei metodi chiave per ridurre la percezione del dolore nei neonati e lattanti con meno di sei mesi di vita sottoposti a procedure minori in pronto soccorso. La combinazione di succhietto e qualche goccia di soluzione contenente saccarosio si è rivelata particolarmente efficace in questo contesto.

Scelta del Ciuccio: Parametri Fondamentali

Nella scelta del ciuccio vanno tenuti a mente diversi parametri: dimensione, forma, altezza del collo e materiale. Una selezione accurata è particolarmente importante per i neonati, soprattutto quelli con condizioni di salute che possono influenzare lo sviluppo orale e respiratorio.

Dimensioni e Adattamento nel Tempo

È bene scegliere una tettarella piccola: la dimensione ridotta permette, infatti, alla lingua di muoversi liberamente e favorisce lo sviluppo di una migliore oralità al bambino. Con il passare del tempo, non è strettamente necessario cambiare la tipologia di ciuccio. Soprattutto nei primi mesi, la struttura ossea e la cavità orale del bambino tendono a crescere piuttosto rapidamente. Di conseguenza, la tettarella scelta inizialmente diventerà sempre più piccola per la bocca del bambino. Questo cambiamento naturale diminuirà il piacere orale del ciuccio e faciliterà il distacco nei giusti tempi. Ovviamente, se il ciuccio è rovinato, deteriorato o tagliato, va immediatamente sostituito, ma con uno uguale per mantenere la familiarità.

Esistono diverse misure sul mercato, pensate per neonati, per bambini dai 4-6 mesi in su e dai 12-16 mesi in su. Per i primi sei mesi, sarebbe meglio orientarsi verso un articolo interamente in gomma e composto da un unico elemento, evitando dunque tutti quegli articoli che presentano pezzi in plastica e che non siano particolarmente morbidi. È inoltre preferibile prediligere modelli leggeri e facilmente sostenibili in quanto il bimbo non ha ancora sviluppato la forza necessaria per riuscire a tenere in bocca ciucci più pesanti. Dovrà trattarsi di un prodotto il più possibile simile alla forma anatomica del capezzolo materno, in modo da donare la sensazione di attaccarsi al seno.

Forme della Tettarella

Le forme disponibili sono principalmente tre: a goccia, a ciliegia e anatomica. Il ciuccio a goccia ha una forma allungata e piuttosto simmetrica. Il ciuccio a ciliegia è rotondo al termine della tettarella. Il ciuccio anatomico, invece, termina con la punta rivolta verso l'alto, verso il palato, e cerca di riprodurre la forma del capezzolo quando viene schiacciato.In letteratura ci sono diversi pareri discordanti riguardo le conseguenze dei vari tipi di ciuccio, ma la verità è che nessuna forma permette alla lingua di lavorare in maniera corretta come quando il bambino poppa dal seno materno. Dal sesto mese di vita fino all'anno, sarebbe consigliabile utilizzare un ciuccio dalla forma anatomica, che sia in grado di alleviare il fastidio causato dallo spuntare dei nuovi dentini e che non ne ostacoli la formazione.

Altezza del Collo

Per altezza del collo si intende l'altezza di quella parte del ciuccio che va dalla tettarella allo scudo, ossia il posto in cui poggiano i denti del bambino. Ultimamente sono reperibili ciucci con il collo di 2 millimetri, a differenza dei precedenti che misuravano circa 8-9 millimetri. Il collo stretto fa sì che l'apertura della bocca sia inferiore, riducendo il rischio di morso aperto nel bambino. Questa innovazione è un passo significativo per prevenire alcune delle problematiche ortodontiche associate all'uso prolungato del ciuccio.

Materiali

Tra i materiali maggiormente usati troviamo il silicone e il caucciù.

