L'Evoluzione del Desiderio Genitoriale: Tra Antichi Retaggi e Nuove Tendenze

Storicamente, i figli maschi sono sempre stati benvoluti. Un figlio maschio era grande gioia, assicurava la trasmissione del cognome, manteneva l'eredità, portava forza lavoro, poteva studiare, fare carriera, proseguire le attività familiari. L'arrivo di una figlia femmina non portava gli stessi vantaggi, almeno in apparenza. Perché la femmina ereditava il ruolo materno di cura: casa, cucina, cucito, economia domestica, infiniti compiti invisibili quanto imprescindibili per mandare avanti il sistema familiare. Ma portava con sé anche l'incombenza della ricerca di un marito con cui "sistemarla" e il terribile rischio della vergogna (comportamenti presumibilmente illeciti, gravidanze indesiderate) che si sarebbe potuta abbattere sull'intera famiglia. Così gli auguri erano per una discendenza feconda e maschile.

rappresentazione storica della famiglia patriarcale

Un cambio di rotta globale

Qualcosa sta cambiando. Diversi dati sembrano indicare un'inversione di tendenza a livello globale: i genitori contemporanei sarebbero maggiormente bendisposti all'arrivo di una figlia femmina piuttosto che di un figlio maschio. Come mai le ricerche di diversi paesi indicano un'inversione di rotta? Si tratta di un movimento femminista? Non esattamente. Più che un superamento di uno stereotipo maschilista a favore di un'uguaglianza, sembra che si stia affermando una nuova linea discriminante. La società è cambiata, e ora la donna non rappresenta più uno scomodo fardello: studia, lavora, è autonoma o in generale aspira ad esserlo, però non ha perso la preoccupazione per la cura della famiglia. E così, in un mondo che fa sempre meno figli, la femmina rappresenterebbe una sicurezza maggiore per il futuro rispetto al maschio.

In Cina ad esempio, con la politica del figlio unico, la grande maggioranza delle famiglie voleva un maschio, per questo l'aborto selettivo di genere e l'infanticidio femminile erano una realtà diffusa, e si stima che tra il 1970 ad oggi le "donne mancanti" sono almeno 60 milioni. Ma recentemente la percentuale di nuove nascite della popolazione femminile è risultata del 49,09% contro il 50,91% maschile, segnando un equilibrio inedito. Negli Stati Uniti, le agenzie di adozione riportano che circa il 75-80% delle famiglie adottive preferisce una bambina, e uno studio ha stimato che la preferenza per le bambine è così forte che i genitori sono disposti a sostenere costi di adozione superiori (fino a $19.500 in più) pur di assicurarsi l'arrivo di una figlia femmina.

grafico sulla preferenza di genere nelle adozioni internazionali

Il fenomeno dei "figli trofeo"

Siamo quelli che per diverse ragioni fanno pochi figli, in molti casi uno. L'idea diffusa, per consuetudine, è che il maschio se ne va e invece la femmina resta e ha un legame più forte con la famiglia d'origine. Una mamma pensa che in futuro non sarà la suocera, che sarà la mamma della mamma quindi con un indiscusso ruolo in prima linea. Poi vi sono alcuni aspetti pratici, ad esempio il carattere femminile è più calmo, i maschi sono fisicamente più impegnativi. Non da meno è la rivincita scolastica delle donne: in Italia si laureano di più (costituiscono il 59,7% dei laureati totali), mostrano una maggiore regolarità negli studi (il 64,9% delle donne si laurea in corso contro il 58,9% degli uomini) e con voti più alti (il voto medio di laurea delle donne è 104,8/110 e degli uomini è 102,9/110).

Richard Reeves, presidente dell’American Institute for Boys and Men, osserva che, superata l'era delle "mogli trofeo", siamo entrati nell'era dei "figli trofeo". Se vogliamo un figlio trofeo, allora speriamo che sia femmina! Questa visione riflette una proiezione di successo e stabilità che, nel contesto attuale, viene associata maggiormente al genere femminile.

La sfida di crescere un figlio maschio oggi

Effettivamente al giorno d'oggi è molto difficile crescere un figlio maschio perché la sua identità sta subendo una grande, necessaria trasformazione. I movimenti femministi offrono grandi spunti per crescere una donna, ma con i maschi cosa facciamo? Spesso provo tenerezza per loro, perché c'è molta confusione rispetto ai modelli a cui ispirarsi. I loro papà sono la prima generazione che sta facendo il papà in modo diverso. Sono molto più presenti, la divisione del carico non è totale ma decisamente superiore rispetto a ciò che avveniva fino a pochi decenni fa. I loro papà stanno creando un nuovo modello di mascolinità, anche se non lo sanno davvero.

Abbiamo normalizzato che i bambini giochino con le bambole, la scopetta e la cucinina, non solo perché i giochi non hanno genere, ma perché questo tipo di attività finalmente non ha genere. I bambini osservano quotidianamente i loro padri cucinare, pulire e prendersi cura dei loro figli, e lo applicano nel gioco simbolico. L'associazione "maschio uguale pallone/lotta" continua ad essere forte ma non è più totalizzante, e trovare un giusto equilibrio tra i due mondi è necessario. Per alcuni, il sentimento per il sesso desiderato è talmente forte che la delusione profonda data dall'annuncio di un sesso non desiderato crea una vera e propria dissonanza interna, perché si genera un'aspettativa legata al proprio vissuto in cui il genere è inscindibile dal desiderio di avere un figlio.

