Il nome di Gianni Rodari è universalmente associato alla fantasia e alla gioia di vivere, qualità che ha saputo infondere nelle generazioni di bambini attraverso le sue innumerevoli filastrocche e storie. Meno noto, forse, è il profondo legame che univa il celebre scrittore e giornalista a un territorio specifico della Liguria, la Val di Magra, e il suo interesse per il mondo dello sport, in particolare per il ciclismo. Questo articolo intende esplorare queste connessioni, rivelando sfaccettature inedite di un autore amato e celebrato.

L'Ombra della Fantasia sulle Colline Ligure
Gianni Rodari, nato il 23 ottobre 1920 a Omegna, in Piemonte, ha portato la sua inesauribile fantasia sulle pagine di quotidiani e libri, diventando un punto di riferimento per ragazzi e ragazze. La sua opera, che ha attraversato decenni, continua a ispirare e divertire, dimostrando la sua straordinaria capacità di parlare ai più giovani con un linguaggio diretto e coinvolgente.
L'autore di "Filastrocche in cielo e in terra" ha dimostrato un'affinità particolare con la Val di Magra, un territorio che, pur non essendo il suo luogo di nascita, ha evidentemente toccato le corde della sua sensibilità. Questa regione, incastonata tra il mare e l'entroterra ligure, con le sue antiche tradizioni e i suoi paesaggi suggestivi, sembra aver offerto a Rodari uno sfondo ideale per la sua creatività. La presenza di antichi castelli, la vicinanza a centri di interesse storico e culturale, e un'identità culinaria ben definita, come quella legata al "trenette al pesto", potrebbero aver stimolato la sua vena poetica.
Lo Sport come Specchio della Società: Il Ciclismo e il Giro d'Italia
L'interesse di Gianni Rodari per lo sport, e in particolare per il ciclismo, è un aspetto fondamentale della sua opera giornalistica e letteraria. Come sottolineato da Sergio Giuntini, vicepresidente della Società italiana di storia dello sport, Rodari guardava allo sport con una prospettiva meno tecnica e più incline a una visione sociale e politica. La sua ironia critica e il suo punto di vista intelligente lo distinguevano nettamente dall'appiattimento generalizzato del giornalismo sportivo tradizionale.
Il Giro d'Italia, in particolare, ha occupato un posto speciale nel cuore di Rodari. Le sue filastrocche dedicate alla "corsa rosa" non erano semplici descrizioni di gare, ma vere e proprie riflessioni sulla società italiana del tempo. La filastrocca "Filastrocca del Giro del 1950" e "Il gregario", pubblicata nel 1960, sono esempi emblematici di questo approccio. Quest'ultima, in particolare, è dedicata alla figura del corridore di supporto, ma racchiude un significato più profondo, legato alle dinamiche sociali e politiche.
Gianni Rodari: fiabe per crescere
Coppi e Bartali: Due Italie a Confronto
Gli anni in cui Rodari dedicava attenzione al ciclismo coincisero con una stagione ciclistica straordinaria, segnata dal grande antagonismo tra Fausto Coppi e Gino Bartali. Questo dualismo non era solo sportivo, ma rappresentava anche un profondo riflesso delle divisioni ideologiche dell'Italia del dopoguerra. Sergio Giuntini evidenzia come Bartali fosse un simbolo del mondo cattolico, mentre Coppi, con la sua relazione con Giulia Occhini, diventava un'icona dell'Italia laica. Rodari, attraverso le sue filastrocche, seppe cogliere e raccontare queste sfumature, offrendo una lettura sociale e politica di un fenomeno apparentemente circoscritto al campo sportivo.
La rivista "Il Pioniere", diretta da Rodari dal 1950 al 1953, fu un terreno fertile per questa sua visione dello sport. "Il Pioniere" rappresentò un tentativo del PCI di occuparsi di problemi pedagogici, fino ad allora prevalentemente appannaggio del mondo cattolico. La rivista dedicava ampio spazio allo sport, con fumetti, articoli e, naturalmente, filastrocche. La filastrocca dedicata a Gino Bartali nel 1953 testimonia ulteriormente questo interesse.
La Pedagogia attraverso il Gioco e lo Sport
L'approccio di Rodari allo sport era intrinsecamente legato alla sua visione pedagogica. Nel "Manuale del Pioniere" del 1951, egli descrive il gioco come una "battaglia nella quale tutti devono essere vincitori". Anche nei giochi sportivi, dove esiste una componente di vittoria e sconfitta, Rodari sottolineava l'importanza di far sì che tutti i partecipanti si sentissero coinvolti, imparassero qualcosa e non venissero offesi. Questo principio pedagogico, applicato al mondo sportivo, dimostra come Rodari vedesse nello sport un veicolo fondamentale per la crescita e la formazione dei giovani.
Un Inviato Speciale sui Giochi Olimpici
L'interesse di Rodari per lo sport non si limitò al ciclismo. In occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960, egli assunse il ruolo di inviato molto speciale per il quotidiano "Paese Sera". Con un punto di vista insolito, quello della poltrona di casa sua, seguì e commentò i Giochi visti in televisione. Tra il 15 agosto e il 12 settembre pubblicò ben 17 articoli dedicati all'evento.
