L’Arte della Rima: Filastrocche e Canzoncine per la Crescita dei Bambini

Le filastrocche per bambini attraversano i tempi, si aggiornano o restano le stesse, poco importa. A tutti i bambini piccoli piace ascoltare parole in rima, magari sempre le stesse, al momento del bagnetto o della nanna. Se sei un genitore o una babysitter lo sai già: i piccoli adorano ascoltare e anche imparare filastrocche e canzoncine. A tutti i bambini e le bambine piace il rituale, la ripetizione, la musicalità delle parole in rima. Poco importa il significato delle parole: le filastrocche non sono lì per fare la lezione, piuttosto per portare i bambini in un altrove di gioco e di fantasia. Come i giochi che insegnano la matematica, oppure i giochi per bambini di tre anni che stimolano molte abilità che poi serviranno per la scuola, anche le filastrocche che cantiamo ai bambini sono importanti per il loro sviluppo.

illustrazione colorata di bambini che cantano e giocano in cerchio

Il Valore Pedagogico delle Rime

Ripetendo le rime delle filastrocche i bambini imparano a parlare con voci diverse, animate, non "quotidiane". I bambini che ascoltano molte rime si abituano a fare delle "predizioni" sulle parole, cioè a immaginare - prima di sentirla per intero - come una parola terminerà. Le filastrocche per bambini servono anche a sviluppare competenze utili nella scrittura: insegnano ai bambini che le parole sono fatte di suoni o gruppi di suoni spesso comuni a più parole.

Infine, ma non meno importante, canticchiare le filastrocche ai bambini serve a creare un momento di intimità, positivo e rassicurante, a rinsaldare un legame affettivo, esattamente come avviene quando ci troviamo a leggere le favole ai bambini. Tutti abbiamo una "filastrocca del cuore", che la mamma o la nonna ci recitava quando eravamo piccoli. Piccoli piccoli, anche neonati, perché cogliere il senso delle parole non è necessario; quello che importa è la musicalità, il sorriso, il tono della voce.

Tradizione e Apprendimento: Filastrocche per Piccolissimi

Se mentre si divertono tranquilli sul divano i bambini apprendessero anche qualcosa su di sé o sul mondo che li circonda? Le filastrocche servono anche a questo. Con le poesie in rima e le filastrocche brevi, i bambini da uno a tre anni possono imparare le parti del corpo, sequenze di azioni, anche abilità motorie. Queste filastrocche sono perfette per bambini piccoli e prevedono i movimenti delle mani e delle dita.

Ecco alcuni esempi della tradizione italiana:

  • L’occhio bello: Ecco l’occhio bello [toccare un occhio del bambino], ecco suo fratello [l’altro], ecco la chiesina [la bocca] e il suo campanello!
  • Pecorella: Pecorella, pecorella, tanto bianca, tanto bella. Dove vai così di fretta?
  • Mano, mano piazza: Mano, mano piazza, di qui passò una lepre pazza [disegnare dei cerchi sul palmo della mano del bambino], questo la vide [toccare il pollice], questo la chiamò [l’indice], questo a casa la invitò [il medio], questo la accompagnò [l’anulare] e il mignolino se la mangiò!

infografica sui benefici dello sviluppo cognitivo tramite le filastrocche

Filastrocche come Rituale Quotidiano

La ritmicità e la ripetitività delle filastrocche per bambini ben si prestano ad accompagnare, come un rituale, i vari momenti della giornata. Aiutano a scandire i tempi, rendendo più sereni passaggi delicati come il cambio del pannolino o il momento dell'igiene.

Un esempio celebre di questa utilità pratica è: Lunedì dentro al vasino; martedì nel pannolino; dentro il water il mercoledì; alla toilette il giovedì. Venerdì nel gabinetto. Ahimé!

Le rime possono aiutare la memoria, e le filastrocche, oltre a divertire, serviranno ad aiutarli a ricordare molte cose utili. Esistono testi che esplorano il mondo, come quello sui colori: C’era una volta un paese lontano dove i colori si davan la mano. Tra tutti il rosso era il più piccolino e l’arancione gli stava vicino. Rideva forte il giallo brillante e il verde, lì accanto, parlava alle piante. Alti nel cielo, l’azzurro ed il blu, guardavan la Terra e stavan lassù.

