La musica, intesa come linguaggio universale, possiede il potere di influire fortemente e positivamente sull’armonico sviluppo dei bambini. In questo contesto, le filastrocche rappresentano un pilastro fondamentale dell'educazione primaria e dell'infanzia, fungendo da ponte tra il gioco fonetico e la comprensione strutturata della teoria musicale. Le filastrocche, soprattutto le più antiche, si presentano come una sequenza di parole sconnesse e incoerenti che si dipanano come un filo immaginario di uno stesso gomitolo.
Questa va presentata, soprattutto se i bambini sono piccoli, frase per frase: prima dall’insegnante e poi ripetuta dai bambini; ad ogni frase si aggiunge poi la successiva, fino al termine della filastrocca stessa. Tale approccio mnemonico e graduale permette di interiorizzare il testo prima di procedere all’integrazione con la partitura o il movimento.

Metodologia didattica e integrazione ritmica
Per trasformare una semplice recitazione in un’esperienza musicale completa, è necessario un approccio dinamico. Dopo aver sperimentato col movimento il ritmo della filastrocca, si potranno formare due gruppi: di cui uno batterà la pulsazione (con strumentini o con le mani) mentre l’altro, contemporaneamente, si muoverà seguendo il ritmo della canzoncina. La struttura ripetitiva delle filastrocche aiuta i bambini a riconoscere suoni, sillabe e parole. A mio parere, una filastrocca non dovrebbe mancare mai durante una lezione di musica!
Al termine di ogni filastrocca, oltre ad essere indicata la fonte di riferimento e il materiale da utilizzare per svilupparla, viene indicata la fascia d’età a cui è rivolta. Questo è il secondo Album di una quadrilogia, Album del Tempo, Album della Natura e Album dei Bambini, sono disponibili per approfondimenti nella collana il calice il sole. La pedagogia dietro queste opere sottolinea come l’amore per i bambini e la convinzione che la musica abbia il potere di influire fortemente e positivamente sul loro armonico sviluppo, l’abbia portata a dedicarsi all’insegnamento.
BODY PERCUSSION TUTORIAL - IL RITMO DEI NOMI - GIOCHI RITMICI IN CLASSE - SCUOLA PRIMARIA
Gli scioglilingua come laboratorio di fonetica e ritmo
Gli scioglilingua sono filastrocche brevi, buffe e divertenti, spesso dei nonsense, giocate sulla ripetizione di alcuni suoni o gruppi di suoni. Essi costituiscono un esercizio eccellente per la dizione e la consapevolezza fonologica. Proviamo ad articolarlo tutti insieme, cercando di capire qual è il modo migliore per riprodurlo esattamente. Quindi, per giocare con questo suono, presentiamo ai bambini lo scioglilingua della rana.
In una fase successiva, decidiamo di inventare un nuovo ritmo, da sovrapporre a quello di base: i bambini scelgono tre parole della filastrocca e le dispongono secondo un nuovo schema ritmico. Inventano poi dei simboli grafici per rappresentare le parole e i silenzi. Costruiscono, così, una sorta di partitura "mobile". Il nuovo ritmo, sovrapposto a quello di base, introduce una novità e produce un effetto curioso.
Dopo avere modificato lo scioglilingua della rana, riprendiamo con i bambini l'analisi del testo originale, chiedendo loro se ricordavano quale fosse il suono che si ripete più spesso nella filastrocca. Molti rispondono che è la "R". Chiediamo ai bambini di provare insieme ad inventare uno scioglilingua con un suono che si ripete molte volte: la lettera scelta a maggioranza è la "S". Quindi, andiamo a "caccia di parole" con la "S". Tutti concordano con lui, perciò iniziano a cercare altre parole che possano adattarsi meglio: al termine della ricerca riescono a comporre altri quattro versi, questa volta in rima, perciò si ritengono soddisfatti.
Esplorazione linguistica e interculturale
La didattica che parte dalla filastrocca può espandersi verso la geografia e l'antropologia linguistica. Conversando coi bambini, cerchiamo di capire il significato delle parole della filastrocca e decidiamo di imparare la dizione di almeno una. Quindi chiediamo ai bambini stranieri come si dice "arancia" nella loro lingua e veniamo a scoprire che in Albania si usa una parola molto simile a quella turca: "PORTOKALL". In seguito, a stimolare la nostra curiosità interviene una bambina che ci spiega che, nel paese dei suoi nonni, in Calabria, arancia si dice "PARTUAD".

