Filastrocche del Presepe per Bambini: Un Viaggio Incantato tra Versi, Tradizioni e Significati Profondi

Le Feste natalizie, con la loro atmosfera magica e avvolgente, portano con sé una delle tradizioni più dolci e radicate: le poesie di Natale. Queste rime, capaci di scaldare il cuore e di evocare immagini di gioia e serenità, sono un vero e proprio "must" del periodo, amate soprattutto dai bambini che le recitano con entusiasmo, magari mettendosi al centro dell’attenzione in occasione del pranzo di Natale o della cena della Vigilia. Il presepe, in particolare, con la sua rappresentazione suggestiva della Natività, diventa spesso il fulcro di queste composizioni, trasformandosi in uno scenario vivente dove personaggi, animali e astri prendono vita attraverso le parole.

L'Incanto e il Ruolo Educativo delle Filastrocche Natalizie

Le poesie di Natale hanno un ruolo fondamentale nella crescita dei più piccoli, ben oltre il semplice intrattenimento. Per i bambini della scuola primaria, e non solo, queste composizioni non solo trasmettono lo spirito natalizio, ma aiutano in modo significativo a sviluppare la memoria, la comprensione del linguaggio, la creatività e l’immaginazione. Imparare una filastrocca di Natale, infatti, è una delle tradizioni più dolci da condividere in famiglia, rappresentando non solo un esercizio di memoria per la scuola, ma un momento magico che unisce genitori e figli nell'attesa delle feste. L'associazione di movimenti a parole, come battere le mani o marciare sul posto, enfattizzando le rime, aiuta moltissimo la memorizzazione, rendendo l'apprendimento un'esperienza dinamica e divertente. Allo stesso modo, disegnare la storia dopo aver ascoltato la filastrocca - visualizzando Babbo Natale, la neve o l'asinello - fissa i concetti nella mente del bambino, arricchendo la sua capacità narrativa e visiva. È cruciale procedere poco per volta, senza pretendere che il bambino impari tutto subito, rispettando i suoi tempi e incoraggiando la spontaneità.

Bambini che recitano una poesia di Natale davanti a un albero

Ci sono poesie sul senso profondo del Natale, altre che si concentrano sull'aspetto religioso di questa Festa e altre ancora spiritose e divertenti, ma in grado di far riflettere, adatte per i bambini di ogni età. E non possono certo mancare le poesie brevi, facili da memorizzare, perfette per i più piccini.

Grandi Autori e le Loro Rime Natalizie: Un Patrimonio di Versi

La tradizione di dedicare versi al Natale è ricca e variegata, avendo attratto poeti e autori di ogni epoca. Giuseppe Ungaretti, Gianni Rodari, Alda Merini, Umberto Saba, Mario Lodi e Madre Teresa di Calcutta sono solo alcuni degli autori che hanno scritto alcune delle più belle poesie di Natale, non solo per bambini. Le loro rime esplorano il significato della festa da diverse angolazioni, offrendo prospettive che vanno dalla contemplazione spirituale all'osservazione giocosa, dalla riflessione sulla condizione umana alla celebrazione della nascita divina.

Umberto Saba, con la sua essenzialità, cattura l'emozione della Natività in pochi versi:“è nato! sonate! è nato!”Questa esclamazione, quasi un grido di gioia universale, risuona con la semplicità e la potenza dell'annuncio. Alda Merini, con la sua peculiare sensibilità, offre una visione più intimistica e a tratti quasi cruda:“Non è il tuo posto, via! Ma l’indiano non sente.”Questi versi, seppur enigmatici nel contesto generale, suggeriscono la complessità dell'accoglienza e della percezione del sacro. Salvatore Quasimodo, con il suo "Natale", ci invita a una riflessione più profonda, mentre Roberto Piumini, con il suo stile giocoso e profondo, ci regala versi che rimangono impressi:“io so dove sta. la cassa non c’è.”Queste diverse voci arricchiscono il panorama della poesia natalizia, offrendo ai bambini e agli adulti un'ampia gamma di sentimenti e suggestioni.

