Controlli di Perdita F-Gas negli Impianti di Condizionamento: Normativa, Tecnologie e Frequenze

Introduzione

Il controllo perdite gas refrigeranti è una delle attività più delicate e strategiche per chi gestisce impianti di refrigerazione, climatizzazione o pompe di calore. Si tratta di un’operazione spesso sottovalutata, ma cruciale per garantire sicurezza, efficienza energetica, durata degli impianti e rispetto delle normative ambientali in vigore. In un settore in continua evoluzione, come quello della refrigerazione professionale, mantenere gli impianti in perfetta efficienza è una priorità assoluta. L'obiettivo principale del Regolamento (UE) 517/2014 è prevenire le emissioni di gas fluorurati a effetto serra (F-Gas) nell’ambiente, sostanze che, se disperse nell’atmosfera, possono avere un impatto significativo sul riscaldamento globale.

Impatto ambientale degli F-Gas

Perché il Controllo delle Perdite è Cruciale

I gas refrigeranti, come R32, R410A, R134a, sono fondamentali per il funzionamento di condizionatori e impianti frigoriferi. Tuttavia, come sottolineato, se ne fuoriescono anche piccole quantità, si possono verificare cali di rendimento dell’impianto e un aumento dei consumi elettrici. Inoltre, una perdita comporta danni all’ambiente, poiché molti di questi gas hanno un effetto serra elevatissimo, e sanzioni se non si rispettano gli obblighi normativi. In sostanza, una perdita non si vede, ma si sente in bolletta, nel comfort e nel rischio. Ignorare una perdita comporta una serie di problematiche che possono diventare rapidamente costose e critiche: un aumento dei consumi energetici poiché l’impianto deve lavorare di più per mantenere le temperature desiderate; un calo delle prestazioni con tempi di raffreddamento più lunghi, minor resa e guasti frequenti; danni ai componenti, dove compressori e valvole sono particolarmente esposti a stress termico e meccanico; un impatto ambientale significativo, soprattutto con i gas a elevato GWP; e rischi di fermo impianto che nelle attività produttive possono significare perdite economiche rilevanti.

Un’ispezione regolare permette di prevenire guasti improvvisi e costosi, evitare dispersioni dannose per l’ambiente, mantenere alte le prestazioni dell’impianto, allungare la vita del sistema e garantire un rapido rientro degli investimenti. Tutte queste ragioni dimostrano perché il controllo perdite gas refrigeranti è un investimento, non un costo.

Grafico costi operativi impianto con e senza perdite

Quadro Normativo: Regolamenti e Obblighi

A regolamentare il controllo delle perdite di gas fluorurati a effetto serra è l’Unione Europea, con una normativa in continua evoluzione. Il D.P.R. n. 146/18 è la più recente legge sugli F-Gas ad oggi valida in Italia. A differenza del precedente D.P.R. 43/12, il recente D.P.R. 146/18 ha stabilito che gli impianti devono essere controllati non solo in base al quantitativo di gas refrigerante contenuto al loro interno, ma anche considerando la tipologia di gas. Come più volte ribadito dagli esperti del settore, infatti, non tutti i gas refrigeranti presentano lo stesso GWP (Global Warming Potential) e, anzi, in termini ambientali, si differenziano essenzialmente per il loro potenziale contributo all’effetto serra.

Il principio fondamentale è semplice: più gas climalterante contiene un impianto, maggiori sono i controlli da effettuare. L'articolo 4 del Regolamento (UE) n. 517/2014, volto a disciplinare i controlli delle perdite, dispone (al paragrafo 1) che gli operatori di apparecchiature contenenti gas fluorurati a effetto serra in quantità pari o superiori a 5 tonnellate di CO2 equivalente non contenuti in schiume provvedono affinché le apparecchiature siano controllate per verificare la presenza di eventuali perdite. Un ulteriore obbligo imposto dal D.P.R. 146/18 al proprietario o utilizzatore dell’impianto è quello di riparare tempestivamente il punto di perdita una volta accertata la sua esistenza. Se viene rilevata una perdita di F-Gas, gli operatori assicurano che l’apparecchiatura sia riparata senza indebito ritardo, specificamente entro 5 giorni dall’accertamento della perdita. Alla luce di ciò, risulta evidente che il controllo delle perdite sia un intervento fondamentale per garantire il funzionamento ottimale delle apparecchiature contenenti F-Gas.