Decidiamo, perciò, di approfondire la ricerca, coinvolgendo genitori e nonni, sia per ciò che riguarda la ricerca di altri sinonimi, sia per scoprire l’etimologia della parola. Una volta completata la cartina, vi abbiamo collocato i cartellini con le parole in corrispondenza delle diverse località. Questo processo trasforma un momento ludico in un progetto di ricerca multiculturale che valorizza le radici di ogni alunno.
Il ruolo della narrazione e della letteratura d'autore
Nel libro Suoni e Silenzi, dove spiego le basi del Metodo e l’utilizzo dei pallini, Rocco il Cocco e i suoi amici sono presentati da una breve filastrocca. Le filastrocche sono presenti anche nel libro Viaggio in Europa come introduzione ai vari capitoli. In questo modo, poche semplici parole ma con una formula efficace permettono ai bambini di capire subito l’argomento che si andrà ad affrontare, in questo caso quale paese dell’Europa si andrà a scoprire.
Cantando filastrocche, edito da Edizioni Sanpino, è un libro didattico pensato per bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. Contiene 11 canzoni ispirate alle storie di Gianni Rodari, complete di spartiti musicali, schede didattiche e basi musicali ascoltabili tramite CD. Gianni Rodari è stato uno dei più grandi scrittori italiani per l’infanzia, noto per le sue storie e filastrocche che hanno rivoluzionato la letteratura per bambini. Le sue opere sono caratterizzate da fantasia, creatività e un forte impegno educativo. Rodari ha saputo coniugare la leggerezza del linguaggio con temi profondi, rendendo le sue filastrocche strumenti preziosi nella didattica della scuola dell’infanzia e primaria.
Prospettive per la didattica quotidiana: Primavera in musica
Primavera in musica a scuolaÈ arrivata la primavera!
Come coinvolgere gli alunni esercitando sia il pensiero critico che il divertimento? La risposta risiede nell'integrazione costante di musica e testo. Quando la filastrocca viene dotata di una partitura, essa smette di essere solo un gioco di parole e diventa un'opera collettiva. Il bambino non è più solo un esecutore passivo, ma diventa un compositore che deve decidere la durata dei suoni e la disposizione delle pause.

L'uso di simboli grafici per le parole e i silenzi trasforma l'aula in un laboratorio di notazione. Se prendiamo il concetto di "partitura mobile", notiamo che essa insegna ai bambini che il ritmo non è un'entità statica, ma una struttura fluida. Quando i bambini dispongono i simboli per rappresentare il silenzio, stanno imparando il valore del vuoto, essenziale in ogni composizione musicale tanto quanto il valore della nota.
L'impatto dei suoni sulla struttura cognitiva
L'analisi dei suoni, come fatto con la lettera "R" o la lettera "S", stimola la consapevolezza fonetica necessaria per l'alfabetizzazione. Tuttavia, applicare questa analisi in ambito musicale va oltre. Quando chiediamo ai bambini di trovare sinonimi o di confrontare lingue diverse, stiamo operando su tre livelli:
- Livello Fonologico: Riconoscimento della frequenza di un fonema.
- Livello Semantico: Ricerca del significato e delle radici etimologiche (come nel caso di "arancia/portokall/partuad").
- Livello Ritmico-Musicale: Inserimento di tali parole in un metro specifico.
Questo approccio multidisciplinare garantisce che le filastrocche non vengano percepite come un semplice intrattenimento, ma come un solido strumento di apprendimento. La capacità di adattare, modificare e ricreare il testo in base al ritmo scelto permette ai bambini di sviluppare un pensiero divergente. La filastrocca, in definitiva, funge da "gancio" cognitivo che permette di fissare concetti complessi in schemi mentali semplici, reiterabili e profondamente radicati nella musicalità innata dell'infanzia.
La continuità tra il libro, il gioco, la musica e la famiglia - attraverso il coinvolgimento di genitori e nonni nella ricerca terminologica - crea un ecosistema educativo in cui la filastrocca non è più solo un testo da imparare a memoria, ma un elemento vivo che evolve con la classe. La musica, così intesa, diventa il filo conduttore che unisce le diverse materie, trasformando la scuola in uno spazio dove il piacere della scoperta è sempre accompagnato dal rigore della melodia e del ritmo.
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