L’evoluzione del suono urbano: da Ghali a Laioung nel cuore della trap italiana

Se a un diciottenne si chiede la differenza fra rap e trap è facile avere una risposta. Magari vaga perché, malgrado alcuni addetti ai lavori si scannino per disciplinare una definizione unanime, ci sono molti punti d’incontro e qualche differenza. Il contrasto con la vecchia scuola rap è naturale, come allo stesso tempo il fatto che alcuni della scena trap, come in un dramma edipico in piena regola, prendano le distanze dal rap. Questo genere, che ha trasformato radicalmente il panorama musicale nazionale, si avvale di strumenti che un tempo venivano guardati con sospetto, ma che oggi rappresentano il cuore pulsante dell’innovazione sonora, in grado di connettere generazioni diverse e contesti culturali profondamente eterogenei.

rappresentazione stilizzata dell'evoluzione sonora moderna tra beat sintetici e influenze etniche

L'identità culturale e il peso del vissuto: il caso di Ghali

Ghali, italiano con genitori tunisini, della periferia milanese e una vita difficile alle spalle (papà rinchiuso a San Vittore e mamma malata), è già stato definito il futuro della musica italiana. La sua traiettoria artistica è emblematica di come il vissuto personale diventi materia prima per la creazione di un linguaggio universale. La sua capacità di fondere le radici tunisine con l'estetica della periferia milanese ha permesso al giovane rapper di Baggio di elevarsi sopra la media, diventando un simbolo di riscatto sociale attraverso l'arte.

Finalmente Ghali sbarca su Spotify con un primo singolo, NINNA NANNA, tratto da un imminente album di cui si sa ancora poco. Ed è incredibile come il giovane rapper di Baggio dalle origini tunisine riesca a migliorarsi singolo dopo singolo, pur mantenendo costante la formula trap, voce in autotune e strofe miste sia in arabo che in italiano. Sul finire della traccia, a Ghali scappa pure un “Rolling Sto!”, facendo una specie di gioco di parole con la sua linea di vestiti e ora anche label discografica. Ghali ha pubblicato sul suo canale YouTube il video per il suo ultimo singolo Ninna Nanna, prodotto da Charlie Charles, che aveva lanciato nelle scorse settimane, diventando immediatamente una delle tracce più virali di Spotify.

Il video è ambientato per gran parte all’interno di uno scuola bus americano. In diverse scene, Ghali viene circondato da fan armati di cellulare che gli chiedono foto, in riferimento alla strofa della canzone “Non sai come ci rimango/Quando mi chiedi la foto/E non saluti manco“, e allo spirito di tutta la canzone, che spesso parla della raggiunta notorietà del rapper. Il video è diretto da Martina Pastori. Nell’ultimo numero di Rolling Stone, in edicola, c’è una lunga chiacchierata con Ghali e un servizio fotografico esclusivo.

La svolta di Ghali | 2016: L’anno della Trap

Lo strumento tecnologico come voce dell'innovazione: l'autotune

Malgrado l’uso dell’autotune, il software che permette di robotizzare la voce, possa conformare il tono e nascondere i difetti vocali, è invece Laioung che, con il suo album di esordio Ave Cesare: Veni, Vidi, Vici (Sony), dimostra come anche la voce filtrata e distorta possa essere uno strumento innovativo e vincente. L'autotune non deve più essere visto come una stampella per chi non sa cantare, ma come un pennello digitale che aggiunge colori inediti alla tavolozza sonora di un interprete.

Nato a Bruxelles, ma con mezzo sangue italiano e sierraleonese, è un giramondo cresciuto in una famiglia d’arte, con madre cantante e nonno tenore. Non è uno sprovveduto ma «un cittadino del mondo», come si definisce lui, tanto che la sua creew The RRR Mob (di cui tra poco uscirà un disco) è la prima in Italia interamente composta da afro-italiani. Il suo vero nome è Giuseppe Bockarie Consoli, ha creato il nome d’arte da lion e young. Laioung è un talento puro, nei suoi 18 brani distribuiti in due cd, bpm lenti, rullanti, slang, accenni RnB, creando un sound senza riferimento fissi.

interfaccia software di produzione audio moderna con onde sonore e filtri attivi

La poliedricità dei linguaggi trap e il successo di Izi

Altro ospite nel disco di Laioung è il genovese Izi che a maggio è uscito con il suo secondo album Pizzicato (Thaurus/Sony) prodotto per lo più con Shalbo, subito primo nella classifica Fimi. Izi, ora impegnato nel «Pizzicato Summer Tour» nelle principali città italiane, è stato anche il protagonista di Zeta, film del 2016 diretto da Cosimo Alemà, e ha fra i suoi feat Fabri Fibra in Dopo esco. In alcuni pezzi l’elettronica convive con piano, chitarra e batteria, producendo un sound malinconico e seducente.