  • Caucciù: Questo è un prodotto naturale estratto dalla corteccia di Hevea brasiliensis, di colore ambrato. Assorbe l'acqua e tende a deteriorarsi con facilità, soprattutto se sottoposto ad alte temperature, e infatti va sterilizzato solo a freddo. È un materiale molto poroso che assorbe odori e sapori ed è più incline alle contaminazioni batteriche. In generale, è meno flessibile e si deforma facilmente. In caso di bambini allergici al lattice, è sconsigliato perché potrebbe causare reazioni allergiche.
  • Silicone: Il silicone è invece un prodotto artificiale e trasparente, resistente al deterioramento. È flessibile e sopporta le alte temperature, il che lo rende ideale per le diverse modalità di sterilizzazione. I ciucci in silicone non assorbono odori e sapori, non variano nella dimensione e non si alterano dopo molte sterilizzazioni.

In conclusione, è preferibile scegliere ciucci di piccola dimensione, con un collo stretto e in silicone, specialmente nelle prime fasi di vita.

Uso Corretto del Ciuccio: Quando, Come e Quanto a Lungo

L'utilizzo del ciuccio non è obbligatorio, e alcuni bambini possono rifiutarlo fin dall'inizio. In questo caso, è bene prendersi del tempo e riprovare. Non serve insistere se il rifiuto continua, e soprattutto non è opportuno ritentare intingendo la tettarella nel miele o altri dolcificanti che potrebbero essere molto pericolosi per il bambino.

Quando Proporre il Ciuccio

Fino alle 6 settimane è sconsigliato proporre il ciuccio. È fondamentale instaurare l'allattamento al seno ed è bene che niente interferisca con questa importantissima fase di avvio, chiamata di calibrazione. Successivamente, se necessario o desiderato, è possibile inserire l'utilizzo del ciuccio in specifici momenti della giornata, come l'addormentamento, o in presenza di malessere, laddove manchi la possibilità di attaccarsi al seno. È consigliabile proporre il ciuccio al bambino nel momento in cui l'allattamento è ben avviato e consolidato (dopo circa 3-4 settimane), in quanto potrebbe compromettere il normale attaccamento al seno e interferire sulla durata dell'allattamento. Per i bambini nati a termine, è consigliabile iniziare ad usare il ciuccio a partire dalle 4-6 settimane di vita, quando termina la fase della calibrazione e l'allattamento si è ormai ben avviato.

Il ciuccio può essere d'aiuto nel facilitare l'addormentamento o durante un viaggio in quota per alleviare il fastidio alle orecchie. Sicuramente, per tutti quei bambini che non vengono allattati al seno, il ciuccio, se usato con criterio, è uno strumento molto utile per la suzione non nutritiva.

Come Usare Correttamente il Ciuccio

Il ciuccio può comportare effetti negativi quando viene utilizzato in modo errato. Quando si parla di uso scorretto e prolungato si fa riferimento alla durata d'uso: per quanto tempo quotidianamente il bambino tiene in bocca il ciuccio e per quanti anni. Proporlo soltanto nei momenti strettamente necessari riduce il rischio di alterazioni nello sviluppo della muscolatura e della struttura ossea.

Il pianto del bambino è una richiesta d'aiuto e come tale andrebbe trattata: è importante capire quale sia il disturbo che agita il piccolo e provvedere di conseguenza. I neonati hanno bisogno della presenza fisica e del contatto dei genitori - che rassicura, calma e conforta -, il ciuccio dà una consolazione immediata e placa il pianto ma non il loro bisogno di contatto; nessun tipo di strumento orale può farlo. Sarebbe quindi bene usarlo come sostegno solo nei momenti difficili da affrontare (stress, dolore) e promuoverne un utilizzo attivo, più che passivo.

Fornire il ciuccio come rapida consolazione può rendere più difficile per il genitore distinguere il reale bisogno del bambino e fornire adeguate risposte. Inoltre, questo atteggiamento passivo può creare un rapporto di dipendenza dall'oggetto che sarà molto più difficile scardinare. Più l'abbandono dei vizi orali sarà ritardato, più serviranno tempo, impegno e soldi per modificare gli effetti generati. Promuovere un atteggiamento attivo, nel quale il ciuccio diventa l'ultima proposta, privilegiando, invece, un intervento in cui il genitore cerca di rapportarsi al neonato con il contatto e il linguaggio, sarà molto più soddisfacente per entrambi.

