La Gestione della Fertilità: Comprendere i Giorni Fertili e l'Impatto della Pillola Anticoncezionale

Riuscire a restare incinta velocemente e senza ostacoli è ciò che ogni donna si augura nel momento in cui, col proprio partner, prende la decisione di dare inizio a una gravidanza. Spesso le aspiranti mamme si domandano dopo quanto tempo dall’interruzione della pillola contraccettiva riusciranno a concepire un bambino; il “risveglio” della fertilità potrebbe richiedere un po’ di tempo, ma questo non deve scoraggiare. È possibile che una gravidanza abbia inizio anche il mese successivo alla sospensione del contraccettivo ormonale.

La pillola anticoncezionale è uno dei metodi contraccettivi più diffusi ed efficaci utilizzati dalle donne in tutto il mondo, anche grazie alla sua facilità di utilizzo e reversibilità degli effetti. Comprendere i meccanismi sottostanti alla contraccezione ormonale e al ciclo mestruale naturale è fondamentale per gestire al meglio la propria fertilità, sia che si voglia prevenire una gravidanza, sia che si desideri cercarla. Andiamo a scoprire come funziona la pillola anticoncezionale e quali fattori possono influenzare il tempo di concepimento una volta interrotta la sua assunzione.

Il Ciclo Mestruale Naturale e i Giorni Fertili: Le Basi della Procreazione

Il ciclo mestruale ha uno scopo primario: preparare, ad intervalli regolari, il corpo della donna ad un’eventuale gravidanza. Esso è un processo complesso, regolato finemente dagli ormoni sessuali femminili estrogeno e progesterone, prodotti soprattutto nelle ovaie e, durante una gravidanza, anche nella placenta. Nella maggior parte dei casi il ciclo mestruale dura dai 23 ai 35 giorni, ma la sua durata può variare da donna a donna e anche da ciclo a ciclo. Il ciclo viene calcolato a partire dal primo giorno delle mestruazioni fino all’ultimo giorno prima della prossima mestruazione.

Sotto il controllo degli ormoni dell’ipofisi, nelle ovaie, all’interno dei follicoli maturano le cellule uovo. Durante la maturazione della cellula uovo, nel follicolo vengono prodotti degli estrogeni che preparano la mucosa uterina per l’impianto dell’ovulo fecondato. L’ovulazione normalmente ha luogo 12-16 giorni prima dell’inizio delle mestruazioni. Questo è un momento cruciale: il collo uterino si apre e il muco diventa più fluido, di modo che gli spermatozoi possano raggiungere più facilmente l’interno dell’utero.

Diagramma del ciclo mestruale femminile e delle variazioni ormonali

Le cellule del follicolo dalla quale è partita l’ovulazione si trasformano, dopo di essa, nel corpo luteo che ora comincia a produrre, oltre agli estrogeni, anche il progesterone. Solo dopo l’azione del progesterone, la mucosa uterina è pronta per l’impianto dell’ovulo fecondato. Se l’impianto non ha luogo, lo strato superiore della mucosa uterina si stacca e viene espulsa ed appare la mestruazione. Viaggiare, stress, malattie o diete possono però spostare l’ovulazione anche in presenza di un ciclo altrimenti regolare, ciò significa che le mestruazioni appaiono poi ad un momento imprevisto.

È importante chiarire che non esistono propriamente "giorni dell’ovulazione" intesi come un periodo esteso. L’ovulazione si verifica infatti nell’arco di 24 ore. Tuttavia, i cinque giorni che la precedono costituiscono il “periodo fertile” durante il quale un rapporto sessuale non protetto può portare al concepimento. Questo è dovuto alla sopravvivenza degli spermatozoi: al momento dell’ovulazione, dopo il rapporto sessuale, gli spermatozoi raggiungono, attraverso il collo uterino, l’interno dell’utero e, da lì, le tube uterine all’interno delle quali possono fecondare un ovulo maturo. L’ovulo può essere fecondato solo durante poche ore, gli spermatozoi invece possono sopravvivere per 3 -5 giorni e, in casi eccezionali, anche per 7 giorni. Ciò significa che può esserci una fecondazione, anche se il rapporto sessuale ha avuto luogo parecchi giorni prima dell’ovulazione, dato che gli spermatozoi possono conservarsi fino all’ovulazione.

