Igroma Cistico: Cause, Sintomi e Trattamenti

L'igroma cistico, noto anche come linfangioma cistico, è una rara malformazione congenita del sistema linfatico che insorge durante lo sviluppo embrionale. Si presenta come una sacca piena di liquido, principalmente nella zona del collo e della testa, ma può interessare anche altre parti del corpo. Sebbene sia tecnicamente una neoplasia benigna dei vasi linfatici, la sua importanza clinica in ambito prenatale è notevole, poiché spesso funge da marcatore per gravi anomalie cromosomiche o sindromi genetiche complesse.

Igroma cistico al collo di un feto

Origine e Sviluppo dell'Igroma Cistico

L'origine dell'igroma cistico è legata a un'alterazione del sistema linfatico durante l'embriogenesi, che è lo sviluppo dell’embrione dall’uovo fecondato o attivato. Questo sviluppo consiste nell’ordinata sequenza dei fenomeni di accrescimento, di differenziamento e di organogenesi che conducono alla formazione di un individuo. Si ipotizza che l'igroma cistico derivi da una difettosa connessione tra vasi linfatici e vene giugulari che fa accumulare liquido non drenato dentro una ciste. Questa difettosa comunicazione può essere dovuta a un'insufficiente drenaggio del sistema linfatico in uno dei suoi punti di connessione con il sistema venoso, in particolare a livello dei sacchi linfatici giugulari.

Durante lo sviluppo fetale, il sistema linfatico drena nel sacco linfatico giugulare, una struttura primitiva che, intorno ai 40 giorni di età gestazionale, dovrebbe comunicare con la vena giugulare. Se questa comunicazione si interrompe, a causa di un'alterata linfoangiogenesi o di fenomeni ostruttivi, si verifica una dilatazione dei sacchi linfatici laterocervicali, con conseguente formazione dell'igroma cistico.

Dal punto di vista istologico, l'igroma cistico è costituito da ampi spazi linfatici rivestiti da cellule endoteliali, separati da uno stroma di tessuto connettivo. L'igroma cistico è un linfangioma profondo cavernoso caratterizzato dalla presenza di poche grandi cavità cistiche spesso separate da un ben marcato setto fibroso. La localizzazione più caratteristica al collo sembra legata alla presenza nel collo lateralmente alle vene giugulari di un grande sacco linfatico in cui confluiscono i dotti linfatici principali - linfatico destro e toracico - che riversano la linfa nelle giunzioni giugulo-succlavie.

Le cause esatte della comparsa dell'igroma cistico non sono ancora note, né sono state riscontrate predisposizioni genetiche alla malattia. Non esiste una prevenzione primaria per l'igroma cistico, poiché si tratta di un difetto dello sviluppo embrionale o di una condizione genetica non prevenibile tramite stili di vita o farmaci.

Caratteristiche Cliniche e Diagnosi Prenatale

L'igroma cistico si presenta tipicamente come una tumefazione sottocutanea di consistenza soffice, a decorso generalmente lento. Può essere uni- o multicistico e può interessare diverse parti del corpo, sebbene la localizzazione più frequente sia la regione del collo (circa il 75% dei casi), seguita dalle ascelle. Altre localizzazioni includono il tronco e gli arti. Le cisti possono essere suddivise in forme settate (divise da membrane interne) e non settate. Le forme settate sono statisticamente più correlate ad anomalie del cariotipo (assetto cromosomico).

Essendo una condizione fetale, i "sintomi" non sono avvertiti dalla madre, ma sono segni clinici rilevabili esclusivamente attraverso l'indagine ecografica. La diagnosi precoce è fondamentale e avviene solitamente nel corso della gravidanza tramite ecografia. L'individuazione dell'igroma cistico avviene di solito nel corso della prima ecografia tramite l’esame della Translucenza Nucale tra 9 e 14 settimane. In presenza di anomalia, vengono poi prescritti altri esami. L'ecografia di I Livello identifica la presenza della raccolta fluida.

