L’introduzione dei fusilli nell’autosvezzamento a 7 mesi e la gestione del pasto bilanciato

L’inizio dello svezzamento rappresenta per molti genitori un momento emozionante, ma può anche suscitare molte domande e preoccupazioni. Per iniziare con il piede giusto, il cammino parte da molto lontano, poiché ormai è dimostrato che una dieta materna variegata e ricca di sapori, sia in gravidanza che durante l’allattamento, “allena” il gusto dei bambini e li prepara alle future scoperte in cucina. Quando il piccolo raggiunge i 7 mesi, l'interesse per il cibo solido diventa spesso manifesto e i fusilli si presentano come uno dei formati di pasta più interessanti e sicuri da proporre. Quanto deve mangiare il bambino in autosvezzamento? Ecco una delle domande più frequenti che mi vengono poste dai neo genitori in consulenza. Se sei qui, vuol dire che anche tu vuoi saperne di più. Perfetto! Prima di tutto perché ogni cucciolo fa storia a sé. L’autosvezzamento, come più volte specificato, è infatti un percorso personalizzato. Detto questo, un neo genitore, soprattutto se è al primo figlio, può avere comunque la necessità di ricevere indicazioni di massima.

bambino di sette mesi che afferra un fusillo a tavola

Il formato fusilli: caratteristiche e modalità di offerta

Si parla di veri e propri tagli sicuri della pasta nello svezzamento perché la forma del formato scelto riduce il rischio di soffocamento. I formati più adatti sono i fusilli, facili da afferrare, ma anche gli spaghetti sono una valida alternativa. Nel caso dei fusilli, formato di pasta sicuro, si può proporne, indicativamente, una quantità pari a 8 - 10. Un bambino di 6 mesi ne mangerà 1 o 2, mentre quello di un anno potrà arrivare molto probabilmente a finire la porzione. La particolarità del fusillo risiede nella sua forma a spirale, che permette alle manine ancora inesperte del bambino di 7 mesi di esercitare una presa efficace anche prima dello sviluppo della presa a pinza. La cottura deve essere ben morbida e mai al dente. Questo è fondamentale perché la consistenza deve permettere al bambino di schiacciare il cibo con le gengive o con la lingua contro il palato.

COME INIZIARE L'AUTOSVEZZAMENTO. La MIA ESPERIENZA con Theo + DOMANDE più FREQUENTI 👶🏼

Diversamente dallo svezzamento con i cibi industriali, l’autosvezzamento non è una “prescrizione”, con tabelle e schemi rigidi. Il passaggio successivo è più semplice di quanto si possa immaginare, basterà assecondare e accompagnare la voglia del bambino di “sperimentare” cose nuove, permettendogli di afferrare e assaggiare ciò che desidera sotto la nostra supervisione. Oltre ai fusilli, esistono altre opzioni; per esempio, penne e rigatoni vanno invece tagliati per il lungo in modo da renderli piatti. Formati di pastina, come stelline e ditalini, invece, sarebbe meglio proporli quando il bambino ha sviluppato la presa a pinza. Intorno al sesto mese di vita, dopo i primi assaggi di cereali - come il riso e il mais, privi di glutine, meno allergizzanti e più facilmente digeribili - si può offrire al bimbo la pastina, partendo dai formati più piccoli indicati proprio per la prima infanzia. Tuttavia, a 7 mesi, il fusillo ben cotto offre un'esperienza sensoriale e manipolatoria superiore, facilitando l'autonomia.

Bilanciamento dei nutrienti e quantità indicative

Prima di entrare nel vivo di questo aspetto, rammento l’importanza di proporre un piatto che sia bilanciato. Se all’inizio non lo è, non bisogna allarmarsi. All’inizio, gli assaggi sono ridotti e il piccolo si dedica tanto alla manipolazione dei cibi. Con il tempo, la finestra dei sapori si amplia, il singolo assaggio diventa consistente e si arriva, giorno dopo giorno, alla proposta di un pasto completo. In questa fase bisogna iniziare a interrogarsi sul bilanciamento dei nutrienti. Per quel che concerne i quantitativi che li riguardano, nel videocorso fornisco degli esempi concreti, utili come riferimento per farsi l’occhio.