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Il Presepe in Rima: Personaggi e Significati Sacri e Profani

Il presepe è il cuore pulsante delle filastrocche natalizie per bambini. Attorno alla sacra capanna, i versi tessono storie di personaggi umili e maestosi, di animali e di elementi naturali che insieme ricreano l'atmosfera della Notte Santa. I personaggi più amati che animano il presepe nelle filastrocche sono ovviamente Gesù Bambino, la Madonna e San Giuseppe, ma anche l'asinello e il bue, i pastori e i Re Magi, ciascuno con il proprio ruolo e significato.

La Nascita e la Grotta:Molte filastrocche si concentrano sul momento della nascita e sull'umiltà del luogo. Ad esempio, una poesia recita:“E’ una notte fredda e serenacon in mezzo la luna piena;poi la luce di fa più bellaper l’accendersi di una stella;e quando gli angeli scendono a voloin terra nasce il divino figliolo.Ora è Natale e nella capannac’è un dolce bimbo con la sua mammamentre il padre dal volto serenola mangiatoia riempie di fieno.C’è tanto freddo e tanto geloe per coprirlo non c’è un velo.Ma l’asino e il bue messisi a latolo riscaldano col fiato.” (G. Fanciulli)

Questa descrizione toccante sottolinea la povertà della mangiatoia e l'amorevole cura degli animali, un tema ricorrente e molto apprezzato dai bambini. Un altro componimento, intitolato "E’ nato!", dipinge il bambino con colori vividi:“Dite se avete mai vistoun fantolino più bellocon qui colori di pomo.E’ vispo come un uccello.Ha tutto il cielo negli occhi,tutte le grazie sono sue.E’ nato re in una grotta,tra un asinello ed un bue.” (R. Gatteschi)Questi versi rendono il Bambinello non solo sacro ma anche tenero e familiare, facile da immaginare per i piccoli.

Gli Animali del Presepe:L'asinello e il bue sono protagonisti indiscussi, simbolo di umiltà e di calda accoglienza. La filastrocca "L’asinello di Gesù" narra il viaggio dell'animale con una tenerezza particolare:“L’asinello lascia il pastoe la schiena sotto il bastova per strade senza siepee vuol giungere al presepe.Son passati i pastorellicon le lane, con gli agnelli,c’è un fiorire per le fratte,le fontane danno lattee tra i pruni zuccheriniè un vagar di cherubini.Lui, ch’è irsuto, bigio, brutto,non ha un dono per il putto:ma riscalderà col fiatoil signore del creato.” (L. Lodi)Questa poesia evidenzia l'essenzialità del dono dell'asinello, un calore genuino e incondizionato, che vale più di qualsiasi ricchezza.

I Pastori e l'Annuncio:I pastori, figure semplici e prime testimoni della Natività, sono spesso rappresentati nel loro stupore e nella loro devozione.“Scintillano le stelle,fiaccolette d’argento,e illuminano a festal’azzurro firmamento,mentre a migliaia, in terra,spandono le campanead invitar le gentimistiche note arcane.Laggiù, nella chiesetta,brillano come gemmei ceri sacri, accesial bimbo di Betlemme.Ed al presepio santoc’invita il redentore:qui la preghiera saledal cuore come un fiore.” (R. Pezzani)Questo componimento, "Notte santa", cattura l'atmosfera di meraviglia e invita alla preghiera, unendo la bellezza del creato all'annuncio divino.

I Re Magi e la Stella Cometa:Non possono mancare i Re Magi, guidati dalla stella cometa, che portano doni preziosi. Molte filastrocche raccontano il loro lungo viaggio e l'arrivo alla capanna.“Tre Re Magi, da lontano,son venuti piano piano,per vedere Gesù Bambino.Una stella fra il turchinoli ha guidati col suo lume,Gesù dorme, non ha piume,non ha fuoco, non ha fiamma.Ha soltanto la sua mamma.” (da “Raccogli idee” ed. Tresei scuola)Questi versi evocano l'immagine di un bambino povero ma circondato dall'amore della madre, un contrasto potente che commuove.

