L'Addio al Pannolino: Comprendere i Tempi e le Esigenze del Bambino

L’addio al pannolino è una tappa importante nello sviluppo del bambino, un momento atteso con una miscela di ansia e aspettative da parte dei genitori, che richiede tempi diversi da caso a caso. Non esiste infatti un’età “giusta” valida per tutti, e la decisione sul quando e sul come togliere il pannolino è sempre delicata. Comprendere i tempi di approccio a questa fase di passaggio necessita di una comprensione più generica delle fasi di evoluzione che caratterizzano i primi anni di vita del bambino. In questo articolo, affrontiamo il tema del controllo degli sfinteri, analizzando la sua relazione con la maturazione neurologica e le competenze emotive, e offrendo indicazioni pratiche su come gestire questo percorso senza pressioni o confronti, focalizzandoci sulle esigenze individuali di ogni piccolo.

Il Percorso di Maturazione: Non un'Età Fissa, ma Tempi Individuali

La domanda "fino a che età si usa il pannolino?" non ha una risposta univoca, poiché ogni bambino è un individuo con il proprio ritmo di crescita e sviluppo. Il traguardo dell'autonomia dal pannolino si raggiunge attraverso un processo di maturazione che coinvolge sia aspetti neurologici che emotivi. Dal punto di vista biologico, non esiste un’età precisa in cui il bambino è pronto; solitamente è tra i 18 e i 24 mesi che il piccolo sviluppa la capacità di controllare gli stimoli, tuttavia è importante sapere che alcuni bambini non sono pronti fino ai 4 anni, e che ciò non deve assolutamente preoccupare. Infatti, in realtà osserviamo tantissimi bambini che tra i 3 e i 5 anni (a volte anche 6 anni) utilizzano ancora il pannolino.

I metodi con cui togliere il pannolino sono cambiati più volte nel corso del tempo. In passato, il traguardo si raggiungeva in fretta, talvolta intorno all’anno di età, con approcci che spesso non tenevano conto delle esigenze del bambino. Negli anni ’60, alla luce di nuove ricerche, gli esperti hanno iniziato a consigliare un approccio diverso per togliere il pannolino, riconoscendo i bisogni del bambino e i suoi tempi di sviluppo. A rispondere a questo quesito è l’Accademia Americana di Pediatria che consiglia di cominciare il processo di “spannolinamento” dai 18-24 mesi di età, sebbene, come già evidenziato, la variabilità sia ampia. È fondamentale considerare che imparare è possibile solo quando il bambino è in grado di controllare i muscoli dello sfintere e della vescica, muscoli che maturano fra i 18 e i 36 mesi. Dunque, in genere si consiglia di cominciare a fare delle prove all’uso del vasino quando il bambino ha almeno 2 anni. Forzare i tempi raramente è utile, poiché rispettare il ritmo del bambino favorisce un passaggio più sereno.

Bambino che gattona con pannolino

Per tanti genitori, la campanella che ricorda il “problema pannolino” suona solo qualche mese prima dell’entrata nella scuola dell’infanzia, portandoli a provare a fare tutto in fretta e furia. Tuttavia, gli studi dimostrano che molti bambini che cominciano ad imparare ad usare il vasino prima dei 18 mesi in realtà non imparano veramente bene fino all’età di 4 anni, mentre quelli che iniziano a circa 2 anni sono completamente capaci di farlo entro il compimento del terzo anno. Questo evidenzia l'importanza di non avere fretta e di non insistere, poiché un approccio pressante potrebbe rendere il processo ancora più lungo e stressante per il bambino e la famiglia.

Riconoscere i Segnali di Prontezza: Ascoltare il Linguaggio del Corpo e delle Emozioni

Il momento più propizio per iniziare il percorso verso l'autonomia dal pannolino non è dettato da un calendario, ma dai segnali che il bambino stesso manifesta. Questi segnali di prontezza sono indicatori importanti che il piccolo ha raggiunto un certo grado di maturazione fisica e cognitiva, e che è pronto ad accettare e comprendere il cambiamento. Tra i segnali più comuni che indicano che il bambino è pronto a togliere il pannolino vi sono la capacità di restare asciutto per alcune ore e l'accorgersi di aver fatto pipì o cacca. Questo implica una maggiore consapevolezza del proprio corpo e delle sue funzioni.