La Contraccezione Ormonale Reversibile: Tipologie e Meccanismi d'Azione

L’obiettivo della contraccezione è di evitare una gravidanza. Esistono molti metodi anticoncezionali, tuttavia non tutti sono ugualmente affidabili. Solo l’astinenza assoluta garantisce una sicurezza totale. I contraccettivi ormonali, tra cui la pillola, l'anello vaginale e il cerotto transdermico, sono tra i metodi più sicuri se usati correttamente.

La pillola contraccettiva è un metodo ormonale che previene la gravidanza inibendo l’ovulazione, modificando il muco cervicale e alterando la mucosa uterina. I farmaci anticoncezionali sono ormonali ed agiscono quindi in vario modo per evitare il concepimento, ma alcuni fattori possono influenzare negativamente la loro azione. I contraccettivi ormonali sono soggetti a prescrizione medica e prima dell’inizio dell’assunzione è necessario un accurato esame medico dal ginecologo, al fine di escludere possibili rischi o controindicazioni. Durante l’assunzione, sono consigliati controlli ogni anno.

Le pillole anticoncezionali sono sostanzialmente farmaci ormonali e sebbene sul mercato ne esistano diverse formulazioni, in linea generale si suddividono in due tipologie: quelle a base di una combinazione di estrogeni e progesterone oppure solo progesterone. In quest’ultimo caso si parla di minipillola. Scegliere quella più adeguata spetta al medico specialista in relazione all’anamnesi della paziente. Gli ormoni sintetici contenuti nella pillola, come estrogeni e progestinici, impediscono il rilascio mensile degli ovuli dalle ovaie. La pillola combinata e la minipillola agiscono ispessendo il muco cervicale per bloccare il passaggio degli spermatozoi ed assottigliando il rivestimento dell’utero per prevenire l’annidamento di un eventuale ovulo fecondato. In pratica, altera i valori ormonali fisiologici a favore di altri equilibri che non permettono di concepire un bambino o iniziare una gravidanza. Questo è un passaggio fondamentale poiché non bisogna confondere la pillola anticoncezionale con quella del giorno dopo o dei 5 giorni dopo.

Illustrazione delle diverse forme di contraccettivi ormonali (pillola, anello, cerotto)

Tipologie di contraccettivi ormonali e la loro efficacia:

  • Pillola combinata: Contiene estrogeni e progestinici. Ha un’efficacia superiore al 99% se assunta correttamente. I preparati combinati possono essere monofasici, dove la concentrazione ormonale rimane costante, o plurifasici, dove la concentrazione ormonale è adattata al ciclo mestruale e varia nel corso dei giorni di assunzione. Di regola si prende una pillola per 21 giorni consecutivi, sempre allo stesso momento della giornata. Una volta terminato il blister, si interrompe l’assunzione per sette giorni, durante i quali si conserva la protezione contraccettiva e di solito si presentano perdite di sangue simili alle mestruazioni. Dopo questa pausa si ricomincia con i confetti di un nuovo blister. È fondamentale che la pausa nell’assunzione non duri mai più di 7 giorni.
  • Minipillola (solo progestinico): Contiene un solo tipo di ormone, un progestinico, in quantità inferiore rispetto a quanto presente in una pillola combinata. La minipillola si attesta al 97% di efficacia e, a differenza delle pillole combinate, non prevede periodi di sospensione tra un ciclo e l'altro; le compresse vanno assunte quotidianamente e continuamente.
  • Anello vaginale (es. Nuvaring): È uno strumento di contraccezione ormonale per uso vaginale. Ogni anello contiene una piccola quantità di due ormoni sessuali femminili, etonogestrel e etinilestradiolo. Viene considerato un contraccettivo ormonale a basso dosaggio. Funziona proprio come una pillola contraccettiva combinata ma invece di prendere una pillola ogni giorno, l’anello viene usato per tre settimane consecutive. Deve essere inserito nel giorno appropriato del ciclo mestruale (fra il giorno 1 e il giorno 5) e lasciato in vagina per 3 settimane. Dopo la terza settimana si toglie l’anello e si ha una settimana di intervallo. Durante questo intervallo libero da anello si presenta il ciclo mestruale. L’efficacia contraccettiva non viene ridotta se l’anello viene accidentalmente espulso e lasciato fuori dalla vagina per un periodo inferiore alle 3 ore.
  • Cerotto anticoncezionale transdermico: Si tratta di un sottile cerotto anticoncezionale che può sostituire la pillola. Si applica un solo cerotto alla settimana per tre settimane. Al giorno 8 e al giorno 15 si sostituisce il cerotto. Nella quarta settimana (a partire dal giorno 22) non si utilizza il cerotto, dopodiché, dopo 7 giorni e mai di più, si deve applicare un nuovo cerotto. Non applicare sul seno o su pelle arrossata, irritata o con tagli. La sua caratteristica fondamentale è quella di rilasciare una quantità di sostanze ormonali che rimane costante durante tutta la durata del ciclo, evitando i cosiddetti “picchi ormonali”. L'efficacia può essere compromessa in donne con peso corporeo superiore ai 90 kg.