Sono invece esclusi dai controlli, alle condizioni indicate dalla medesima norma, le apparecchiature etichettate ermeticamente sigillate contenenti F-gas in quantità inferiori a 10 tonnellate di CO2 equivalente e i commutatori elettrici. Al fine di raccogliere le informazioni contenute nei registri di cui all’art. 6 del regolamento (UE) n.517/2014, le attività di assistenza, manutenzione, riparazione e smantellamento di dette apparecchiature sono comunicate per via telematica alla Banca dei Dati.

Il Nuovo Regolamento (UE) 2024/573 e le Sue Implicazioni

L’Unione Europea, prima con il Regolamento 517/2014, ora aggiornato con il Regolamento (UE) 2024/573 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 7 febbraio 2024 sui gas fluorurati a effetto serra, che modifica la direttiva (UE) 2019/1937 e che abroga il Regolamento (UE) n. 517/2014, continua a rafforzare la sua posizione sulla riduzione delle emissioni. Le nuove disposizioni si pongono l’obiettivo di ridurre ulteriormente in Europa le emissioni in atmosfera. Per affrontare le sfide del cambiamento climatico e allineare il Regolamento agli obiettivi del Green Deal e della normativa europea sul clima, il 5 aprile 2022 la Commissione ne ha presentato una proposta di revisione. Le nuove disposizioni, che entreranno in vigore a valle dell’approvazione del Parlamento, si pongono l’obiettivo di ridurre ulteriormente in Europa le emissioni nell’atmosfera e contribuire a limitare l’aumento della temperatura globale, in linea con l’Accordo di Parigi.

La revisione del Regolamento propone l’istituzione di un divieto di commercializzazione per diverse categorie di prodotti contenenti idrofluorocarburi (HFC), tra cui frigoriferi domestici, refrigeratori, schiume e aerosol. Per quanto riguarda le scadenze, è proibito dal 2027 l’uso di gas refrigeranti con GWP >150 su pompe di calore monoblocco e condizionatori d’aria di piccole dimensioni (potenza nominale Pn < 12 kW), con l'eliminazione totale prevista nel 2032. L'eliminazione totale degli HFC è stabilita al 2050. Per impianti di condizionamento e pompe di calore split con gas fluorurati, il divieto totale è concordato per il 2035, con scadenze ravvicinate per tipologie ad alto potenziale di riscaldamento globale. Nel complesso, il nuovo Regolamento F-gas dal 2025 introduce significative restrizioni per mitigare l’impatto ambientale, con divieti progressivi sull’uso di HFC in varie applicazioni, con particolare attenzione a inalatori medici, schiume, pompe di calore e aerosol tecnici. Il panorama degli impianti per la refrigerazione e per il condizionamento subirà un’imponente rivoluzione con l’applicazione della proposta di Regolamento.

Il Regolamento pone restrizioni anche agli impianti esistenti, in particolare per la loro gestione e manutenzione. Gli addetti che operano su apparecchiature contenenti HFC o miscele HFC/HFO, con una quantità ≥ 500 ton CO2e o ≥ 100 kg di HFO, devono assicurarsi che tali dispositivi siano dotati di un sistema di rilevamento delle perdite. La Commissione istituirà un portale elettronico per gestire le quote CO2e, le licenze di importazione/export e la rendicontazione. Dal 2025 sono proibiti nell’UE l’importazione, la commercializzazione, la fornitura, l’uso e l’esportazione di contenitori non ricaricabili per gas fluorurati a effetto serra elencati nell’Allegato I e nell’Allegato II-sezione 1 del Regolamento, rispettivamente HFC e R1234yf, R1234ze, R1233zd, R1336mzz(E), R1336mzz(Z), che siano vuoti o riempiti completamente o parzialmente. Le imprese che mettono in commercio contenitori ricaricabili per gas fluorurati a effetto serra devono presentare una dichiarazione di conformità, dimostrando l’esistenza di accordi vincolanti per la restituzione dei contenitori ai fini della ricarica. Questi accordi devono identificare chiaramente i soggetti coinvolti, i loro impegni obbligatori e gli accordi logistici correlati e devono essere vincolanti anche per i distributori che forniscono i contenitori agli utenti finali. Il Regolamento prevede misure di tassazione al fine di coprire i costi amministrativi di attuazione. Per quanto concerne le apparecchiature fisse di refrigerazione, i sistemi di condizionamento dell’aria e le pompe di calore, dal 1° gennaio 2026 sarà vietato l’export di quelle con GWP ≥ 1000 verso gli Stati extra UE. Sono esclusi da questo divieto i sistemi per le attrezzature militari e i prodotti e le attrezzature che rispondono ai requisiti riportati nell’allegato IV del Regolamento.