Un altro segnale cruciale è la capacità di comunicare il bisogno di urinare o defecare, sia verbalmente che attraverso gesti o espressioni. Il bambino potrebbe anche mostrare un interesse per il vasino o per ciò che fanno i grandi in bagno, imitando i comportamenti osservati. La capacità di sedersi sul vasino e rialzarsi con facilità, così come quella di salire e scendere i pantaloni, sono competenze motorie che facilitano enormemente il processo. Talvolta sarà il bambino stesso a chiedere di toglierlo, segno inequivocabile della sua prontezza e motivazione. Questi sono tutti segni che indicano quando il bambino è pronto ad iniziare, dimostrando la sua consapevolezza e il suo desiderio di autonomia.

ADDIO PANNOLINO: Il Momento Giusto per lo Spannolinamento Secondo gli Esperti

Dal punto di vista pedagogico, parlare solo di spannolinamento è riduttivo. Come suggeriva la pediatra Emmi Pikler, «con il bambino, non al bambino» dovrebbe essere il nostro motto anche quando ci occupiamo delle prime cure. Questo significa che il percorso di addio al pannolino deve essere guidato dal bambino e favorito dal genitore, ponendo il piccolo al centro dell'azione. L’educazione precoce al vasino, come l’Elimination Communication (EC) che si sta gradualmente diffondendo anche in Italia, non si riferisce solo a “cacca e pipì”, ma a tutte quelle attenzioni che i genitori possono mettere in pratica per favorire nel bambino la conoscenza e la cura del proprio corpo e lo sviluppo dell’autonomia. Il cambio del pannolino, il bagnetto, la vestizione possono divenire occasioni, sin dalla nascita, per aiutare il bambino a entrare in contatto con il proprio corpo, scoprendolo tramite le carezze e i giochi di mamma e papà. Il bambino può familiarizzare con il vasino e/o con il gabinetto (utilizzando un riduttore) sin dai primi mesi di vita, da quando è in grado di stare seduto da solo. Se possibile, i genitori dovrebbero dunque portare il bambino in bagno quando compaiono i “segnali premonitori”, rendendo l’utilizzo del vasino o del gabinetto un gesto normale e quotidiano che fa parte delle abitudini familiari.

Metodi e Strategie per un Passaggio Sereno al Vasino o al WC

Una volta che il bambino mostra i segnali di prontezza, i genitori possono adottare diverse strategie per facilitare il passaggio dal pannolino al vasino o al WC. Non c’è una regola per stabilire se sia meglio il gabinetto o il vasino, in quanto dipende dalle preferenze del bambino. Ad alcuni bambini piace l’idea di avere il proprio vasino, mentre altri preferiscono usare la toilette "dei grandi" con il riduttore. L'importante è creare un ambiente confortevole e accessibile. Per un bambino, sentirsi a proprio agio in bagno significa avere a disposizione un luogo che sia alla sua portata, una stanza conosciuta e non ostile, dove poter agire in maniera autonoma. È utile fornire un solido appoggio per sostenere i piedi, che non vanno lasciati penzoloni, per aiutare il bambino ad assumere una posizione che facilita l’evacuazione.

Esistono metodi rapidi per togliere il pannolino, come il “weekend del vasino”, che prevede di dedicare un weekend intero a concentrarsi sull'uso del vasino. Un altro approccio è la ricompensa e l’incentivo: ogni volta che il bambino utilizza il vasino con successo, può essere regalata una piccola ricompensa, come un adesivo o una caramella. Tuttavia, è essenziale che queste strategie siano applicate con sensibilità e senza creare pressione, per non trasformare il processo in una fonte di stress.

Bambino seduto sul vasino

Creare una routine è consigliabile: stabilire dei modi e dei tempi regolari per chiedere al bambino se gli scappa la pipì o la popò aiuta il bambino a capire cosa ci si aspetta da lui. È importante non metterlo sul vasino finché non ha risposto di sì, in modo che impari a fare il collegamento da solo. Lodarlo per i tentativi che farà e per i successi è fondamentale; in caso di incidenti, ricordargli con dolcezza che è per questo che serve il vasino, cambiarlo e non dare segni di nervosismo. Reagire negativamente può generare un risentimento nel bambino e fargli passare la voglia di riprovarci.

Quando si pensa che il piccino sia pronto, è bene spiegargli che senza il pannolino dovrà usare il vasino. Poiché molti pannolini usa e getta sono studiati per non far sentire la sensazione del bagnato al bambino, potrebbe essere utile usare dei pannolini fatti apposta per questa fase, con degli speciali rivestimenti che lasciano sentire il bagnato. In tal caso, però, è importante fare attenzione ad eventuali segni di dermatite da pannolino.

