Il Natale è un periodo intriso di magia, un momento in cui la fede si manifesta attraverso canti, preghiere e, soprattutto, attraverso parole che celebrano la nascita del Bambino Gesù. Le filastrocche e le poesie dedicate a Gesù Bambino rappresentano un tesoro di espressioni sincere, capaci di toccare le corde più profonde del cuore, specialmente quelle dei più piccoli, ma anche degli adulti che ritrovano in esse la purezza e la semplicità del messaggio evangelico. Questi componimenti, spesso tramandati di generazione in generazione, non sono semplici rime, ma veri e propri atti di devozione, che esprimono desideri di pace, amore e fratellanza universale, riflettendo le speranze e le preoccupazioni del mondo che ci circonda.

La Nascita e i Primi Momenti del Bambino Gesù: Tra Umiltà e Meraviglia
Molte filastrocche si concentrano sull'umiltà della nascita di Gesù, un tema centrale nella narrazione evangelica. In "Filastrocca di Natale" si descrive una scena intima e commovente: "C'e' nel cielo una grande stella, dietro di lei una pecorella. Arrivano alla capanna dove Gesù fa la nanna. Ci sono Giuseppe e Maria che gli fanno compagnia. C'e' il timido asinello che riscalda il Bambinello. Arrivano i pastori per offrire i loro cuori." Questa immagine evoca un senso di pace e raccoglimento, sottolineando come la grandezza divina si manifesti nella semplicità più estrema.
Un altro componimento, "Buon Natale," dipinge un quadro simile: "In una mangiatoia un bambinello, riposa tra bue e asinello, in cielo arde una fiammella, sulla grotta la cometa stella." La presenza degli animali, il bue e l'asinello, non è casuale; essi simboleggiano l'accoglienza del creato alla nascita del Salvatore. La fiaccola celeste e la cometa, invece, indicano la luce divina che guida e illumina il cammino dell'umanità.
La poesia "Gesù Bambino vestito di bianco" aggiunge una dimensione quasi eterea alla figura del neonato: "Gesù Bambino vestito di bianco porta i tuoi doni a chi è forte e a chi è stanco, porta i tuoi doni a grandi e piccini Gesù Bambino che ami i bambini." Il bianco, colore di purezza e innocenza, si lega all'idea dei doni che Gesù porta, non materiali, ma spirituali: amore, speranza e benedizione per tutti.
La filastrocca "Gesù Bambino" enfatizza ulteriormente la sua nudità e vulnerabilità, ma trasforma questa apparente debolezza in una forza universale: "che nasce stanotte piccino piccino, che nasce stanotte col freddo che fa, che nasce soletto con mamma e papà. Non ha coperte, non ha focoliero ha solamente il bue e l'asinello per scaldarsi, poverino, non ha legna né camino ma porta un amore sì grande e profondo che può scaldare anche tutto il mondo." Questo passaggio sottolinea come l'amore di Gesù sia in grado di superare ogni mancanza materiale, riscaldando il cuore di ogni essere umano.
"Brilla in cielo una stella" descrive un'atmosfera di dolcezza e accoglienza: "Brilla in cielo una stella con la coda lunga e bella. Si ode dentro la capanna, una dolce ninna-nanna. C'è un bambino biondo, biondo col visetto tondo, tondo, che riceve doni e fiori dagli umili pastori." La stella cometa, la ninna nanna e i doni dei pastori creano un'immagine quasi fiabesca, ma profondamente radicata nella tradizione natalizia.

Desideri e Preghiere al Bambino Gesù: Un Ponte tra il Cielo e la Terra
Le filastrocche non si limitano a descrivere la scena della Natività, ma si trasformano in veicoli di preghiere e desideri rivolti al Bambino Gesù. Molti componimenti esprimono il desiderio di vedere un mondo migliore, libero da conflitti e sofferenze. La filastrocca "E' Natale" esprime questo anelito con forza: "E' Natale, è Natale, chi sta bene e chi sta male: c'è chi mangia il panettone, lo spumante ed il torrone: ed invece in qualche terrai bambini fan la guerra. Caro mio bel Bambinello fa' che il mondo sia più bello e con gli uomini in letizia tutti in pace ed amicizia. Ad ognuno fai trovare ogni giorno da mangiare. Della neve ogni fiocco tu trasformalo in balocco che poi cada lì vicino ad ogni piccolo bambino. Manda a tutti il proprio dono e fammi essere più buono." Questo testo è un grido di speranza per un mondo più giusto e pacifico, dove la gioia del Natale possa raggiungere ogni angolo della terra e ogni bambino possa godere di serenità.
La poesia "Auguri Per Natale" riflette un desiderio simile, espresso con la consapevolezza della propria piccolezza: "Per Natale io vorrei far del bene a tutti i miei, far del bene al mondo intero, ad ogni bimbo, bianco o nero, ma non son che un bambino: pensaci tu, bimbo divino!" Questa dichiarazione di umiltà e fiducia nel potere divino è toccante, riconoscendo che solo l'intervento di Gesù Bambino può realizzare tali aspirazioni.
