La vita riproduttiva dei gatti è un fenomeno biologico complesso, governato da meccanismi evolutivi che hanno permesso alla specie di ottimizzare la sopravvivenza della prole. Comprendere il comportamento felino, dalla fase di concepimento fino alle delicate fasi del parto e dello svezzamento, è fondamentale per ogni proprietario che desideri garantire il benessere della propria gatta e dei nuovi nati.
Il Ciclo Riproduttivo e l’Accoppiamento
Stabilire esattamente l’età nella quale il gatto inizia a manifestare i primi sintomi del calore risulta difficile, se non addirittura impossibile. L’inizio dell’attività sessuale, infatti, varia da un soggetto all’altro, da una razza all’altra e anche dalla presenza o meno di luce solare. In linea di massima, si potrà iniziare a notare qualche prima stranezza amorosa nel nostro gatto intorno ai sei mesi di vita.

L'accoppiamento vero e proprio inizia dopo la fase dei preliminari. La femmina assume una posizione che il gatto riconosce chiaramente come un invito all'accoppiamento. Inizialmente il gatto si avvicina con delicatezza, subendo anche alcune zampate. In seguito, il maschio sale sulla schiena della femmina bloccandole la collottola con i denti. La gatta reagirà con dei versi molto acuti e tenterà di ribellarsi mordendo il maschio; per questo lui non mollerà la presa, almeno per i momenti iniziali. L'ovulazione nella gatta avviene con l'accoppiamento stesso e, se questo non si realizza, si possono avere calori ripetuti in un breve lasso di tempo. L’accoppiamento può durare diversi giorni; la gatta può accoppiarsi con più maschi ed è molto comune che i gattini della stessa cucciolata abbiano genitori diversi.
La Gestazione: Monitoraggio e Sviluppo
Dopo l'accoppiamento, a seguito dell'ovulazione, il corpo della gatta inizia a produrre l'ormone LH, gli ovociti scendono nelle tube di Falloppio dove gli spermatozoi li feconderanno. A questo punto la gatta è incinta e non accetterà più altri maschi. La gravidanza della gatta dura dai 63 ai 66 giorni, ma sarà evidente solo a partire dalla sesta settimana, quando si potranno notare un inturgidimento dei capezzoli, l'addome dilatato e un comportamento molto tranquillo e sedentario.
La gestazione è una fase importante in cui l'alimentazione e le cure devono essere adattate a questo periodo molto delicato dello sviluppo dei feti. Nutrire la gatta incinta "a volontà" è spesso necessario, poiché ha bisogno di aumentare l'apporto energetico di circa il 10% a settimana. È importante evitare un sovrappeso e, per quanto riguarda le vaccinazioni, non è consigliato procedere durante la gestazione a causa dei rischi teratogeni.
Per quanto riguarda il monitoraggio clinico, l'ecografia a partire dal 17° giorno è il metodo più utilizzato e meno invasivo. La palpazione addominale permette a un veterinario esperto di sentire, a partire dal 20° giorno di gestazione, le "ampolle fetali". La radiografia, invece, può essere effettuata a partire dal 50° giorno poiché gli scheletri dei feti diventano visibili tramite la mineralizzazione.
Segnali Precursori del Parto
Quando la micia di casa si prepara a dare alla luce i suoi cuccioli, assume dei comportamenti che ci permettono di capire quando i gattini stanno per arrivare. Nella settimana che precede il parto, la gatta si cerca un angolo tranquillo e isolato. La futura madre trascorrerà molto tempo nel nido, che verrà quindi connotato dal suo odore familiare. Poco prima del parto, potrà capitare di vederla rovistare negli armadi, nei cassetti e sotto il letto.