Il passaggio dal pannolino alla mutandina è un momento significativo. Alcuni segnali che indicano che il bambino potrebbe essere pronto per provare le mutandine includono: iniziare a cercare di togliersi pantaloni e pannolino senza chiedere aiuto; sentire in anticipo lo stimolo della pipì o della popò (anche con il pannolino addosso) e comunicarlo; aver osservato i genitori o altri membri della famiglia usare il WC; sedersi sul vasino e provare ad usarlo, ad esempio prima del bagnetto serale. Quando si hanno queste prove di consapevolezza, è il momento giusto di compiere un passo verso l’introduzione delle mutandine. Si può presentarglielo come un evento eccezionale, spiegandogli che ora può usarle come un “bambino grande” e chiedendogli di aiutare a cercarle nel cassetto.

Gestire le Sfide: Notti, Incidenti e Regressioni

Il percorso di autonomia dal pannolino non è sempre lineare e può presentare delle sfide, tra cui il controllo notturno, gli incidenti occasionali e le regressioni. È normale che il controllo notturno arrivi più tardi rispetto a quello diurno. Il controllo della pipì durante il sonno dipende dalla maturazione neurologica e dalla produzione di urina nelle ore notturne. Molti bambini diventano autonomi di giorno prima che di notte, e questo rientra nella normalità. Non è utile svegliare sistematicamente il bambino per farlo urinare; è meglio attendere che il controllo notturno maturi spontaneamente. Da un lato la vescica dei bambini in crescita ha una capacità maggiore, dall’altro l’ormone antidiuretico (ADH) fa sì che il corpo produca meno urina durante la notte. Tuttavia, questo è meno evidente con i pannolini usa e getta, e il pannolino di notte può essere mantenuto più a lungo, poiché il controllo notturno richiede più tempo.

Bambino che dorme sereno

I piccoli passi indietro, o "incidenti", sono frequenti, soprattutto in periodi di cambiamento come l'inizio del nido, la nascita di un fratellino o una malattia. Rimproveri o punizioni in questi casi possono aumentare l’ansia e rendere il percorso più difficile. È più utile mantenere un atteggiamento calmo, rassicurare il bambino e riproporre con gradualità le routine. Non si devono sgridare i bambini se si bagnano, in quanto vuol dire che non hanno ancora raggiunto una sufficiente maturità, che è un percorso lungo, con alti e bassi, non un evento immediato.

È consigliabile parlare con il pediatra se il bambino mostra dolore o bruciore durante la minzione, stipsi importante, perdite fecali involontarie dopo aver acquisito il controllo, oppure se non compaiono segnali di prontezza dopo i 3-4 anni. Anche un ritorno persistente al pannolino dopo un periodo di autonomia merita attenzione. Se il bambino dovesse continuare a bagnare il letto dopo i 5 anni, si inizia a parlare di enuresi notturna: il bambino effettua una minzione completa durante il sonno, in quanto lo stimolo di vescica piena non riesce a svegliarlo. Conoscere questi sintomi è molto importante, in quanto se non si trattano viene fortemente inficiata la cura dell'enuresi notturna, con conseguente frustrazione del bambino e dei genitori. Bere abbondantemente la mattina, svuotare regolarmente la vescica durante il giorno e tenere regolare l'intestino sono abitudini che favoriscono una buona distensione della vescica. Il risveglio al momento giusto si può ottenere, ma solo nei bambini più grandi di 8-9 anni, con un apparecchietto che suona al momento opportuno.

Il Ruolo Cruciale dei Genitori: Supporto, Esempio e Comprensione

Il successo nell'abbandono del pannolino è fortemente influenzato dall'atteggiamento dei genitori. È fondamentale armarsi di pazienza e di un kit di ricambi per i naturali “incidenti di percorso”. Evitate rimproveri, punizioni e ricatti, che hanno solo effetti controproducenti e possono generare ansia nel bambino. La motivazione più forte per il bambino in questo percorso di sviluppo risiede proprio nel voler imitare i comportamenti di mamma e di papà, e nel fare proprie le loro abitudini, che poi sono abitudini della nostra società e che ci fanno sentire accettati all’interno di una comunità più ampia.