L'utilizzo del ciuccio in sostituzione della poppata, per distanziare le poppate o durante gli scatti di crescita, quando il bambino sembra essere più richiedente, può creare interferenze con la corretta produzione e assunzione di latte ed è quindi da proporre con attenzione. Sin dalla nascita, tramite la bocca, il bambino si nutre e conosce il mondo, a partire dal secondo mese arricchisce l'esperienza con vocalizzi (emissione di suoni costituiti da vocali) e dal quarto mese, con la fase orale, allarga la scoperta del proprio corpo e del mondo. Tutte queste esperienze sono piacevoli per il bambino e lo stimolano nella scoperta.

Quanto a Lungo e Quando Interrompere l'Uso

In linea generale, prima si smette di usare il ciuccio, meglio è. La stimolazione della suzione non nutritiva, fisiologicamente non più necessaria per la regolazione del comportamento dopo una certa età, può diventare un'abitudine che sviluppa gli aspetti psicologici di una dipendenza. La mamma di Marco, un neonato molto irritabile, si chiede: "Ciuccio sì o no? Gli creerà problemi?". La mamma di Susanna, invece, preferisce consolare la sua bambina proponendole il seno, dal momento che ha paura che il ciuccio possa ostacolare l'inizio dell'allattamento. Queste preoccupazioni sono comuni e meritano attenzione.

Il bisogno di suzione non nutritiva diminuisce costantemente nel primo anno di vita, non appena il bambino inizia a parlare, camminare e mangiare cibi più solidi. Ma anche qui non c'è una regola fissa; l'andamento delle cose dipende dallo sviluppo fisiologico ed emotivo del bambino. Gli esperti Bishara et al. hanno osservato che l'uso del ciuccio è passato dal 40% nel primo anno di vita a meno dell'1% nell'ottavo anno di vita. Sarebbe utile eliminare l'uso del ciuccio entro i 24 mesi di vita, poiché successivamente potrebbero esserci delle alterazioni oro-facciali.

È più facile eliminare l'uso del ciuccio entro il primo anno d'età, in modo progressivo, portando l'attenzione del piccolo verso giochi da succhiare e ascoltare, e verso nuove modalità di consolazione. Si dovrebbe cercare di ridurre l'utilizzo del ciuccio entro i 18 mesi di vita, in modo graduale fino ad eliminarlo quanto prima e comunque entro i 3 anni. Una volta iniziato lo svezzamento dal ciuccio, è molto importante adottare un comportamento coerente e, soprattutto, essere pazienti e comprensivi.

Bambino con ciuccio che dorme serenamente

Igiene del Ciuccio: La Sterilizzazione

L'igiene del ciuccio è un aspetto fondamentale, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino. Nei primi 6 mesi, il sistema immunitario è ancora immaturo ed è cruciale curare molto bene l'igiene del ciuccio. La sterilizzazione andrebbe fatta ogni giorno o tutte le volte che cade a terra. Pulirlo con la nostra saliva non è una soluzione idonea, anzi, è un comportamento da evitare.

La sterilizzazione può avvenire in tre modi principali:

  • Con acqua in ebollizione per circa 5 minuti. Questo metodo è semplice e molto efficace per eliminare batteri e germi.
  • Tramite vapore, utilizzando sterilizzatori appositi per microonde o elettrici. Questi dispositivi offrono un modo comodo e sicuro per sterilizzare i ciucci.
  • A freddo, aggiungendo nell'acqua un disinfettante a base di ipoclorito di sodio e risciacquando il ciuccio sotto acqua corrente dopo averlo sterilizzato. Questo metodo è utile per i ciucci in caucciù che non sopportano le alte temperature.

Dopo i 6 mesi, la sterilizzazione quotidiana non è più necessaria ed è sufficiente utilizzare l'acqua corrente per pulire il ciuccio. Questo cambiamento è dovuto alla maturazione del sistema immunitario del bambino e alla sua maggiore esposizione all'ambiente esterno.