Calcolo della CO2 Equivalente (tCO2eq) e Frequenza dei Controlli

Il D.P.R. 146/18 ha stabilito che gli impianti devono essere controllati considerando la tipologia di gas, oltre che il quantitativo. Il GWP (global warming potential) è la pericolosità del gas in questione rispetto all’ambiente e identifica i kg di CO2 che corrispondono all’immissione in atmosfera di un kg di un determinato F-GAS (es. GWP R410A = 2088). È obbligatorio controllare le perdite se l’impianto contiene più di 5 tonnellate equivalenti di CO₂ (tCO₂eq). È fondamentale sapere che non basta conoscere i chilogrammi di gas presenti, ma bisogna considerare il GWP del gas utilizzato.

Il paragrafo 3 dell'articolo 4 del Regolamento (UE) n. 517/2014 definisce le frequenze con cui devono essere effettuati i controlli in questione. La frequenza dei controlli dipende dalla quantità totale di gas in tCO₂eq e dalla presenza o meno di un sistema di rilevazione automatica delle perdite:

  • Per le apparecchiature contenenti F-Gas in quantità pari o superiori a 5 tonnellate di CO2 equivalente (non sigillate ermeticamente), i controlli sono obbligatori.
  • Tra 5 e 50 tCO₂eq: almeno ogni 12 mesi.
  • Tra 50 e 500 tCO₂eq: almeno ogni 6 mesi.
  • Oltre 500 tCO₂eq: almeno ogni 3 mesi.

Se l’impianto ha un sistema di rilevamento automatico delle perdite, la frequenza dei controlli fisici può essere dimezzata. Ad esempio, per le apparecchiature contenenti F-Gas in quantità pari o superiori a 500 tonnellate di CO2 equivalente, con un sistema di rilevamento delle perdite installato, il controllo deve essere effettuato almeno ogni sei mesi, invece di ogni tre mesi. Un monitoraggio costante riduce drasticamente i rischi di dispersioni improvvise, migliora l’efficienza complessiva e consente di intervenire in anticipo su eventuali anomalie.

MODIFICHE Co- e Post- TRADUZIONALI; CONTROLLO QUALITA' e REL -Citologia Lezione 5

Sistemi di Rilevamento delle Perdite: Diretti e Indiretti

Gli operatori sono tenuti a installare un sistema di rilevamento perdite che avvisi l’operatore o la società di manutenzione in caso di perdita per installazioni con una carica di refrigerante maggiore o uguale a 500 t CO2 eq. I metodi diretti consentono innanzitutto di eseguire un test di tenuta in loco e vengono utilizzati durante i controlli periodici (rilevazione portatile) o continui (controllori ambientali). Oltre a questo metodo e al fine di garantire il monitoraggio complessivo del funzionamento dell’impianto, sono comparsi i metodi indiretti.

Metodi Diretti e Tecniche di Rilevazione

Il controllo fisico dell’impianto per soddisfare le normative F-Gas sarà effettuato con un rilevatore portatile. I tecnici specializzati utilizzano diverse tecnologie per individuare anche le perdite più piccole. Tra le più diffuse troviamo:

  • Rilevatori elettronici: strumenti moderni in grado di identificare tracce minime di refrigerante con una precisione elevata.
  • Ricerca con schiuma: semplice e immediata, permette di verificare specifici punti sospetti.
  • UV e traccianti fluorescenti: utili per monitorare nel tempo eventuali microperdite.