Quindi, sicuramente il bambino va portato in bagno, gli va mostrato cosa si fa in quella stanza della casa e col tempo gli va ricreato un suo ambiente specifico per prendersi cura della sua igiene intima. Coinvolgi il tuo bambino partendo dai piccoli gesti, come fargli tirare lo sciacquone dopo aver usato il WC, lasciargli sperimentare a tirarsi su i pantaloni o la gonna da quando sa stare in posizione eretta, e permettergli di bagnare un po’ il bagno mentre si lava le mani e gioca al contempo con l’acqua. Queste piccole interazioni promuovono l'autonomia e la familiarità con l'ambiente del bagno.

Genitore e bambino che si lavano le mani insieme

I libri possono essere un alleato prezioso. Nel momento in cui il bambino riesce a impersonificarsi nel racconto che si sta leggendo, tutti i processi si semplificano e i comportamenti si normalizzano; l’effetto magico dei libri è fondamentale anche nel percorso dal pannolino alla mutanda. Libri che affrontano in modo giocoso e rassicurante il tema della pipì e della popò, come quelli che normalizzano il "fare la pupù e sul lasciarla andare", sono utilissimi. Per i bambini, la cacca rappresenta una sorta di tesoro che si rendono conto di produrre e del quale sono quindi anche i proprietari; spiegare la sua funzione e la strada che segue una volta tirato lo sciacquone aiuta a superare eventuali reticenze. Stiamo attenti a non punire e sgridare quando il bambino se la fa addosso, all'inizio del percorso ma anche a percorso già avviato; qui si sta parlando di una capacità del tutto fisiologica, strettamente correlata e dipendente da una maturazione neurologica, dipendente a sua volta da una forte emotività.

Il Mondo del Pannolino: Dalle Taglie alla Sostenibilità

Sebbene l'obiettivo finale sia l'addio al pannolino, è importante comprendere anche le caratteristiche e le corrette modalità d'uso di questo strumento essenziale durante i primi anni di vita del bambino, soprattutto per garantirne la salute e il benessere della pelle. La scelta della taglia corretta è cruciale e si basa principalmente sul peso del bambino. Esistono diverse taglie, ad esempio la taglia "Newborn" (N) va da 2 a 5 Kg ed è pensata per i primi giorni di vita del bambino che, specie nelle prime settimane, cresce velocemente. Ovviamente le variabili di peso sono tante e riguardano il crescere secondo tabelle standard, la corporatura e la lunghezza del neonato.

Le caratteristiche di un buon pannolino sono molteplici e mirano a garantire comfort, igiene e protezione:

  • Traspirabilità: I pannolini traspiranti consentono alla pelle del bambino di “respirare” e di ridurre le probabilità di sviluppare eruzioni cutanee o eritemi da calore.
  • Tollerabilità: I pannolini per bambini devono essere anallergici, per evitare arrossamenti o eritemi, specie nelle stagioni più calde. Il pannolino deve essere realizzato con materiali morbidi, deve essere totalmente privo di allergeni ed eventualmente addizionato con sostanze lenitive (es. aloe vera o camomilla).
  • Alta assorbenza e asciutto in superficie: Un’assorbenza adeguata alla fascia d’età del bambino è indispensabile, ma altrettanto importante è che il pannolino, una volta assorbita l’urina, la trattenga nello strato inferiore senza farla risalire in superficie. I pannolini di nuova generazione, sotto il fluff assorbente, contengono polimeri, sostanze in grado di contenere grandi quantità di liquidi trasformandoli in gel. Il gel rimane sotto la polpa di cellulosa garantendo che il tessuto non tessuto (tnt) a contatto con la cute rimanga asciutto.
  • Contenimento adeguato delle feci: Grazie alle barriere alte e morbide, un buon pannolino previene le fuoriuscite.

Illustrazione delle barriere anti-fuoriuscita di un pannolino

Un altro aspetto da considerare è l'eco-sostenibilità. I pannolini monouso sono una risorsa oggi fondamentale nella gestione di un bambino, ma sono anche uno dei maggiori responsabili di rifiuti difficili da smaltire. Ecco perché si raccomanda di acquistare pannolini per bambini ecologici ed ecocompatibili, realizzati senza sostanze chimiche nocive. A tal proposito, i pannolini di stoffa rappresentano un'alternativa valida. Molti pensano che i pannolini di stoffa non trattengano quanto quelli usa e getta, ma non è affatto così; sono spesso persino più a prova di perdite dei pannolini usa e getta. Ad esempio, il pannolino di stoffa Judes è descritto come facile da usare quanto un usa e getta e ideale come pannolino notturno, con un pannolino interno che assorbe rapidamente e in modo sicuro tutti i liquidi e un copripannolino impermeabile che garantisce una protezione ottimale.

