Il fenomeno dei parti gemellari ha assunto negli ultimi anni una rilevanza crescente, andando ben oltre la semplice casualità o l'ereditarietà genetica. Quella che sembrava un tempo un'eccezione, è oggi una realtà sempre più comune, alimentata in larga parte dall'evoluzione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) e dall'aumento dell'età media in cui le donne scelgono di affrontare la maternità. Questa "carica dei twins" si manifesta in modo eclatante nel mondo dello spettacolo, con figure come Lorella Cuccarini, Heather Parisi, Jennifer Lopez, Roger Federer, Angelina Jolie e George Clooney, tutti genitori di gemelli. Ma al di là del glamour, questo trend solleva questioni complesse, scientifiche, etiche e sociali, che toccano profondamente la vita di migliaia di coppie.
Il Boom dei Parti Gemellari: Oltre la Casuale Eredità
Non si tratta più esclusivamente di casualità o ereditarietà, come nel caso di Mel Gibson, gemello padre di due gemelli, o di Julia Roberts, cugina e bisnipote di parecchi gemelli. La carica dei twins sembra essersi fatta particolarmente folta negli ultimi anni. E non dipende esclusivamente dall'attenzione mediatica che dedica spazio e copertine alle star nostrane e internazionali con doppi passeggini al seguito. Di mezzo - spiegano gli esperti - ci sono le tecniche di fecondazione artificiale a cui ricorrono sempre più coppie e l'aumento dell'età delle mamme in attesa, che fa crescere parecchio le probabilità di un parto gemellare.
In soli quindici anni - dal 1990 al 2005, l'intervallo più recente passato sotto l'esame dell'Istituto superiore della sanità - in Italia i parti monozigoti (in cui i gemelli sono identici) o dizigoti (di fratelli nati contemporaneamente) sono cresciuti del 25%. Addirittura raddoppiati tra il 1981 e il 2003, così come negli ultimi trent'anni negli Stati Uniti, dove il National Center for Health Statistics ha registrato un incremento del 200% di parti gemellari fra le mamme di oltre quarant’anni e del 100% in quelle di età compresa fra i 35 e i 39 anni.
Un neonato ogni 42 è un gemello. Sono più di 1,6 milioni all’anno i parti di gemelli. Mai erano stati tanti negli ultimi quarant’anni e forse da sempre. È frutto del ricorso sempre maggiore alle tecniche di riproduzione medicalmente assistita, come fertilizzazione in vitro, stimolazione ovarica e inseminazione artificiale, ma anche dell’età sempre più avanzata delle madri. I dati sono stati raccolti in più di cento paesi ed elaborati fra l’Università di Oxford, l’Istituto francese di studi demografici e l’università olandese di Radboud. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Human Reproduction.
Nella ricerca sono state prese in esame le nascite del periodo 2010-2015 in 165 Paesi e sono state confrontate con quelle del periodo 1980-1985 registrate in 112 paesi. Il tasso di parti gemellari è cresciuto di un terzo. Erano 9 ogni mille e ora sono 12. I casi sono in tutto il mondo, ma l’80% dei parti gemellari avviene tra America e Africa dove nascono soprattutto gemelli dizigoti cioè per fecondazione di due ovociti da parte di due spermatozoi diversi. Sono proprio i gemelli non monozigoti ad aver fatto crescere il numero di parti gemellari. I gemelli monozigoti nascono in quattro parti ogni mille. «Il numero assoluto di parti gemellari è aumentato ovunque tranne che in Sud America», spiega Gilles Pison, demografo dell'INED. «Nel Nord America e in Africa i numeri sono cresciuti di oltre l'80% e in Africa questo incremento è causato dalla crescita della popolazione». Studiare i parti gemellari è importante soprattutto per i paesi più poveri. Il sociologo Christiaan Monden dell'Università di Oxford ne ricorda l’associazione «a un maggior tasso di mortalità tra neonati e bambini e a maggiori complicanze per madri e figli durante la gravidanza, il parto e nel periodo successivo». Nell'Africa sub-sahariana uno dei due gemelli rischia di morire nel primo anno di vita.

La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): Tecniche e Contesto Italiano
La procreazione medicalmente assistita (PMA) rappresenta un insieme di tecniche mediche volte ad aiutare le coppie che non riescono a concepire naturalmente. L'aumento del ricorso a queste tecniche è una delle ragioni principali dietro l'impennata dei parti gemellari. In Italia, le gravidanze gemellari da procreazione medicalmente assistita (PMA) sono tra il 14% e il 20%.
