Il Lupo Nelle Filastrocche per Bambini: Tra Scherzo, Paura e Profonde Lezioni

Il lupo, figura enigmatica e spesso temuta delle fiabe, ha da sempre esercitato un fascino particolare nell'immaginario collettivo, specialmente quello infantile. Lungi dall'essere un semplice antagonista, questo animale selvaggio si presta a molteplici interpretazioni, diventando protagonista di racconti che oscillano tra l'innocuo divertimento, la suspense giocosa e profonde riflessioni morali. Le filastrocche dedicate al lupo per bambini non sono da meno, offrendo un caleidoscopio di testi che esplorano le diverse sfaccettature di questo personaggio affascinante, guidando i piccoli lettori in un viaggio attraverso la musicalità delle parole e il piacere della scoperta.

Copertina di un libro di filastrocche sul lupo

La Musicalità del "Cattivo" Lupo: La Collana "Le Piccole Gioie" di Motta Junior

Nel panorama editoriale dedicato all'infanzia, si distingue una collana che ha saputo cogliere l'essenza della narrazione in rima: "Le piccole Gioie" della casa editrice Motta Junior. Questa serie è nata con il nobile intento di far "scoprire il piacere delle rime e la musicalità delle parole", rendendo i testi molto orecchiabili e piacevoli da ascoltare. All'interno di questa preziosa raccolta, un volume in particolare si dedica a un personaggio molto amato nelle fiabe: il lupo, spesso etichettato come "cattivo". Si sa, infatti, che i cattivi, soprattutto quelli fiabeschi, destano sempre un certo interesse nei giovani, ma non solo, lettori. Questa attrazione per il lato "oscuro" o dispettoso del personaggio permette ai bambini di esplorare in un contesto sicuro e controllato i temi della paura, del pericolo e della sfida, imparando a gestirli attraverso il gioco della narrazione.

Il libro in questione è un carino assortimento di filastrocche che, pur concentrandosi su un tema più ristretto e specifico rispetto ad altri volumi della collana, presentano testi tutti molto carini e graziosi. Un aspetto che colpisce immediatamente è l'ironia di fondo che pervade molte di queste poesie. Questa capacità di sdrammatizzare e di capovolgere le aspettative rende la lettura divertente e stimolante. I testi sono stati originariamente pubblicati in Francia nel 1996 col titolo "Comptines du grand mechant loup" dalla Actes Sud e sono stati poi editi in italiano dalla Motta Junior nel 2001, dimostrando un successo transnazionale per l'approccio giocoso al tema del lupo.

L'Arte Visiva Nelle Filastrocche del Lupo

L'esperienza di lettura è ulteriormente arricchita da un elemento fondamentale in ogni libro per bambini: le illustrazioni. Il volume presenta disegni con uno stile dai tratti morbidi e tondeggianti, che accompagnano ogni filastrocca. Questi disegni ritraggono soprattutto animali, sia reali che antropizzati, tra cui ovviamente spiccano moltissimi lupi, resi in una veste che, pur richiamando la loro natura selvatica, li rende accessibili e meno minacciosi per il pubblico infantile. I disegni di persone, sebbene compaiano occasionalmente, sono piuttosto sporadici e fungono più che altro da personaggi secondari, con rare eccezioni. Un esempio notevole è l'illustrazione che ritrae Charles Perrault, ma in questo caso la presenza del personaggio era esplicitamente citata nel testo della filastrocca, giustificandone la rappresentazione dettagliata.

Le illustrazioni si distinguono per essere molto dettagliate e con una grande cura per gli ambienti, ritraendo sempre scene fantastiche. Questo stile è perfettamente in linea con i testi delle poesie, che richiamano ambientazioni e personaggi fiabeschi, creando un connubio armonioso tra parola e immagine. Ogni piccolo disegno è un'opera a sé, che ritrae un oggetto inerente alla rima o un piccolo particolare che rappresenta qualche elemento della storia, contribuendo a fissare l'immagine nella mente del bambino e a stimolare la sua immaginazione. La copertina flessibile del volume, che misura 19 cm d'altezza e 10 cm di lunghezza e conta 64 pagine, era originariamente venduta a 14000 LIRE e i volumi ancora in vendita hanno un prezzo attuale di 4,50€, rendendolo un'opera accessibile che ha mantenuto il suo valore educativo e ludico nel tempo.