Una fonte di carboidrati alternativa alla pasta è la polenta. In questo caso, a un cucciolo di 6 o 7 mesi è possibile proporne 2 o 3 stick. Passiamo ora alle fonti di proteine. Nel piatto bilanciato questi nutrienti dovrebbero occupare uno spazio inferiore rispetto alle fonti di carboidrati. Nei casi in cui si opta, giusto per fare un esempio tra i più comuni, per le lenticchie rosse decorticate, dai 6 ai 12 mesi va benissimo un cucchiaino scarso. La stessa quantità indicativa vale per formaggi come la ricotta. Come gestire, invece, alimenti come l’uovo? Lo si può proporre sodo nella quantità di uno spicchio. Dai 6 mesi di età è raccomandabile introdurre tutti gli alimenti potenzialmente “allergizzanti”, compreso l’uovo ben cotto (sia tuorlo che albume).

infografica piatto bilanciato autosvezzamento carboidrati proteine grassi

Fino ad ora, non abbiamo citato le fonti di lipidi. Tra le più comuni spicca l’olio extra vergine di oliva, da includere nel pasto nei frangenti in cui non sono presenti altre fonti di grassi come l’avocado e la frutta secca. Dai 6 ai 12 mesi, va benissimo un solo cucchiaio di olio d’oliva a pasto. È importante ricordare che i grassi sono fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso centrale del bambino.

Verdura e ortaggi: gestione delle fibre e tagli sicuri

Vediamo ora come regolarsi con l’apporto di ortaggi. Per un pasto bilanciato in autosvezzamento, è essenziale non esagerare con l’assunzione di fibre; basta limitarne la quantità, non bisogna eliminarle. Se si propongono le verdure con il taglio sicuro in stick - lo spessore deve essere pari a quello dell’indice di una mano femminile media - dai 6 ai 12 mesi si possono presentare un paio di bastoncini. In caso di verdure come i broccoli, si possono mettere nel piatto del bimbo un paio di cimette.

La verdura, ricca di vitamine e sali minerali, è indispensabile per garantire le reazioni biochimiche del nostro organismo, inoltre favorendo la peristalsi intestinale è utile come regolatore delle funzioni intestinali. La verdura di stagione, soprattutto se consumata cruda, è quella che mantiene maggiormente inalterato il quantitativo di vitamine e sali minerali; per questo motivo è meglio privilegiare il consumo di verdura cruda rispetto a quella cotta, laddove possibile e sicuro. Per le carote, ad esempio, è necessario cuocerle fino a renderle morbide, poi schiacciarle o affettarle nel senso della lunghezza, oppure grattugiarle crude. Sedano o finocchi: per la loro natura ferma e fibrosa, meglio eliminare i filamenti, tagliarli perpendicolarmente all’andamento delle fibre e cuocerli a lungo, fino a renderli molto morbidi.

tagli sicuri verdure autosvezzamento carote e broccoli

Frutta in sicurezza: consistenze e preparazioni

Anche la frutta è da considerare un serbatoio di vitamine e sali minerali, fornisce carboidrati di facile digestione. Ecco alcune linee guida per le principali tipologie di cibi, per renderli sicuri fin dai sei mesi di età.

  • Mela: oltre che grattugiata da cruda, oppure cotta e schiacciata, è sicura solo se offerta a spicchi o a bastoncini morbidi (che superino il test dello schiacciamento).
  • Pera: sicura se si tratta di una pera molto matura o, se risulta troppo soda, cotta fino a renderla morbida, oppure servirla a fettine molto sottili.
  • Banana: offrire tagliata a metà per la lunghezza o in 3 parti, sempre longitudinalmente.
  • Mirtilli: mai interi, vanno schiacciati tra le dita prima di proporli.
  • Melone: va servito a fette sottili (mai palline o cubetti) oppure proporre la scorza con un sottile strato di polpa.
  • Uva: mai acini interi. Ogni acino va tagliato in quarti longitudinalmente, ma meglio offrirla solo una volta sviluppata la presa a tenaglia.
  • Ciliegie: mai intere, vanno snocciolate e tagliate in quattro nel senso della lunghezza, ma andrebbero proposte solo una volta sviluppata la presa a tenaglia.
  • Mandarini e arance: va rimossa la buccia e la membrana esterna bianca prima di proporli a fettine lunghe e sottili.
  • Pomodorini: vanno tagliati in quarti nel senso della lunghezza, ma bisogna attendere che il bambino sviluppi la presa a tenaglia.