Modalità di assunzione e fattori che possono influire sull'efficacia:

Quando si inizia ad assumere la pillola anticoncezionale, la maggioranza di questi farmaci diventa efficace praticamente subito, anche in relazione al fatto che la prima compressa si assume il primo giorno del ciclo, ovvero a circa 10-14 giorni prima della cosiddetta finestra fertile, che si avrebbe nei 5 giorni a cavallo dell’ovulazione, se questa si manifestasse in modo naturale. È importante assumerle regolarmente ogni giorno, sempre rigorosamente alla stessa ora, con uno scarto non problematico di un’oretta circa. Si consiglia di prenderli ad esempio sempre alla sera prima di coricarsi, così da ricordare più facilmente.

L’efficacia contraccettiva della pillola può essere compromessa da diversi fattori:

  • Dimenticanze: In caso di problemi si può tardare fino a un massimo di 10-12 ore. Un ritardo maggiore ne compromette l’efficacia. Se ci si accorge di aver dimenticato di prendere la pillola entro 12 ore dall’orario abituale e la si assume immediatamente, l’efficacia contraccettiva non dovrebbe risentirne. Se invece si superano le 12 ore, si consiglia di prendere comunque la pillola dimenticata e di tornare alla routine di assunzione abituale, ma anche di utilizzare un metodo anticoncezionale aggiuntivo se si hanno rapporti nei sette giorni seguenti. Stesso discorso se si dimenticano due o più pillole: assumere subito l’ultima compressa dimenticata e riprendere la routine abituale, ma usare anche un altro metodo non ormonale per i sette giorni seguenti. Se, nella settimana prima di aver dimenticato l’assunzione del confetto, si hanno avuto dei rapporti sessuali, esiste la possibilità di una gravidanza.
  • Disturbi gastrointestinali: Gli ormoni contenuti nella pillola entrano in circolo nell’organismo attraverso l’intestino, per cui episodi di vomito o diarrea che dovessero verificarsi nelle ore immediatamente seguenti l’assunzione di una compressa potrebbero pregiudicarne l’assorbimento. In questi casi, occorre fare ricorso ad altri metodi contraccettivi fino a che non sarà passato il mal di pancia - e per la settimana successiva.
  • Interazioni farmacologiche: Ci sono anche altri farmaci che potrebbero interferire con l’efficacia della pillola; per questo si consiglia di fare riferimento al foglietto illustrativo della specifica pillola che si sta utilizzando. Farmaci come l’Augmentin e il Brufen, ad esempio, sono spesso oggetto di domande circa la loro interazione con la pillola.
  • Peso corporeo: Per il cerotto anticoncezionale, sopra i 90 kg di peso corporeo non è più garantita l’efficacia.

I contraccettivi ormonali e la spirale non proteggono da malattie sessualmente trasmissibili come l’HIV/AIDS, la gonorrea, la sifilide oppure le infezioni da clamidia o da virus del papilloma umano (HPV) ecc. Perciò, in caso di dubbio, è sempre consigliabile utilizzare anche un preservativo.

Come funziona la pillola anticoncezionale?