Illustrazioni di lupi dalle filastrocche per bambini

Esplorando i Testi: Ironia, Paura e Riferimenti Culturali

Le filastrocche raccolte nel volume offrono una vasta gamma di situazioni in cui il lupo è protagonista, permettendo di esplorare diversi stati d'animo e concetti. Molte di queste poesie ironizzano sulla paura che il lupo provoca agli abitanti del bosco, una paura destata dal fatto che potrebbe papparseli. Tuttavia, non mancano testi che fanno emergere invece i lati deboli del lupo, come la sua paura per l'orco cattivo o il fatto che a volte anche lui si faccia fregare, rendendolo un personaggio più complesso e meno unidimensionale.

La Paura del Lupo Sconfitta dal Gioco: "Vado nel bosco, vieni con me?"

Una delle filastrocche esemplificative dell'approccio giocoso alla figura del lupo è "Vado nel bosco, vieni con me?". In essa, il bosco è un luogo animato da personaggi affascinanti e un po' bizzarri: una volpe elegante che sorseggia un tè ancora fumante, uno scoiattolo equilibrista che salta sul ramo da vero artista, e un vecchio tasso un po' brontolone che vuole che gli si dia sempre ragione. L'atmosfera è di serena esplorazione e curiosità, fino all'arrivo del temuto predatore.

Quando "Il lupo avanza, digrigna i denti, vuol far paura a tutti i presenti", la tensione sale. È il momento in cui la figura tradizionale del lupo "cattivo" si manifesta pienamente, cercando di incutere timore. Ma la reazione proposta dalla filastrocca è una geniale risoluzione infantile: "ma noi insieme facciamo "cucù" e la paura così non c'è più." Questa semplice azione, il "cucù", trasforma la minaccia in un gioco, dimostrando come la paura possa essere disarmata dalla leggerezza e dalla collettività. Il significato sotteso è che le paure, anche quelle che sembrano più grandi e spaventose, possono essere affrontate e ridimensionate attraverso l'unione e l'innocenza del gioco. La filastrocca offre ai bambini uno strumento simbolico per affrontare le loro ansie, insegnando che non si è soli di fronte al timore.

Il Ribaltamento dei Ruoli: "Trappola per il Lupo"

Un'altra filastrocca che spicca per la sua ironia è "Trappola per il lupo". Qui, il narratore si rivolge direttamente al lupo, assumendo un tono di falsa cordialità e invitandolo a unirsi a un'attività apparentemente innocua: "Caro lupo, io la conosco: vuol venire con noi nel bosco? Raccoglier con lei funghi e more sarebbe per noi un vero onore!". L'invito a partecipare a un'attività così idilliaca come la raccolta di frutti di bosco rovescia completamente l'immagine del lupo predatore.

L'ironia si intensifica con l'invito a farsi più vicino: "Potremmo cantare, suonare il violino, le spiace venire un po' più vicino?". Questa insistenza non è un segno di amicizia genuina, ma nasconde un intento ben preciso, rivelato nel verso successivo: "Se poi nella trappola volesse cadere, sarebbe per noi un vero piacere!". Qui, il lupo non è più la minaccia, ma la vittima designata, e la sua cattura viene presentata come un "piacere", un successo desiderato dagli altri abitanti del bosco o dai bambini stessi. Questa filastrocca gioca con la percezione del lupo, trasformandolo da cacciatore a preda, offrendo un esempio di come la fantasia possa ribaltare le dinamiche di potere e controllo, impartendo implicitamente una lezione sull'astuzia e sulla capacità di difendersi.

La Fragilità dell'Eroe Apparente: "Ho Paura"

La filastrocca "Ho paura" esplora un tema diverso, quello della percezione di sé e della realtà della paura. Il testo inizia con una dichiarazione di invincibilità: "Io sono l'uomo più forte del mondo: il mio coraggio è senza fondo. Scaccio civette, streghe e serpenti: venite pure ma state attenti!". Questo personaggio si presenta come un eroe impavido, capace di affrontare qualsiasi minaccia, dai piccoli animali notturni alle creature più sinistre del folklore.