Pertanto, e al fine di ridurre la frequenza dei controlli fisici, è possibile utilizzare controllori fissi, detti “controllori di camera” o “rivelatori di postazione fissa”, e sistemi di rilevamento con metodo di misurazione indiretta installati sull’edificio. Il rilevatore di perdite fisso, chiamato anche controller di camera, è un rilevatore di perdite di refrigerante. A seconda del modello, questo sarà un sensore-trasmettitore indipendente con allarmi, che può essere utilizzato come rilevatore autonomo o collegato a un sistema di controllo (ad es. BMS) tramite un collegamento Modbus. Sono generalmente dotati di uno o più relè per l’attivazione di dispositivi di sicurezza esterni come valvola, ventilatore, allarme generale, ecc. Prevedono l’installazione di sensori detti anche “sonde” nel rispetto delle caratteristiche specifiche degli impianti e dei fluidi da rilevare. Per la sicurezza delle persone, è consigliabile posizionare i sensori nella zona giorno (ossigenazione).

Tecnologie dei Sensori

Esistono 3 tecnologie di sensori principali per il rilevamento delle perdite: semiconduttori, elettrochimici e infrarossi.

  1. Sensori a Semiconduttori (o a Diodi Riscaldati):Questa tecnologia ha il vantaggio di essere la più economica. Il sensore a semiconduttore, noto anche come sonda ad ossido di metallo (MOS), consente il rilevamento di prodotti tossici, combustibili e refrigeranti. È sensibile alle variazioni della concentrazione di gas (calo della concentrazione di ossigeno), all’umidità e alle variazioni di temperatura. Ha una bassa sensibilità e necessita di essere calibrato. La reazione catalitica ossidativa a contatto con il gas target e la superficie di ossido metallico riscaldata modifica la resistenza elettrica e, di conseguenza, la conduttività. Questa tecnologia di sensori viene utilizzata anche per il rilevamento di NH3.

  2. Sensori Elettrochimici:Questa tecnologia è adatta per un’ampia varietà di gas tossici ed è molto precisa per concentrazioni di ppm molto basse. Il tempo di risposta è veloce in caso di perdita, ed è una tecnologia selettiva per cercare solo il gas target. Pertanto, non vi è alcun rischio di sensibilità incrociata. Il sensore è costituito da un elettrodo di servizio, un controelettrodo, un elettrodo di riferimento e un elettrolita. I sensori elettrochimici funzionano come le batterie: quando è presente il gas target, una reazione chimica sull’elettrodo di servizio genera una piccola carica elettrica tra due elettrodi che è proporzionale alla concentrazione del gas.

  3. Sensori a Infrarossi:La tecnologia del sensore di rilevamento a infrarossi è molto selettiva, con una sensibilità incrociata molto bassa ad altri gas. È in grado di rilevare un’ampia gamma di refrigeranti, pur essendo completamente insensibile ad altri prodotti e con una lunga durata. Questa tecnologia non è sensibile agli inquinanti (siliconi, piombo, ecc.) e ha la capacità di autocalibrarsi. I tempi di risposta sono rapidi, con possibili soglie di rilevazione a concentrazione molto bassa (sensibilità di 1 ppm). Il sensore è costituito da una sorgente luminosa, un filtro antirumore, un rilevatore e una camera in cui si diffonde il gas desiderato dopo essere stato aspirato. Solo il colore verde del raggio luminoso viene filtrato e analizzato misurandone l’intensità. Se è presente un gas, il colore verde del fascio di luce si riduce sensibilmente. Le perdite sono segnalate da un allarme acustico e visivo e da un display. Questo tipo di rivelatore permette di localizzare con precisione la zona di perdita.