Il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (CPMA), un centro di PMA di I livello che fa parte della UOS di Diagnostica e Terapia Medica della Sterilità coniugale che si occupa anche di Ginecologia Disfunzionale, offre cicli di iperstimolazione ovarica controllata (induzione farmacologica dell’ovulazione multipla con monitoraggio della crescita follicolare tramite controlli ecografici e dosaggi ormonali) associati a rapporti mirati (RM) o ad inseminazione intrauterina (IUI), tecnica di aiuto all’atto coniugale per raggiungere il suo scopo in modo naturale. Il Centro affonda i suoi principi sulla personalizzazione dell’aiuto fornito e sulla gradualità dell’intervento al fine dell’ottenimento della gravidanza; difatti ad ogni coppia viene offerto un iniziale inquadramento diagnostico ginecologico/andrologico/endocrinologico per individuare e, se possibile correggere, le eventuali cause di sterilità senza ricorrere necessariamente alla PMA.
Approfondendo le tecniche di PMA, si distinguono vari livelli. La dottoressa intervistata da Today spiega in modo semplice:"Per quanto riguarda la donna si procede innanzitutto con una ecografia con metodica semplice, si vede la morfologia dell’utero per approfondire questo e poi si fa un esame endoscopico. Se la donna non ha problemi e neanche l’uomo allora si prova a fare un rapporto spontaneo in un momento preciso del ciclo mestruale, quindi si induce la coppia ad avere un rapporto." Questo rientra spesso nel I livello di trattamento.
L'inseminazione intrauterina (IUI) prevede che "si preleva il liquido seminale con eiaculazione esterna all’utero e si arricchisce con dei fattori di crescita" prima di essere introdotto nell'utero.
Le tecniche di II e III livello, come la fecondazione in vitro (FIV), sono più complesse: "Consiste nella stimolazione dell’ovulazione, con induzione farmacologica per produrre più follicoli. A seconda dell’età c’è una diversa risposta, logicamente. Lo step successivo è il pick-up, prelievo degli ovociti con una procedura semplice. Non è un intervento. In sostanza gli ovociti vengono messi a fecondare insieme al liquido seminale, rendendoli entrambi più favorevoli alla fecondazione. Se avviene la fecondazione in vitro, i prodotti del concepimento - agglomerati di cellule - vengono valutati a seconda della loro capacità di crescita. Poi si prelevano gli embrioni e si mettono in utero stimolato, sostenendo il tutto farmacologicamente."
Un'altra tecnica avanzata è la ICSI (Intracytoplasmic Sperm Injection): "Sì, un'altra è quella della fecondazione dell’ovocita da parte di uno spermatozoo, indotta dall’esterno. Si preleva un ovocita e uno spermatozoo e avviene la penetrazione nella cellula. Questo si utilizza quando il seminale è molto danneggiato, ovvero quando l'uomo ha pochi spermatozoi e con tante forme non vitali."
La donazione di gameti (ovuli o spermatozoi) è un'opzione per molte coppie. "Ci sono degli istituti in cui donazione e fecondazione avvengono contestualmente. Però in Italia è difficile questo poiché ci sono poche donatrici. Ricordo che la donazione è spontanea, gratuita e libera."
L'età è un fattore cruciale. "Il discorso è questo: il problema che c’è al momento è l’età della coppia. La grande causa di sterilità è l’età a cui la coppia arriva alla riproduzione, che è sempre più ritardata. L’acme della donna è ai 25 anni e, più in generale, dopo i 36 anni le cose cambiano. Nell’uomo è meno evidente perché le ovaie hanno un tempo di durata fino alla menopausa." Le tecniche di PMA inducono "una produzione ormonale molto importante. Rischi particolari non ce ne sono perché si cerca di fare un numero ragionevole di stimolazione. Bisogna sempre affidarsi a professionisti. Ovviamente si deve considerare tutta una serie di fattori di rischi, come il tumore alla mammella."
Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in Italia "sotto i 40 anni eroga queste prestazioni, ma alcuni esami sono a pagamento. Attenzione però, perché privatamente parliamo di cifre comprese tra i 5.000 e i 10.000 euro. Questo per dire che ovviamente al SSN tutto ciò costa." Attualmente, "tutto ciò di cui ho parlato fino ad ora interessa solo le coppie eterosessuali. Purtroppo per le coppie omosessuali o le donne single non è possibile" accedere alla PMA in Italia. Tuttavia, si stanno aprendo nuove possibilità: "Le faccio un esempio: in caso di chemioterapia, prima solamente l'uomo poteva congelare il proprio seme per poi riutilizzarlo eventualmente dopo la terapia. Adesso, invece, anche la donna. Inizia ad esistere il prelievo dei gameti prima della terapia."
Secondo il Rapporto del Ministero della Salute sulle nascite in Italia (dati riferiti al 2022), "Nel complesso i parti con procreazione medicalmente assistita PMA aumentano del 73% nel periodo considerato, ma diminuisce notevolmente la percentuale di parti plurimi in gravidanza con PMA (21% nel 2012, 9% nel 2022)". Dal 2019 al 2020, per effetto della pandemia Covid-19, si è osservata una diminuzione dell’applicazione di tutte le tecniche di PMA, sia di I livello (inseminazione) sia di II e III livello (fecondazione in vitro); sia con gameti della coppia, sia con gameti donati. Dei 9.279 cicli con gameti donati, 492 sono cicli di I livello e 8.787 sono cicli di II-III livello. Resta elevata l’età media delle donne che si sottopongono alle tecniche a fresco con gameti della coppia: 36,9 anni (valore più elevato rispetto alla media europea pari a 35 anni, European IVF Monitoring, EIM dati 2017). Le donne che si sottopongono alla fecondazione in vitro con ovociti donati hanno in media un’età pari a 41,8 anni; le donne che si sottopongono alla stessa fecondazione in vitro, ma con seme donato, che hanno in media 34,7 anni.

Procreazione Assistita: E se non riesci ad avere figli? (FIVET e IUI) | #TELOSPIEGO
Nuove Frontiere della PMA: L'Adozione di Embrioni e i Gemelli "Veterani"
Il progresso scientifico ha portato a risultati straordinari, spingendo i confini della procreazione assistita. Un caso emblematico è quello di Lydia e Timothy Ridgeway, nati solo poche settimane fa, ma che avrebbero potuto crescere nell'era di Yahoo! e Blockbuster sulle note di I Will Always Love You di Whitney Houston. Questi gemelli sono nati da embrioni congelati 30 anni fa, stabilendo un nuovo record mondiale. I neo-genitori Philip e Rachel Ridgeway, che avevano già quattro figli, hanno raccontato al Post di essersi sentiti chiamati ad avere altri bambini e di voler aiutare soprattutto quelli che chiamano «bambini bisognosi». «Ci piaceva l'idea di salvare vite intrappolate», ha detto Philip, 35 anni e sviluppatore di software, al The Post.
La coppia ha scelto l'opzione più vecchia disponibile presso il National Embryo Donation Center (NEDC), un'organizzazione no-profit di Knoxville, Tennessee, che fornisce embrioni donati alle coppie che desiderano un figlio. «Conoscevamo le informazioni di base - sui genitori genetici - come l'altezza e il peso, ma non le usavamo come criteri per scegliere», ha detto Rachel, una mamma casalinga di 34 anni vicino a Portland, in Oregon. Erano più interessati a sapere, come ha detto Rachel, «quanto tempo hanno aspettato gli embrioni?». I Ridgeway sapevano anche che il padre biologico aveva creato gli embrioni con una donatrice di ovuli e li aveva congelati il 22 aprile 1992, ma che era deceduto prima che gli embrioni nascessero vivi. Gli embrioni sono stati poi donati alla NEDC, un'organizzazione cristiana che prende gli embrioni - gratuitamente - e li fornisce alle coppie che desiderano avere figli. Non a tutte le coppie però: NEDC offrirà embrioni e successivi trasferimenti di FIV solo a coppie eterosessuali sposate da tre anni e che abbiano completato uno studio domestico.