Tuttavia, la sua bravura si dissolve rapidamente all'apparire della vera sfida: "Avanza il lupo, il lupo cattivo. Mamma, ho paura, aspettami arrivo!". Il lupo, in questo contesto, rappresenta la paura primordiale, quella che va oltre la razionalità e che può far vacillare anche il più coraggioso. La reazione finale del personaggio, che chiama la mamma, sottolinea la sua vulnerabilità intrinseca e la dipendenza dalla figura genitoriale di fronte a un timore così profondo. Questa filastrocca è una metafora dell'esperienza infantile della paura: anche se si può fingere di essere forti, ci sono momenti in cui si ha bisogno di protezione e rassicurazione, e non c'è vergogna nel riconoscerlo.

Ironia e Tradizione: Il Lupo Tra Satira Sociale e Miti Antichi

L'ironia di cui si parlava si manifesta anche in poesie come "Il paese blu" e "Sulla montagna". "Il paese blu" offre una visione surreale e divertente: "Nel paese delle pecore blu / i lupi / mangiano carote ed erbette. / Nel paese delle pecore blu / i lupi / giocano a tresette. Nel paese delle pecore blu / terminato il tresette / e mangiato le erbette, / i lupi azzannano una costata / di pecora blu ben cucinata". Questa sequenza, che inizia con lupi vegetariani e pacifici giocatori di carte, culmina nel loro ritorno alla natura predatrice, ma con un tocco di ironia che stempera la violenza. È un modo per dire che, nonostante le apparenze o i tentativi di cambiare natura, certi istinti di fondo rimangono, ma il tutto viene presentato con un sorriso.

"Sulla montagna", d'altra parte, inizia in modo armonioso, gioioso e spensierato: "Sulla montagna / lupi e pastori / ballano insieme senza rancori. / Sulla montagna / lupi e pastori / pranzano insieme e colgono fiori." Un'immagine idilliaca di convivenza e pace. Ma l'inghippo è dietro l'angolo, come rivela il finale: "Il gregge / li guarda assai preoccupato / oggi non hanno ancora pranzato". La preoccupazione del gregge è palpabile e introduce un elemento di tensione comica, suggerendo che l'armonia tra lupi e pastori potrebbe avere un costo imprevisto per le povere pecore. Questa filastrocca, pur nella sua leggerezza, tocca temi di fiducia, inganno e la persistenza della catena alimentare.

Altre poesie, invece, propongono modi di dire o temi che si riferiscono a citazioni più culturali. Ad esempio, nella poesia "Italia" si parla di un lupo che si innamora di una lupa di Roma: "Un lupo scapolo, / senza famiglia, / gira l'Italia fino in Sicilia. / In lungo e in largo / per lo stivale / cerca una sposa eccezionale /. Arriva a Roma / e si ferma perché / incontra la lupa che allattò un re". Questo è un chiaro riferimento alla leggenda di Romolo e Remo e alla Lupa Capitolina, collegando la figura del lupo a un mito fondativo della cultura italiana, elevandolo da semplice animale a simbolo di maternità e origine. Oppure c'è la poesia "Lupi e favole" che fa riferimento a degli scrittori classici che nei loro testi hanno spesso citato dei lupi: "Ah Signor La Fontaine, quale favola avrebbe inventato / se avesse visto un lupo / leccare zucchero filato?". Questa domanda retorica gioca sull'idea di come un'immagine inusuale - un lupo che lecca zucchero filato - potrebbe ispirare nuove narrazioni, spingendo il lettore a immaginare scenari inattesi e a riflettere sulla creatività e sulla reinterpretazione dei personaggi classici. Queste filastrocche dimostrano come il lupo possa essere un veicolo non solo per il gioco e la paura, ma anche per l'educazione culturale, introducendo i bambini a concetti e riferimenti più ampi in modo divertente e accessibile.

Il Lupo tra Morale e Avventura: Le Favole Classiche

Il lupo non è solo protagonista di filastrocche contemporanee, ma ha una presenza massiccia e significativa anche nelle favole classiche, dove spesso incarna un ruolo chiave nell'insegnamento di importanti lezioni morali e nella narrazione di avventure avvincenti. Due esempi emblematici sono la favola di Esopo "Al lupo! Al lupo!" e il racconto musicale "Pierino e il Lupo" di Prokofiev. Entrambe le opere utilizzano la figura del lupo per esplorare temi come la sincerità, le conseguenze delle bugie, il coraggio e la disobbedienza.