Le ecografie seriali permettono di monitorare l'evoluzione dell'igroma e l'insorgenza di complicanze come l'idrope fetale, una condizione caratterizzata da un accumulo eccessivo di liquidi in almeno due compartimenti fetali, considerata la più grave complicanza. Se l'igroma è di grandi dimensioni e coinvolge il collo, esiste il rischio di ostruzione delle vie respiratorie al momento della nascita.

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Associazione con Anomalie Cromosomiche e Sindromi Genetiche

Una delle sfide maggiori nella gestione dell'igroma cistico è la sua frequente associazione con anomalie cromosomiche e sindromi genetiche. Si stima che circa il 50-60% dei feti con igroma cistico presenti un'anomalia del numero di cromosomi (aneuploidia). Le più comuni includono:

  • Sindrome di Turner (monosomia X): Caratterizzata dall'assenza parziale o totale di un cromosoma X nelle femmine.
  • Sindrome di Down (Trisomia 21): Causata dalla presenza di una copia extra del cromosoma 21.
  • Sindrome di Edwards (Trisomia 18) e Sindrome di Patau (Trisomia 13): Condizioni più gravi associate a ritardi nello sviluppo e malformazioni multiple.

Inoltre, anche in presenza di un cariotipo normale, l'igroma cistico può essere parte di sindromi genetiche specifiche. La più nota è la Sindrome di Noonan, una condizione autosomica dominante che comporta difetti cardiaci e caratteristiche facciali tipiche. Altre sindromi che possono associarsi all'igroma cistico includono la Sindrome di Fryns, la Sindrome di Neu-Laxova, la Multiple Pterigium Syndrome, la Sindrome di Escobar, la Sindrome di Klippel-Feil e la Sindrome di Zellweger. Le malformazioni associate, che si riscontrano in circa il 60% dei casi, comprendono frequentemente cardiopatie congenite, displasie scheletriche, anomalie del sistema nervoso centrale ed ernia diaframmatica.

Medicina Fetale e Nuove Prospettive

La patologia comporta un elevato rischio di aborto spontaneo (63%); nei restanti casi, invece, si viene, quasi sempre, indirizzati verso l’interruzione volontaria di gravidanza per la convinzione che questi bambini nasceranno gravemente malati. L'approccio della medicina fetale, che riconosce al feto la dignità di paziente a tutti gli effetti, ha rivoluzionato la percezione e la gestione di patologie come l'igroma cistico. Contrariamente a una visione che la vorrebbe finalizzata unicamente all'interruzione di gravidanze con anomalie congenite, la medicina fetale pone la diagnosi prenatale come punto di partenza per cercare soluzioni terapeutiche.

Studi condotti dal Professor Noia e collaboratori presso il Centro Diagnosi Terapie Fetali del Gemelli hanno dimostrato che, in una percentuale significativa di casi, l'igroma cistico non è necessariamente associato a malattie genetiche o cromosomiche con prognosi infausta. Uno studio ha riguardato 220 gravidanze con diagnosi di Igroma Cistico, tutte donne che arrivavano presso il Centro Diagnosi Terapie Fetali del Gemelli con la diagnosi fatta in altra sede e “consiglio” di aborto volontario, ma che, invece, cercavano un’alternativa, una speranza. Le pazienti sono state sottoposte ad analisi cromosomica per verificare quali bimbi fossero affetti da altre condizioni genetiche patologiche oltre all’igroma. Dopo aver fatto l’amniocentesi, i cromosomi fetali erano normali nel 59% dei casi e le ecocardiografie, effettuate per escludere patologia cardiaca, erano normali nel 70% dei casi.

Diagramma della frequenza delle anomalie cromosomiche associate a igroma cistico

Questi studi hanno evidenziato che la regressione intrauterina dell'igroma cistico si osserva nel 36% dei casi, con una completa scomparsa nel 77% dei casi. Alla fine sono nati 52 bambini sani, che altrimenti sarebbero stati condannati, per la diagnosi ricevuta, a non nascere. Di questi, 41 sono stati seguiti con follow up di lungo periodo, anche di 25 anni. Il dato più eclatante è che dopo una consulenza fondata sui dati internazionali e sul follow up effettuato dal gruppo del Gemelli (il più lungo esistente in letteratura mondiale) il 64% dei bambini è in braccio alle loro mamme. In tal modo, utilizzando criteri di fortissima evidenza scientifica, si è compressa l'amplificazione del rischio stimato, si sono ridotti gli elementi di dubbio diagnostico, l’ansia e quindi il rifiuto.