Alcune gatte mostrano anche, qualche giorno prima, delle perdite vaginali inodori biancastre, causate dal tappo mucoso che si scioglie al dilatarsi della cervice. Nelle 12-24 ore precedenti al parto, la temperatura corporea della gatta può scendere al di sotto dei 37,5°, mentre normalmente varia tra i 38° e i 39,2°. Nei due giorni precedenti al parto, quasi tutte le gatte smettono di mangiare o mangiano pochissimo.
Il Processo del Parto
Il parto della gatta, come quello degli altri mammiferi, inizia con le prime contrazioni, che annunciano l'avvio del travaglio. Durante le contrazioni, mamma gatta miagola forte e ha il respiro affannoso. Le contrazioni, inizialmente distanziate, iniziano a diventare sempre più ravvicinate fino alla rottura delle acque. Dal momento in cui si rompono le acque, ci vogliono circa 20-30 minuti per veder nascere il primo gattino.
Le gatte al loro primo parto sono dette “primipare” e, dal momento che sono inesperte, potrebbero non essere in grado di adottare da subito un comportamento corretto, ad esempio rompere il sacco amniotico per liberare il gattino e permettergli quindi di respirare. Se il micino resta chiuso nella placenta rischia di soffocare, quindi se la gatta non lo libera leccando vigorosamente gli invogli, bisogna intervenire manualmente quanto prima, usando una garza sterile e asciugando il muso del cucciolo.
Come aiutare una gatta a partorire?
La durata media del parto è di 4-6 ore, ma non è raro che possa durare molto meno o estendersi fino a 12 ore o più, con interruzioni che possono portare la gatta a rimandare le nascite anche di 24 ore. In generale, i gattini nascono a intervalli di 15-60 minuti l’uno dall’altro. Quando la gatta mette in atto simili comportamenti e infine si rilassa visibilmente, smettendo di contrarsi e di leccarsi insistentemente, significa che il parto è terminato.
Cure Neonatali e Sviluppo dei Gattini
Il gatto è una specie cosiddetta "altricial" o "a prole inetta": i piccoli nascono ciechi, parzialmente sordi e totalmente dipendenti dalla madre, non potendo regolare la temperatura corporea né eliminare i bisogni fisiologici autonomamente. La madre deve stimolarli leccando intensamente l'area perineale per favorire la digestione, il metabolismo e l'eliminazione dei bisogni.

La placenta viene mangiata dalla mamma, in quanto ricca di sostanze nutritive. L’allattamento inizia un paio di ore dopo il parto e durante la prima settimana, la madre trascorre circa il 70% del suo tempo in questa attività. Il comportamento del cucciolo durante l’allattamento è stereotipato: massaggiano con le zampe anteriori e fanno le fusa mentre succhiano, così da stimolare la fuoriuscita di latte.
Un comportamento comune delle gatte è quello di trasferire frequentemente i cuccioli in un'altra “tana” per garantirne la sicurezza e la pulizia. Gli occhi si aprono all’incirca tra i 7 e i 10 giorni, mentre lo sviluppo motorio avviene lentamente: i gattini iniziano a camminare intorno alle 3 settimane.
Lo Svezzamento e il Ruolo Educativo della Madre
L'allattamento prevede tre periodi successivi: nel primo (fino a due-tre settimane) è la mamma a prendere l’iniziativa; fino alle 4-5 settimane sia la mamma che i gattini danno inizio alla poppata; infine saranno i gattini ad avere l’iniziativa. Verso la terza settimana, i gattini iniziano a mettere i denti da latte e la poppata comincia a diventare man mano dolorosa per la madre.
L’inizio dello svezzamento parte intorno ai 40 giorni di vita, quando mamma-gatta comincia ad educarli alla caccia. Mamma-gatta insegna ai cuccioli come lavarsi, come coprire i bisogni e come diventare un gatto adulto equilibrato. La cosiddetta "frustrazione da svezzamento", ovvero quando la madre allontana il cucciolo che cerca ancora il latte, è un passaggio fondamentale per l'equilibrio psicologico del piccolo. Queste tecniche non hanno il fine di “aggredire” il cucciolo, ma di educarlo, e sono sempre seguite da comportamenti di cura, leccamento e sfregamenti che rinforzano il legame affettivo.
È importante ricordare che una gatta può restare incinta già dopo 1-2 settimane dal parto, poiché il ciclo ormonale non viene interrotto dall’allattamento. Per evitare gravidanze troppo frequenti, è consigliabile consultare il veterinario per valutare la sterilizzazione, solitamente possibile intorno alla quinta o sesta settimana dopo il parto, quando i micini iniziano ad essere svezzati.
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