"Al Lupo! Al Lupo!" di Esopo: L'Importanza della Sincerità

Tra le più celebri favole di Esopo, "Al lupo! Al lupo!" è un racconto senza tempo che continua a essere tramandato per la sua potente morale sull'importanza della verità. La favola insegna che a dire troppe bugie si rischia di non essere creduto, nemmeno quando si dice la verità. Questo messaggio è fondamentale per spiegare ai bambini, a cui scappa qualche piccola bugia di troppo, l’importanza della sincerità e come le bugie possano avere conseguenze negative. Il racconto è un perfetto esempio di come gli scherzi possano essere divertenti, ma bisogna stare attenti a non esagerare.

La storia narra di Loris, un pastorello un po’ monello, che viveva in un piccolo paesello in mezzo alla campagna e si divertiva sempre a fare un sacco di scherzi. Un giorno, suo papà gli affidò il compito di fare la guardia alle pecore dalla parte alta del fienile, un luogo sicuro dove nessun lupo sarebbe potuto arrivare. Se avesse sentito rumori strani o visto il lupo, avrebbe dovuto correre in strada e gridare “Al lupo! Al lupo!”. Tuttavia, la noia era talmente tanta che Loris, per divertimento, decise di fare uno scherzo. Corse in strada gridando “Al lupo! Al lupo!”, e tutti gli abitanti, allarmati, accorsero in suo aiuto. Loris si divertì un mondo a vedere tutti uscire di casa in pigiama e, contento dello scherzo ben riuscito, tornò a far la guardia.

La notte seguente fu uguale. Loris replicò lo scherzo, e ancora una volta gli abitanti del villaggio si precipitarono, chiedendo dove fosse il lupo. Per Loris era troppo divertente vederli correre, così decise di continuare a fare lo scherzo ogni santa notte. Solo che dopo un po’ la gente, stufa di questo stupido scherzo, non lo stava più ad ascoltare; si girava nel letto e continuava a dormire. Questo comportamento costante portò a una tragica conseguenza. Finché, una notte, Loris corse ancora in strada gridando “Al lupo! Al lupo!”, ma nessuno gli diede retta. Così rimase triste e solo in mezzo alla strada, il suo scherzo ormai non funzionava più.

🤥 LE BUGIE - Educare alla sincerità. La storia del ragazzo che gridava al lupo! 🐺📖

Poco dopo, mentre tornava al suo fienile, Loris sentì uno strano rumore. Si alzò per guardare meglio e cosa vide? Il lupo! Era entrato nel suo fienile! Loris scese e corse in strada, gridando disperatamente “Al lupo! Al lupo!”. Continuò a gridare “Al lupo! Al lupo! Al lupo!” ma l'unica risposta che ricevette fu “Loris, piantala!”. Fu allora che Loris capì che nessuno lo avrebbe ascoltato, proprio ora che invece stava dicendo la verità. Loris sapeva di averla fatta grossa questa volta, perché infatti quando tornò a controllare il fienile, le pecore non c’erano più! E la sgridata per Loris fu esemplare. In alcune versioni successive della storia, si narra che persino il pastore rimase ferito da questa vicenda.

La morale della favola, che ci arriva da Esopo, un grande poeta greco vissuto nel V secolo a.C., è molto semplice: non bisogna mentire. Quando si dicono troppe bugie, infatti, si rischia di non essere creduto quando si dice la verità, proprio come è successo al pastorello. Se non avesse mentito tutte le volte sulla presenza del lupo, quell’unica volta in cui non stava dicendo una bugia gli abitanti del villaggio sarebbero accorsi in suo aiuto e avrebbero salvato sia lui che le sue pecore! La favola offre anche uno spunto per la creatività, invitando a cambiare il finale: il pastore, a causa delle bugie dette in passato, finisce per perdere tutto il suo gregge, ma si potrebbe immaginare un lieto fine, in cui gli abitanti del villaggio aiutano il pastore a salvare le sue pecore nonostante gli inganni precedenti, oppure il lupo potrebbe mettere in guardia il pastore dal suo comportamento scorretto senza però aggredire il gregge. Questo esercizio stimola la fantasia e permette di riflettere ulteriormente sulle diverse implicazioni morali della storia.