La "Notte di prodigio" di K. C. descrive il Bambinello con dettagli quasi barocchi, sottolineando la sua divinità e la sua bellezza:“Mezzanotte! Il Cristo bambinoI suoi occhi acquamarina si apronoal sorridente mare del mattino.Due soli splendenti hanno illuminato l’alba.Le sue gote di melagrana sono fiori di rosadi alloro, fiori rosai cui steli e radicisalutano l’umanità con amore.Le sue esili braccia levatein un simmetrico arco armoniosoche abbraccia il mondo.”E continua con una ricchezza di immagini che eleva il momento della nascita a un evento cosmico.

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Le Filastrocche di Gianni Rodari: Un Messaggio di Civiltà e Speranza

Gianni Rodari, il grande "Maestro della Fantasia", ha composto filastrocche natalizie che vanno oltre i versi banali e abusati sulla pace nel mondo. Le sue poesie sono un augurio di Buone Feste che tutti, grandi e piccini, vorrebbero leggere, riflettendo un profondo messaggio di civiltà e di speranza con parole tutt'altro che scontate.

Rodari stesso immagina di essere l'artefice della pace attraverso la sua poesia e consegna, a chiunque la legga, la stessa audace convinzione. La filastrocca di Natale di Gianni Rodari è come una bacchetta magica che incita al cambiamento e alla trasformazione. Nelle parole in rima del maestro di Omegna, vibra la coscienza di poter cambiare il mondo attraverso il peso delle proprie azioni.

Ritratto di Gianni Rodari

Ed ecco che anche l'umile bastone in legno del pastore del presepio può trasformarsi in un'audace bacchetta magica: è la prova che tutti, nessuno escluso, possiamo essere costruttori di Bene. In appena una manciata di versi, Gianni Rodari racchiude un augurio significativo e ricco di allusioni simboliche. L'io narrante si identifica nella figura più umile del presepe: il pastore, che giunge inseguendo la luce della stella e si toglie il cappello per celebrare la venuta di Gesù Bambino.

Rodari capisce che per entrare nell'immaginazione sfavillante dei bambini deve dare vita e cuore alle statuine immobili del presepe, che appaiono come tanti giocattoli tutti schierati per un preciso scopo. Da notare che, ancora una volta, si affida alla povertà dei mezzi: il presepio cui si riferisce è un comune presepe di cartone, composto di materiali semplici ma animato dalla forza della fantasia. Non servono grandi scenografie, d'altronde, per compiere grandi imprese. I cambiamenti di scena sono solo superficiali: all'apparenza cambiano tutto, però nella sostanza lasciano ogni cosa come prima. Il vero cambiamento deve partire dalle coscienze, da un senso del dovere che è custodito nel profondo del cuore e non nella carità esibita, neppure nell'ostentazione del dono.

Questo approccio si riflette anche nel suo modo di parlare della felicità: sembra quasi una contraddizione perché tutti i bambini il giorno di Natale sono felici; ma sappiamo bene che non è così. E Rodari con questa affermazione intende abbracciare tutti i bambini del mondo, di tutte le culture e tutte le etnie, persino quelli che sono afflitti dalla povertà e dalle guerre. Tutti questi bambini - africani, cinesi, giapponesi - possiedono una cosa in comune ed è la felicità, ovvero la possibilità di essere felici nello “stesso sorriso”. Questa prospettiva evoca una parità di diritti e un'eguaglianza di fatto che va ben oltre il linguaggio metaforico. Il pensiero degli altri bambini meno fortunati dovrebbe far riflettere anche sul significato sempre consumistico che diamo alle festività natalizie. Il troppo che compriamo non sembra mai abbastanza: la nostra felicità è esigente e non si accontenta mai di nulla, pare che le manchi sempre un pezzo. Dimentichiamo che invece la felicità è fatta di poco, di un sorriso nel volto di un bimbo e null'altro. Loro lo sanno che c'è della magia persino nelle statuine di un povero presepe di cartone: lì dentro si trova un pastore che con il suo bastone è capace di salvare il mondo, facendo scomparire la tristezza e il dolore, invitando tutti ad agire nel bene in nome di un Sereno Natale.