Metodi Indiretti e Sistemi Avanzati

Oltre ai controlli diretti, i controlli indiretti si basano sull'analisi dei parametri dell’impianto (pressioni, temperature, consumi) per rilevare anomalie. Il DNI (rilevatore di livello intelligente o NDLR) di Matelex è un sistema brevettato di rilevamento delle perdite che utilizza metodi di misurazione indiretta. Questo tipo di metodo si basa sull’analisi continua dei parametri di funzionamento dell’impianto. Il DNI, tramite un algoritmo specifico e la metrologia associata, apprende il cosiddetto funzionamento “normale” di un impianto grazie all’analisi permanente del suo funzionamento. Compatibile con 120 fluidi e diversi tipi di serbatoi HP (verticale, orizzontale, inclinato), il DNI utilizza il principio dei vasi comunicanti per misurare il livello del fluido nel serbatoio senza grandi modifiche all’impianto. Una colonna di rame da 1ʺ 5/8, adattata alla geometria del serbatoio, viene pesata con un estensimetro. Questo sistema offre un allarme di livello basso, simile ai livelli fissi “Kubler” che si trovano su molti serbatoi, permettendo un monitoraggio permanente e configurabile del livello basso nel serbatoio. Offre anche un allarme “statistico” basato su analisi algoritmica che richiede un periodo di apprendimento per funzionare. L’apprendimento, un periodo di 7 giorni durante il quale si analizzano specificamente le misure, permette di definire i livelli di riferimento dell’impianto. Il sistema di supervisione esperto, Sentinelle, visualizza i valori registrati dal DNI sotto forma di curve dettagliate, permettendo un’analisi visiva e documentata del funzionamento dell’impianto. Infatti, oltre all’impatto ambientale diretto di una perdita di refrigerante, Matelex sta anche lavorando per ridurre l’impatto indiretto del consumo energetico. Infine, oltre al rilevamento delle perdite, il modulo energia, aggiunto al DNI, permette di trovare in tempo reale il ciclo entalpico dell’impianto grazie a ulteriori misure.

Diagramma di un sensore a infrarossi per F-Gas

Ruolo del Tecnico Certificato e del Libretto d'Impianto

La normativa europea F-Gas e le disposizioni nazionali stabiliscono obblighi precisi per chiunque possieda o utilizzi un impianto contenente gas refrigeranti fluorurati. A seconda del tipo di gas e della quantità equivalente di CO₂ presente nel circuito, la legge impone frequenze minime di controllo, registri obbligatori e interventi documentati da tecnici certificati. È fondamentale sottolineare che solo un tecnico certificato FGAS può effettuare il controllo delle perdite, aggiornare il libretto d’impianto e, in caso di anomalie, intervenire a norma di legge. La nostra azienda e i nostri tecnici sono certificati dal Ministero dell’ambiente e iscritta al Registro Telematico Nazionale con certificazione f-gas. A tal proposito, la Ortiz Victor S.r.l. offre un servizio di manutenzione e controllo periodico delle perdite di gas delle apparecchiature, effettuato dal nostro personale tecnico certificato.

Ogni impianto soggetto all’obbligo deve disporre di un libretto d’impianto aggiornato, dove annotare ogni verifica, manutenzione o ricarica. In pratica, il responsabile dell’impianto deve assicurarsi che vengano eseguiti controlli periodici da personale qualificato, che ogni intervento sia riportato nel registro dell’apparecchiatura, che eventuali perdite siano riparate nel minor tempo possibile e che il sistema venga collaudato dopo la riparazione. Rispettare la normativa non solo evita sanzioni, ma contribuisce alla sostenibilità dell’intero settore.

Certificazione F-Gas di un tecnico

Conseguenze del Mancato Rispetto delle Normative

Ignorare l’obbligo di controllo può sembrare “comodo”, ma i rischi sono tutt’altro che teorici e possono portare a sanzioni significative. Il vigente sistema sanzionatorio recato dal D.Lgs. 26/2013 prevede (dall'art. 3, comma 1) che l'operatore che non ottempera agli obblighi di controllo è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 7.000 a 100.000 euro. L'importo massimo previsto dalla norma in esame è quindi decisamente inferiore a quello richiamato. Nella relazione tecnica ciò viene giustificato alla luce del fatto che si tratta "di una fattispecie sanzionatoria che riprende solo in parte quanto disposto all'articolo 3, commi 1 e 2, del D.Lgs. n. 26/2013".