"Pierino e il Lupo": Coraggio, Disobbedienza e Astuzia Infantile

Un'altra narrazione fondamentale che vede il lupo protagonista è "Pierino e il Lupo", una fiaba musicale di Sergej Prokofiev, che sebbene non sia una filastrocca nel senso stretto, è un racconto didattico molto amato dai bambini. La storia di Pierino è un'esplorazione del coraggio infantile, della disobbedienza e dell'ingegno di fronte al pericolo. Pierino esce dal cancello del giardino di casa sfuggendo al controllo del nonno, un atto di ribellione che lo conduce verso l'avventura. Un'anatra lo segue con passo dondolante, dirigendosi verso lo stagno per farsi una bella nuotata, mentre un uccellino rimprovera all'anatra di essere un uccello anomalo perché non sa volare, evidenziando una vivace dinamica tra gli animali.

Mentre i due bisticciano, arriva un gatto, che vorrebbe approfittare della lite tra uccellino e anatra per mangiarsi uno dei due. Ma Pierino, attento e protettivo, avvisa i due amici: “Attenti al gatto!”. È un momento di tensione che preannuncia l'arrivo di una minaccia maggiore. Il nonno, tutto arrabbiato, arriva poco dopo e trascina Pierino a casa, ammonendolo: “Pierino! Questo è un posto pericoloso! Il lupo potrebbe arrivare da un momento all’altro!”. Questo avvertimento, che Pierino inizialmente ignora, si rivela profetico.

Appena in tempo, ecco arrivare il lupo vicino ai tre animali rimasti. L’anatra, essendo un animale assai lento nella corsa, è la prima vittima, e basta poco al lupo per raggiungerla e divorarla in un sol boccone. Pierino, dal cancello, guardava tutto quello che stava accadendo, e decide di intervenire. Con un atto di grande ingegno e coraggio, prende una corda e si arrampica su un ramo di un albero. Poi chiede all’uccellino di svolazzare vicino al muso del lupo, stando attento a non farsi prendere, distraendolo. Proprio in quel momento, arrivano i cacciatori che sparano in continuazione. “Smettetela!” urla Pierino! “Il lupo è già in trappola!”.

La favola di Pierino e il Lupo è un racconto potente sulla gestione della paura e sull'affermazione del coraggio individuale. Pierino, disobbedendo, si trova in una situazione pericolosa, ma la sua prontezza di spirito e la sua compassione per gli animali lo portano a ideare una soluzione ingegnosa per catturare il lupo. Questa storia insegna che anche i bambini, con le loro capacità e la loro creatività, possono superare ostacoli apparentemente insormontabili, dimostrando che l'astuzia può prevalere sulla forza bruta.

Scena della cattura del lupo in

Il Lupo nella Musica: "Attenti al Lupo" di Lucio Dalla

La figura del lupo ha ispirato non solo la letteratura per l'infanzia, ma anche la musica, assumendo connotazioni diverse a seconda dell'artista e del contesto culturale. Una delle canzoni più celebri che richiama questo animale è "Attenti al Lupo" di Lucio Dalla, un brano che, pur mantenendo un che di minaccioso tipico delle favole, si distingue per la sua interpretazione unica e profondamente italiana.

Per molti appassionati di Lucio Dalla, "Attenti al Lupo" è stato inizialmente considerato un infortunio facile e commerciale, un'uscita discografica forse troppo orientata al mercato. Questa percezione derivava, in parte, dal ritmo dance sul battere, senza troppe oscillazioni ritmiche, che poteva apparire troppo facile e distante dalla complessità di altre opere del cantautore bolognese. Il testo, con i suoi lupi e bambini nel bosco, poteva sembrare infantile, contribuendo a questa visione critica. Tuttavia, a un'analisi più attenta, la canzone rivela strati di significato e una raffinatezza che vanno oltre la superficie.

Quel ritmo dance, pur essendo semplice, non possiede la sincope epilettica del rock, ma ha forse qualcosa della leggerezza dondolante dello swing, una qualità che Dalla sapeva infondere anche nei brani più "pop". Nonostante il testo possa sembrare infantile, esso mantiene quel qualcosa di minaccioso che è delle favole, una sottile inquietudine che accompagna la narrazione. La vera magia della canzone si rivela in momenti specifici, come quell’intristirsi dell’armonia al minore quando Dalla canta “con due occhi grandi per guardare” e poi “con dentro un sogno da realizzare”. Questo passaggio evoca una dolce malinconia che incanta, trasformando la figura del lupo da semplice predatore a custode di sogni e paure.