Il Presepe Animato di Mimmo Mòllica: Tradizioni Regionali e Personaggi Tipici

La raccolta di filastrocche natalizie di Mimmo Mòllica, tra cui la "Filastrocca del presepe", si distingue per la sua capacità di descrivere gli immancabili personaggi del presepe classico e regionale, aggiungendo un tocco di colore e di tradizione. Oltre ai doni classici come "Oro, incenso e mirra" portati dai Re Magi, il presepe, tra i molti personaggi rappresentati, non può fare a meno di figure emblematiche che arricchiscono il contesto culturale.

Nella tradizione piemontese, troviamo "Gelindo", il contadino semplice e pasticcione, un po' burbero e sbadato, ma sorridente. Quella partenopea, invece, abbonda di pastori e popolane che rendono il presepe vivace e folcloristico. Tra i personaggi più conosciuti c'è "Benino", il pastore dormiente nella stalla, solitamente disposto all'inizio del presepe, che, secondo la leggenda, dorme e fa sogni rivelatori, come quello che ha ispirato la creazione del presepe stesso. C'è anche "Totore 'o pittore", molto simile all'oste che rifiutò ospitalità a Giuseppe e Maria. La tradizione bolognese classica annovera personaggi come "Dormiglione", "Meraviglia" e "Curiosa", che con i loro nomi stessi suggeriscono atteggiamenti e ruoli specifici all'interno della scena. Infine, non manca "Zio Gennaro", spesso rappresentato vicino alla grotta a scaldarsi le mani, simbolo della comunità che si raccoglie attorno alla Natività.

La "Filastrocca del presepe" di Mimmo Mòllica, con la sua attenzione ai dettagli e alle peculiarità regionali, contribuisce a mantenere viva la ricchezza delle tradizioni natalizie, insegnando ai bambini la varietà e la profondità culturale legate a questa festa.

Illustrazione di un presepe tradizionale con personaggi tipici

Oltre il Divertimento: Il Messaggio Profondo del Natale nelle Filastrocche

Al di là della gioia e dell'allegria che le filastrocche natalizie portano, esse celano spesso messaggi profondi di pace, solidarietà, amore e riflessione. Il Natale è un momento di riflessione, solidarietà e pace, e queste poesie ne sono veicolo privilegiato, aiutando a superare le difficoltà e a trovare la felicità nelle cose semplici.

Pace e Unione:Molte filastrocche richiamano l'importanza della pace e dell'unità tra gli uomini.“Per tutti i bambini:italiani, francesi o abissinie noi che siamo così piccini,non chiederemo dei regalini,ma solo la pace per tutti i bambini.”Questo breve componimento esprime un desiderio universale, un appello alla pace che trascende le differenze geografiche e culturali. La filastrocca di Natale da “Il diario dei diritti dei bambini” Emi, pur menzionando gli aspetti consumistici, riporta l'attenzione al vero significato:“Filastrocca del Natalequante cose posso comprare!Ho già visto nelle vetrinefili d’argento, nastri, stelline.I pandoro e i panettonifanno la gioia dei golosoni.Il presepe e l’alberellorendono tutto ancora più bello.Ma il Natale non è questo in fondo,è vera pace in tutto il mondo:volersi bene, darsi la mano,sentirsi uniti, andare lontano.”Un messaggio chiaro che invita a riflettere sul valore dei rapporti umani e della solidarietà.

Il componimento di Hirokazu Ogura, con le sue domande retoriche, spinge a una riflessione globale:“Perchédappertutto ci sono cosi tanti recinti?In fondo tutto il mondo e un grande recinto.Perchéla gente parla lingue diverse?In fondo tutti diciamo le stesse cose.Perchéil colore della pelle non e indifferente?In fondo siamo tutti diversi.Perchégli adulti fanno la guerra?Dio certamente non lo vuole.Perchéavvelenano la terra?Abbiamo solo quella.A Natale - un giorno - gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele.Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.Allora tutti si diranno "Buon Natale!" a Natale, un giorno.”Questa visione utopica ma potente offre una speranza concreta per un futuro di armonia universale.

