Il dibattito contemporaneo sulle politiche di maternità e la parità di genere all'interno del contesto aziendale si inserisce in una cornice di profonda trasformazione tecnologica ed economica. La sfida, oggi più che mai, è coniugare la necessità di efficienza dettata dall'intelligenza artificiale e dall'automazione con il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori e, in particolare, con la tutela della maternità. Un'azione coraggiosa può invertire questa tendenza ed evitare il punto di non ritorno.

La Prospettiva Globale: Leadership e Opportunità Svanite
Uno studio globale dell'IBM Institute for Business Value (IBV), intitolato "Donne, leadership e opportunità mancate", rivela che, nonostante l'accresciuta consapevolezza delle sfide che le donne devono affrontare sul posto di lavoro nel contesto della pandemia COVID-19, la parità di genere non è ancora una priorità assoluta per il 70% delle imprese globali. Questo studio, che fa seguito a un'indagine pubblicata nel 2019 su temi analoghi, mostra una riduzione della presenza di ruoli di leadership nella popolazione femminile.
Bridget van Kralingen, senior vice president, global markets, IBM e senior executive sponsor of the IBM Women's Community, ha sottolineato: "I dati rivelano che molte donne leader stanno affrontando un periodo particolarmente sfidante. È necessario dunque intervenire in modo rapido per evitare che la situazione peggiori". Lo studio evidenzia inoltre un diffuso senso di stanchezza e ridotto ottimismo tra i dipendenti a causa dell'inefficacia delle azioni intraprese nel far fronteggiare il gender gap.
Strategie per il Cambiamento: I "First Movers"
Nonostante il quadro generale, alcuni intervistati (11%), definiti "First Movers", ritengono l'avanzamento delle donne una priorità, considerano l'inclusione di genere un driver per la crescita e sono altamente motivati ad agire. Le strategie suggerite per chi vuole invertire la rotta includono:
- Ai grandi obiettivi far corrispondere un grande impegno: rendere la parità di genere una delle cinque priorità e creare percorsi per il reinserimento delle donne nel mondo del lavoro.
- Attuare interventi mirati in funzione delle specifiche necessità: benefici aggiuntivi come il supporto per la cura dei bambini e l'accesso ad un supporto psicologico possono rivelarsi fondamentali.
- Favorire una cultura dell'intenzione: concentrarsi sulla leadership empatica e permettere ai manager di essere promotori di un cambiamento culturale positivo.
Lo studio globale è stato condotto in collaborazione con Oxford Economics, realizzando interviste a oltre 2.600 dirigenti, quadri e professionisti in 10 settori e nove aree geografiche, fornendo insight comprovati grazie alla posizione di leadership di IBM nelle aree tecnologiche e di business.
NOIDONNE AL LAVORO. La leadership femminile e lo sviluppo della carriera
Il Quadro Normativo e la Tutela della Maternità in Italia
Il rientro al lavoro dopo la maternità rappresenta ancora oggi un percorso a ostacoli per molte donne. Tra difficoltà nella conciliazione famiglia-carriera, rigidità orarie e scarso supporto, il tasso di occupazione femminile in Italia rimane ben al di sotto della media europea. Il Decreto Legislativo del 15 giugno 2015 stabilisce norme precise a tutela della lavoratrice: è vietato adibire al lavoro le donne nel periodo intercorrente fra i 2 mesi antecedenti il parto e i 3 mesi successivi.
In base alla normativa, la lavoratrice può richiedere di posticipare l'astensione, previa certificazione medica, per usufruire interamente dei 5 mesi di congedo dopo il parto. Esistono inoltre tutele specifiche per i lavori a rischio, dove è previsto lo spostamento ad altre mansioni o, in caso di impossibilità, la maternità anticipata disposta dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro. Parallelamente, il Decreto Coesione prevede misure come l'esonero totale dai contributi previdenziali per 24 mesi per le donne disoccupate da almeno sei mesi in settori con un gap occupazionale di genere superiore al 25%.
Verso un Ambiente di Lavoro "Family-Friendly"
Al di là dell'obbligo di legge, l'approccio delle aziende sta cambiando. Sono circa 200 le imprese italiane classificate come "family-friendly" grazie ad iniziative come quelle promosse dalla piattaforma "Un lavoro per mamma". Come spiega Taryn Di Ventura, fondatrice del progetto, "negli ultimi tre anni, quello che emerge chiaramente è un crescente desiderio di un equilibrio tra vita personale e lavorativa". Queste misure, a lungo percepite come ostacoli alla produttività, si stanno dimostrando fondamentali per migliorare la qualità della vita dei dipendenti, con un impatto positivo sulla produttività aziendale stessa.
Condotta Aziendale, Etica e Rispetto dei Diritti
IBM, in linea con i propri principi di condotta, si impegna a creare un ambiente di lavoro privo di discriminazioni o molestie basate su genere, gravidanza, stato civile, orientamento sessuale o qualsiasi altra caratteristica protetta. L'azienda applica rigorosi standard etici che includono:
- Rispetto dei diritti legali dei dipendenti di formare e aderire a organizzazioni sindacali.
- Garantire un luogo di lavoro sicuro e salubre, con programmi efficaci di sicurezza ed ergonomia.
- Divieto assoluto di lavoro forzato, obbligatorio o infantile, rispettando tutte le leggi applicabili in materia di orari di lavoro e salari.
- Protezione della privacy e della riservatezza delle informazioni, trattando i dati sensibili in conformità con la legge locale.
IBM mette a disposizione dei dipendenti canali di comunicazione aperti per suggerimenti e reclami, eseguendo audit aziendali per garantire l'osservanza delle politiche e delle procedure interne.

L'impatto dell'Automazione e dell'Intelligenza Artificiale
Le ristrutturazioni aziendali dettate dall'intelligenza artificiale stanno ridefinendo le priorità delle competenze necessarie. IBM, come altre grandi aziende, sta spostando la propria attenzione verso aree ad alta crescita. Nonostante i tagli di personale annunciati in diversi settori, la strategia IBM punta ad avere le persone giuste con le competenze giuste.
In questo scenario, il consiglio del CEO di IBM, Arvind Krishna, si rivolge proprio all'adattabilità: "Le competenze delle persone sono davvero importanti. Abbiamo bisogno di competenze nell'intelligenza artificiale e nell'intelligenza quantistica". La sfida per il futuro è duplice: da un lato, integrare queste nuove tecnologie per migliorare la produttività; dall'altro, assicurare che il talento femminile e la diversità dei ruoli non vengano marginalizzati nel processo di transizione tecnologica. La capacità di valorizzare le madri lavoratrici, supportandole con flessibilità e formazione specifica, diventa dunque una leva strategica non solo per la responsabilità sociale, ma per il mantenimento di un vantaggio competitivo solido.