Frequenza dei Cambi e Igiene della Pelle

Il momento del cambio del bambino, specie nei primi mesi di vita, è un momento molto delicato. Bisogna fare esperienza, capire come organizzarsi, imparare a gestire le esigenze del bambino. È importante lasciare il meno possibile la delicata zona genitale a contatto con la pipì e le feci. Specialmente queste ultime possono creare irritazioni, anche gravi in particolari periodi della crescita del neonato. Se basta avere un po’ di… naso, per accorgersi di quando un bambino fa la cacca, più difficile può essere accorgersi della pipì. In questo caso vale l’indicazione di cambiare il bambino ogni circa 3 ore. Cambi frequenti garantiscono igiene e salute, poiché asciutto non significa pulito.

Durante i primi mesi i cambi possono essere davvero molto frequenti: alcuni bambini, specialmente se allattati al seno, evacuano dopo ogni poppata e i cambi possono essere anche dieci o più al giorno. Nelle prime 48 ore, di solito, si deve cambiare il neonato ogni quattro-sei ore. Dai sei mesi fino all’età del primo sviluppo è sufficiente cambiare il pannolino al tuo bambino ogni tre-quattro ore. È importante cambiare regolarmente il pannolino e prestare attenzione ai segnali del bambino, cambiandolo anche più spesso se necessario, ad esempio se ha il sederino arrossato. Molti bambini fanno i loro bisogni nel pannolino in momenti specifici - ad es. sempre al mattino - e con il tempo si imparerà a riconoscere questi pattern.

ADDIO PANNOLINO: Il Momento Giusto per lo Spannolinamento Secondo gli Esperti

Per quanto riguarda il cambio notturno, la risposta a quanto spesso cambiare il pannolino dipende da diversi fattori. Il sistema digerente dei neonati non è ancora completamente maturo e di solito hanno evacuazioni dopo ogni pasto. Pertanto, di notte si dovrà cambiare il neonato ancora più spesso, per non irritarne inutilmente la pelle. Per quanto riguarda l’urina, dipende dalla capacità assorbente del pannolino e dalla sensibilità del bambino. Per la notte solitamente si fa eccezione ed il cambio è prolungato per favorire il sonno del bambino e quello… dei genitori. Tuttavia, il nostro studio sullo spannolinamento ha rilevato che oltre il 15 per cento dei bambini che indossano pannolini usa e getta viene cambiato per quattro anni e oltre, suggerendo che il controllo notturno spesso richiede più tempo.

Le evacuazioni del tuo bambino sono un importante indicatore del suo stato di salute. Un neonato, nelle prime 48 ore, ha di solito solo uno o due pannolini bagnati. Si parla di pannolino bagnato già con una quantità di circa sei cucchiai di liquido. Per rendersi conto di quanto siano sei cucchiai, si può pesare un pannolino da asciutto e poi riempirlo d’acqua e pesarlo di nuovo. Normalmente il neonato espelle il cosiddetto meconio da 12 a 48 ore dopo la nascita. Le feci da latte materno si modificano in questo periodo e il colore, così come la consistenza, variano tra ocra, giallastro o marrone senape e liquida, morbida o tipo yogurt - tutte queste tipologie di feci sono del tutto normali. L’odore varia da aromatico a leggermente acidulo. Le feci dei bambini allattati con latte artificiale sono più pastose rispetto a quelle dei bambini allattati al seno, talvolta sono anche già formate, e il colore delle feci varia dal giallo chiaro al verde scuro.

Un aspetto da non sottovalutare è l'impatto del pannolino sulla pelle, soprattutto in condizioni di caldo. Il pannolino è fatto in parte di plastica e con il caldo, si crea nella zona coperta dal pannolino una "bomba di calore" che può causare delle dermatiti da pannolino. Soprattutto al mare, con la sabbia, il sudore, la pipì, si possono creare delle lesioni cutanee o impetigine. L'impetigine, un'infezione staffilococcica, può essere evitata con lavaggi frequenti e cambi di pannolino ricorrenti, oltre che con l'areazione delle parti intime del bambino che, non appena possibile, devono essere lasciate scoperte.