Questa considerazione è, come le precedenti, frutto di una valutazione scientificamente datata e priva di dati di storia naturale ed evoluzione negli anni successivi alla nascita. Essa è sostanzialmente sbagliata perché allarga alla sicura presenza di patologia, di anomalie cromosomiche e cardiopatie, una condizione che, se seguita nel tempo, può evidenziare invece un’evoluzione positiva, con ottime finestre di speranza per le famiglie gravate da questa diagnosi molto severa. Nel lavoro pubblicato su European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology, il gruppo del Gemelli ha valutato dal 1985 al 2010 (follow up di 25 anni) 207 gravidanze con malformazioni del sistema linfatico e vascolare fetale, di cui 156 con igroma cistico. I dati dello studio, in cui i casi hanno eseguito controlli ecografici ogni 3/4 settimane prima della nascita, hanno evidenziato un’alta prevalenza di aborti spontanei tardivi (20-22 settimane) nel 63% dei casi; una regressione intrauterina della quantità di liquido nel 36% dei casi e addirittura una completa scomparsa dell’igroma nel 77% dei casi.

Cause Idiopatiche e Sindrome di Noonan

Nonostante i progressi, in una minoranza di casi, l'igroma cistico si presenta in feti cromosomicamente sani e senza altre malformazioni apparenti. In queste situazioni, le cause rimangono in larga misura non note, ma una parte di questi casi è attribuibile alla Sindrome di Noonan. La ricerca è in corso per identificare eventuali geni predisponenti o altri fattori eziologici che possano spiegare la comparsa dell'igroma cistico in assenza di anomalie cromosomiche evidenti. La domanda di una mamma che ha affrontato due interruzioni di gravidanza per igroma cistico con cariotipo fetale normale evidenzia la necessità di approfondire la comprensione delle cause non cromosomiche.

Gestione Terapeutica: Chirurgia, Scleroterapia e Nuove Frontiere

Il trattamento dell'igroma cistico mira a ridurre le dimensioni delle cisti e ad alleviare i sintomi associati, che possono includere problemi respiratori alla nascita se l'igroma è di grandi dimensioni e comprime le vie aeree. Nella maggior parte dei casi, la gestione durante la gravidanza è di tipo osservazionale. Si effettuano ecografie seriali per monitorare le dimensioni dell'igroma e l'eventuale insorgenza di idrope fetale.

Chirurgia Resettiva

L'asportazione chirurgica della massa rimane la modalità di trattamento primaria. L'obiettivo è rimuovere completamente la cisti, anche se questo può essere complicato dalla vicinanza a strutture vitali. La recidiva è un problema comune, che richiede un follow-up continuo e, in alcuni casi, trattamenti multipli. L’esperienza del gruppo del Gemelli (Chirurgia Pediatrica), ha visto il trattamento di 14 casi dal 1998 al 2013 utilizzando un approccio a doppio step di asportazione della malformazione vasculolinfatica postnatalmente e di iniezione dell’OK-432 all’interno della stessa, con una durata della procedura di circa 20 minuti. Il trattamento chirurgico è generalmente la migliore soluzione, e di solito viene eseguito in day-surgery e in anestesia periferica o locale a seconda del tipo di patologia. Il dolore è contenuto e solitamente controllabile con normali antidolorifici che il medico prescriverà a seconda dei casi.

