La fertilità femminile è un tema complesso e affascinante, strettamente legato a un concetto fondamentale: la riserva ovarica. Comprendere la riserva ovarica è essenziale per ogni donna, soprattutto per quelle che desiderano una gravidanza, poiché essa rappresenta concretamente la potenziale capacità della donna di ovulare e rimanere incinta.
La Riserva Ovarica: Un Concetto Fondamentale e la Differenza con la Fertilità Maschile
La riserva ovarica è un parametro di misurazione della ricchezza follicolare ovarica ed è estremamente importante per la donna. A differenza degli uomini, che producono spermatozoi nel corso dell’intera vita, le donne nascono con un numero finito di ovociti, che diminuisce progressivamente. Gli spermatozoi si producono nei testicoli, ma non prima della pubertà. Dalla pubertà, il testicolo acquisisce la capacità di produzione di spermatozoi che rilascia mediante eiaculazione. Questa differenza fondamentale sottolinea la natura limitata e non rinnovabile della riserva ovarica femminile.

In altre parole, nasciamo con tutti gli ovuli che possiamo potenzialmente usare durante la nostra vita. La riserva ovarica è sempre limitata e completa dalla nascita.
Il Percorso Degli Ovociti: Dalla Nascita all'Esaurimento
Il processo di maturazione degli ovociti in una donna inizia molto presto, addirittura prima della sua nascita. Le ovaie dell’embrione umano iniziano il proprio processo di maturazione attorno alla 6ª settimana di gravidanza e iniziano a produrre ovociti (ovuli) dalla 12ª. In queste settimane l’attività è frenetica. Si passa dalla completa assenza di ovociti ad un massimo di 5-6 milioni solo 11 o 12 settimane più tardi, attorno alla 22ª settimana di gravidanza. Da questo momento, cesserà per sempre la produzione di nuovi ovociti.
Il picco di riserva ovarica si raggiunge quindi alla 20a settimana intrauterina, con circa 6-7 milioni di ovociti. Da quel punto in poi inizia il declino. Al momento della nascita, il numero di ovociti è di circa 2 milioni. Durante l’infanzia, continua a diminuire per raggiungere i 400.000-500.000 durante la pubertà. Iniziano a rilasciarsi con l’ovulazione.
Durante tutti i giorni della vita riproduttiva, la donna perde costantemente ovuli. Questo accade con o senza anticoncezionali orali, anelli vaginali o intrauterini, e indipendentemente dalla variabilità dei giorni mestruali o dei mesi in cui è stata incinta. Dei 500.000 ovuli all’inizio della pubertà solo lo 0’005% matureranno completamente e verranno ovulati. Nonostante le varie linee di ricerca in corso, è impossibile che le ovaie producano nuovi ovociti. È importante sapere che solo perché si è giovane o si hanno cicli mestruali regolari e abbondanti non significa che si abbia una buona riserva ovarica.
L'Ormone Antimulleriano (AMH): Un Indicatore Chiave della Riserva Ovarica
L’ormone antimulleriano, noto anche con il suo acronimo AMH, è una glicoproteina prodotta dalle cellule dei follicoli ovarici in età fertile e dunque rappresenta un indicatore essenziale della salute riproduttiva delle donne con particolare riferimento alla riserva ovarica. L’ormone antimulleriano (AMH) è prodotto dalle cellule dei follicoli presenti nelle ovaie e destinati a svilupparsi in ovociti durante ogni singolo ciclo mestruale, pronti per essere fecondati da uno spermatozoo, dopo l’ovulazione.
La funzione principale dell’ormone antimulleriano è quindi quella di indicare la quantità di follicoli antrali rimanenti nelle ovaie al momento del test. Più alti sono i suoi livelli, maggiore è il numero di ovociti a disposizione. Come è facile intuire si tratta di un parametro essenziale in medicina riproduttiva, poiché rappresenta concretamente la potenziale capacità della donna di ovulare e rimanere incinta.