"Auguri ai parenti" contiene una preghiera specifica per i familiari e gli amici: "In questo giorno santo Gesù chiedo soltanto di donare ai familiari, agli amici ed ai miei cari, tanta gioia e tanta pace, altro dir non son capace. O mio caro buon Gesù su noi tutti veglia tu! Auguri!" Questo componimento evidenzia il legame profondo tra la celebrazione del Natale e il desiderio di benessere per le persone care.
La "Preghiera di Natale" è un'ulteriore espressione di supplica per il perdono e la felicità: "Questa notte nel mio lettino, pregherò Te, Gesù Bambino. Dona, Ti prego, il tuo perdono a tutti quelli che buoni non sono. Alla mia mamma e al mio papà dona, Ti prego, felicità. A tutti quelli cui voglio bene, fa’ che leggere siano le pene. Fa’ che gli uomini d’ogni color trovino sempre soltanto amore." La richiesta di perdono per chi non è buono e la speranza di pace e amore universale sono temi ricorrenti.
"A Gesù Bambino" esprime un desiderio di amore e gratitudine: "Dalla tua culla, o adorato Bambino, tendi l'orecchio un momentino. Mi senti? Povere e deboli son le mie parole, ma piene di fervido amore. Esse dicono soltanto: 'Concedi, Gesù santo, ogni Grazia e tanto amore al babbo, alla mamma e al mio cuore'." Qui, l'amore diventa il dono supremo, invocato per la famiglia e per il proprio cuore.
La filastrocca "Ho Sognato" descrive un dialogo intimo con Gesù Bambino, dove il desiderio principale è la felicità dei genitori: "Ho sognato che il Bambino venne presso il mio lettino e mi disse dolcemente: 'Per Natale non vuoi niente?' Io pensai per prima cosa a te mamma sì amorosa a te babbo, buono tanto, e gli dissi: 'Gesù santo, babbo e mamma benedici, fa' che sempre sian felici!'" Questo è un esempio commovente di altruismo infantile, dove il desiderio di felicità per i propri cari supera ogni personale desiderio.
Storie per bambini: La Storia di natività | Cartoni animati Natalizi
La Stella Polare della Speranza: Simboli e Messaggi Spirituali
La stella è un simbolo onnipresente nelle poesie natalizie, rappresentando la luce che guida, la speranza che illumina le tenebre. "O Stella Stellina" è un esempio classico: "O stella stellina, che brilli lassù, ravviva la luce: or nasce Gesù! Campana piccina, che squilli lassù, rallegra il tuo canto: or nasce Gesù! O gente del mondo, che preghi quaggiù, esulta di gioia: è nato Gesù!" La stella, la campana e l'invito alla gioia collettiva creano un'atmosfera di celebrazione universale.
La poesia "Nasce Gesù" riprende questo simbolismo: "O stella, stellina che brilli lassù, ravviva il tuo lume che passa Gesù. O cuore piccino che attendi quaggiù prepara i tuoi doni che nasce Gesù." La stella non solo indica la nascita, ma illumina il cammino del Salvatore, mentre i cuori preparano i loro doni, metafora delle buone azioni e della devozione.
La "Filastrocca di Natale" menziona la stella come guida per i Re Magi: "C'e' nel cielo una grande stella, dietro di lei una pecorella. Arrivano alla capanna dove Gesù fa la nanna." Questo riferimento biblico aggiunge profondità alla narrazione, collegando la nascita di Gesù all'adorazione dei Magi.
"Scende la neve" utilizza la stella come punto di riferimento nel paesaggio invernale: "Scende la neve lenta dal cielo, tutto ricopre di un bianco velo. Dentro le case sopra l’abete splendono accese tante candele. Brilla una stella lungo il cammino là sta nascendo Gesù Bambino." La neve, simbolo di purezza e quiete, crea uno sfondo idilliaco per la nascita, mentre la stella segna il luogo sacro.
La poesia "Alleluia" collega la stella alla notte santa: "Notte santa del Natale, notte d'oro, tutta incanto; degli angeli c'è il canto, su Betlemme è la cometa. Alleluia! In alto il cuore per la pace e per l'amore, nella notte del Natale è nato il Redentore!" La cometa, come la stella, è un segno celeste che annuncia la venuta del Redentore, invitando alla gioia e alla pace.

La Fratellanza Universale e l'Amore Incondizionato
Un tema ricorrente è il desiderio di pace e fratellanza tra tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro origine o condizione. La filastrocca "Per tutti i bambini" esprime questo concetto in modo diretto: "Per tutti i bambini: italiani, francesi o abissini e noi che siamo così piccini, non chiederemo dei regalini, ma solo la pace per tutti i bambini." Questo componimento sottolinea l'innocenza dei bambini e il loro desiderio più puro: la pace.
La poesia "Auguri!" contiene un desiderio simile: "Son piccoletto e birichino Ma ho tanto buono il cuoricino. E per Natale so ritrovare Cose bellissime da augurare. Per te, mamma dal dolce viso, la nostra casa un Paradiso. Il babbo immerso nei suoi affari Abbia salute e anche i denari. A tutti Voi conceda Iddio Un cuore buono, un cuore pio. Che devo dire non so più… Ci benedica il buon Gesù!" Anche se i desideri sono rivolti ai propri cari, l'invocazione finale è per una benedizione divina che abbraccia tutti.