Il caso di Izi dimostra come la contaminazione tra generi - l'elettronica che sposa il pianoforte e la chitarra - sia una cifra stilistica fondamentale per distinguersi in un mercato saturo. La capacità di spaziare dal grande schermo alla classifica Fimi conferma che il genere non è solo una moda passeggera, ma un ecosistema artistico complesso in grado di assorbire e rielaborare diverse influenze culturali e musicali.

Il ruolo della visibilità digitale e la percezione del fan

Il rapporto tra l'artista trap e il suo pubblico è mediato costantemente dallo schermo di uno smartphone, un tema che Ghali esplora con lucidità nel suo video ambientato nello scuolabus americano. Il paradosso della notorietà, espresso nel verso "Quando mi chiedi la foto e non saluti manco", mette in luce il lato oscuro dell'idolatria moderna, dove il consumo rapido dell'immagine dell'artista prevale sul contatto umano.

Questa dinamica riflette un cambiamento più ampio nella percezione della celebrità, dove il confine tra privato e pubblico è diventato poroso. Gli artisti della nuova generazione devono imparare a navigare in questo mare di attenzioni costanti, trasformando la pressione della notorietà in linfa creativa per le proprie produzioni musicali, proprio come fatto da Ghali nel suo percorso di ascesa costante verso il successo virale.

fotografia di un concerto trap con luci stroboscopiche e pubblico che usa i cellulari per riprendere

La fluidità della scena musicale tra locale e globale

La caratteristica distintiva di artisti come Ghali e Laioung è il loro essere "cittadini del mondo". Nonostante le origini in periferie complesse, la loro musica è un ponte tra culture: l'arabo, l'italiano, l'inglese e lo slang si fondono in un melting pot che non conosce barriere. Questo approccio è diametralmente opposto al provincialismo di certa musica tradizionale.

Il successo di questi artisti non è dettato solo dai numeri sui social network, ma da una profonda consapevolezza tecnica e artistica. L'utilizzo sapiente di software come l'autotune, unito a una visione estetica precisa - come dimostrato dalla cura per i video, i look e la creazione di etichette indipendenti - permette di mantenere l'integrità del messaggio creativo. La scena trap italiana ha superato la fase di emulazione americana per approdare a un linguaggio peculiare, radicato nelle proprie storie e aperto alle influenze esterne.

La trasformazione del suono urbano passa inevitabilmente attraverso l'accettazione della tecnologia come parte integrante dello strumento umano. Quando il sound non ha riferimenti fissi, come nel caso di Laioung, si aprono praterie inesplorate per la produzione artistica futura. La sfida che attende i nuovi talenti, da Ghali a Izi, è quella di continuare a evolversi senza perdere la connessione con il proprio vissuto, evitando di cadere nelle trappole della conformità che il mercato, spesso, tende a imporre in modo quasi automatico.

L'estetica come manifesto: tra vestiti, etichette e video

Non si può scindere la produzione musicale trap dalla sua estetica di contorno. Quando Ghali gioca con il nome della sua linea di abbigliamento e la sua label, sta costruendo un impero culturale che va oltre il singolo brano. La copertina di “NINNA NANNA”, il design dei video diretti da professionisti come Martina Pastori e la gestione consapevole dei contenuti sui canali YouTube, testimoniano una professionalità rara nel panorama giovane.

Questa attenzione ai dettagli è ciò che separa l'artista che vive di viralità momentanea da colui che intende costruire una carriera duratura. Il video di "Ninna Nanna" non è solo un accompagnamento musicale, ma un tassello fondamentale per comprendere la narrazione che l'artista vuole proporre al suo pubblico. La coerenza visiva e sonora diventa dunque il marchio di fabbrica di questa nuova classe di musicisti che, pur nascendo in contesti difficili, guarda al futuro con una determinazione incrollabile.

collage che mostra elementi tipici dello stile trap: catene, abbigliamento urban e microfoni da studio

Il fatto che artisti come Izi riescano a mantenere una vena malinconica e seducente in pezzi che occupano le vette della classifica Fimi dimostra che il pubblico è pronto ad accogliere anche messaggi più complessi e introspettivi, a patto che siano veicolati attraverso un suono moderno e riconoscibile. La musica italiana sta vivendo un momento di fermento creativo senza precedenti, dove la distinzione tra rap e trap diventa sempre più sottile, lasciando spazio a una sperimentazione libera e coraggiosa, capace di superare le etichette di genere per abbracciare l'essenza dell'espressione artistica contemporanea.

Il lavoro di produttori come Charlie Charles è, in questo senso, il motore silenzioso dietro il successo di hit planetarie su base locale. Senza questa visione d'insieme, che vede il produttore come co-autore dell'identità sonora dell'artista, molti dei successi recenti non avrebbero avuto la stessa risonanza. Il rapporto tra il beat e la voce, filtrata o naturale che sia, definisce lo spazio in cui l'artista si muove e dialoga con il proprio tempo, costruendo il futuro della musica italiana brano dopo brano, singolo dopo singolo, in una ninna nanna che risuona tra le strade della periferia e le stanze dorate del successo.

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