Comprendere i valori dell’AMH è molto importante per le donne che desiderano una gravidanza. Con l’aumentare dell’età, in particolare tra i 30 e i 45 anni, il livello di questo ormone tende fisiologicamente a diminuire, proprio perché cala il numero di ovociti presenti nelle ovaie. I valori dell’ormone antimulleriano non sono fissi e prestabiliti, ma variano in base all’età.
Il dosaggio si esegue con una semplice analisi del sangue. Per comprendere meglio l’andamento di tale prezioso fattore al fine della salute riproduttiva esistono comunque dei parametri medi di riferimento e sono i seguenti:
- AMH alto (>3,0 ng/mL o >3,1 ng/ml): è un livello indicativo di una buona riserva ovarica. Se è alto, significa che la riserva ovarica è alta.
- AMH basso (<1,0 ng/mL o <0,5 ng/mL): Se invece è basso, vuol dire che la riserva è diminuita e la finestra riproduttiva, cioè la durata della vita fertile, sarà più breve e finirà prima. Un valore inferiore a 0,5 ng/mL sarebbe indicativo di una ridotta capacità di concepire un bambino in modo spontaneo.
È un eccellente marcatore della riserva ovarica ed è anche utile per sapere quale può essere la risposta al trattamento di stimolazione ovarica. È comunque importante sottolineare come tali risultati non siano da considerare assoluti al fine di un concepimento, poiché ogni donna è diversa. Vanno sempre fatti interpretare ad un medico specialista, che deve metterli in relazione al contesto clinico individuale della paziente. Ad esempio, una donna di 37 anni con un valore AMH di 1,2 ng/mL potrebbe avere una fertilità ancora buona.

Attenzione però: si tratta di un indicatore quantitativo. Anche la qualità degli ovociti concorre nelle possibilità di concepire un bambino e pure tale aspetto può avere un impatto determinante. Non va infine dimenticato un altro aspetto: l’AMH è solo uno dei fattori che influenzano la fertilità. Alcune donne con livelli di AMH bassi riescono ad ottenere una gravidanza senza problemi, altre con livelli ottimali invece no. Bassi livelli di ormone antimulleriano possono indurre preoccupazione nelle donne che desiderano avere un figlio. Tuttavia, questo parametro non è sinonimo di infertilità, ma solo di potenziale difficoltà.
Altri Metodi di Valutazione della Riserva Ovarica
Oltre all'AMH, ci sono altri strumenti diagnostici per valutare la riserva ovarica. Si può capire facilmente, dato che tutto ciò che serve è un’ecografia vaginale e un esame del sangue. Infatti, si può chiedere che la propria riserva ovarica venga valutata nel controllo ginecologico annuale.
- Conteggio dei Follicoli Antrali (AFC): Questo richiede un’ecografia transvaginale, come sopra menzionato. I follicoli antrali sono come delle “sacche di fluido” che contengono un potenziale ovulo. Il momento migliore per fare questo conteggio è tra il terzo e il quinto giorno del ciclo (il primo giorno è quello in cui inizia il sanguinamento).
- FSH, LH ed Estradiolo: L’ormone follicolo-stimolante (FSH) è responsabile dell’attivazione dei follicoli per selezionarli e farli crescere. L’ormone luteinizzante (LH) è l’ormone che induce l’ovulazione, e l’estradiolo è l’ormone prodotto dai follicoli quando maturano. Tutti questi ormoni forniscono anche informazioni, ma per ottenere dei risultati validi è necessario fare l’analisi nei primi giorni del ciclo mestruale (tra il terzo e il quinto giorno).
Questi valori ormonali, attraverso gli esami del sangue, che si eseguono entro il quinto giorno del ciclo mestruale, sono cruciali. Tuttavia, non ci si deve preoccupare in anticipo: ogni donna è diversa ed è importante studiare ogni caso individualmente per fare una valutazione globale e prendere la decisione migliore.
Cos'è la Riserva Ovarica?