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Discriminazione di genere e bias sistemici

Il gender bias riguarda molteplici aspetti della vita economica e sociale. Un’area storicamente rilevante è quella della gestione delle persone nelle organizzazioni, e in particolare i processi di assunzione del personale. La ricerca scientifica ha evidenziato distorsioni di genere per molte occupazioni. Ad esempio, nelle orchestre sinfoniche, la procedura di audizione alla cieca ha favorito l’imparzialità nella selezione e aumentato la proporzione di donne nelle compagini. Numerose analisi suggeriscono altresì che il gender bias influenza la remunerazione e i percorsi di carriera.

Sebbene la percentuale di donne in posizioni dirigenziali sia aumentata negli ultimi anni, persiste un divario retributivo. Anche nella governance societaria, recenti evidenze mostrano forme di discriminazione di genere, sebbene in progressivo miglioramento. Nel settore finanziario, dalle società di venture capital ai fondi comuni di investimento, si osservano varie forme di discriminazione legate al genere. Oltre a influenzare il comportamento in ambito lavorativo, il pregiudizio di genere impatta anche sul comportamento familiare. In particolare, studi di economia comportamentale mostrano che il pregiudizio di genere degli stessi genitori influenza la condizione economica della famiglia. I padri, che di solito sono i più alti percettori di reddito e i responsabili delle decisioni di investimento, tendono a favorire i figli maschi, mentre le madri favoriscono costantemente le figlie.

I vantaggi pragmatici nell'avere un figlio maschio

Nonostante le tendenze globali, crescere un maschietto riserva gioie e vantaggi pratici spesso ignorati o sottovalutati. Esistono dieci validissimi motivi per cui la mamma di un maschietto deve ritenersi fortunatissima. In primo luogo, ci sarà sempre un uomo nella tua vita che ti considera la donna più importante. Inoltre, sarà l'unico altro maschio che potrai coccolare, baciare ed abbracciare senza il dubbio di scatenare la gelosia del tuo compagno. Arrivati alla pubertà non dovrai avere a che fare con cicli sincronizzati e gli sbalzi ormonali dell'adolescenza non saranno così violenti da farti rimpiangere di aver mai partorito.

Dal punto di vista pratico, i maschi sono spesso descritti come creature semplici. Non devono essere costretti a lavarsi, poiché gli adolescenti appartengono alla categoria "tutto o niente" e, una volta stabilita una routine, tendono a seguirla. Non è necessario spendere fortune in abbigliamento: la divisa maschile si limita spesso a jeans, t-shirt e scarpe da ginnastica, rendendo la gestione del guardaroba estremamente lineare. Non hanno problemi di capelli al mattino: una pettinata e via. Infine, sono un supporto fisico indispensabile: quando c'è qualcosa di pesante da spostare, la "forza bruta" dei figli ormai cresciuti è sempre a disposizione.

momento di gioco tra madre e figlio

Considerazioni biologiche e la casualità del sesso

Ogni fecondazione costituisce una storia a sé e ogni volta si hanno le stesse probabilità di concepire un maschio o una bambina. È, dunque, sempre il caso a "tirare i dadi". Le probabilità di avere una figlia femmina sono a ogni nuova fecondazione circa del 51 per cento e del 49 per cento di avere un figlio maschio. Si tratta di una questione statistica che si ripete uguale a se stessa a ogni nuovo concepimento.

Esiste comunque una teoria, mai dimostrata con rigore scientifico, secondo cui gli spermatozoi Y (maschili) sono lievemente più veloci degli spermatozoi X (femminili) nella risalita alle tube, ma si inattivano prima. Di conseguenza, l'ipotesi è che avere rapporti lo stesso giorno dell'ovulazione possa favorire il concepimento di un maschietto, mentre avere rapporti alcuni giorni prima dell'ovulazione possa favorire il concepimento di una bambina. Tuttavia, il parere dei nostri specialisti ricorda che queste indicazioni hanno uno scopo puramente informativo e non possono sostituirsi alla visita medica. La rilevazione del sesso del feto più attendibile rimane quella che viene effettuata durante l'ecografia del secondo trimestre, chiamata "morfologica".

In definitiva, la percezione di quale sia il "genere preferibile" riflette le ansie, le speranze e le strutture economiche di un'epoca. Sebbene la società stia mutando e le opportunità per le donne siano in costante crescita, la scelta del sesso del nascituro rimane legata a una combinazione complessa di aspettative personali, pressioni culturali e, in ultima analisi, alla straordinaria imprevedibilità della natura. Ogni figlio, indipendentemente dal sesso, porta con sé un mondo unico, e la felicità genitoriale risiede nel saper accogliere questa diversità, andando oltre gli stereotipi che hanno guidato le generazioni passate.

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