Campagne di Sensibilizzazione e Consigli Pediatrici

Per sostenere le famiglie in questo delicato passaggio, che spesso è legato anche all’ansia dell’inizio della scuola materna, enti autorevoli e personaggi amati dai bambini si attivano con campagne di sensibilizzazione e consigli pratici. L’estate è spesso indicata come un’ottima opportunità per togliere il pannolino perché si trascorre più tempo con i propri bambini, si vive molto all’aria aperta e si è vestiti di meno. La scelta dell'estate come momento consigliato dai pediatri per insegnare ai bambini a togliere il pannolino è un'indicazione empirica, ma aiuta, sia per la facilità di spogliarsi rapidamente sia per il fatto di non bagnare i vestiti, con conseguente dispiacere. Tuttavia, è cruciale sottolineare che, stagione a parte, i pediatri raccomandano l’importanza di seguire attentamente i tempi del bambino; se non è ancora pronto, la forzatura può diventare controproducente.

Locandina Decalogo Spannolinamento Bing

Un esempio significativo di queste iniziative è il “Decalogo dello Spannolinamento”, un progetto nato dalla collaborazione tra Bing, Società Italiana di Pediatria (SIP) e Assonidi, l'associazione degli asili nido e delle scuole dell’infanzia privati italiani. Bing, un personaggio amato dai bambini e dalle loro famiglie, si è fatto ambasciatore di questi consigli, interpretandoli in un contesto educativo e valoriale. La Società Italiana di Pediatria, da 125 anni affianco alle famiglie di tutta Italia con l’unico scopo di garantire la salute e il benessere dei bambini, ha contribuito con l’eccellenza della ricerca e della formazione in campo pediatrico.

Ecco i consigli chiave dei pediatri, come commentati dalla Dottoressa Elena Bozzola della Società Italiana di Pediatria:

  1. ATTENZIONE ALL’ETÀ: Il periodo più indicato per togliere il pannolino è tra i 2 e i 3 anni, ma la stagione conta poco; è fondamentale capire se il proprio bambino è pronto per dire addio al pannolino.
  2. MAI FORZARE: Forzare lo spannolinamento per necessità di scuola o di famiglia può essere controproducente, creando stress e rallentando il processo.
  3. NON RIMPROVERARE: Evitiamo di fare pressioni al bambino e di rimproverarlo o di dubitare di lui e delle sue capacità se necessita di tempi più lunghi per abituarsi al vasino. Come già detto, il discorso legato ai premi e alle punizioni è ampio, ma il meccanismo alla base è che la capacità di controllo è fisiologica e dipende da una maturazione neurologica ed emotiva.
  4. OSSERVARE I SEGNALI: Cerchiamo di cogliere i segnali di prontezza: quando il bambino inizia ad avvertire lo stimolo, annuncia l’intenzione o cerca di togliersi il pannolino appena fa pipì, significa che è prossimo ad un buon controllo della vescica.
  5. ASCOLTARE IL BAMBINO: Concentriamoci sul nostro bambino, ‘ascoltiamolo’ e non affidiamoci a ‘ricette’ pronte o a consigli generici. Ogni bambino è unico.
  6. PORTARE PAZIENZA: Adottiamo l’arma della pazienza: i programmi sprint che promettono risultati veloci spesso generano ansia e stress, nemici assoluti dello spannolinamento.
  7. IMPARARE GIOCANDO: Adottiamo una modalità giocosa, ad esempio insegnando al bambino a bagnare una paperella nel vasino, per rendere l'apprendimento divertente e senza pressione.
  8. DARE L’ESEMPIO PRATICO: Cerchiamo di essere di esempio, mettendo a volte il vasino anche in bagno e spiegando al bambino a cosa servono tutti quei ‘vasi’, sia per gli adulti che per i bambini. Questo aiuta il bambino a comprendere e imitare.
  9. AVERE FIDUCIA: Al primo posto mettiamo la fiducia nelle sue capacità e applaudiamo ogni progresso che fa nella giusta direzione.
  10. CHIEDERE CONSIGLIO: Consultiamoci con il pediatra nel caso di dubbi o difficoltà, per escludere cause mediche o ricevere indicazioni di supporto.

Il progetto del ‘Decalogo per lo spannolinamento’ si inserisce nel più ampio progetto "LE BUONE ABITUDINI", una campagna di sensibilizzazione e promozione di buone pratiche per la crescita sana e serena dei bambini iniziata in precedenza, dimostrando l'impegno congiunto di enti educativi e sanitari per supportare le famiglie in un momento così significativo.

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