Le domande che affollano la mente di una neomamma sono numerose, specialmente quando si affrontano piccoli o grandi malesseri. È del tutto normale chiedersi: "Posso allattare se…?". Quando una donna in fase di allattamento deve seguire una terapia farmacologica o affrontare un'infezione, i dubbi riguardano spesso la paura che le sostanze medicinali o gli agenti patogeni possano passare nel latte materno e avere conseguenze negative sul bambino.
Tuttavia, è importante sfatare un mito diffuso: nella stragrande maggioranza dei casi, la malattia della madre non costituisce una controindicazione all'allattamento. Al contrario, l'allattamento al seno può avere molti benefici per entrambi in caso di malattia.

Il ruolo protettivo del latte materno
"Non ci sono motivi per interrompere l'allattamento", spiega Martina Carabetta, consulente professionale (IBCLC) presso l'Ambulatorio Latte&Coccole di Roma. Quando la mamma contrae un'infezione virale o batterica, il suo organismo trasmette al piccolo le immunoglobuline mirate, che lo proteggeranno dal contagio. Il contagio, se si verifica, avviene tramite il respiro e il contatto, e risale alla fase iniziale della malattia, cioè prima ancora che si manifesti alcun sintomo.
Non allattare con la febbre non solo non avrebbe senso, ma priverebbe il bebè di un aiuto prezioso. Se anche il bimbo si ammala, spesso l'assunzione del latte materno fa sì che l'infezione si manifesti in forma più lieve e che i tempi di guarigione siano più rapidi. Il latte materno contiene anticorpi, globuli bianchi, cellule staminali ed enzimi protettivi che combattono le infezioni. Inoltre, possiede un equilibrio di vitamine e sostanze nutritive che si adatta costantemente, aiutando il bambino a stare meglio.
Gastroenterite: comprendere le cause
La gastroenterite è un’infiammazione del tratto digerente che causa vomito, diarrea o entrambi, talvolta accompagnata da febbre o crampi addominali. Spesso chiamata erroneamente "influenza gastrointestinale", è il disturbo digestivo più comune nei bambini e negli adulti.
Le cause principali
- Virus: Rappresentano la causa più comune negli Stati Uniti e nel mondo. Il norovirus è attualmente la causa principale di epidemie, mentre il rotavirus è storicamente responsabile di diarree disidratanti gravi nei neonati e nei bambini piccoli.
- Batteri: Infezioni causate da Campylobacter, Escherichia coli, Salmonella o Clostridioides difficile. Queste possono derivare da cibi contaminati, acqua non potabile o, nel caso del C. diff, da un uso recente di antibiotici che altera la flora intestinale.
- Parassiti: Come Giardia o Cryptosporidium, spesso legati a condizioni igieniche precarie o consumo di acqua contaminata.

Gestione della gastroenterite durante l'allattamento
Anche se il malessere materno non interferisce con il buon proseguimento delle poppate, è evidente che per una mamma che ha febbre alta o vomito non è facile prendersi cura del piccolo. In questi casi, il suggerimento è riposare il più possibile. Se il bimbo è molto piccolo, la mamma potrà tenerlo accanto a sé mentre riposa e allattarlo restando sdraiata.
Per le mamme che soffrono di diarrea, il primo accorgimento è non sovraccaricare l'organismo e bere molta acqua. È consigliabile l'acqua calda con limone, nota per le sue proprietà astringenti, da assumere preferibilmente a digiuno. È importante sottolineare che la diarrea in allattamento può essere causata anche da ansia o dall'assunzione di lassativi nel post-partum: non sempre si tratta di un'infezione.
Precauzioni igieniche
Una buona igiene riduce al minimo il rischio di diffusione della malattia. È fondamentale lavare accuratamente le mani con sapone:
- Prima e dopo aver alimentato il bambino.
- Dopo aver preparato o consumato cibo.
- Dopo essere andati in bagno o aver cambiato i pannolini.
- Dopo aver tossito o starnutito.
Farmaci e allattamento: superare i falsi miti
Esiste la credenza diffusa che durante l'allattamento non si possa assumere alcun farmaco. Leggendo i foglietti illustrativi, si potrebbe dedurre erroneamente che l'80% dei prodotti sia incompatibile. In realtà, le evidenze scientifiche dimostrano che la maggior parte dei farmaci è compatibile con l'allattamento.
- Farmaci comuni: Per antibiotici, analgesici, antipiretici, antistaminici e cortisonici esistono quasi sempre principi attivi sicuri.
- Uso locale: I farmaci topici (gocce oculari, spray nasali, creme) sono generalmente sicuri.
- Esami diagnostici: Raggi X e ultrasuoni non hanno effetti sul latte. Per mezzi di contrasto o sostanze radioattive, è necessario consultare il medico per una valutazione specifica.
Se un farmaco fosse veramente rischioso, il medico o il consulente IBCLC potrà indicare alternative sicure o, in casi rari, suggerire una sospensione temporanea, durante la quale è fondamentale continuare a estrarre il latte per mantenere la produzione.
Alimentazione in allattamento: le cose da sapere
Proteggere il bambino: rotavirus e oltre
Il latte materno non solo nutre, ma fornisce una barriera attiva. Nel caso specifico del rotavirus, il latte contiene glicoproteine, glicolipidi e oligosaccaridi che inibiscono il legame del virus ai recettori della mucosa intestinale del bambino. Gli studi indicano che i tassi di infezione sono significativamente più bassi nei bambini allattati al seno rispetto a quelli nutriti con latte artificiale.
Strategie di prevenzione
Oltre all'allattamento, la vaccinazione orale rappresenta il mezzo più efficace per prevenire la diarrea da rotavirus. Anche l'uso mirato di probiotici, che aiutano a mantenere l'equilibrio del microbioma intestinale, può rafforzare le difese naturali, specialmente nei neonati prematuri o non allattati al seno.
Sintomi di allerta nel bambino
Sebbene l'allattamento aiuti a prevenire la disidratazione, è fondamentale monitorare il bambino. Nei lattanti, i segni di disidratazione che richiedono cure mediche immediate includono:
- Fontanella sulla testa affossata.
- Occhi scavati e pianto senza lacrime.
- Bocca asciutta e riduzione del numero di pannolini bagnati.
- Letargia o aspetto poco vigile.
In presenza di questi segnali, il ricorso al pediatra è indispensabile per valutare la reidratazione, che può avvenire tramite soluzioni saline orali o, nei casi più gravi, per via endovenosa.

Considerazioni finali sulla continuità
Se la mamma è malata, l'allattamento resta un valido alleato, perché consente di nutrire e consolare il piccolo senza doversi alzare. Se il bambino è più grande, il supporto di partner, nonni o amici diventa fondamentale per gestire il gioco e l'intrattenimento, lasciando alla mamma lo spazio per il riposo. Non interrompere bruscamente l'allattamento è la strategia migliore anche per evitare complicanze dolorose come la mastite, che potrebbe insorgere a causa dell'ingorgo mammario dovuto alla mancata rimozione del latte. La scienza e l'esperienza clinica confermano che, salvo rarissime eccezioni, il binomio mamma-bambino trova nel latte materno la risorsa più efficace per superare le sfide legate alle infezioni gastrointestinali.
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