Come in tutte le canzoni e le favole per i bambini, in "Attenti al Lupo" serpeggia una minaccia, una consapevolezza del pericolo intrinseco alla vita. In Lucio Dalla, però, la minaccia della favola è illuminata da un sole italiano disteso sulla campagna emiliana, una luce che addolcisce il potenziale orrore e lo cala in un contesto di calda umanità. Questo contrasta fortemente con l'orrore sinistro e terrificante di agnelli portati al macello che, ad esempio, fa scricchiolare Mahler nelle sue composizioni, dove la minaccia è più cruda e diretta. Dalla, invece, riesce a raddrizzare quietamente la melodia sopra l’eccesso di zucchero sparso fino a quel momento, quando canta con tono più deciso: “Amore mio non devi stare in pena / questa vita è una catena / qualche volta fa un po’ male”. Questa frase finale è una dichiarazione di saggezza adulta che riconosce la durezza della vita ma la avvolge in un abbraccio di consolazione e realismo, rendendo il "lupo" una metafora delle difficoltà che tutti dobbiamo affrontare.

Il Significato Psicologico del Lupo Nelle Fiabe per l'Infanzia

Il lupo, nelle filastrocche e nelle favole per bambini, è molto più di un semplice animale. È una figura archetipica, un simbolo potente che risuona profondamente nella psiche infantile, rappresentando diverse sfaccettature dell'esperienza umana e del processo di crescita. Il suo ruolo di "cattivo" è tutt'altro che banale, ed è proprio questo aspetto a destare un grande interesse nei giovani lettori, come evidenziato anche dalla collana "Le piccole Gioie".

Secondo studiosi come Bruno Bettelheim, autore de "Il mondo incantato: uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe", le fiabe non servono solo a intrattenere, ma anche a educare e a elaborare i conflitti interiori. Il lupo, in questo contesto, può rappresentare una varietà di elementi psicologici. Può essere la personificazione delle paure infantili: la paura dell'abbandono, della separazione dai genitori, del buio, o dell'ignoto. Il lupo affamato che minaccia di mangiare i personaggi può riflettere l'ansia dei bambini di essere "divorati" o sopraffatti da emozioni intense o da situazioni minacciose.

In molte storie, il lupo incarna gli istinti primordiali e incontrollati, sia quelli esterni (il pericolo reale) sia quelli interni (le pulsioni aggressive o egoistiche del bambino stesso). Confrontarsi con il lupo nelle storie permette ai bambini di esplorare questi istinti in un ambiente sicuro e di imparare a gestirli simbolicamente. La sua "cattiveria" offre un contrasto chiaro con la bontà e l'innocenza, aiutando i bambini a distinguere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e a comprendere le conseguenze delle azioni negative.

Inoltre, il lupo può simboleggiare le sfide e gli ostacoli che si incontrano nel percorso di crescita. Sconfiggere o superare il lupo (come in "Pierino e il Lupo" o nella filastrocca "Vado nel bosco, vieni con me?" dove la paura viene scacciata con un "cucù") offre ai bambini un modello per affrontare le proprie difficoltà e sviluppare un senso di competenza e autostima. La figura del lupo che, a volte, si mostra debole o ingannabile, come nelle filastrocche che ne ironizzano la vulnerabilità o la sua capacità di essere "fregato", umanizza il "mostro" e lo rende meno spaventoso, più gestibile, mostrando che anche le minacce più grandi hanno i loro punti deboli.

Le filastrocche e le favole sul lupo, dunque, sono strumenti pedagogici potenti. Non solo intrattengono con la musicalità e l'avventura, ma forniscono anche un linguaggio simbolico attraverso cui i bambini possono confrontarsi con le loro paure, comprendere le dinamiche sociali, elaborare concetti morali come la sincerità e il coraggio, e, in definitiva, crescere, imparando a navigare nel "bosco" complesso della vita. La risonanza del lupo nelle diverse culture e nelle diverse forme d'arte, dalla letteratura alla musica, testimonia la sua perenne rilevanza come simbolo nell'immaginario umano.

Bambino che legge un libro con un lupo

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