L'Età e il Declino della Fertilità Femminile: Un Orologio Biologico
Il calo della riserva ovarica con l’età è un aspetto ormai noto. Il declino del numero dei follicoli si fa più veloce dopo i 35 anni, e rapidissimo oltre i 45. La riserva ovarica cala con l’età e questo è un aspetto ormai noto. Il picco di fertilità si verifica solitamente tra i 27 e i 30 anni, inizia a diminuire con il decrescere della riserva ovarica - in maniera logaritmica - dai 35 anni. È quindi consigliabile avere figli prima di questa età per avere maggiori possibilità di ottenere una gravidanza.
Con il progredire della società, la decisione di avere un figlio viene spesso rimandata per una serie di motivi, tra cui la carriera, la stabilità finanziaria o la ricerca del momento giusto. Questa preoccupazione porta molte donne a interrogarsi sull’età e sulla fertilità femminile: fino a quale età è sicuro concepire, sia per la propria salute che per quella del bambino. Questo è un aspetto fondamentale da considerare quando si pianifica di creare una famiglia.
Una donna entra nella sua fase fertile dal momento della prima mestruazione fino all’inizio della menopausa. La finestra di fertilità femminile è quindi compresa tra i 14 e i 45 anni, per un periodo di circa 30 anni. Sebbene sia possibile concepire in qualsiasi momento di questo periodo, ci sono alcune fasi in cui le probabilità di gravidanza sono maggiori. Il periodo più fertile nella vita di una donna è di solito intorno ai 20 anni, con un progressivo declino della fertilità dai 30 anni in poi, che si accentua dopo i 35 anni.
All’età di 30 anni, una donna fertile ha circa il 20% di possibilità di concepire ogni mese. Ciò significa che su 100 donne fertili di 30 anni che cercano una gravidanza, circa 20 riusciranno ad avere successo in ogni ciclo senza l’aiuto della riproduzione assistita. All’età di 40 anni, questa probabilità scende a meno del 5% per ciclo, il che significa che meno di 5 donne su 100 di questa età otterranno una gravidanza ogni mese.
Dopo i 35 anni, l’orologio riproduttivo non va alla pari dell’ottima qualità della vita del resto degli organi del nostro corpo. Dopo i 40 anni, le possibilità di gestazione con ovociti (ovuli) propri diminuiscono enormemente.
Rischi Associati alla Gravidanza in Età Avanzata
A partire dai 35 anni, la fertilità della donna peggiora e questo implica la considerazione di diversi rischi. Il primo di questi è già stato menzionato: difficoltà di concepimento dovute alla diminuzione della quantità e della qualità degli ovuli, ovvero la diminuzione della riserva ovarica.
Con l’aumentare dell’età aumentano i rischi di problemi che possono influire sulla fertilità. Questi includono:
- Fibromi uterini
- Malattie tubariche
- Endometriosi
- Cambiamenti genetici negli ovuli che ne riducono la vitalità o aumentano il rischio di condizioni come la sindrome di Down.
La riduzione della fertilità è accompagnata da un aumento graduale della probabilità di abortire. Attorno ai 40 anni le probabilità di aborto sono del 40% circa e aumenta costantemente il rischio di nascite con alterazioni cromosomiche. Oltre a questi, la gravidanza in età avanzata è associata a una serie di altri rischi per la madre e il bambino:
- Gravidanze multiple: aumento della probabilità di avere gemelli a causa dei cambiamenti ormonali.
- Diabete gestazionale: aumento del rischio e necessità di un rigoroso controllo del glucosio.
- Ipertensione arteriosa: più comune durante la gravidanza in età avanzata.
- Parto pretermine e basso peso alla nascita: maggiore probabilità di avere bambini prematuri e complicazioni mediche associate.
- Parto cesareo: aumento del rischio di complicazioni che possono richiedere un parto cesareo.
- Condizioni cromosomiche: aumento del rischio di problemi cromosomici come la sindrome di Down.
- Perdita della gravidanza: aumento del rischio di aborto spontaneo e di nati morti, associato alla qualità degli ovuli e a condizioni croniche.
Anche i fattori ambientali e lo stile di vita possono influenzare negativamente la fertilità.