Potenziali Rischi e Gestione delle Abitudini Orali

Nonostante i numerosi benefici, l'uso del ciuccio, se non gestito correttamente o se prolungato oltre una certa età, può comportare alcuni rischi e svantaggi. È importante esserne consapevoli per adottare le migliori pratiche.

Malocclusioni Dentali e Problemi Orali

Il ciuccio può causare disallineamenti dentali e malocclusioni se l'uso viene prolungato oltre i due anni. La deformità del cavo orale, la cui entità è correlata all'intensità, frequenza e durata della suzione del dito o del ciuccio, e alle caratteristiche costituzionali del bambino, è la conseguenza più frequente ed evidente. Questa, fino a una certa età, potrà correggersi da sola in seguito alla sospensione di questo tipo di suzione e quindi togliendo il ciuccio o il dito. Mentre tempo fa veniva sostenuto che quest'attività fosse possibile fino all'eruzione della dentizione permanente, oggi le raccomandazioni internazionali, pur variabili tra loro, tendono in prevalenza a indicare i 3 anni come l'età oltre la quale non è consigliato continuare questo tipo di suzione.

La malformazione più evidente che spesso si riscontra è il cosiddetto "morso aperto", che ostacola la corretta crescita degli incisivi e dei canini. Spesso, poi, i bambini interpongono la lingua tra le arcate dentarie perpetuando la deglutizione infantile (deglutizione disfunzionale) e favorendo l'alterazione nella pronuncia di alcuni fonemi. Inoltre, possono esserci anche altre malformazioni ossee che possono riguardare il palato, rendendolo ogivale, e i normali rapporti trasversali tra le arcate dentarie, provocandone alterazioni nella chiusura. La disgnazia è un particolare tipo di malocclusione detto anche morso profondo, con un sintomo evidente che è la proiezione del mento. Per limitare l'insorgere di problematiche odontoiatriche dovute all'utilizzo del ciuccio, una delle soluzioni valutate da pediatri e odontoiatri è l'utilizzo di un ciuccio disegnato per le differenti strutture orali. Un altro consiglio è quello di limitare l'utilizzo del ciuccio nelle sole ore notturne nel primo anno di vita e eliminarne completamente l'uso dopo i due anni.

Impatto sullo Sviluppo del Linguaggio

A partire dai 7 mesi circa, il bambino incomincia la lallazione (produzione di sillabe ripetute), propedeutica all'avviamento del linguaggio. Questo momento suscita piacere nel bambino, che si auto-ascolta, e nel genitore, perché crea occasioni di scambio conversazionali. Ridurre l'uso del ciuccio aumenta i momenti di prova del linguaggio per il bambino e il piacere tratto dalla socialità. Un uso eccessivo del ciuccio in questo periodo potrebbe interferire con la corretta maturazione di queste abilità, inclusi i nuovi schemi deglutitori e la masticazione dei cibi solidi che iniziano con lo svezzamento.

Rischio di Otite Media

Dai 6 mesi in poi, si suppone un ruolo del ciuccio nell'aumentare il rischio di otiti medie, specialmente dopo il primo anno di età. Gli svantaggi iniziano ad essere maggiori dei benefici già a partire dai 12 mesi, soprattutto quando se ne fa un uso intensivo. In particolare, potrebbe favorire l'insorgenza di otiti, probabilmente perché la suzione prolungata favorisce il passaggio delle secrezioni nasofaringee all'interno della tuba di Eustachio.

La Dipendenza dal Ciuccio vs. Suzione del Dito

Il ciuccio può diventare un vizio in base all'uso che se ne fa. Aiuta a tranquillizzare e a dare benessere al bambino, ma questo non significa che bisogna darlo tutte le volte che piange senza cercare di capire quale sia la causa del malessere. In questo modo si rischia di diventare "ciuccio-dipendenti", in quanto il bambino lo associa a un qualcosa che gli permette di tranquillizzarsi.