Scleroterapia

Consiste nell'iniezione di sostanze irritanti (come la bleomicina, la doxiciclina o l'OK-432) direttamente nelle cisti per indurne il collasso e la successiva fibrosi. Questo approccio meno invasivo è spesso utilizzato in pazienti non ideali per la chirurgia o come complemento ad essa. Molti Autori ritengono che la terapia elettiva dei linfangiomi cavernosi sia quella sclerosante; questa è stata attuata con doxiciclina (3), bleomicina (5) ma soprattutto con Picibanil (OK-432) che è un composto liofilizzato di Streptococco beta-emolitico di gruppo A (7). Esperienze prenatali sono state fatte dal gruppo di Kuwwabara et al. (Fetal Diagnosis and Therapy - 19;191-194 - 2004) inoculando una sorta di collante, OK-432, direttamente all’interno dell’igroma cistico con la sopravvivenza del 33% dei casi.

Terapia Laser

La terapia laser è un'opzione di trattamento emergente, in particolare per le cisti superficiali. Utilizza energia luminosa focalizzata per ridurre le dimensioni dell'igroma.

Approccio Conservativo

In scenari specifici, quando l'igroma cistico è piccolo e asintomatico, può essere adottato un approccio conservativo di osservazione.

La Speranza dalle Cellule Staminali e dalla Terapia Prenatale

La collaborazione tra istituti di ricerca sta aprendo nuove frontiere nel trattamento delle patologie fetali, inclusi gli igromi cistici. La ricerca sulle cellule staminali mesenchimali amniotiche e sulle staminali ematopoietiche del cordone ombelicale sta esplorando il loro potenziale uso come terapia fetale per malattie genetiche. L'obiettivo è trapiantare il feto in una fase molto precoce dello sviluppo, quando la sua reazione immunitaria è ancora bassa o inesistente, per consentire la nascita di bambini sani. Studi su modelli animali hanno dimostrato la capacità di queste cellule di migrare e attecchire negli organi ematopoietici e in altri tessuti, aprendo la strada a future applicazioni terapeutiche. Il Prof. Noia sta lavorando sulle mesenchimali amniotiche, contenute nel liquido che circonda il bambino nella vita fetale, studiando - per ora solo su modelli animali - il loro uso come terapia fetale futura per malattie genetiche, e sulle staminali ematopoietiche del cordone ombelicale. L’obiettivo è trapiantare il feto quando ancora la sua reazione immunitaria è bassa o inesistente, quindi in un periodo molto precoce, per arrivare alla nascita di bimbi sani.

Illustrazione del meccanismo d'azione della scleroterapia

Più recentemente, nella fase postnatale, farmaci come il Sirolimus hanno dimostrato una significativa riduzione del volume di voluminosi igromi cistici. Un voluminoso igroma cistico (370 ml) è stato trattato per 15 mesi con Sirolimus, ottenendo una diminuzione del volume del 90%.

Attualmente, a causa dei campioni numericamente ancora esigui e della non omogeneità nelle casistiche legate alla malattia, la terapia è in fase sperimentale e non c’è ancora un protocollo terapeutico condiviso. La terapia prenatale per questo tipo di patologia è motivata dalla necessità di anticipare la risoluzione della patologia e, soprattutto, impedirne l’evoluzione con eventuali complicanze come l’ostruzione delle vie aeree.

Prognosi e Gestione a Lungo Termine

La prognosi dell'igroma cistico dipende in larga misura dalle sue dimensioni, dalla sua posizione e dalle eventuali complicazioni associate, in particolare la presenza di anomalie cromosomiche o malformazioni significative. Se il feto presenta un'aneuploidia (come la Trisomia 13 o 18), la prognosi è purtroppo infausta nella maggior parte dei casi. Per i bambini nati con igroma cistico isolato, la prognosi a lungo termine è generalmente buona, sebbene possano essere necessari molteplici interventi chirurgici o sessioni di scleroterapia.

Curare gli incurabili non è una frase ad effetto emozionale, ma è la dimostrazione che, un corretto e appropriato uso della storia naturale di ciascuna anomalia congenita, permette un approccio alla famiglia scientificamente corretto, lontano dalle forme di accanimento terapeutico, psicologicamente fondato sull’ascolto e sulla medicina condivisa, portatore di risultati fondati sull’evidenza scientifica e pienamente umani.

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