Filastrocche e Giochi di Indovinello con le Mani: Un Viaggio nella Tradizione e nello Sviluppo

Il mondo dell'infanzia è costellato di riti e giochi che, pur nella loro apparente semplicità, racchiudono un profondo valore pedagogico e culturale. Tra questi, le filastrocche e i giochi di indovinello che coinvolgono le mani occupano un posto di rilievo, tramandandosi di generazione in generazione e contribuendo allo sviluppo cognitivo e motorio dei bambini. Questi giochi, spesso accompagnati da canti o rime, non sono solo un passatempo, ma veri e propri strumenti di apprendimento che stimolano la fantasia, la creatività e la socializzazione.

Bambini che giocano al gioco

Il Gioco del "Indovina in Che Mano": Radici Antiche e Sviluppo Cognitivo

Da piccini, esisteva un gioco molto comune, una pratica ludica che ha attraversato le epoche e le culture. In questo gioco, si doveva mettere un piccolo oggetto nel pugno di una mano senza che il bambino lo vedesse. Poi gli si faceva vedere tutte e due le mani chiuse a pugno, dopodiché si facevano ruotare e si recitava dicendo una filastrocca e il bambino doveva indovinare in quale mano si trovasse l'oggetto. Questo gioco, nella sua essenza, è un esercizio di osservazione, memoria e logica. Il bambino è chiamato a prestare attenzione ai movimenti, a ricordare dove l'oggetto potrebbe essere stato nascosto e a fare una deduzione.

La "petolla", spesso rappresentata da un sassolino o da un nocciolo, è un altro esempio di questo tipo di gioco. Il gioco consiste nell'indovinare in quale mano è stata nascosta la "petolla". I bambini si siedono in cerchio, con le mani giunte a forma di becco di uccello, mentre il conduttore del gioco passa fra i giocatori e finge di nascondere il sassolino in ognuna delle loro mani. Solo a un giocatore sarà affidato il sassolino. Un bambino, rimasto fuori dal cerchio, deve indovinare chi ha ricevuto la "petolla". L'uso del termine "petolla" che in alcuni contesti dialettali significa escremento (ovini, caprini, equini, roditori), aggiunge un elemento di ilarità e talvolta di trasgressione che rende il gioco ancora più coinvolgente per i bambini. In un'altra variante, il gioco prevede di indovinare il numero di sassolini chiusi nella mano, con un limite massimo di dieci. Questi giochi, apparentemente semplici, richiedono una notevole capacità di astrazione e di problem solving.

La centralità del gioco nello sviluppo cognitivo del bambino - learning world

La Trasmissione Culturale delle Filastrocche: Tra Gesti Scomparsi e Oralità Pura

In questa sezione vi proponiamo le filastrocche che accompagnano i giochi fatti con la mano e con le dita, testimonianza della fantasia e della creatività legate al compimento di gesti che, a volte, nel tempo sono scomparsi (in tutto o in parte). Il processo di trasmissione in questo caso ha favorito, spesso, la sopravvivenza della sola parte orale del gioco, a scapito di quella gestuale. Questo fenomeno evidenzia come la memoria collettiva e la tradizione orale siano potenti veicoli di conservazione culturale, anche quando le pratiche fisiche associate a tali tradizioni si affievoliscono o si modificano. La filastrocca, in questi casi, diventa l'unico custode di un passato ludico, un ponte tra generazioni che continua a narrare storie e a stimolare l'immaginazione. Molti di questi vecchi giochi sono utilissimi per i nostri bimbi Down, offrendo stimoli preziosi per il loro sviluppo cognitivo e motorio.

Il Valore Pedagogico Nascosto: Oltre la Semplicità del Gioco

Quanto di prezioso c'era in questi giochi, pedagogicamente parlando, loro non lo sapevano. La parola psicomotricità non gli diceva niente. Eppure, in ogni gesto, in ogni rima, si celava un mondo di stimoli per lo sviluppo del bambino. Questi giochi non sono solo divertimento, ma veri e propri strumenti per l'acquisizione di competenze fondamentali. Per esempio, il gioco in cui bisogna indovinare il numero delle dita. Se il numero pronunciato corrisponde alle dita alzate, i bambini si scambiano i ruoli. Se il numero pronunciato non è corretto, il conduttore del gioco elenca i numeri fino a che non corrispondono. Questo semplice scambio aiuta i bambini a sviluppare la loro comprensione dei numeri, la capacità di contare e l'attenzione.

