La scelta di intraprendere un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA), sia essa un’inseminazione artificiale o una fecondazione in vitro (FIVET), rappresenta un passaggio significativo nel sogno della genitorialità. È del tutto normale che le coppie vivano tali emozioni con ansia, domandandosi cosa occorra fare durante le varie fasi del trattamento, se sia necessario un riposo, e per quanto tempo, nonché quali accortezze o comportamenti migliorino le probabilità di successo.

Il processo di inseminazione artificiale e le visite di controllo
Durante un ciclo di inseminazione artificiale, sarà necessario recarsi in clinica da 3 a 5 volte per i controlli. La consultazione dura di solito circa 15 minuti. Grazie ai nostri orari di consultazione prolungati, potrà partecipare alle visite di controllo e all’inseminazione artificiale anche al di fuori del suo orario di lavoro.
Il giorno dell’inseminazione artificiale, l’eventuale partner deve fornire un campione di sperma almeno 2 ore prima dell’esecuzione della tecnica. L’inseminazione artificiale è un processo che dura altri 15 minuti e non richiede un riposo particolare in quel giorno o nei giorni successivi, quindi si può lavorare senza problemi, evitando qualsiasi sforzo.
La stimolazione ovarica: basi e gestione del corpo
La stimolazione ovarica svolge un ruolo determinante nei trattamenti di riproduzione assistita, come la fecondazione in vitro o l’inseminazione artificiale. Il suo obiettivo è indurre le ovaie a produrre più ovuli anziché uno solo, come avviene naturalmente nel ciclo mestruale. Questo è fondamentale per aumentare le possibilità di successo.
Il processo inizia con la somministrazione di farmaci ormonali, di solito in forma iniettabile. Durante questo periodo, vi è un monitoraggio costante tramite ecografie ed esami del sangue per controllare la crescita dei follicoli. La durata della stimolazione ovarica può variare da donna a donna, ma di solito dura circa 10-14 giorni. La stimolazione ovarica di solito non è dolorosa; le iniezioni sono sottocutanee, con aghi molto sottili, e la maggior parte delle pazienti impara ad autoiniettarsi senza difficoltà.
Nell’Instituto Bernabeu diciamo STOP alle iniezioni per la stimolazione ovarica durante i trattamenti di fecondazione in vitro. Grazie a un sistema che si appoggia sull’addome, denominato i-Port, le iniezioni di una stimolazione saranno solamente tre attraverso un cerotto che con una leggera pressione inserisce un tubicino sottile nel tessuto sottocutaneo. È il dispositivo attraverso il quale viene somministrata la medicina senza ulteriori punture.
Ovaleap® 900 UI: preparazione e somministrazione del farmaco. Instituto Bernabeu
Raccomandazioni e compatibilità con la vita quotidiana
Nella maggior parte dei casi, la stimolazione ovarica è compatibile con una vita normale. Durante il trattamento è possibile lavorare normalmente, le iniezioni vengono somministrate a casa e le visite mediche sono generalmente brevi e programmate. Tuttavia, durante la stimolazione ovarica, è importante evitare attività che potrebbero mettere a rischio la salute o quella degli embrioni futuri. Questo include astenersi dal consumo di alcol, dal fumo e dall’uso di farmaci non autorizzati dal medico.
È consigliabile evitare l’attività fisica intensa, gli urti e gli sforzi bruschi, poiché le ovaie aumentano di dimensione. Inoltre, si consiglia di evitare i rapporti sessuali negli ultimi giorni del trattamento per prevenire la possibilità di una gravidanza multipla non desiderata o fastidi legati al gonfiore addominale.
La puntura ovarica (pick-up ovocitario)
La puntura follicolare o ovarica è una semplice operazione che viene eseguita per estrarre gli ovuli della donna. È un processo breve e viene eseguito sotto anestesia, in modo che la donna non senta dolore. La paziente viene ricoverata al centro lo stesso giorno dell’estrazione degli ovuli, circa un'ora prima della puntura follicolare.
È importante che la donna porti con sé lo studio preoperatorio e il controllo preanestetico. La donna deve andare alla puntura tranquillamente e a stomaco vuoto, almeno nelle 6 ore precedenti l'operazione. Si tratta di un'operazione semplice e breve (circa 30 minuti) e potrete tornare a casa il giorno stesso. Una volta completata la puntura, la paziente viene trasferita in una stanza dove rimarrà per qualche ora a riposo, riprendendosi dagli effetti dell'anestesia.
Gestione post-operatoria e rischi
Dopo questo tempo, e dopo aver controllato che tutto sia a posto, la paziente torna a casa. Potreste sentire qualche piccolo disagio per la procedura quel giorno, ma questo non vi impedirà di continuare la vostra routine abituale il giorno dopo, di solito. Per quanto riguarda l’operazione stessa, uno dei principali rischi che possono derivare dalla puntura ovarica è la lesione degli organi pelvici, che a sua volta può causare emorragie e infezioni pelviche. Queste complicazioni sono molto rare, poiché la puntura è guidata da ultrasuoni.
