Assistere ai primi passi del proprio bimbo o della propria bimba è per il genitore un’emozione enorme: è come se quei due, forse tre passi in completa autonomia fossero il giro del mondo, la conquista del K2, la bandierina piantata da Armstrong sulla Luna. Tuttavia, i primi passi del bambino non sono altro che la fase finale di un lungo percorso che il tessuto cerebrale compie già dal momento in cui le sue prime cellule cominciano a funzionare. Lo sviluppo motorio è il risultato dell’unione di un processo di crescita fisiologico e delle esperienze vissute nel quotidiano, durante la vita intrauterina ed extrauterina.
La fisiologia del movimento nei primi mesi
Lo sviluppo del bambino comincia in un ambiente acquatico, quello intrauterino: questa esperienza lascia nel piccolo tracce mnesiche sensoriali ben precise, che vanno da un primo periodo definito “senza limiti”, a un momento di “contenimento”, nel quale il feto ha la possibilità di toccare i confini di quello che è l’utero materno, fino ad arrivare ad una fase “di confronto”, dove il contenitore non è più così grande come nelle fasi precedenti.

Alla nascita, il neonato presenta una postura con il capo ruotato e gli arti flessi, a causa dello spazio ridotto in cui è stato costretto a vivere. Il sistema motorio del neonato viene descritto in termini di postura e di riflessi: tra questi, i più interessanti sono la capacità di sostenersi - spingersi con le gambe, se posizionati eretti - e il riflesso della marcia automatica. Tali riflessi servono al neonato per nascere, «strisciare» sul corpo della mamma e cercare attivamente il seno per potersi nutrire.
Il percorso dai 4 ai 6 mesi: "From zero to hero"
Dai 4 ai 6 mesi, il neonato è ormai diventato un piccolo bambino. In questo periodo il peso raddoppia rispetto alla nascita e tutte le esperienze acquisite rendono tuo figlio ogni giorno più competente.
Sviluppo fisico e motorio
Ecco cosa osservare nello sviluppo motorio di un neonato dai 4 ai 6 mesi di vita:
- Il bambino rotola in entrambe le direzioni.
- Il bambino impara a ruotare su se’ stesso e fare pivoting.
- Il bambino rimane seduto, ma solo con dei cuscini che lo sorreggono.
- Se il bambino viene tenuto in braccio tenta di mettersi in piedi sulle vostre gambe e, se supportato, saltella.
Tuttavia, è bene sottolineare che non consiglio di posizionare il bambino in piedi per troppo tempo perché non è ancora pronto e rischia di compromettere uno sviluppo motorio corretto.
Il gattonamento: preludio alla deambulazione
Visto che il gattonamento è la modalità di spostamento che precede i primi passi “scelta” dal 90% dei bambini con sviluppo tipico, è opinione diffusa considerare che il preludio al cammino vero e proprio avvenga quando si comincia a gattonare. A quanti mesi gattonano i bambini? Generalmente questa capacità avviene tra i 6 e i 10 mesi. Questo movimento avviene non per rispondere al bisogno di sopravvivenza, ma a quello di curiosità e di conoscenza, prerogativa dell’essere umano.
TAPPE di SVILUPPO MOTORIO e PSICOMOTORIO del NEONATO [Primo anno di vita]
È bene sottolineare che al gattonamento “a quattro piedi” il bambino può preferire le seguenti modalità: rotolare, strisciare, spostarsi sulla schiena o trascinarsi anche in maniera molto creativa. Non è semplicemente un’incapacità motoria quella che rallenta o ritarda l’avvio del gattonamento, ma piuttosto la mancata necessità di doverlo fare prima di un determinato momento.
L'emozione dei primi passi e i dubbi dei genitori
A un bambino servono in media 9-10 mesi per riuscire a reggersi in piedi da solo, e ancora di più per sentirsi sicuro di muovere in autonomia i suoi primi passi. Intorno all'epoca del primo compleanno arrivano finalmente i primi passi. Incerti, vacillanti, inevitabilmente accompagnati da innumerevoli cadute.
Ma i dubbi non finiscono. Lo starà facendo bene? Il piede del bambino fino ai 4 anni è per natura piatto, ovvero ben spalmato al suolo e con le caviglie rivolte verso l’interno. Le sue ginocchia non hanno ancora abbandonato quell’aspetto “a parentesi” che avevano fin dalla nascita. I suoi passi sono a base larga, apparentemente impacciati, il suo baricentro è in continuo cambiamento e il suo incedere è incerto. I piedi a volte sembrano ruotare all’interno, altre all’esterno.
Il mito del girello e degli ausili
Entrare in un negozio per bambini e non rimanere per qualche istante catturati da un girello è un’impresa difficile. Ma serve il girello per imparare a camminare? Un bambino nel girello non è in grado di controllare bene il proprio corpo. Questo perché il piede, le anche e le ginocchia non percepiscono il reale peso da sostenere. Considerazioni del tutto simili sono applicabili anche alle “bretelle primi passi”. Anche questo tipo di supporto costringe il bambino a un ortostatismo forzato, impedendogli perciò di maturare una corretta percezione del proprio corpo.

Sviluppo motorio-prassico e coordinazione tra i 3 e i 6 anni
In merito alle competenze motorio-prassiche, consideriamo lo sviluppo di tali abilità a partire dai 3 anni. Il bambino apprende strategie motorie sempre più efficaci, che vengono selezionate a seguito di esperienze motorie favorevoli. Fra i 3 e i 6 anni il bambino ha ormai raggiunto delle buone competenze motorie di base, soprattutto per quanto riguarda le Coordinazioni Cinetiche Semplici.
A 4 anni la forza e la coordinazione tonico-motoria dei bambini sono ancora poco sviluppate, si muovono tutti di un pezzo, i salti sul posto sono molto irregolari, con scarso decollo. A 6 anni si possono notare rilevanti miglioramenti sulla dissociazione, in quanto i movimenti sono meno globali, e i differenti segmenti corporei acquistano più autonomia.
L'importanza del monitoraggio e della fisioterapia
Lo sviluppo motorio dei bambini è un percorso graduale e complesso che varia da individuo a individuo. Tuttavia, quando si notano difficoltà nella deambulazione o problemi di equilibrio nei più piccoli, è importante prestare attenzione. Solo qualora il piccolo avesse superato i 18 mesi senza camminare è utile parlarne con il proprio pediatra, che saprà eventualmente indirizzare verso lo specialista di riferimento.
La fisioterapia pediatrica svolge un ruolo cruciale nel trattamento dei disturbi della deambulazione e dell’equilibrio nei bambini. Intervenire tempestivamente è fondamentale per prevenire complicazioni future e garantire al bambino una crescita armoniosa e sicura. Se hai notato segnali di difficoltà nei movimenti del tuo bambino, è sempre bene rivolgersi a professionisti qualificati per una valutazione accurata. Ricorda sempre che il piede che impara a camminare non ha necessità di alcuna scarpa, piuttosto va lasciato scalzo per aumentare la sensibilità della pianta a contatto con il suolo. Solo quando il bambino ha raggiunto sicurezza nei suoi primi passi va considerata la calzatura.