Spesso, dopo aver deciso che la loro famiglia è completa, i pazienti di FIV si trovano di fronte alla difficile scelta di cosa fare con gli embrioni congelati rimasti: tenerli in ghiaccio per sempre, lasciarli scongelare, donarli alla scienza per la ricerca o donarli a persone che non riescono a concepire da sole. Oltre a salvare gli embrioni congelati dalla potenziale distruzione, la donazione può essere più economica di decine di migliaia di dollari rispetto alla FIV convenzionale, perché gli embrioni sono già stati creati. Alcune persone, tra cui i cristiani evangelici come i Ridgeway, ritengono che gli embrioni siano esseri viventi e molti Stati anti-aborto hanno promulgato «leggi sulla personalità» per proteggere i diritti degli embrioni. A causa di questo torbido terreno morale, molti pazienti che creano embrioni sono riluttanti a disfarsi dei loro embrioni inutilizzati, il che ha creato una crisi di stoccaggio degli embrioni. Il NEDC, che attualmente detiene circa 6.000 embrioni, cita uno studio che stima che negli Stati Uniti ne siano conservati circa 1.000.000. «Quando abbiamo intrapreso questo processo, volevamo trovare gli embrioni più indesiderati», ha detto Rachel. «Cercavamo embrioni che avevano bisogno di una casa perché erano stati trascurati». Il processo viene talvolta definito «adozione di embrioni». «L'idea di dare alla luce il proprio figlio adottivo era fantastica per me», ha detto Rachel. Sebbene la coppia avesse già tre figli (Naomi, 8 anni; Joshua, 6 anni; Eliora, 3 anni; e Miriam, che compirà 2 anni a dicembre) nel 2020 ha deciso di valutare l'adozione embrionale. «Ho avuto tre figli senza problemi durante la gravidanza, quindi ho pensato che l'adozione embrionale fosse una grande opportunità per noi», ha detto Rachel, che, dopo aver iniziato il processo, ha scoperto di essere incinta di Miriam. «Non credo che abbiamo mai considerato l'adozione tradizionale», ha detto Philip. «Tutti gli embrioni congelati sono esseri umani e come tali hanno bisogno di un padre e di una madre, e in questa situazione eravamo sicuri di poter soddisfare questa esigenza».
Il set scelto dai Ridgeway comprendeva in realtà cinque embrioni, che sono stati scongelati il 28 febbraio 2022, quasi 30 anni dopo essere stati congelati per la prima volta. Tre sono sopravvissuti al processo e sono stati trasferiti nell'utero di Rachel, dando vita a una gravidanza gemellare. Alla domanda se si sentisse nervosa per la salute degli embrioni ben maturi durante la gravidanza, Rachel ha risposto: «Non più che con gli altri miei figli». «È possibile congelare gli embrioni a tempo indeterminato», ha dichiarato al Post Michael A. Thomas, presidente della Società americana di medicina riproduttiva. «Dicevo scherzosamente alla gente che si possono trasmettere gli embrioni ai pronipoti che non si conosceranno mai, perché gli embrioni possono essere congelati per lunghi periodi di tempo. Il tasso di scongelamento è migliorato nel tempo, ma gli embrioni che si scongelano dovrebbero essere abbastanza forti per essere trasferiti».
La nascita di due gemelli congelati per 29 anni e 10 mesi da parte dei Ridgeway batte il precedente record stabilito da un'altra coppia del NEDC, Tina e Ben Gibson, la cui figlia, Molly, è nata da un embrione di 27 anni nell'ottobre 2020. Il dottor John David Gordon, direttore medico di Southeastern Fertility, la clinica che supervisiona tutti i trattamenti NEDC, ha dichiarato che questo caso dovrebbe dare speranza alle persone. «Lavoro nel campo dell'infertilità da oltre 25 anni e questi embrioni sono stati congelati quando ero ancora in formazione come specializzando in ginecologia a Stanford. È incredibile», ha dichiarato il dottor Gordon, sottolineando che questo caso «dovrebbe rassicurare i pazienti che si chiedono se qualcuno sarebbe disposto ad adottare embrioni creati 5, 10, 20 anni fa. La risposta è un sonoro sì!».

Storie di Maternità Gemellare: Dalle Celebrità alle Sfide Quotidiane
Le storie personali si intrecciano con i progressi della medicina, offrendo uno spaccato della varietà delle esperienze legate ai parti gemellari e alla PMA.