Inoltre, sono previste sanzioni per la violazione degli obblighi in materia di controllo delle perdite di F-gas, secondo le scadenze e le modalità previste dall'art. 4 del Regolamento (UE) n.517/2014, che possono arrivare fino a 15.000 euro.

L'articolo 5 introduce sanzioni per la violazione degli obblighi in materia di sistema di rilevamento delle perdite previsti dall'art. 5 del Regolamento (UE) n. 517/2014. Per tali violazioni si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 10.000 a 100.000 euro. L'articolo 5 del regolamento n. 517 disciplina una serie di obblighi per i soggetti che, in virtù dell'art. 4, paragrafo 2, del medesimo regolamento, sono tenuti al controllo delle perdite. Gli obblighi introdotti (che riguardano la predisposizione, nell'apparecchiatura, di un sistema di rilevamento delle perdite) non si riferiscono però a tutti i soggetti contemplati, ma solo agli operatori delle apparecchiature che contengono F-gas in quantità pari o superiori a 500 tonnellate di CO2 equivalente. Per ognuno degli obblighi previsti dai quattro paragrafi dell'art. 5 del regolamento viene prevista la medesima sanzione, nell'importo minimo e massimo precedentemente indicato. Si fa notare che nel vigente sistema sanzionatorio, la corrispondente sanzione è contenuta nell'art. 3, comma 1, del D.Lgs. 26/2013, che sanziona (tra l'altro) il mancato rispetto del paragrafo 3 dell'art. 3 del "vecchio" regolamento (n. 842/2006), che prevede, in particolare, che gli operatori delle applicazioni di refrigerazione, condizionamento d'aria, pompe di calore mobili compresi i circuiti nonché i sistemi di protezione antincendio, che contengono gas fluorurati ad effetto serra in quantità pari o superiore a 300 chilogrammi devono installare sistemi di rilevamento delle perdite.

Oltre alle sanzioni pecuniarie, ignorare l’obbligo comporta una maggiore consumo elettrico, perché il compressore lavora di più; una minore efficienza, dove l’aria non è più così fresca e l’impianto fatica a mantenere le temperature; un rischio ambientale concreto, perché il gas si disperde in atmosfera; e il rischio di guasti e costi imprevisti, perché una perdita trascurata può danneggiare il compressore o le tubazioni.

Benefici di un Monitoraggio Costante e Scelta di un Partner Affidabile

Un impianto monitorato e mantenuto correttamente offre numerosi vantaggi: una maggiore durata dell’apparecchiatura, consumi ottimizzati, temperature più stabili, una riduzione degli interventi d’emergenza, il massimo rispetto delle normative e un miglioramento della sicurezza complessiva. L’attenzione al dettaglio fa la differenza, soprattutto negli impianti professionali. Un controllo conviene, sempre, anche quando non si è obbligati per legge, poiché il controllo periodico resta una buona pratica tecnica e ambientale che porta con sé numerosi vantaggi, tra cui consumi più bassi, minor rischio di guasti, performance costanti, un impianto che dura più a lungo e una documentazione in regola.

Quando si parla di manutenzione e controllo perdite gas refrigeranti, non ci si può permettere improvvisazioni. Serve un partner con competenze reali, certificazioni aggiornate e una profonda conoscenza degli impianti di refrigerazione professionale. Scegliere un partner affidabile significa affidare il proprio impianto a un team che garantisce attrezzature moderne e costantemente aggiornate, indispensabili per individuare anche le microperdite più difficili da rilevare. Inoltre, è fondamentale l'esperienza consolidata nella gestione di impianti industriali e commerciali, grazie a anni di interventi effettuati sul campo in contesti differenti. Interventi rapidi e una documentazione completa sono essenziali per rispettare le normative F-Gas e mantenere in ordine i registri dell’impianto. Un partner di fiducia offre trasparenza assoluta in ogni fase dell’attività, dalla diagnosi alla riparazione, fino al collaudo finale, e fornisce assistenza continuativa e supporto tecnico, con un approccio orientato alla prevenzione e alla massima efficienza dell’impianto. Con un partner specializzato e affidabile, si può garantire un servizio accurato, conforme alla legge e costruito su misura delle esigenze del cliente.

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