In linea generale, oltre alla consistenza, anche il grado di maturazione della frutta è importante: un frutto morbido e ben maturo, se adeguatamente tagliato, è sicuro per iniziare lo svezzamento; mentre frutta non matura o dalla consistenza dura deve sempre essere prima ben cotta oppure grattugiata. Se sono presenti noccioli o semi è importante rimuoverli con cura prima di offrire la frutta o la verdura al piccolo.

Proteine di origine animale: carne, pesce e formaggi

La carne fornisce una elevata quota di proteine ad alto valore biologico, vitamine del complesso B ed una elevata quantità di ferro. Per la carne è bene considerare morbidezza e forma giusta. I tagli sicuri della carne durante l’autosvezzamento prevedono striscioline morbide (per esempio, di pollo o tacchino, cotto al vapore o bollito), facili da afferrare e succhiare, oppure forme cilindriche allungate, tipo bastoncino (per la carne macinata). Da evitare le classiche polpette tonde! Carne e pesce possono essere bolliti, cotti al vapore e tagliati a piccoli pezzi, oppure proposti sotto forma di polpette al forno, il cui interno rimane sempre molto morbido.

Il pesce, ricco di proteine, è a basso contenuto di colesterolo e contiene più acidi grassi insaturi rispetto alla carne; per tale motivo anche le Linee guida insistono sull’incrementare il consumo di tale alimento. Il formaggio è estremamente importante nella nostra alimentazione per la presenza di calcio utile soprattutto durante la crescita e per le sue proteine di alto valore biologico. Il formaggio è perfetto se tagliato a fette molto sottili. Ricordiamo che la ricotta è spesso preferibile per la sua consistenza cremosa e il sapore delicato, ideale per i primi assaggi a 7 mesi.

preparazione carne e pesce per autosvezzamento

Cereali e pasta: composizione e valori nutrizionali

Secondo la legislazione italiana, gli ingredienti della pasta, alimento principe della dieta mediterranea, sono esclusivamente semola di grano duro (o frumento) e acqua. Qualsiasi altra aggiunta, anche se parziale, di farina di grano tenero costituisce una frode. La pasta rilascia l’amido lentamente: ciò permette di ottimizzarne gli effetti metabolici. Tra i carboidrati della pasta, l’amido è quello più rappresentato e costituisce una delle principali fonti di glucosio, zucchero semplice utilizzato dall’organismo come combustibile per tutte le funzioni vitali (1 g fornisce 4 kcal).

I cereali costituiscono la base fondamentale delle prime pappe: all’inizio creme, semolini, in seguito pastine di formato micron e, con la comparsa dei primi dentini, pastasciuttine con i primi semplicissimi sughetti. Si comincia con circa 20 g all’8°- 9° mese, per aumentare gradualmente, fino ad arrivare a 30-40 g intorno all’anno di vita, salvo diverse indicazioni del pediatra. Per quanto riguarda la pasta integrale, questo tipo di pasta non deve essere proposta prima dei due anni, in quanto può ridurre l’assorbimento di alcuni importanti sali minerali, come ferro e calcio, e irritare l’intestino del bambino ancora in via di sviluppo a causa del notevole quantitativo di fibre.

La pasta apporta il 10-11% di proteine vegetali che, però, hanno un valore nutrizionale inferiore rispetto a quelle contenute negli alimenti di origine animale (carne, uovo, pesce e latticini). Tuttavia, se abbinata ai legumi (lenticchie, fagioli, ceci, piselli) garantisce la completezza degli amminoacidi, i mattoncini base delle proteine, costituendo così un pasto completo da un punto di vista proteico, paragonabile a un piatto di carne o pesce, con il vantaggio di apportare un minor quantitativo di grassi. Va detto, però, che i legumi possono essere inseriti nella dieta del bambino intorno all’8°- 9° mese di vita, inizialmente proponendoli come brodo e solo in un secondo momento decorticati (cioè privati della buccia) e passati, per evitare fenomeni fermentativi e coliche gassose.