Diagramma delle competenze sviluppate attraverso i giochi di mano

Un altro esempio è la formuletta attestata nel villaggio di Rovarey, dove i bambini, in cerchio e a turno, mettono al centro la mano con il pollice alzato e stringono il pollice della mano di sotto, in modo da formare il pistone della zangola verticale. La parola "péroulén" potrebbe derivare da Péro (Pierre, nome di persona - Sen Péro è il patrono del villaggio). Questo gioco, al di là della sua specificità culturale, promuove la coordinazione motoria fine e la cooperazione tra i partecipanti.

Filastrocche e Interazione Fisica: Tocchi, Solletichi e Ritmo

Molte filastrocche sono intrinsecamente legate a un'interazione fisica tra l'adulto e il bambino, o tra i bambini stessi. Questo aspetto tattile è fondamentale per lo sviluppo sensoriale e per la costruzione di legami affettivi. Un esempio classico è quando l'adulto posa la mano del bambino sul proprio palmo e con l'altra mano solletica il palmo del piccolo, mentre recita la filastrocca. Questo gesto non è solo un momento di gioco, ma anche un'opportunità per il bambino di esplorare le proprie sensazioni corporee e di rafforzare il legame con l'adulto. Questa filastrocca è una delle più conosciute e conta il maggior numero di testimonianze sul territorio valdostano, senza particolari differenziazioni o variabili semantiche.

Rappresentazione del solletico nel palmo della mano

Un altro gioco coinvolge il dito indice: i bambini mettono il proprio dito indice sotto il palmo della mano aperta verso il basso di un altro bambino. Quest'ultimo gioca il ruolo di leader e inizia a pronunciare i primi due versi. Quando l'ultimo verso viene pronunciato collettivamente, le dita devono essere tolte rapidamente per evitare di essere pizzicate dalla mano del leader che si chiude a scatto. Questo gioco sviluppa la prontezza di riflessi, la coordinazione e la capacità di seguire istruzioni.

Il gioco dell'insalata, dove il conduttore elenca gli ingredienti necessari per preparare l'insalata, toccando le dita della mano del bambino, partendo dal pollice fino a pizzicare il mignolo (Olio, Aceto, Sale, Cipolla… Ahi!), è un'altra dimostrazione di come il contatto fisico e il ritmo della filastrocca creino un'esperienza ludica ricca di stimoli sensoriali e linguistici.

Giochi di Indovinello e Sviluppo Emotivo-Sociale

I giochi di indovinello non si limitano a stimolare le capacità cognitive, ma contribuiscono anche allo sviluppo emotivo e sociale dei bambini. Un esempio è il gioco in cui, con gli occhi chiusi, un bambino deve indovinare chi gli ha dato uno schiaffo sulla mano tra tutti gli altri bambini presenti. Questo gioco, oltre a sviluppare la percezione tattile, stimola la memoria uditiva e la capacità di riconoscimento, ma anche la fiducia e la socializzazione all'interno del gruppo.

Un altro gioco che si lega alla tradizione è quello svolto il primo giorno dell'anno, che consiste nell'indovinare il numero di dolcetti o frutta secca (mandorle, noci o nocciole) nascosti nel pugno della mano. Questo gioco introduce un elemento di previsione e di attesa, stimolando la capacità di fare stime e di gestire l'emozione della sorpresa.

La centralità del gioco nello sviluppo cognitivo del bambino - learning world

Il Ritmo e la Sequenza: Costruire con le Mani e le Parole

Molti giochi con le mani si basano su sequenze ritmiche e gesti ripetitivi, che aiutano i bambini a sviluppare la coordinazione motoria e il senso del ritmo. Un esempio è il gioco in cui si simula di girare la polenta. I bambini sovrappongono i propri pugni serrati con il pollice drizzato; ogni pugno stringe il pollice della mano sottostante. Questo gioco, apparentemente semplice, richiede una coordinazione precisa e un'attenzione alla sequenza dei movimenti.