Quell'edizione delle Olimpiadi, ricordata per imprese epiche come la maratona vinta a piedi nudi da Abebe Bikila e l'oro di Livio Berruti, fu anche segnata dalla prima morte per doping di un atleta: il ciclista danese Knud Enemark Jensen. Rodari fu uno dei pochi a sottolineare la gravità dell'evento, criticando la mancanza di rispetto umano verso la morte del giovane atleta, quasi minimizzata e dimenticata. Questo episodio dimostra ulteriormente la sua sensibilità e la sua capacità di andare oltre la cronaca sportiva, cogliendo le implicazioni etiche e umane.

Legami Giornalistici e Umanistici
Nella redazione di "Paese Sera", Rodari condivise l'ambiente lavorativo con Aldo Biscardi, figura destinata a segnare la storia della televisione sportiva italiana con la nascita de "Il Processo del Lunedì". Sebbene professionalmente diversi, i due giornalisti erano uniti da una curiosità condivisa per lo sport. Rodari firmò nel 1973 la prefazione al libro di Biscardi "Da Bruno Roghi a Gianni Brera. Storia del giornalismo sportivo", definendola "affettuosa". Questo legame testimonia la trasversalità dell'interesse di Rodari per il mondo sportivo, un interesse che andava oltre la sua produzione letteraria per bambini.
La Val di Magra: Un Territorio di Tradizioni e Sapori
La Val di Magra, con la sua ricca storia e le sue peculiarità, offre uno scenario affascinante che ben si presta a essere raccontato attraverso la lente della fantasia rodariana. La regione vanta una tradizione culinaria legata a piatti come le "trenette al pesto", preparate con ingredienti freschi e aromi intensi, che rispecchiano la genuinità del territorio. La preparazione di questo piatto, che prevede la cottura delle trenette insieme a fette di patata, e l'uso di aglio, formaggio e abbondante olio d'oliva, rappresenta un rituale gastronomico che affonda le radici nella cultura locale.
Il territorio della Val di Magra è anche caratterizzato dalla presenza di antichi castelli, testimoni di un passato ricco di storia e leggende. Questi luoghi, carichi di fascino, potrebbero aver ispirato Rodari nella creazione di mondi immaginari e avventure fantastiche, dove la storia e la fantasia si intrecciano. L'idea di un "1° comune ecologico d'Europa" suggerisce una sensibilità verso le tematiche ambientali e una visione di un futuro sostenibile, concetti che avrebbero potuto trovare spazio nell'immaginario rodariano.
Tradizioni e Usanze: Uno Sguardo sulla Cultura Popolare
Le tradizioni popolari, con le loro usanze e i loro significati, rappresentano un altro tassello importante per comprendere il legame tra Rodari e il territorio. Le celebrazioni legate all'anno nuovo, come il lancio della pantofola dalle scale da parte delle ragazze nubili nella speranza di un matrimonio imminente, o il lancio della scarpa sulla finestra, sono esempi di come la cultura popolare si esprima attraverso gesti simbolici e augurali. L'usanza di offrire regali a base di "noxe", ovvero noci, sottolinea un legame con la natura e i suoi frutti.
La figura della "monaca" che "va in perdizione" e che appare "con una pentola ricolma di dolci al posto della testa" evoca immagini suggestive e potenzialmente legate a leggende locali o a rappresentazioni teatrali. Queste narrazioni, spesso tramandate oralmente e adattate al dialetto locale, rappresentano un patrimonio culturale prezioso, capace di stimolare la creatività di un autore come Rodari, sempre attento alle sfumature del linguaggio e alle storie del popolo.
La Pedagogia del Divertimento: Giochi e Scherzi per Bambini
L'eredità di Rodari si manifesta anche nell'approccio al gioco e all'educazione dei bambini. La sua idea di giochi che "buoni con dolciumi, i cattivi con pezzi di carbone" suggerisce un approccio ludico e punitivo, ma anche la consapevolezza che il divertimento debba essere al centro dell'apprendimento. L'uso del dialetto per l'italiano indica una valorizzazione delle radici linguistiche e culturali, un tema caro a Rodari, che sempre cercò di rendere la lingua accessibile e divertente.
L'espressione "di ravioli se ne fa una panciata" evoca un'idea di abbondanza e convivialità, legata ai piaceri della tavola e alla condivisione dei pasti. Questo aspetto culinario, unito alle tradizioni popolari e alle usanze locali, contribuisce a delineare un quadro completo della Val di Magra, un territorio che ha saputo ispirare la fantasia di Gianni Rodari e che continua a conservare un legame profondo con la sua opera. L'idea di un "rilancio in campo internazionale" suggerisce un potenziale di sviluppo e valorizzazione del territorio, in linea con la visione di progresso e innovazione che Rodari stesso promuoveva attraverso le sue storie.
La gravità virile e il gesto umano, associati a figure eroiche, richiamano un ideale di condotta morale e di impegno civile che permeava la visione del mondo di Rodari. Questo si lega alla sua attenzione verso la "collina" e le sue peculiarità, un elemento paesaggistico che spesso compare nelle sue narrazioni, evocando un senso di radicamento e appartenenza. Le "teatrali in strada", le cui origini remote risalgono all'Egitto, evidenziano la lunga storia dell'arte performativa e la sua capacità di coinvolgere il pubblico, un aspetto che Rodari certamente apprezzava e che integrava nella sua opera. Molti fattori contribuiscono alla ricchezza e alla complessità di un territorio, e la Val di Magra, con la sua storia, le sue tradizioni, la sua cultura e il suo legame con figure come Gianni Rodari, ne è un esempio emblematico.
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