L'Umiltà e il Dono di Sé:Il messaggio della nascita di Gesù in povertà è un invito a spogliarsi del superfluo e a riscoprire l'essenziale. Un testo anonimo recita:“Sono nato nudo, dice Dio,perché tu sappia spogliarti di te stesso.Sono nato povero,perché tu possa soccorrere chi è povero.Sono nato debole, dice Dio,perché tu non abbia mai paura di me.Sono nato per amoreperché tu non dubiti mai del mio amore.Sono una persona, dice Dio,perché tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.Sono nato perseguitatoperché tu sappia accettare le difficoltà.Sono nato nella semplicitàperché tu smetta di essere complicato.Sono nato nella tua vita, dice Dio,per portare tutti alla casa del Padre.”Questi versi, quasi una riflessione teologica in forma di poesia, offrono una profonda chiave di lettura del significato spirituale del Natale.

Anche il componimento "O Simplicitas" di M. D. esplora il tema dell'umiltà e dell'accettazione del destino divino:“Un angelo mi visitò ed ero impreparataa esser di Dio strumentomadre diventerò ma ero spaventatatremai per un momentol’angelo era ancora là, sia fatta la sua volontàed accettai l’avvento.Dovrebbe un re solenne nascere in nobile dimorapensavo in quel momentopartimmo per Betlemme, tutto era strano allorasoffiava un freddo ventoportavo un vecchio mantello, non ci accolsero nell’ostellola città era in fermento.Un bimbo appena nato, che ancor non sa parlaregiace in umiltàGiuseppe lo ha vegliato, le bestie lo san scaldaresi muovono a pietàè nato in una stalla? Capii quella novellapiù di un re lo adorerà.”Questa poesia, che racconta la prospettiva di Maria, porta il lettore a comprendere la straordinaria semplicità e la profonda sacralità dell'evento.

La Speranza e la Luce:In mezzo al freddo e al buio dell'inverno, il Natale porta la luce e la speranza. Santo Parisi, con la sua poesia, sottolinea questa dualità:“C’è un alberoaddobbato in casa mia,scintillantedi luci e di coloriMa c’è tanto, tanto buio fuori:sofferenze, dolori…dolori a non finire.Ma nella notte freddasplende ancora,dopo due millenni,o mio Signore,una cometasulla tua capanna:una cometache alla Pace invita,una cometache verso te ci guida.”Questo contrasto tra la luce interiore delle case e il buio esterno del mondo, risolto dalla guida della cometa, è un potente messaggio di speranza.

Un altro componimento senza autore specifica questo desiderio di luce:“Nella notte delle tenebre,aspettiamo la luceche illumini la terra.Nella notte delle tenebre,aspettiamo l'amoreche riscaldi il mondo.Nella notte delle tenebre,aspettiamo un Padreche ci salvi dal male.Nella notte delle tenebre,aspettiamo la misericordia.Aspettiamo un Dio.”Questi versi esprimono l'attesa universale di salvezza e consolazione che il Natale incarna.

Una Raccolta di Versi per Ogni Cuore

Le filastrocche dedicate al presepe e al Natale sono innumerevoli, ognuna con la sua particolare melodia e il suo messaggio. Ecco alcune altre gemme che arricchiscono il repertorio, perfette per essere recitate o semplicemente meditate.

L'Invito al Presepio:“Venne un angelo al mio cuore,al mio cuore di bambino.Disse: mettiti in cammino,troverai il tuo signore,più radioso di una fiamma,sui ginocchi della mamma.” (R. Gatteschi)Questa poesia, con la sua immagine di un angelo che guida il bambino, evoca un viaggio spirituale e innocente.

Il Presepe di Carta:“Vi sono monti scoscesi, nudi ed ertie un ciel di carta azzurra a punti d’oro,vi son le snelle palme dei deserti,tra la neve coi pini e con l’alloro.C’è un bel prato di muschio verdolino,tante casette sparse qua e làun ponticello ed un laghetto alpinoproprio d’un monte sulla sommità.” (E. Pisano)Questa descrizione dettagliata de "Il presepe" non solo ne evoca l'immagine visiva, ma anche la sua dimensione di piccolo mondo incantato, spesso costruito con materiali semplici, ma carico di significato.