La Musica come Veicolo di Emozioni

Chi non ha mai canticchiato filastrocche da bambino? O meglio, chi non ha mai cantato canzoni per bambini a squarciagola? Tra coccodrilli, moscerini, castelli e figlie del re, le canzoni dei bambini hanno riempito la nostra vita quotidiana. Armonizzate in modo da essere facilmente ricordate, ce ne sono migliaia solo in italiano. Le canzoni per bambini hanno una serie di usi, sia educativi che ricreativi, e consentono anche di creare un legame evidente tra il genitore e il figlio.

Grandi Successi e Memoria Storica

Molti brani che cantiamo oggi hanno radici profonde. Un classico senza tempo è "La bella lavanderina". Comparsa per la prima volta in Francia, nel XV secolo, come “Branle des lavandères”, era in origine un antico ballo rinascimentale di corte, ballato imitando con i gesti delle mani il movimento del lavare i panni. Con la sua diffusione in Italia ha assunto nomi diversi a seconda della regione. La sostanza però non cambia: La bella lavanderina che lava i fazzoletti per i poveretti della città. Fai un salto, fanne un altro, fai la giravolta, falla un’altra volta, guarda in su guarda in giù dai un bacio a chi vuoi tu.

Altra figura cardine è la Befana. Una delle più famose filastrocche dice: La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte. Porta in testa un fazzoletto, rifinito di merletto. Un vestito assai antiquato e un mantello rattoppato. La Befana vien di notte…

L'Era Moderna dello Zecchino d'Oro

Non si può parlare di canzoncine senza citare lo Zecchino d'Oro. Nel 1968, ad esempio, una dolcissima Cristina D'Avena cantava "Il valzer del Moscerino". Il brano arrivò terzo, ma la sua fama iniziò allora per non andarsene più: Un lalla, un lalla, un lallalà. Questo è il valzer del moscerino. Nello stesso anno, brani come "Quarantaquattro gatti" divennero inni generazionali.

Più recentemente, nel 1993, "Il Coccodrillo come fa?" è diventato un classico della baby dance. È una canzone che permette anche di lavorare su parole più complesse e sui congiuntivi! "Si dice mangi troppo, non metta mai il cappotto" sono ottimi esempi che i nostri bimbi potranno cantarsi in testa quando si troveranno a lavorare sui verbi. Sembra impossibile, ma sono proprio queste filastrocche e canzoncine i primi strumenti per lo studio della lingua.

grafico che mostra la struttura ritmica di una canzone per bambini

Routine della Buonanotte e Intimità

Il momento della nanna deve essere davvero speciale: impostare una routine è importante perché tranquillizza il bambino predisponendolo a un sonno sereno. Nella routine della buonanotte non può mancare la lettura della favola, la classica ninna nanna oppure una filastrocca che diventerà parte integrante del suo bagaglio di ricordi per tutta la vita.

Il giusto ritmo, quasi musicale, le rime, le parole semplici e la voce della mamma: sono gli ingredienti speciali che fanno delle filastrocche un compagno straordinario per giocare, imparare, coccolarsi nell'abbraccio della sera, prepararsi per andare a dormire.

Verso un Mondo di Pace: La Poesia di Gianni Rodari

Chiudiamo con una delle bellissime filastrocche che ci ha regalato nel tempo Gianni Rodari, autore indimenticabile di storie moderne incarnate in una forma classica: universale, eterna, perfetta. La sua "Filastrocca per tutti i bambini" rimane un pilastro della letteratura per l'infanzia:

Filastrocca per tutti i bambini, per gli italiani e gli abissini, per i russi e per gli inglesi, gli americani ed i francesi, per quelli neri come il carbone, per quelli rossi come il mattone, per quelli gialli che stanno in Cina, dove è sera se qui è mattina, per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci e dormono dentro un sacco di stracci, per quelli che stanno nella foresta dove le scimmie fan sempre festa, per quelli che stanno di qua o di là, in campagna od in città, per i bambini di tutto il mondo che fanno un grande girotondo, con le mani nelle mani, sui paralleli e sui meridiani.

Se non possiamo tornare bambini, possiamo continuare ad esserlo con i nostri. E allora, buon divertimento a tutti! Ricordate che la lettura a voce alta sin dai primi mesi di vita favorisce lo sviluppo cognitivo e del linguaggio, consolidando quel filo invisibile ma indissolubile che lega genitore e figlio nel tempo. E questa la campanina… Dlin Dlin Dlin Dlin Dlin!

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