Lorella Cuccarini, per esempio, icona della televisione italiana, è sposata dal 1991 con Silvio Capitta, nome d’arte Silvio Testi, produttore discografico e televisivo, da cui ha avuto quattro figli, Sara, Giovanni e i gemelli Giorgio e Chiara. La sua famiglia è per lei "il luogo dove ti aspettano, dove c’è bisogno di te e ti puoi ricaricare. Benedetta la mia famiglia, altrimenti non avrei vissuto una vita così bella". La presenza di gemelli nella sua famiglia si inserisce in quel contesto di aumento di parti plurimi che ha caratterizzato gli ultimi decenni. La figlia Chiara, capitano della Roma calcio femminile, ha anche fatto parlare di sé per l’inaspettato coming out: “Non ho mai amato le etichette. Una persona mi interessa per com’è, indipendentemente dal genere. In generale, potrei innamorarmi di un ragazzo così come di una ragazza”, aveva scritto rispondendo alle domande di follower su Instagram. Lorella, che in passato non ha negato i dubbi su adozioni per le coppie dello stesso sesso e fecondazione assistita, ha commentato: “Sono molto stupita che si sia creato clamore per una semplice affermazione. Non ho trovato nulla di azzardato nelle sue parole. È grande, è libera di esprimere ciò che sente. Rispetto le idee dei miei figli e la loro vita”.
Un'altra storia di maternità gemellare, con una forte connotazione legata alla PMA e all'età avanzata, è quella di Veronica Peparini e Andreas Müller. Veronica Peparini e Andreas Müller, ex insegnanti e vincitori di Amici, hanno rivelato di essere in attesa di due meravigliose gemelline. La notizia ha destato sorpresa tra i più, soprattutto se si considera l'età della donna, 52 anni. La stessa ballerina e coreografa ha parlato a Verissimo di un "aiutino" per rimanere incinta, riferendosi alla procreazione medicalmente assistita. "Le gravidanze, come la mia, sono particolari e si può sviluppare una malattia che si chiama trasfusione feto fetale in cui uno dei due gemelli diventa donatore rispetto all'altro che invece è ricevente", spiega Veronica Peparini, in attesa di due gemelline. Quella della coreografa infatti è una gravidanza gemellare monocoriale biamniotica. "Siamo andati a fare la visita e le dottoresse si sono accorte del principio di questo tipo di malattia. La mia fortuna è stata questa, perché spesso invece molte donne si accorgono quando ormai la malattia è in una fase acuta", aggiunge la coreografa. Non è chiaro da cosa scaturisca questo tipo di problema nelle gravidanze gemellari: "La dottoressa mi ha detto che non dipende da fattori come il lavoro, lo sforzo, può succedere a chiunque". La coppia ammette di aver avuto paura: "Ci siamo spaventati, ma abbiamo cercato di rimanere positivi". Dei due Veronica non ha mai perso l'ottimismo, Andreas invece si è spaventato di più: "Avevo l'ansia di perdere una delle due bambine. Aspettarne due e poi averne solo una sarebbe stato un grandissimo dispiacere perché è vita". Per fortuna la gravidanza sta andando per il meglio: "La situazione si è quasi normalizzata."
Il desiderio di maternità o paternità si esprime anche in modi diversi e per diverse tipologie di coppie. È un boom di cui hanno beneficiato anche molte coppie omosessuali, che per soddisfare il desiderio di maternità o paternità fanno sempre più spesso ricorso a donazione di ovuli, donazione di sperma o madri in affitto. Prova ne sono Miguel Bosé, diventato papà l'anno scorso, a 55 anni, grazie a un utero in affitto, tecnica che pare gli sia stata consigliata da Ricky Martin, suo caro amico, dal 2008 padre di Matteo e Valentino, avuti grazie al contributo di una «mamma surrogata» e che pare siano stati la spinta perché la star decidesse di dichiararsi apertamente omosessuale due anni dopo e di vivere come una vera famiglia con l'economista Carlos González. Copione simile anche per Francesca Vecchioni, figlia del cantante Roberto, da pochi mesi mamma di due gemelle nate grazie alla fecondazione eterologa, vietata in Italia ma ampiamente praticata in Olanda, dove Francesca si è recata con la compagna Alessandra.

Il Dibattito Etico e Sociale sulla PMA: Voci e Controversie
La procreazione medicalmente assistita non è solo una questione scientifica o personale, ma anche un campo di accesi dibattiti etici, morali e legislativi, in particolare in Italia. La lettera aperta di "Rosaspina" al Dr. Costanzo, supportata da numerosi commenti, evidenzia la profondità e la complessità di queste discussioni.
