Il prurito vulvovaginale rappresenta uno dei motivi più frequenti per cui le pazienti richiedono assistenza ginecologica. Sebbene l'inserimento di ovuli vaginali sia una pratica comune per il trattamento di diverse affezioni, l'insorgenza di prurito post-applicazione è un fenomeno che merita attenzione, richiedendo una distinzione accurata tra una normale reazione al farmaco, un effetto collaterale o il sintomo di una patologia sottostante non ancora risolta.

Natura e funzione degli ovuli vaginali
Gli ovuli vaginali costituiscono una particolare formulazione farmaceutica destinata ad un uso locale, più precisamente vaginale. Si tratta di preparazioni solide a dose unica, aventi generalmente una forma ovoidale, talvolta simile a quella delle supposte. Vengono utilizzati per il trattamento di condizioni che interessano la mucosa vaginale, come vaginiti, vulvovaginiti o cervico-vaginiti di natura batterica o micotica.
All'interno di queste preparazioni, i principi attivi possono variare significativamente:
- Antibatterici: Il nifuratel, ad esempio, è un principio attivo antibatterico di sintesi dotato anche di azioni antimicotiche e antiprotozoarie, pertanto, può essere usato nelle infezioni micotiche (come quelle da Candida) ma anche in caso di affezioni vaginali causate da batteri o da Trichomonas vaginalis.
- Idratanti e ripristinatori: Esistono principi attivi utilizzati per favorire e ripristinare la flora vaginale in tutte quelle occasioni in cui vi siano alterazioni. L'acido ialuronico, ad esempio, è capace di esercitare un'azione idratante, contribuendo a rivitalizzare le aree danneggiate favorendo il trofismo della mucosa vaginale. Questi principi attivi idratano e lubrificano la mucosa vaginale e possono coadiuvare la regolazione del pH vaginale.
La composizione degli ovuli vaginali prevede necessariamente la presenza di eccipienti. Spesso si utilizzano eccipienti idrosolubili che, dissolvendosi lentamente nelle secrezioni vaginali, sono in grado di rilasciare gradualmente i principi attivi contenuti.
Corretta procedura di inserimento
L'inserimento degli ovuli vaginali non dovrebbe essere un procedimento eccessivamente difficile. Se nella confezione del prodotto è presente un applicatore, l'ovulo deve essere posizionato sull'applicatore che dovrà quindi essere inserito in profondità in vagina dove poi dovrà essere rilasciato. Gli applicatori di solito si compongono di una cannula sulla cui estremità va posizionato l'ovulo e di una sorta di stantuffo che deve essere premuto dopo l'inserimento della cannula in vagina al fine di rilasciare l'ovulo. Dopo aver inserito l'ovulo, lavarsi accuratamente le mani.
Nella maggioranza dei casi, gli ovuli vaginali vanno preferenzialmente applicati la sera prima di coricarsi, poiché la posizione stesa favorisce la permanenza del farmaco nel canale vaginale. È bene ricordare che alcuni ovuli vaginali possono danneggiare il materiale con cui sono fabbricati i preservativi.