"Gesù Bambino vestito di blu" amplia il concetto di dono universale: "Gesù Bambino vestito di blu porta i tuoi doni a chi vuoi tu, porta i tuoi doni che son sempre veri, Gesù Bambino di oggi e di ieri. Tanti Auguri con un girotondo. Tanti Auguri a tutto il mondo." I doni di Gesù sono eterni e destinati a tutti, senza distinzione.
La poesia "A Gesù Bambino" di Umberto Saba, menzionata nel testo fornito, esprime un desiderio profondo di bontà e amore universale: "Tu, Re dell’universo, ci hai insegnato che tutte le creature sono uguali, che le distingue solo la bontà, tesoro immenso, dato al povero e al ricco. Gesù, fa’ ch’io sia buono, che in cuore non abbia che dolcezza. Fa’ che il tuo dono s’accresca in me ogni giorno e intorno lo diffonda, nel Tuo nome." Saba sottolinea l'uguaglianza di tutte le creature e il valore della bontà come distintivo principale, un messaggio di profonda fratellanza.
Il testo che introduce la poesia di Saba parla di un "Natale un pò strano, molto diverso da quello che ci vuole far credere la pubblicità. Nel mondo c’è la guerra, quella vera, non quella dei film; ci sono persone che muoiono di fame, di freddo; ci sono tanti bambini abbandonati a sé stessi, senza nessuno che li protegga. Ci sono tanti posti vuoti a tavola, il Co-vid e le malattie hanno decimato tante famiglie, e allora questa sera, davanti alla culla di Gesù Bambino, portiamo tutto il nostro amore, il nostro desiderio di serenità, offriamo tutti i nostri buoni pensieri e le nostre azioni e chiediamo in dono la pace vera." Questo passaggio, sebbene non sia una filastrocca, riflette la profonda attualità di questi temi, collegando la celebrazione religiosa alle sfide del mondo contemporaneo e ribadendo la richiesta di pace come dono supremo.

La Semplicità dei Doni e la Ricchezza del Cuore
Molte filastrocche mettono in risalto come i doni più preziosi non siano quelli materiali, ma quelli che provengono dal cuore. In "Tutti vanno alla capanna," si legge: "Tutti vanno alla capanna a vedere cosa c'è: c'è un bambin che fa la nanna, tra le braccia della mamma. Oh! Se avessi un biscottino da donare a quel bambino! Biscottino non ce l'ho, tutto il cuor gli donerò!" Questo è un esempio perfetto di come l'amore e la devozione sincera siano il dono più grande per Gesù Bambino, superando qualsiasi mancanza materiale.
La "Filastrocca del Natale" distingue tra i desideri superficiali e il vero significato della festa: "quante cose posso comprare! Ho già visto nelle vetrine fili d’argento, nastri, stelline. I pandoro e i panettoni fanno la gioia dei golosoni. Il presepe e l’alberello rendono tutto ancora più bello. Ma il Natale non è questo in fondo, è vera pace in tutto il mondo: volersi bene, darsi la mano, sentirsi uniti, andare lontano." Questo componimento invita a riflettere sul vero spirito del Natale, che va oltre i doni materiali e si concentra sulla pace, sull'amore reciproco e sull'unità.
"Gesù Bambino" sottolinea la purezza dei doni che egli porta, doni "veri" che trascendono il tempo: "Gesù Bambino vestito di blu porta i tuoi doni a chi vuoi tu, porta i tuoi doni che son sempre veri, Gesù Bambino di oggi e di ieri." Questi doni sono la grazia, l'amore e la salvezza, sempre attuali e universali.
La filastrocca "A Natale via ogni male" esprime un desiderio di purificazione spirituale: "Or che arriva il Natale, via cacciamo ogni male! È nato un bambinello, tra un bue e un asinello; è nato il Salvatore per la gioia di ogni cuore. Andiam dunque ad adorare chi tanto noi sa amare." L'adorazione e l'amore verso il Salvatore diventano il modo per scacciare ogni male e accogliere la gioia divina.
Infine, la poesia "Dolce bambino" esprime un profondo legame spirituale e un anelito alla pace: "Il Natale si avvicina vedo già una tenera manina che mi abbraccia forte forte a darmi sostegno e manforte. Grazie a te mio dolce bambino credo sempre al tuo progetto divino. Io ti imploro di ritornare e la pace riportare." Questo passaggio rivela la forza consolatrice e ispiratrice della figura di Gesù Bambino, la cui presenza dona speranza e incoraggiamento, e il cui ritorno è invocato per riportare la pace nel mondo.
Queste filastrocche e poesie, con la loro semplicità e profondità, ci ricordano il significato più autentico del Natale: un invito all'amore, alla pace, alla fratellanza e alla speranza, incarnati nella figura del Bambino Gesù.
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