Rosaspina critica aspramente il "popolino saccente" e i parlamentari, che, a suo dire, disquisiscono su un termine «Embrione» non sapendo di che stanno parlando. Scientificamente si parla di embrione solo dopo circa 15 giorni dalla fecondazione quindi molto dopo che è stato inserito in utero; se embrione è già anima perché fino al 15esimo giorno si può dividere e divenire 2 gemelli? In base a questo in Gran Bretagna entro il 15 giorno si può fare sperimentazione per le cellule staminali. Questo sottolinea la disconnessione tra la conoscenza scientifica e le legislazioni.
La lettera contesta anche l'atteggiamento di alcune figure religiose e pubbliche. Rosaspina si domanda: quante donne molto giovani sono private della gioia di provare una cosa talmente naturale quale la maternità, e quindi perché non sfruttare le conoscenze tecnico scientifiche raggiunte! Rivolgendosi al Cardinale Ruini, che convoca i suoi colleghi vescovi affinché invitino i fedeli a non firmare per il referendum, suggerisce, affinché il cardinale sia coerente con le parole che gli escono dalla bocca, la prossima volta che al cardinale viene un mal di testa, mal di denti, o incontinenza urinaria o qualsiasi cosa, non si rivolga alla classe medica perché il suo dolore è un progetto designato dall’Alto e per questo và silenziosamente accettato con gratitudine.
L'indignazione di Rosaspina si estende alla legislazione italiana sulla PMA, ritenuta "orrenda ed irrispettosa". Per i parlamentari favorevoli, propone di rivolgersi a «stregoni» per i loro problemi sanitari, poiché non sono meritevoli di assumere nemmeno un’aspirina, in quanto l'uso di farmaci è frutto della sperimentazione su «INDIVIDUI CAVIA». La lettera enfatizza il rispetto per l'Individuo, includendo le donne che affrontano l'infertilità.
Rosaspina lancia un appello affinché la MALATTIA INFERTILITA sia conosciuta e che si mostri "l’altro lato della medaglia", in quanto i mezzi di comunicazione "enfatizzano solo uno e quello sbagliato e il popolino segue a gregge". Esorta a non far tornare "al Medio Evo la nostra bella Italia" e a non costringere tante giovani donne "a rivolgersi a paesi quali Albania Yugoslavia etc per usufruire di tecniche più testate".
La lettera tocca anche figure pubbliche, criticando Beppe Grillo per aver fatto ironia sui figli e sulla PMA con l'espressione "senza cappottino", e Lorella Cuccarini, invitandola ad "allarga i tuoi orizzonti di donna fortunata e privilegiata" e a coltivare la materia grigia, chiedendo a chi ha figli ammalati e non ha risorse economiche "la sofferenza e se sono favorevoli o meno alla diagnosi pre-natale! Non sempre scivolano lisce ed in discesa come per te". Rosaspina presenta la sua figlia Olympia, nata da PMA, come "un miracolo" e una prova della legittimità e della dignità di questo percorso.
Rosaspina chiede al Dr. Costanzo di invitare l'Onorevole Alessandra Mussolini, che ha difeso le donne, e Monica Bellucci, che ha prestato la sua immagine e le sue parole a favore delle donne come Rosaspina. L'obiettivo è aiutare le donne italiane "a non essere maltrattate, sacrificate come INDIVIDUI", e chi lotta ancora per un bimbo e si trova in difficoltà a causa della legge che "costringe le donne a ripetute terapie, a maggiori fallimenti a cicli devastanti per la sessualità di coppia oltre che per la salute della donna". La lettera sottolinea l'importanza di ampliare le conoscenze sul tema Infertilità, patologia in forte aumento, e di divulgarle al popolo italiano grazie a persone competenti. I commenti successivi alla lettera di Rosaspina sono un coro di supporto, lodando la sua chiarezza, il coraggio e la capacità di esprimere il dolore di tante coppie. Le persone si dicono commosse, riconoscenti per la sua lotta in prima linea e per aver posto in evidenza questioni cruciali come la definizione di embrione e la possibilità di sdoppiamento entro i 15 giorni.
Questo dibattito acceso e sentito dimostra quanto la PMA sia un tema centrale nella società contemporanea, che richiede un confronto aperto, informato e rispettoso dell'individuo in tutte le sue sfaccettature.

tags: #gemelli #cuccarini #procreazione #assistita