Le Filastrocche: I Giocattoli dell'Anima e il Ritmo della Crescita

Le filastrocche, con la loro apparente semplicità, rappresentano uno degli strumenti più potenti e antichi a disposizione per lo sviluppo e l'intrattenimento dei bambini. Non sono semplici sequenze di parole, ma veri e propri giocattoli intrisi di significato, capaci di stimolare la mente, il cuore e il corpo dei più piccoli. La filastrocca è, infatti, il primo giocattolo che un bambino riceve, un dono fatto di affetto, fantasia e poesia, che stimola affetto e socializzazione fin dai primi mesi di vita.

Questi componimenti ritmici, spesso tramandati di generazione in generazione, sono ricchi di saggezza antica. Esse portano con sé le memorie di gesti e affetti che si sono ripetuti nel tempo, creando un ponte tra il passato e il presente e consolidando legami familiari e comunitari.

Il Ruolo Fondamentale delle Filastrocche Nello Sviluppo Infantile

La capacità delle filastrocche di coinvolgere e rasserenare i bambini è sorprendente. Spesso, quando i neonati e i bambini piccoli piangono, non è solo per bisogni primari; a volte è perché si annoiano e ci stanno forse chiedendo qualcosa di diverso dal latte o dall’essere cambiati. È importante, quindi, offrire loro piccoli giochi stimolanti, e in questo contesto, le filastrocche si rivelano insostituibili.

Una delle cose che affascina il neonato più di ogni altra è osservare il viso, le mani e sentire la voce delle persone che gli stanno vicino e che costituiscono il suo contatto primario con il mondo. Le filastrocche sfruttano proprio questa attrazione, offrendo stimoli uditivi e visivi che catturano l'attenzione del bambino. Da sempre, queste rime sono il primo sapiente gioco a misura di bambino, cucito perfettamente sulle sue capacità di percezione e apprendimento.

Con il termine “filastrocche” si intendono non solo le rime classiche ma anche un universo più vasto che comprende le ninne nanne, i girotondi, le conte e i giochi cantati. In sostanza, si tratta di tutti quei componimenti in rima, con una cadenza ritmica ben definita, talvolta accompagnati anche da movimenti, che coinvolgono il bambino a più livelli.

Bambini che giocano a girotondo

L'effetto benefico delle filastrocche non si limita alla stimolazione cognitiva e sociale. È ampiamente riconosciuto che esse hanno un effetto tranquillante sui piccoli. Le mamme, infatti, per addormentarli, si affidano da sempre a filastrocche e ninne nanne. I movimenti della ninna nanna, spesso uniti al canto e alla culla, hanno un effetto rassicurante nel bambino. Parlargli, comunicare con lui attraverso questi mezzi, e cullarlo, significa dimostrargli affetto e tranquillizzarlo in momenti di irrequietezza. La dolcezza delle parole, del ritmo e del tono, consente al bambino irrequieto di addormentarsi tranquillamente, offrendogli un senso di protezione e pace.

Le filastrocche, oltre a calmare e intrattenere, sono strumenti preziosi anche per lo sviluppo della coordinazione. Il modello ritmico molto comune nelle pratiche curative musicali, presente anche nelle filastrocche, è importante nello sviluppo della coordinazione necessaria ad apprendere la ripetizione regolare delle pulsazioni. Questa base ritmica è fondamentale per molteplici aspetti della crescita, dalla capacità motoria al linguaggio.

Un Ponte tra Passato e Presente: Le Filastrocche Molfettesi e la Nostalgia dei Ricordi

Per comprendere appieno il valore intrinseco delle filastrocche e dei giochi infantili, è utile compiere un viaggio nel passato. Affrontiamo insieme, con lo sguardo dell’autore, un viaggio nel passato fino a giungere agli anni settanta, occupandoci dei giochi e delle filastrocche che i bimbi molfettesi recitavano nella loro vita quotidiana. Questa indagine è anche una ricerca che l’autore svolge sui suoi stessi ricordi d’infanzia durante il rapporto di crescita con i suoi genitori, un’immersione personale in un mondo di affetti e tradizioni.

Questo percorso ci apre al lettore un mondo ormai scomparso, un’epoca in cui la vita dei bambini scorreva sulle ali della loro fantasia più che sul possesso di qualche giocattolo. In quegli anni, la creatività e l'interazione umana erano i veri motori del gioco, e le filastrocche rappresentavano un veicolo primario per l'espressione di questa fantasia. Tante sono le filastrocche inserite nel libro oggetto di questa analisi, nelle quali usi, costumi e saggezza popolare sono rilevati in forma poetica dall’autore. Attraverso questa ricerca, l'autore sprona anche ad un confronto tra il passato ed il presente, invitando a riflettere su come il gioco e l'infanzia siano cambiati, e sul ruolo che le tradizioni orali ancora possono e devono avere.