Analogamente, il gioco "Pan… fromadzo…" ha lo scopo di mettere le mani dei bambini una sull'altra fino a formare una pila di mani, fingendo di aggiungere ogni volta pane o formaggio. I bambini, a turno, posizionano la propria mano su quella degli altri, a volte in modo più deciso, a volte facendo il solletico alla mano sottostante. "Pan… fromadzo… Pan… fromadzo… Pan.. Pane… formaggio… Pane… formaggio… Pane… formaggio… Pane… Pan… fromadzo…". Questo gioco non solo sviluppa la coordinazione e il tatto, ma introduce anche elementi di narrazione e di imitazione, stimolando la fantasia. Si mette il dito di una mano nel pugno dell'altra mano, si fa un buco incrociando due dita di ciascuna mano, o ci si prende tutti per mano a fare il girotondo. Questi gesti, accompagnati da rime o canti, creano un'esperienza multisensoriale che coinvolge il corpo e la mente. Si mette un piccolo oggetto nel pugno di una mano senza che il bambino veda, e si recita una filastrocca. Il bambino è invitato a rispondere alla domanda "Dove hai gli occhi?", focalizzando l'attenzione su parti del corpo e sulla consapevolezza di sé.

L'Esperienza di Rosignoli: Una Riflessione sulla Coordinazione e il Cambiamento

Il racconto di Ros, un atleta che ha dovuto confrontarsi con il cambio di mano nel tiro a basket, offre uno spunto interessante per riflettere sulla complessità della coordinazione motoria e sull'importanza della flessibilità e dell'adattamento. Ros ci racconta: “Beh è una lunga storia - ci racconta proprio il diretto interessato Ros - io ho sempre tirato di destro fin dal minibasket ma dopo un’operazione al ginocchio quando avevo 18 anni ho cambiato sempre più la tecnica di tiro in generale. Ho così perso fluidità al tiro anche perché in realtà sono mancino, visto che scrivo di mancino e gioco a calcio di mancino”. Questa confessione evidenzia come la manualità dominante, anche se innata, possa essere influenzata da fattori esterni e dalla necessità di adattamento.

La statistica è netta analizzando il cambio di panchina della Fiorentina, con l’innesto di Niccolai. Nelle prime sette di campionato (con la gestione Cadeo) Rosignoli ha tirato 9/20 dalla linea della carità, 45% usando la mano destra (2,9 sono i tentativi a partita). Questo dato numerico sottolinea la difficoltà di Rosignoli con la sua mano "non dominante" nel contesto sportivo. Il cambio di strategia con l'arrivo di un nuovo allenatore ha avuto un impatto significativo: “Ora Niccolai mi ha convinto a tirare solo di sinistro - continua a spiegarci Rosignoli - perché ho una meccanica migliore e più fluida, sto lavorando anche per tirare i tiri liberi e da fuori esclusivamente di sinistro”.

Questa decisione, sebbene tardiva, ha portato a miglioramenti tangibili. Rosignoli riflette sulle sue percentuali precedenti: “Penso che di conseguenza le basse percentuali per il tiro dalla lunetta che ho avuto negli anni (intorno al 55% in carriera) siano dovute a questi continui cambi di tecnica per migliorare”. Questo indica una ricerca costante di perfezionamento, anche a costo di periodi di difficoltà. I miglioramenti che sto avendo in queste ultime 12 partite sono dovuti a Niccolai che mi ha dato fiducia a 28 anni di cambiare mano lasciandomi libero di sbagliare e sopratutto facendomi tirare centinaia di tiri liberi durante gli allenamenti mattutini. Questa esperienza dimostra l'importanza della guida, della fiducia e della pratica costante nel processo di apprendimento motorio, anche in età adulta. Dunque il lavoro è tanto ma la strada imboccata pare nettamente quella giusta, anche se poi Ros ci tiene a ricordarci e ricordare ai suoi tifose una postilla finale: “Ad essere sinceri però i liberi quando contava spesso li ho segnati”. Questa ultima affermazione evidenzia come, nonostante le difficoltà tecniche, la pressione del momento possa talvolta far emergere una performance inaspettata, un mix di concentrazione e determinazione che supera le lacune tecniche.

Grafico delle percentuali di tiro di Rosignoli prima e dopo il cambio di tecnica

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