La Notte che si Fa Giorno:“E’ nato, alleluia alleluiaè nato il sovrano bambinola notte che già fu sì buiarisplende di un astro divinoorsù cornamuse, più gaiesonate, squillate campanevenite pastori e massaieoh genti vicine e lontane.” (G. P.)Questo inno di gioia, "E’ nato, alleluia alleluia", celebra il passaggio dall'oscurità alla luce, sottolineando la gioia diffusa tra tutti, dai pastori ai re magi, fino alla gente comune.

La Quiete e il Mistero:“Notte santa del Natale,notte d’oro, tutta incanto;degli angeli c’è il canto,su Betlemme è la cometa.Alleluia! In alto il cuoreper la pace e per l’amore,nella notte del Nataleè nato il Redentore!”Questa poesia, ripetuta anche in una versione leggermente variata, "Alleluia", sottolinea la sacralità e la magia della notte, l'incanto e la melodia degli angeli che annunciano la pace e l'amore.

Il Miracolo del Silenzio:Una poesia cattura l'attimo sospeso della Natività con grande suggestione:“Maria dentro la grotta si posò,e Giuseppe a Betlemme si avviò.Ma d’un tratto sentì che mentre andavaa mezzo il passo il piè gli s’arrestava.Vide attonita l’aria e il cielo immoto,e uccelli starsi fermi in mezzo al vuoto;e poi vide operai sdraiati a terra,e posata nel mezzo una scodella;e chi mangiava ecco non mangiava piùchi ha preso il cibo non lo tira suchi leva la man la tiene levatae tutti al cielo volgono la faccia.” (D. P.)Questa "Natale" di D. P. descrive un momento di sospensione del tempo e della realtà, un prodigio che precede l'annuncio della nascita, per poi riprendere il suo corso una volta che "Gesù era nato, il fiore era fiorito."

Il Dolce Bambino e i Desideri:Molte filastrocche esprimono desideri semplici e puri per il Bambinello.“A Gesù Bambino"Dalla tua culla, o adorato Bambino,tendi l'orecchio un momentino.Mi senti?Povere e deboli son le mie parole,ma piene di fervido amore.Esse dicono soltanto:"Concedi, Gesù santo,ogni Grazia e tanto amoreal babbo, alla mamma e al mio cuore".”Questo componimento mostra la semplicità e la profondità della preghiera di un bambino.

Il Vecchio Natale:“Mentre la neve fa, sopra la siepe,un bel merletto e la campana suonaNatale bussa a tutti gli usci e donaad ogni bimbo un piccolo presepe.Ed alle buone mamme reca i fortivirgulti che orneran furtivamented’ogni piccola cosa rilucenteninnoli, nastri, sfere, ceri attorti.A tutti il vecchio dalla barba biancaporta qualcosa; qualche bella cosae cammina e cammina senza posae cammina e cammina e non si stanca.E dopo aver tanto camminatonel giorno bianco e nella notte azzurracanta le dodici ore che sussurrala notte, e dice al mondo : “E’ nato!”” (M. R.)"Il vecchio Natale" di M. R. personifica la festività in un saggio portatore di doni e annunci, sottolineando la gioia che si diffonde in ogni casa.

La Sacra Famiglia e la Semplicità:“La sacra famigliaMaria lava al ruscelloe gli uccellini intantoaccompagnano il motocol loro dolce canto.San Giuseppe sui ramii panni va stendendoe l’acqua del ruscelloscorre via sorridendo.” (A. C.)Questa poesia cattura un'immagine di quotidianità serena e umile della Sacra Famiglia, dove anche gli elementi naturali partecipano con gioia.

Bambino che disegna il presepe

Le filastrocche del presepe per bambini, dunque, sono molto più che semplici versi da imparare a memoria. Sono un veicolo di tradizione, un ponte tra generazioni, un mezzo per trasmettere valori profondi in modo leggero e accessibile. Attraverso la poesia, il presepe si anima, i personaggi parlano al cuore e il messaggio universale del Natale si rinnova, anno dopo anno, nella mente e nell'anima dei più piccoli. Che si tratti di un'opera di un grande poeta o di una rima popolare, ogni filastrocca contribuisce a tessere quel filo invisibile che lega l'infanzia alla magia eterna del Natale.

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