Ritorno alla Fertilità Dopo la Sospensione della Pillola: Un Percorso Naturale

È importante sapere che la pillola è un contraccettivo “reversibile”: quando si smette di prenderla il processo del concepimento viene interamente ripristinato dall’organismo. La pillola anticoncezionale è particolarmente apprezzata perché i suoi effetti sono reversibili, ovvero cessano di manifestarsi nel momento in cui si sospende il farmaco. In realtà, con questi ormoni, si simula un ciclo mestruale perfetto: dopo 21 giorni di compresse si passa al placebo o si smette ed entro una settimana arriva il flusso sanguigno che però è solo dovuto alla sospensione della pillola, non è una vera e propria mestruazione. Questa riprenderà fisiologicamente in tempi rapidissimi.

Alla sospensione della pillola, l’ipofisi inizierà subito a stimolare l’ovaio, che nel giro di 12-15 giorni arriverà ad ovulare. In linea generale, la fertilità riprende rapidamente dopo la sospensione della pillola. In molte donne, infatti, l’ovulazione ricomincia già nel ciclo successivo all’ultima assunzione. La maggior parte delle donne ritorna alla sua normale fertilità già il mese successivo, o al massimo entro 90 giorni. Tuttavia, il ritorno alla regolarità delle mestruazioni può richiedere da uno a tre mesi.

Studi scientifici hanno evidenziato, tranquillizzando molte donne, come questo accada anche se la pillola si assume per molto tempo. La durata di utilizzo della pillola non compromette la fertilità a lungo termine, poiché il meccanismo alla base del suo funzionamento è reversibile. Magari ci vorrà un po’ di più per risvegliare la fisiologia del sistema riproduttivo, ma gli ormoni degli anticoncezionali non hanno effetti sulla fertilità una volta sospesi. Tuttavia, è importante ricordare che ogni donna è diversa e i tempi possono variare da persona a persona.

Secondo studi medici condotti dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), circa l’80% delle donne rimane incinta entro un anno dall’interruzione della pillola, a condizione che non vi siano altri problemi noti di salute. La fertilità ritorna fin dal primo mese, se entrambi i partner sono fertili e non ci sono altre cause maschili o femminili, di ridotta fertilità.

Casi pratici e gestione post-sospensione:

Consideriamo il caso di Angela, che dopo 6 anni di utilizzo di Nuvaring, ha smesso di utilizzarlo per cercare una gravidanza. Ha avuto qualche striatura scura e crampi, e si trovava in un periodo di stress intenso. In situazioni simili, è senz’altro opportuno eseguire un test di gravidanza per scoprire se una gravidanza è iniziata. Le probabilità di rimanere incinta sono influenzate da numerosi fattori tra cui l’età della donna e la salute riproduttiva dell’uomo, ma il concepimento può comunque accadere anche nel primo mese successivo all’interruzione del contraccettivo.

Analogamente, Federica, a 32 anni e dopo 7 anni di pillola, si chiedeva quanto tempo ci sarebbe voluto per avere un bimbo. Le era stato ribadito che, dopo la sospensione della pillola, il ciclo ritorna nella maggioranza dei casi fin dal mese successivo. Non ritorna subito se durante l’assunzione ci sono stati dimagrimenti importanti, stress fisici ed emotivi che abbiano causato un temporaneo blocco mestruale (“amenorrea ipotalamica”) indipendentemente dalla pillola.

A volte per alterazioni dell’organismo nel suo insieme, come calo o aumento ponderale, deficit energetici, stress psicofisico, o per patologie sottostanti, come una sindrome dell’ovaio policistico o alterazioni ormonali, l’ovulazione tarda ad arrivare; nei primi mesi post pillola si potrà instaurare un comportamento che riporti in equilibrio l’organismo e faciliti la riattivazione ovarica. La pillola anticoncezionale può aver trattato oppure nascosto disturbi ormonali preesistenti o subentrati nel tempo, così come altri problemi di fertilità.

L’ovulazione post pillola può essere più fastidiosa, il flusso può avere caratteristiche differenti, soprattutto in donne che hanno assunto estro progestinici per tanti anni, poiché l’organismo intanto è cambiato, perciò sarà necessario rimettersi in ascolto ed apprendere il nuovo funzionamento del proprio apparato riproduttivo. In ogni caso ogni volta che si desidera ricominciare ad assumere la pillola dopo una sospensione si dovrà sempre assumerla il primo giorno di mestruazioni.

Fattori che Influenzano i Tempi di Concepimento

Pur cambiando da soggetto a soggetto e da coppia a coppia, il tempo necessario per concepire un bambino può variare in base ad alcuni fattori che ne influenzano la riuscita. Elenchiamo alcuni fra i più frequenti.