Cause del prurito dopo l'applicazione
In seguito all'utilizzo di ovuli vaginali è possibile che si manifestino effetti indesiderati, benché non in tutti gli individui. Il prurito vulvovaginale e/o le perdite vaginali derivano da un'infiammazione infettiva o non infettiva della pelle o delle mucose. I sintomi possono comprendere anche irritazione, bruciore e dispareunia.
È necessario distinguere tra reazioni locali al farmaco e la persistenza dei sintomi legati all'infezione originale:
- Effetti collaterali del principio attivo o degli eccipienti: Le reazioni indesiderate possono variare da lievi a moderate e includono arrossamento, prurito, bruciore o irritazione nella zona vaginale. Inoltre, alcune donne potrebbero sperimentare lievi perdite vaginali dopo l'applicazione degli ovuli.
- Infiammazione in corso: Se il prurito persiste, potrebbe trattarsi del sintomo della patologia che si sta cercando di curare, la quale non è ancora in fase di remissione.
- Reazioni di ipersensibilità: La vulvite non infettiva rappresenta fino a un terzo dei casi di vulvovaginite e può derivare da reazioni di ipersensibilità o irritazione dovute a vari agenti, inclusi prodotti vaginali, creme o lubrificanti.
Fisiopatologia e flora vaginale
Normalmente, nelle donne in età fertile, il Lactobacillus spp. è il costituente predominante della flora microbica vaginale. Alti livelli di glicogeno nelle cellule epiteliali vaginali, secondari agli effetti degli estrogeni, favoriscono la crescita dei lattobacilli. La colonizzazione da parte di questi batteri mantiene il pH vaginale su valori normali (tra 3,5 e 4,5), prevenendo l'eccessiva crescita di batteri patogeni.
Nelle pazienti in età prepuberale e in menopausa, la mancanza di estrogeni inibisce la normale crescita dei batteri vaginali, portando a un pH > 4,5. I fattori che predispongono alla proliferazione eccessiva dei batteri patogeni comprendono l'uso di antibiotici, pH vaginale alcalino, irrigazioni vaginali, diabete o la presenza di un corpo estraneo intravaginale.
Microbiota vaginale: come si fa a sapere se il pH è cambiato
Differenziazione diagnostica dei sintomi
La diagnosi differenziale del prurito vulvovaginale è fondamentale per stabilire se il fastidio post-ovulo sia un effetto collaterale o la continuazione della patologia:
- Vaginosi batterica: Produce una secrezione scarsa, grigia con un odore di pesce.
- Infezione da Trichomonas: Provoca una secrezione schiumosa, giallo-verdastra, spesso con odore di pesce.
- Candidosi: Produce una secrezione densa, bianca, simile a una cagliata con prurito spesso grave.
Nelle donne in menopausa, la sindrome genitourinaria della menopausa (precedentemente nota come vaginite atrofica) è una causa frequente di perdite vaginali e irritazione. Il tessuto vaginale appare sottile e atrofico a causa della diminuzione degli estrogeni.
Approccio clinico e gestione
Tutte le pazienti con prurito vulvovaginale richiedono esami ambulatoriali specifici, tra cui la valutazione del pH vaginale, il preparato a fresco e il test all'idrossido di potassio (KOH). L'autodiagnosi della vaginite comune non è raccomandata a causa della sua limitata accuratezza.
Per quanto riguarda il trattamento, le donne devono essere avvertite di non usare le lavande vaginali. L'uso di prodotti vulvovaginali come saponi profumati o spray deve essere evitato. Se è necessario utilizzare un sapone, deve essere un sapone ipoallergenico. L'area vulvare deve essere completamente asciugata dopo il bagno.

In caso di sintomi che non rispondono ad altre misure, i medici possono prescrivere farmaci specifici. Per il prurito, gli antimicotici topici o i corticosteroidi a bassa potenza (es. idrocortisone topico all'1% 2 volte/die) possono essere applicati sulla vulva, ma mai all'interno della vagina. È importante sottolineare che, durante il trattamento con ovuli per Candida, è generalmente sconsigliato avere rapporti sessuali.
Considerazioni su privacy e dati personali
L'amministratore dei dati personali relativi al percorso diagnostico-terapeutico è Docplanner Italy srl, situata a Roma. È fondamentale che le pazienti siano consapevoli del proprio diritto al consenso, al ritiro dello stesso, all'aggiornamento dei dati, al diritto all'oblio e al diritto di limitare il trattamento dei dati personali. Se una paziente ritiene che il trattamento dei propri dati violi la legge, ha il diritto di sporgere reclamo alle autorità competenti.
Prevenzione e abitudini quotidiane
Dato che le cause del prurito possono essere molteplici, gli accorgimenti per evitarlo sono numerosi. La corretta igiene intima quotidiana deve essere delicata, con prodotti a pH fisiologico. L'acqua deve passare sempre dall'alto verso il basso per evitare il trasferimento di batteri dalla zona dell'ano a quella della vagina.
Anche la biancheria intima gioca un ruolo cruciale: è preferibile utilizzare filati naturali come cotone o lino, evitando l'eccessiva aderenza degli abiti. L'umidità, specialmente d'estate o dopo il mare, deve essere evitata, provvedendo a cambiare tempestivamente il costume bagnato. Infine, durante il ciclo mestruale, è consigliabile cambiare spesso gli assorbenti esterni, preferendo tipologie in cotone per ridurre irritazioni o fastidi legati a materiali sintetici.