Una domanda frequente tra i genitori è: "Cosa fare se il bimbo si succhia le dita o il pollice?". La suzione delle dita è un comportamento comune a tutti i bambini, e il passaggio all'uso di un ciuccio di alta qualità è spesso raccomandato. È ampiamente noto che la suzione prolungata del pollice o delle dita comporta il rischio di malocclusioni dentali. A differenza della tettarella di un ciuccio di alta qualità, il pollice ha una forma e una rigidità che esercitano una pressione significativa sul palato di un bambino. Di conseguenza, i denti anteriori superiori vengono spinti verso l'esterno, in direzione delle labbra, e i denti anteriori inferiori vengono premuti verso l'interno, in direzione della lingua. Il risultato può essere un'arcata superiore più sporgente o un morso aperto anteriore. Come altro grande vantaggio, è molto più facile far disabituare un bambino al ciuccio piuttosto che al pollice.

Gli studiosi Bishara et al. hanno anche scoperto che, nello stesso arco di tempo (fino agli 8 anni), l'abitudine di succhiare le dita ha subito un calo meno drastico, passando dal 31% al 4%, e che a partire dai quattro anni d'età, questa era la forma preferita di suzione non nutritiva. I genitori dovrebbero avere fiducia nel proprio figlio, non esprimere emozioni o commenti negativi quando usa il dito o il ciuccio e non chiedergli direttamente di smettere. In generale, la cosa migliore è svezzare il bambino dal ciuccio in modo lento e graduale, ricordando che i bambini sviluppano un forte attaccamento per questa forma di rassicurazione immediata.

Alternative al Ciuccio e Abitudini Orali Correlate

La gestione delle abitudini orali del bambino non si limita al solo ciuccio ma include anche l'uso del biberon e la transizione a strumenti come tazze e cannucce.

Uso del Biberon

L'utilizzo del biberon può portare conseguenze simili a quelle del ciuccio perché, anche in questo caso, la tettarella potrebbe alterare la funzionalità della lingua e creare delle malocclusioni. L'uso andrebbe ridotto a partire dai 6 mesi ed eliminato a 12. Questo perché la bocca si modifica sempre di più e il bambino inizia ad apprendere tantissime nuove abilità. Inizia lo svezzamento, mangia cibi con consistenze e sapori diversi, impara nuovi schemi deglutitori e come masticare i cibi solidi. Un uso eccessivo del biberon in questo momento potrebbe interferire con la corretta maturazione di queste abilità, così come avviene per il ciuccio.

Transizione alla Tazza e alla Cannuccia

Bere dalla tazza potrebbe sembrare un'impresa impossibile per i bimbi piccoli, ma è solo questione di apprendimento ed esperienza: vi sono bambini in grado di bere dal bicchiere, con il supporto di un genitore, già a pochi giorni e in autonomia dai 6 mesi. Se il bambino ha difficoltà a bere dalla tazza, una buona idea è quella di proporre la cannuccia. Una volta imparato il gesto di succhiamento, potrà esercitarsi con la tazza. Questa transizione è cruciale per lo sviluppo orale e per prevenire le problematiche associate all'uso prolungato di tettarelle.

Il Contatto e il Linguaggio

Per i neonati, specialmente quelli più vulnerabili, la presenza fisica e il contatto dei genitori rassicurano, calmano e confortano molto più di qualsiasi oggetto. Il ciuccio dà una consolazione immediata e placa il pianto ma non il loro bisogno di contatto. Nessun tipo di strumento orale può sostituire l'interazione umana. Promuovere un atteggiamento attivo in cui il genitore cerca di rapportarsi al neonato con il contatto e il linguaggio, e solo in ultima istanza propone il ciuccio, sarà molto più soddisfacente per entrambi e favorirà uno sviluppo emotivo e comunicativo più sano. Il genitore dovrebbe cercare di capire il reale bisogno del bambino, fornendo risposte adeguate e non affidandosi sempre alla consolazione rapida fornita dal ciuccio.

La gestione del ciuccio e delle altre abitudini orali richiede una combinazione di informazione, osservazione attenta del bambino e pazienza. Comprendere i benefici specifici per i neonati con displasia broncopolmonare, insieme ai potenziali rischi e alle migliori pratiche di utilizzo, permette ai genitori di fare scelte consapevoli e supportare al meglio lo sviluppo e il benessere del proprio figlio.

Vari tipi di ciucci

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