1. Età della donna:Nelle donne, il picco massimo di fertilità viene raggiunto fra i 20 e i 25 anni. Dopo i 35, la capacità di concepimento comincia a ridursi sensibilmente per poi calare in modo drastico dopo i 40 anni in seguito alla consistente diminuzione della riserva ovarica e della qualità degli ovuli. Già sopra i 30 anni la fertilità comincia a ridursi. In genere, la menopausa sopraggiunge dopo i 50 anni, ma già dai 45 è più difficile che si instauri una gravidanza: le possibilità sono infatti del 5%. L’età è dunque un fattore naturale davvero tanto significativo per il concepimento.

Grafico che mostra la relazione tra età della donna e probabilità di concepimento

2. Durata di assunzione della pillola:Studi scientifici indicano che la durata di utilizzo della pillola non compromette la fertilità a lungo termine, poiché il meccanismo alla base del suo funzionamento è reversibile. Tuttavia, in alcuni casi, il corpo può impiegare qualche mese per ripristinare l’ovulazione regolare, per cui è necessaria un po’ di pazienza: bisogna dare all’organismo il tempo di riprendere completamente tutte le sue funzioni.

3. Stile di vita:L’esito positivo del concepimento è direttamente connesso allo stile di vita di uomini e donne. Ecco alcuni aspetti chiave che le coppie dovrebbero considerare quando decidono di provare ad avere un figlio:

  • Alimentazione: Una dieta equilibrata ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre può migliorare la fertilità. Al contrario, un consumo eccessivo di cibi ad alto contenuto di zuccheri e grassi saturi può avere effetti negativi.
  • Attività fisica: L’esercizio moderato e costante favorisce una buona salute riproduttiva. Tuttavia, un’attività fisica eccessiva o insufficiente può alterare l’equilibrio ormonale, influenzando negativamente la fertilità, per cui è importante cercare di trovare il giusto equilibrio.
  • Consumo di alcol e fumo: L’assunzione di alcol e il fumo sono associati a una riduzione della fertilità in entrambi i sessi. È perciò consigliabile limitare o evitare queste sostanze quando si cerca una gravidanza. Il fumo è dannoso alla fertilità di entrambi.
  • Stress: Alti livelli di stress possono condizionare in senso negativo la fertilità, alterando l’equilibrio ormonale e riducendo le possibilità di concepire. Lo stress psicofisico può causare un temporaneo blocco mestruale, indipendentemente dalla pillola.
  • Esposizione a sostanze nocive: Esporsi a lungo a sostanze chimiche tossiche, come pesticidi e solventi industriali, può compromettere la fertilità. È dunque importante cercare di ridurre al minimo il contatto con tali agenti.

4. Condizioni mediche preesistenti:La fertilità maschile e femminile può essere influenzata da numerose cause mediche; è essenziale conoscere queste condizioni per affrontare tempestivamente eventuali difficoltà e intraprendere il percorso diagnostico e terapeutico più adeguato.Analizziamo quali sono le problematiche mediche preesistenti più comuni che possono ostacolare la fecondazione:

  • Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS): Caratterizzata da cicli mestruali irregolari, aumento degli androgeni e ovaie ingrandite con cisti multiple, causa squilibri ormonali. È una delle patologie sottostanti che possono far tardare l'ovulazione dopo la pillola.
  • Ipotiroidismo o ipertiroidismo: Il funzionamento anomalo della tiroide può alterare il ciclo mestruale e compromettere l’ovulazione.
  • Endometriosi: La presenza di tessuto endometriale al di fuori dell’utero può causare dolore e ridurre la qualità degli ovociti, peggiorando la fertilità. La pillola può essere utilizzata per lenire i disturbi dovuti alle mestruazioni e regolare il ciclo, e anche per ridurre il rischio di endometriosi, che raddoppia in caso di ciclo abbondante.
  • Fibromi uterini: Escrescenze non cancerose che possono deformare la cavità uterina e ostacolare l’impianto dell’embrione.
  • Varicocele: Una dilatazione anomala delle vene nello scroto che può ridurre la qualità dello sperma e rendere difficile la capacità di fecondazione. Per l'uomo, il varicocele (varici che avvolgono il testicolo sinistro, aumentano la temperatura locale e riducono qualità e quantità dello sperma causando oligoastenozoospermia) può diventare un fattore critico.
  • Ipogonadismo: È una ridotta produzione di testosterone in grado di compromettere la spermatogenesi.
  • Diabete: Se non controllato, può influenzare la qualità degli spermatozoi e l’ovulazione.
  • Malattie autoimmuni: Condizioni come il lupus o la celiachia, se non adeguatamente trattate, possono interferire con la fertilità.
  • Obesità: Il peso eccessivo è correlato a squilibri ormonali che ostacolano il concepimento, sia nell’uomo che nella donna. Calo o aumento ponderale possono alterare l'equilibrio dell'organismo.
  • Fattori infettivi e ormonali: Per l'uomo possono diventare fattori critici fattori infettivi e ormonali, mentre per la donna, indipendentemente dalla pillola, riducono la fertilità alterazioni ormonali, una ridotta riserva ovarica, pregresse infezioni dell’endometrio o delle tube.