Il ruolo del sale e del gusto nell'alimentazione infantile

Per tutto il primo anno di vita è consigliabile non aggiungere sale per insaporire i piatti del piccolo (compresa la pasta), né utilizzare dadi da brodo vegetali o estratti di carne, perché contengono glutammato monosodico o, in assenza di questo esaltatore di sapidità, un elevato tenore di sodio (sale). Gli alimenti che compongono la pappa sono già naturalmente salati. Aggiungere altro sale nella pastina o nei fusilli, quindi - oltre a creare un carico eccessivo sui reni del bambino - può abituare il palato a un gusto troppo saporito che potrebbe condizionare le future scelte alimentari e favorire nel tempo lo sviluppo di malattie come l’ipertensione arteriosa.

I bambini hanno una preferenza innata per i gusti dolce e umami (il gusto “saporito” dei formaggi stagionati) presenti in pietanze ricche di energia e proteine. Nei primi mesi i bambini sono comunque più disposti ad assaggiare nuovi alimenti, per cui è importante sfruttare l’inizio dell’autosvezzamento per abituarli a una varietà di cibi sani e nutrienti, fondamentali per una crescita sana. Possono essere necessari fino a 10-12 tentativi per abituarsi e accettare un nuovo assaggio. Sin dai primi mesi di vita è inoltre molto importante far partecipare i nostri piccoli ai pasti della famiglia, permettendogli di osservare la tavola su una sdraietta o su un seggiolone reclinabile. Con questo semplice accorgimento, inizieremo a notare un crescente e progressivo interesse per quello che fanno gli adulti.

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Pane e prodotti da forno: gestione e friabilità

Il pane può diventare gommoso e appiccicoso in bocca. Per offrirlo in sicurezza durante lo svezzamento, è bene preferirlo semplice con poca mollica che se lavorata con la saliva rischia di diventare appiccicosa, senza semi o croste dure e con poco sale. Il taglio sicuro è a bastoncino/stick, leggermente tostato per renderlo più friabile. La tostatura cambia la struttura dell'amido e rende il pane meno incline a formare una palla collosa in bocca, facilitando la gestione da parte del bambino di 7 mesi che sta ancora imparando a coordinare lingua e deglutizione.

Sviluppo della masticazione e riflessi di sicurezza

Nei primi mesi, i bimbi e le bimbe assumono il latte mediante suzione. La masticazione inizia prima della comparsa dei denti e può avvenire anche con le gengive. La maturazione della masticazione ha necessità di esercizio, e dipende molto dalla consistenza del cibo proposto all’inizio dell’autosvezzamento. Cibi morbidi e facili da ingoiare senza essere masticati rallentano lo sviluppo delle capacità masticatorie. Ovviamente, lattanti e bambini piccoli preferiscono i cibi che possono ingoiare facilmente (in forma di liquidi o puree) e capita che inizialmente rifiutino quelli grumosi o a dadini. Con qualche tentativo e un po’ di pazienza, prima o poi tutti inizieranno ad accettare consistenze maggiori.

Saranno quindi i bimbi a guidare questo processo di “allenamento”, mostrando progressivo interesse per cibi più solidi. Come regola generale, i cibi nell’autosvezzamento devono essere adeguati alla grandezza della bocca dei bimbi e alle capacità masticatorie raggiunte. La capacità di “sminuzzare” un alimento molto duro viene acquisita solo con la comparsa dei molari, intorno ai 18-24 mesi. Proporre i cibi in modo corretto è essenziale per un’esperienza positiva e sicura. Va comunque distinto il soffocamento da un conato di vomito o “riflesso faringeo” (gag reflex). Con questo riflesso i bambini rimuovono un boccone spingendolo fuori dalla bocca o con un conato di vomito o facendo dei colpi di tosse. In questo caso bisogna lasciar fare al bambino e rimuovere il boccone solo se ben visibile fuori dalla bocca.