Fertilità Maschile in Relazione all'Età
La fertilità maschile, a differenza di quella femminile, non subisce un brusco arresto come la menopausa, ma diminuisce con l’età. Gli uomini sono in grado di concepire oltre i 40 o 50 anni, ma diversi fattori legati all’età possono influenzare la loro fertilità.
Questi fattori includono:
- Diminuzione della qualità e della quantità di sperma prodotto.
- Anche la motilità degli spermatozoi può essere compromessa, con un impatto sulla loro capacità di raggiungere e fecondare l’ovulo.
- Aumenta il rischio di alterazioni genetiche nello sperma, che potrebbero influenzare la salute del futuro bambino.
Pertanto, sebbene l’età avanzata negli uomini non impedisca del tutto il concepimento, può ridurre le probabilità di una gravidanza sana e di successo.

Gestire la Bassa Riserva Ovarica e Prolungare la Vita Riproduttiva
In presenza di una riserva ovarica ridotta, è comunque importante rivolgersi ad un centro specializzato in medicina riproduttiva, come la clinica Raprui. Qui, un team multidisciplinare di esperti può offrire un percorso diagnostico accurato ed una terapia personalizzata ed appropriata. Raprui rappresenta un punto di riferimento prezioso in Italia per chi cerca un supporto medico di alto livello con lo scopo di avere un bambino. Grazie a protocolli personalizzati e tecnologie all’avanguardia, le pazienti possono intraprendere un percorso mirato a mantenere o aumentare le possibilità di concepimento, anche in caso di età avanzata o valori AMH bassi.
Quando il problema viene rilevato in donne giovani che non desiderano diventare madri a breve termine, si può scegliere di fare un trattamento di preservazione della fertilità, che consiste nello stimolare le ovaie e poi prelevare e congelare gli ovociti, il che permette di avere un certo numero di ovuli propri in riserva nel caso in cui se ne abbia bisogno in futuro. La preservazione degli ovociti mediante congelamento quando si è più giovani è un’opportunità per prolungare la vita riproduttiva oltre i 40 anni. Una volta congelati, possono essere conservati per anni e non perderanno le proprie capacità riproduttive. La qualità degli ovuli congelati dipenderà principalmente dall’età in cui vengono vitrificati, ma la loro effettiva competenza non è nota finché non vengono utilizzati.
Le cause della bassa riserva ovarica possono essere molte e non sono sempre associate a dei problemi di fertilità. L’età è un fattore determinante, poiché è un problema molto comune a partire dai 40 anni, ma può anche essere legato a un’insufficienza ovarica precoce. In generale, il fatto di avere una bassa riserva ovarica non significa che non si possa ottenere una gravidanza in modo naturale, o che non si possa usare i propri ovuli per ottenere una gravidanza, a meno che non si abbia un’età fertile avanzata o altri problemi di fertilità aggiunti.
Opzioni di Riproduzione Assistita per l'Età Avanzata
Attualmente sia in Spagna che in numerosi paesi circostanti, il momento della gravidanza viene posticipato sempre più. Nonostante la legge spagnola non stabilisca un’età massima per effettuare un trattamento di fertilità, presso Vida Fertility si effettuano trattamenti di riproduzione assistita solo fino ai 50 anni, per motivi medici ed etici. È importante sottolineare che, sebbene tecnicamente non esista un limite di età rigido per avere figli attraverso le tecniche di riproduzione assistita, esistono considerazioni pratiche ed etiche.
Per le donne, l’età più comunemente accettata per trattamenti come la FIV nelle cliniche private specializzate è di solito fino a 43 anni, anche se può variare a seconda delle normative nazionali e delle politiche delle singole cliniche. L’età è un fattore cruciale a causa dei rischi associati sia per la madre che per il bambino. Negli ospedali pubblici, il limite di età per accedere ai trattamenti di riproduzione assistita è solitamente più basso rispetto alle cliniche private, spesso intorno ai 40 anni. Ogni caso deve essere valutato individualmente, considerando lo stato di salute generale, la qualità degli ovuli o degli spermatozoi e altri fattori di rischio.