Quando Preoccuparsi se una Gravidanza Tarda ad Arrivare?

Sebbene sia da tenere presente che ogni caso è unico, se una gravidanza fatica ad arrivare una volta interrotta la pillola contraccettiva è opportuno rivolgersi al medico nelle seguenti situazioni:

  • Dopo 12 mesi di tentativi senza successo per le donne sotto i 35 anni: In questo caso si consiglia di attendere un anno prima di ricorrere a una consulenza medica.
  • Dopo 6 mesi di tentativi: Se la donna ha più di 35 anni, il tempo di attesa consigliato è dimezzato, dato che la fertilità naturale tende a diminuire con l’età.
  • Se il ciclo mestruale non si regolarizza entro 6 mesi: La persistente irregolarità del ciclo dopo l’interruzione della pillola potrebbe indicare problemi ormonali o altre situazioni che sarebbe opportuno indagare. Dopo 3 mesi di amenorrea è meglio contattare il proprio specialista per rivalutare una strategia, senza che ciò debba creare particolare ansia.

Se dopo aver assunto la pillola anticoncezionale si tenta il concepimento di un bambino per i periodi indicati senza successo, è utile rivolgersi ad uno specialista della fertilità che possa effettuare una diagnosi ed accompagnare la coppia all’obiettivo della cicogna.

Consigli per Favorire il Concepimento

Come ampiamente illustrato, restare incinta dopo la pillola dipende da molti fattori e il tempo necessario affinché la fecondazione avvenga può variare molto da coppia a coppia. Vediamo insieme alcuni consigli per aumentare la possibilità di procreare senza lunghe attese, che possono risultare estenuanti per coloro che desiderano un bambino:

  • Monitorare l’ovulazione: Utilizzare test di ovulazione o app specifiche per identificare i giorni fertili può essere molto utile per individuare la finestra di tempo giusta per provare a concepire. Questo permette di programmare i rapporti sessuali a ridosso del periodo fertile, aumentando le probabilità.
  • Adottare uno stile di vita sano: Come abbiamo detto, migliora la qualità della vita non solo della coppia, ma anche di spermatozoi e ovuli. Questo include una dieta equilibrata, attività fisica moderata, evitare alcol e fumo, e gestire lo stress.
  • Tenersi sotto controllo medico: Andare regolarmente dal ginecologo, al fine di prevenire o trattare eventuali disturbi. È fondamentale parlare con il proprio medico perché gli integratori (tra cui acido folico e oligoelementi) per ridurre il rischio di malformazioni del feto e ottimizzare il decorso della gravidanza vanno assunti almeno tre mesi prima del concepimento. Ancora oggi, oltre il 60% delle donne smette la contraccezione e cerca la gravidanza senza consultare il medico, senza fare un esame e senza assumere nemmeno l’acido folico! A partire da ora e per tutto il periodo della ricerca della gravidanza fino almeno al termine del primo trimestre, è consigliato assumere l’acido folico, nella dose di una compressa da 400 microgrammi al giorno, tutti i giorni. Serve per la prevenzione della spina bifida, un’importante malformazione che può colpire il bambino.

Seguendo queste indicazioni, il cammino verso la gravidanza può essere affrontato con maggiore consapevolezza e serenità. Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico.

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