Il soffocamento vero e proprio è più raro; in questo caso il bambino non tossisce, non piange, non respira, e il viso o le labbra potrebbero diventare blu. È essenziale mangiare seduti a tavola e con la schiena ben dritta. Al contrario, è molto rischioso dar da mangiare ai bambini senza monitorarli, se sono in piedi, se giocano, corrono o sono distratti in altre attività.

Pratica a tavola: come iniziare concretamente

Nella pratica, come si inizia l’autosvezzamento è molto semplice, basterà mettere a tavola durante le varie giornate una grande varietà di cibi con sapori e consistenze diversi: cereali e derivati, carne, pesce, uova, frutta di stagione, verdure (comprese quelle amare), legumi, frutta secca e derivati del latte. Da un punto di vista nutrizionale, è consigliabile rispettare i principi di una corretta dieta mediterranea, dando una grande importanza ai carboidrati e garantendo un buon introito di fonti di proteine e di grassi. Non esiste un ordine preciso con cui introdurre gli alimenti. Al contrario di quanto si credeva in passato, ritardare l’introduzione degli alimenti che possono causare le allergie non previene le allergie stesse.

Un’ottima soluzione per la preparazione di alcuni cibi è la cottura a vapore o a bagnomaria, dato che si possono ottenere pietanze molto morbide, idratate e sane, pur mantenendo la loro forma originale. Al contrario, gli omogeneizzati o le puree di vari alimenti frullati fanno perdere una parte importante dell’esperienza del cibo: la vista. Vedere un fusillo, riconoscerne la forma e il colore, è parte integrante dell'apprendimento alimentare.

bambino che esplora diversi tipi di cibo a tavola

Considerazioni sulla cena e il riposo

Si può dare la pastina o i fusilli alla sera? Senz’altro. La pasta sazia e rilassa. Il merito va ai carboidrati, principale fonte alimentare di glucosio, lo zucchero che costituisce il nutrimento per eccellenza del cervello. Consumare carboidrati la sera può aumentare i livelli cerebrali di triptofano, un aminoacido da cui deriva la serotonina, un neurotrasmettitore che induce calma, rilassamento e favorisce il sonno. Questo può essere particolarmente utile per i bambini di 7 mesi che stanno affrontando molti cambiamenti evolutivi.

Gestione dei rischi e varietà alimentare

Esistono pochi ma essenziali rischi da monitorare:

  • Rischio di soffocamento: quasi azzerato dalla preparazione corretta dei cibi e dal monitoraggio costante.
  • Rischio di insorgenza di allergie: può essere utile introdurre i cibi allergizzanti uno alla volta, separando di qualche giorno la proposta di un nuovo alimento da un altro. Ciò permette di individuare chiaramente la causa di una reazione avversa.
  • Rischio di una dieta sbilanciata: per cui è importante che mamme e papà portino a tavola una vasta gamma di alimenti sani per garantire una nutrizione completa.

Le regole per ridurre i rischi all’inizio dell’autosvezzamento sono dunque poche ma essenziali. I pasti dovrebbero essere vissuti da tutta la famiglia come un momento di convivialità e di gioia. L’autosvezzamento è un viaggio di scoperta sia per i bambini che per i genitori. È un’opportunità per esplorare nuovi sapori e consistenze e promuovere un rapporto positivo con il cibo. Le grammature sono indicative e potranno subire variazioni in base agli abbinamenti dei cibi, alla ricetta proposta e alle diverse indicazioni del proprio pediatra che consigliamo di consultare soprattutto nelle prime fasi di avviamento allo svezzamento.

famiglia felice a tavola durante l'autosvezzamento

La pasta è un elemento fondamentale nella dieta dei bambini, va introdotta già durante lo svezzamento. Abbinata a legumi e verdure è sicuramente un piatto fondamentale per la crescita e lo sviluppo dei bambini. Ricordate sempre che le informazioni contenute in questo articolo non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente.

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