Tocatì su RAI Storia

Gianni Rodari e le "Giocatrocche": Quando la Filastrocca Diventa Gioco di Mani

Il concetto che le filastrocche siano veri e propri giocattoli è stato magistralmente espresso dal grande maestro Gianni Rodari. Il suo insegnamento ci fa approdare nel mondo delle giocatrocche, ossia filastrocche cantate e accompagnate dal battito delle mani. Rodari, con la sua ineguagliabile capacità di vedere la magia nel quotidiano, ha elevato la filastrocca da semplice componimento a strumento ludico interattivo.

L'origine esatta delle giocatrocche non è veramente chiara, ma sicuramente il terreno di maggiore diffusione e manifestazione di queste pratiche è stata la Spagna. In questa cultura, le giocatrocche hanno assunto una valenza che va oltre il mero divertimento, toccando corde profonde della dimensione sociale e psicologica, in particolare per le donne. In questo caso, ci troviamo ad affrontare un elemento ludico-musicale che possiede una forza sociale simile a quella del tarantismo. Ernesto De Martino, nella sua opera "La terra del rimorso", sottolinea come ci fosse una predominanza di donne "tarantolate" rispetto agli uomini, che erano invece più spesso i tarantisti, ossia i guaritori. Questo accadeva perché la cultura del tempo aveva fatto sì che fossero spesso le donne a non poter manifestare espressamente il proprio disagio emotivo, sociale e vitale, e a doverlo giustificare piuttosto con un “malessere magico” come il morso di una tarantola.

Le giocastrocche, allo stesso modo, sono da sempre un gioco puramente femminile, un luogo di espressione e socializzazione per le bambine e le donne, dove il corpo e la voce si uniscono in una forma di comunicazione liberatoria.

Bambine che giocano a giocatrocche in un cortile

Lo Spazio Sacro delle Giocatrocche: Un Palcoscenico di Libertà Femminile

Le giocatrocche non sono solo una sequenza di gesti e canti; esse creano un vero e proprio "spazio" rituale e sociale. Alcuni ricercatori, attivi nelle scuole spagnole, hanno tra l’altro messo in luce che le giocastrocche hanno un loro “spazio” ben definito. All’interno dell’area circoscritta di un cortile scolastico, sono i perimetri e i margini di questo a diventare i palcoscenici sui quali la magia delle bambine avviene. In questi spazi semi-privati, le bambine possono esprimersi liberamente, imparare, socializzare e rafforzare i legami tra loro, lontano dagli sguardi e dalle aspettative del mondo adulto.

Questa dimensione femminile del gioco delle giocatrocche è significativa se la si inserisce in un contesto storico più ampio. La libertà di espressione delle donne ha fatto oggi grandi progressi, ma ha alle sue spalle una lunga storia di silenzi imposti e spazi negati. Ad esempio, per molti secoli e in diverse culture, i personaggi femminili a teatro sono stati interpretati comunque da uomini, e il palcoscenico è stato uno spazio che le donne hanno dovuto duramente conquistare nel tempo e forse sul quale non sono ancora del tutto padrone. Le giocatrocche, in questa prospettiva, possono essere viste come una forma primordiale di appropriazione di uno spazio di espressione, un palcoscenico intimo dove la voce e il corpo femminile potevano trovare un modo per manifestarsi e farsi sentire.

La Diversità dei Modelli: Coreografie e Ripetizioni Nelle Giocatrocche

Le giocatrocche si manifestano in diverse forme, ognuna con le sue peculiarità e il suo fascino. Esistono due modelli principali di giocastrocca, che si distinguono per il modo in cui il movimento si relaziona al ritmo e al testo.

Un modello è quello coreografico per imitazione. In questo tipo di giocatrocca, non è esattamente il ritmo a guidare la canzone, quanto più un’arzigogolata coreografia gestuale. Le partecipanti eseguono i movimenti a specchio, cercando di replicare con precisione la sequenza. Molto famosa in questo genere è, ad esempio, "Don Don Baby", il cui testo è del tutto non-sense. Qui l'attenzione è focalizzata sulla coordinazione dei movimenti e sull'imitazione, sfidando le capacità motorie e mnemoniche in un contesto ludico e divertente. Il non-sense del testo, inoltre, libera la mente da vincoli semantici, permettendo una completa immersione nel puro piacere del movimento e del suono.

La nostra giocastrocca preferita però è "Miliquituli", un “juego de palmas” della Murcia. Il modello che questa giocatrocca ci propone è di coreografia per ripetizione. In questo caso, i gesti delle mani vengono ordinati in un ciclo che si ripete identico fino alla fine della canzone. Questa struttura ripetitiva è particolarmente efficace per l'apprendimento e il consolidamento delle sequenze, offrendo un senso di familiarità e prevedibilità che è rassicurante per i bambini e facilita la partecipazione di tutti.