La riserva ovarica ha un ruolo fondamentale per quanto riguarda il trattamento della coppia durante un percorso di procreazione medicalmente assistita. I trattamenti di fertilità più appropriati per le donne oltre i 35 anni si concentrano spesso sulla risoluzione dei problemi legati all’età, come il calo della riserva ovarica e della qualità degli ovociti.
I trattamenti più comuni includono:
- Fecondazione in vitro (FIVET): Questa procedura prevede il prelievo di ovuli dalla donna, la loro fecondazione con gli spermatozoi in laboratorio e il successivo impianto degli embrioni nell’utero. La FIVET è particolarmente utile per le donne in età più avanzata grazie al suo tasso di successo più elevato rispetto ad altre tecniche.
- Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI): Una variante della FIV in cui un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell’ovulo. Può essere utile se ci sono problemi di qualità dello sperma o se i precedenti tentativi di FIVET non hanno avuto successo.
- Donazione di ovuli o embrioni: Nei casi in cui la qualità o la quantità degli ovuli è un problema, la donazione di ovuli da una donatrice più giovane può essere un’opzione. Anche la donazione di embrioni è un’alternativa, soprattutto se ci sono problemi sia con gli ovuli che con gli spermatozoi.
- Trasferimento di embrioni congelati: Se una donna ha avuto embrioni congelati da un precedente ciclo di FIV (ad esempio prima dei 35 anni), questi possono essere impiantati in cicli successivi.
- Diagnosi genetica preimpianto (DGP): Utilizzata insieme alla FIV, la DGP consente di esaminare gli embrioni per verificare la presenza di anomalie cromosomiche prima del trasferimento nell’utero, che è fondamentale per le donne anziane.
- Stimolazione ovarica: Questo trattamento prevede l’uso di farmaci per stimolare le ovaie a produrre più ovuli. È una componente della FIV ed è particolarmente importante per le donne in età più avanzata, in cui la risposta ovarica può essere inferiore.
- Terapie di supporto: Comprendono integratori, agopuntura e cambiamenti nello stile di vita per migliorare la qualità degli ovuli e i tassi di successo della gravidanza.
È fondamentale che ogni donna riceva una valutazione personalizzata da parte di uno specialista della fertilità, poiché il trattamento ottimale può variare notevolmente in base alla situazione specifica della donna e al suo stato di salute generale.
Domande Frequenti sulla Fertilità Femminile e l'Età
Quando una donna è più fertile?Le donne sono solitamente più fertili tra i 20 e i 30 anni. Durante questo periodo, la probabilità di rimanere incinta per ciclo è maggiore. A partire dai 35 anni, la fertilità della donna inizia a diminuire gradualmente e, dopo i 40, diminuisce in modo significativo. Questo è ciò che conosciamo come riserva ovarica.
Fino a quando le donne sono fertili?La maggior parte delle donne può diventare madre dopo i 40 anni, anche poco prima della menopausa, ma la qualità e il numero degli ovuli diminuiscono con il passare degli anni. Il momento in cui una donna smette di essere fertile dipende dalla sua riserva ovarica individuale e dal suo stato di salute generale. Gli anni fertili di una donna vanno solitamente dall’inizio delle mestruazioni (pubertà) fino alla metà o alla fine dei 40 anni. Con l’età, i cicli tendono ad allungarsi e l’ovulazione diventa più irregolare, rendendo difficile il concepimento.
Fertilità della donna dopo i 40 anni: è possibile rimanere incinta?Sì, è possibile rimanere incinta dopo i 40 anni, ma le possibilità sono minori e il rischio di anomalie genetiche aumenta. In molti casi, un trattamento di fecondazione in vitro con donazione di ovuli può aumentare le possibilità di successo.
A partire da quale età non è più possibile rimanere incinta?La fertilità di solito termina alcuni anni prima della menopausa, normalmente tra i 45 e i 50 anni. Dopo tale età, le gravidanze spontanee sono estremamente rare.