La cosa migliore è essere a riposo quel giorno e non fare grandi sforzi per dare al corpo il tempo di riprendersi completamente. È normale avere dolori addominali dopo una puntura follicolare; il dolore si avverte di solito il giorno della puntura e forse anche il giorno dopo, ma diminuirà e scomparirà con il passare dei giorni.
Il trattamento di fecondazione in vitro (FIVET)
Durante il trattamento di fecondazione in vitro, sarà necessario recarsi in clinica per i controlli da 3 a 5 volte, a seconda del programma utilizzato. La consultazione dura di solito circa 15 minuti. Il giorno della puntura ovarica, il partner dovrà fornire il campione di sperma e la paziente si recherà in sala operatoria per 30 minuti, dopodiché potrà tornare a casa.
Se viene da fuori della Spagna, deve sapere che non è necessario che venga nella nostra clinica per i controlli del trattamento. I controlli del ciclo possono essere effettuati presso il nostro centro o presso un ginecologo del proprio Paese che abbia familiarità con i trattamenti, in modo che la paziente si rechi in clinica solo il giorno del prelievo degli ovuli e del transfer degli embrioni.

Il trasferimento embrionale: il momento culminante
Il transfer embrionale è uno dei momenti più importanti in un percorso di fecondazione assistita, l’ultimo passo verso il sogno di genitorialità. Questo avviene nell’utero della futura mamma, il 3° o il 5° giorno dopo la fecondazione in vitro, attraverso una delicata procedura e porta con sé tante speranze ed ansie.
La fecondazione avviene in vitro, in provetta con la FIVET o tramite iniezione intracitoplasmatica con la ICSI. Poi si lascia l’embrione in coltura fino allo stadio di blastocisti. Il transfer è una procedura rapida, sostanzialmente indolore, che si effettua tramite guida ecografica, per inserire un piccolo tubicino per via vaginale fino all’utero e rilasciarvi l’embrione. Non serve un’anestesia totale. Dopo 3-5 giorni dalla puntura, si torna in clinica per il trasferimento. L’operazione dura circa 15 minuti e poi si consiglia un periodo di riposo relativo di circa 24 ore.
Il riposo dopo il transfer: necessità e realtà scientifiche
Il “riposo post transfer” è una questione che lascia spesso incertezza. Talvolta si suggerisce un periodo di immobilità totale o comunque di attività limitata, ma altre si consiglia anche di tornare alla vita normale, per vivere il periodo fino al test di gravidanza con maggiore tranquillità. Le evidenze scientifiche non confermano che il riposo prolungato migliori significativamente le probabilità di impianto.
“Riposo” può significare molte cose diverse. Può essere assoluto, ad esempio, con totale immobilità a letto, evitando di stare seduti a lungo o di fare sforzi fisici significativi. Altresì può essere relativo, contemplando un’attività quotidiana leggera, come camminare, cucinare, lavorare sedute ad un desk, con esclusione di sforzi intensi, sollevamento di pesi quale la spesa, o la pratica dello sport. In sintesi, immediatamente dopo la procedura del transfer embrionale un breve riposo è sempre consigliato: 15-30 minuti almeno in posizione distesa. Per il resto è preferibile essere prudenti ed evitare sforzi fino al test di gravidanza positivo.
Monitoraggio dopo il transfer ed esiti
Dopo il transfer occorre attendere circa 10-14 giorni, per effettuare il test di gravidanza, periodo necessario per lo sviluppo misurabile di adeguati livelli di beta-hCG ed avere la conferma dell’avvenuto impianto e quindi dell’avvio della gestazione. È fondamentale attenersi ai tempi indicati dal centro PMA: un test troppo precoce può dare falsi negativi.
In seguito, fino a quando non si saprà se si è incinta o meno (circa 9 giorni dopo il riposo iniziale), si potrà lavorare normalmente. Se il risultato è positivo, ovvero il transfer è andato a buon fine e l’embrione si è annidato, il corpo luteo e/o la somministrazione di progesterone continuano a sostenere l’endometrio per un certo periodo di tempo. In questa fase, come per le gravidanze fisiologiche, si può tornare ad una vita normale, ma sempre evitando grandi sforzi, sport intensi e sollevamento di pesi, almeno nelle prime settimane di gestazione. La clinica Raprui garantisce alle coppie una consulenza a 360° ed un’attenzione costante a tutte le problematiche che possono svilupparsi durante tutto l’iter della fecondazione assistita, fino alla nascita del bambino.