Mani che battono il ritmo di una filastrocca

Echi Musicali dal Lontano Nord: Le Pratiche Gutturali delle Donne Inuit

Per concludere questo excursus nelle pratiche musicali popolari e comprendere la vastità e l'universalità del gioco vocale e corporeo, facciamo un breve accenno ad una cultura molto lontana dalla nostra: quella degli Inuit. Questa volta, però, sono le donne adulte a portare avanti un gioco molto simile alle giocastrocche, rivelando come queste forme espressive non siano limitate all'infanzia o a specifiche latitudini.

Nei lunghi periodi di buio, caratteristici delle regioni artiche, le donne inuit si sfidano con versi gutturali, molto simili ai versi delle foche e delle balene, appoggiando le mani dell’una sulle spalle dell’altra. Questa pratica, pur diversa nelle sue manifestazioni superficiali, condivide con le giocatrocche spagnole la dimensione del gioco vocale e fisico, l'interazione sociale e la creazione di un momento condiviso di espressione e divertimento, spesso con una risonanza culturale e spirituale profonda. Essa dimostra come il bisogno umano di esprimersi attraverso il ritmo, il suono e il movimento sia un filo conduttore che attraversa culture e generazioni.

L'Atelier Musicale "Albero Sonoro": Educazione e Gioco Attraverso la Musica

L'importanza del suono, del ritmo e del gioco nella crescita dei bambini è oggi più che mai riconosciuta e valorizzata da iniziative specializzate. "Albero Sonoro" è un atelier musicale che offre a bimbi dai 3 anni in su laboratori sensoriali, passeggiate sonore in natura e percorsi di apprendimento individuali di pianoforte, violino e propedeutica musicale. Questi spazi sono pensati per coltivare la sensibilità musicale fin dalla più tenera età, dimostrando come l'approccio ludico alle filastrocche e alle pratiche ritmiche possa evolvere in un percorso di apprendimento musicale strutturato e gratificante. Attraverso l'esplorazione dei suoni della natura e l'interazione con gli strumenti, i bambini sviluppano non solo competenze musicali, ma anche una maggiore consapevolezza del proprio corpo e dell'ambiente circostante.

Il Vero Valore del Giocattolo: Una Parabola sulla Condivisione e la Gioia

Per cogliere la vera essenza del gioco e del giocattolo, e per comprendere appieno il messaggio intrinseco delle filastrocche come "primo giocattolo", è utile riflettere su una piccola storia. C'era una volta un bambino ricco che si stancava subito dei suoi giocattoli, perché gliene davano sempre di nuovi. Per questo motivo, buttava quelli di prima dalla finestra, senza curarsi del loro destino.

Un bambino che abitava lì vicino, e giocattoli non ne aveva, raccoglieva i giocattoli e li teneva. Non solo, chiamava altri bambini a giocare con lui, ed erano tutti contenti. La loro felicità era così grande che le loro risate furono sentite dal bambino ricco, che, incuriosito, uscì dalla sua casa, si avvicinò e cosa vide? Tanti bambini che giocavano con i giocattoli che lui stesso aveva buttato via.

Allora entrò in mezzo a loro e disse: - Questi giocattoli sono miei: li rivoglio. I bambini smisero di giocare, e rimasero zitti, un’ombra di delusione e tristezza si diffuse tra loro. Poco dopo, arrivarono dei tipi e portarono via i giocattoli, che tornarono nella camera del bambino ricco. Ma lui non sapeva cosa farsene, perché era solo, e la solitudine rese quei giocattoli inutili e silenziosi.

Dopo due giorni accadde una cosa strana, quasi magica. Annoiati dal non far niente e dalla mancanza di allegria, i giocattoli si misero in movimento. Di notte, zitti zitti, rotolando e strisciando, se ne andarono via dalla camera del bambino ricco e tornarono nella casa di fronte, dove la gioia aveva la sua dimora. Al mattino dopo, molto contento, il bambino povero chiamò gli amici e ricominciarono a giocare, le risate tornarono a riempire l’aria.

- Ma sono miei, - disse il bambino ricco, quando scoprì la sparizione - li rivoglio! E li fece portar via un’altra volta. Ma la notte, striscia e rotola, i giocattoli tornarono dall’altro bambino, desiderosi di essere parte di un gioco condiviso. La cosa si ripeté per ben cinque volte, un incessante viavai di giocattoli alla ricerca della vera felicità. L’ultima volta, quando il bambino ricco venne a riprendersi i giocattoli scappati, uno di quelli che erano lì ebbe il coraggio di dire: - Prima di farli portare via, gioca un po’ con noi!

Questa parabola, pur non trattando direttamente di filastrocche, ne racchiude lo spirito più profondo. Sottolinea che il vero valore di un "giocattolo" - sia esso materiale o immateriale come una filastrocca - non risiede nel suo possesso, ma nella gioia della condivisione, nell'affetto che genera e nella fantasia che stimola. Le filastrocche, proprio come i giocattoli che "scappano" in cerca di compagnia, prosperano nella socializzazione e nell'interazione, insegnando ai bambini il piacere dell'essere insieme e il potere della propria immaginazione.

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