Le Origini: Dalla Bonifica alla Fondazione
La storia di Fertilia non è soltanto la cronaca di un insediamento urbano, ma un capitolo complesso della storia italiana del Novecento. La sua vicenda inizia nel 1933 con la bonifica integrale della Nurra da parte dell'Ente di Colonizzazione Ferrarese (poi Ente sardo di colonizzazione). In realtà l'interesse per quella zona risale almeno al 1898 con la bonifica dello stagno del Calik, realizzata con la manodopera dei forzati, per continuare con i villaggi operai posti sulla strada tra Alghero e Porto Conte e l'azienda agricola Barezza, legata al lago artificiale di Baratz, entrambi del 1927.
La Nurra all’inizio degli anni Trenta era una landa acquitrinosa, infestata dalla malaria, isolata e spopolata, ai confini del mondo. Il territorio estense, d'altro canto, era un coacervo di diseredati; l'inopia caratterizzava larghi strati della popolazione rurale. Fertilia nacque quindi come l'alter ego di Alghero, un centro in cui sarebbero dovuti andare a vivere solamente i coloni provenienti dalla provincia di Ferrara. La fondazione di una città è sempre il risvolto di un disegno politico, di potere, la traduzione reale di un atto di imperio, d’autorità. Il rito ufficiale avvenne l'8 marzo 1936 con la posa della prima pietra della chiesa parrocchiale.

Il Progetto Urbanistico: Dal Piano Miraglia al Gruppo 2PST
Tra le città nuove del Ventennio, Fertilia è certamente quella rimasta più vicina al borgo rurale originario. Il piano urbanistico, predisposto nel 1935 dall'ingegnere Arturo Miraglia, era basato sul modello della città diffusa nel territorio, ripreso dalle esperienze inglesi della città giardino. Tuttavia, questo piano non fu realizzato, perché ritenuto non conforme all’ideologia urbanistica del regime. Nel 1937, l'incarico fu affidato a quattro architetti raggruppati sotto la sigla 2PST (Concezio Petrucci, Emanuele Filiberto Paolini, Riccardo Silenzi, Mario Tufaroli Luciano).
Il nuovo strumento di pianificazione usava lo schema semicircolare di Miraglia quale spunto iniziale, affiancandogli però una maglia ortogonale con una separazione netta degli spazi pubblici relativi ai tre ambiti religioso, civico e commerciale. Anche la parte residenziale passava dalla proposta di case disseminate nel verde ad un nucleo autonomo. L'analisi del progetto evidenzia che l'attenzione viene concentrata sull'area centrale, mentre la parte delle residenze, nella sua assoluta semplicità, non è studiata in modo particolare.
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Architettura e Simbologia: La Torre Littoria e gli Edifici Pubblici
La piazza risulta oggetto di una riprogettazione accurata che restringe lo spazio dilatato pensato dal progetto Miraglia, secondo un principio di densificazione ottenuto con la collocazione di edifici con destinazione pubblica e privata dotati di porticati. Tra questi, il Palazzo Comunale con la Torre Littoria assume una valenza centrale.
La Torre Littoria di Fertilia è uno degli elementi caratteristici dell’impianto urbano. Presenta una base quadrata, sia in fondazione che in elevazione, ed è realizzata con muratura in conci squadrati di trachite, posti in opera con sottili strati di malta a base calce-cemento e lasciata senza intonaco superficiale, in pietra faccia a vista. All’interno si riscontra la presenza di solai latero-cementizi. La torre si sviluppa per un’altezza complessiva di circa 20 metri.
Tutti gli edifici principali di Fertilia utilizzano il mattone a vista o intonacato e la pietra, riprendendo elementi formali assai diffusi nel Ventennio fascista. La chiesa, in particolare, conserva un ruolo dominante: la facciata è caratterizzata dal profondo incasso della parte centrale dove l’ingresso è sovrastato da una griglia, in modo da alludere, in forma moderna, alle vetrate delle chiese antiche, ed è costituita da un telaio strutturale rivestito in pietra calcarea bianca.

Fertilia come "Laboratorio" e le Vicende Belliche
Dopo l’avvio del progetto esecutivo nel 1939 i lavori continuarono, prima di bloccarsi nel 1942 per la situazione sempre più tragica della seconda guerra mondiale. Fertilia rimase quindi incompiuta e semi disabitata. L’unico edificio di Miraglia realmente costruito tra il 1935 e il 1936 è la scuola elementare, che risente di richiami precisi ad esperienze internazionali e ricorre all'uso di volumi con linee curve e a finestre a nastro con fasce di mattoni alternate a fasce di intonaco.
L'attività dell'Ente, in qualche misura, non venne comunque completamente interrotta: ulteriori finanziamenti riguardarono la costruzione di strade, di un nuovo edificio scolastico e di un acquedotto. Ma, una volta scoppiata la guerra, i cantieri si interruppero bruscamente. Fertilia divenne l'immagine dei fallimenti del regime, rimanendo un centro incompiuto che dovette attendere gli anni cinquanta per una parziale rinascita.
La Riconversione: L'arrivo degli esuli giuliano-dalmati
I lavori furono ripresi soltanto negli anni cinquanta, quando l'insediamento di Fertilia si preparò ad accogliere i profughi dalle terre italiane passate alla repubblica federativa di Jugoslavia. Questa nuova fase comportò una modificazione della composizione sociale e la riconversione di alcuni edifici pubblici ad uso abitativo.
La toponomastica del luogo ci fornisce gli strumenti per intraprendere un percorso di decodifica delle vicende della comunità: la colonna in travertino, sul lungomare, col leone di San Marco all’estremità e la scritta «Qui nel 1947 la Sardegna accolse fraterna gli esuli dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia», così come la presenza di vie intitolate a Fiume, Pola, Cherso, Orsera, Rovigno, Trieste, Dignano, Zara, Parenzo, sono una chiara manifestazione delle politiche culturali concretizzatesi nel secondo dopoguerra.

Fertilia nel Panorama Contemporaneo
Fertilia è about 6 km from Alghero (Sardinia) and currently has about 2000 inhabitants. Il Calich è uno stagno, laguna o peschiera fra le più importanti zone umide costiere di Alghero e della Sardegna. Fertilia si affaccia sul mare e sorge in un punto in cui lo stagno del Calich trova il suo sbocco a mare, suggerendo come questo centro non fosse solo destinato alla produzione agricola ma anche alle attività legate alla pesca.
Oggi Fertilia rappresenta uno dei rarissimi nuclei di fondazione ad aver conservato una propria specifica identità. Se sugli edifici costruiti dagli architetti del regime sembra pesare ancora un pregiudizio ideologico, si ridesta in cambio l'interesse intorno a Concezio Petrucci, rappresentante di quella corrente architettonica che cercava di mediare tra le innovazioni radicali del razionalismo ed un gusto più classico e tradizionalista. Fertilia, piccolo centro razionalista situato di fronte alla catalana Alghero, è stata una città-laboratorio del Novecento e conserva le tracce delle grandi questioni del secolo breve: architetture di regime, trasformazioni antropiche del territorio, politiche di memoria e di rimozione, flussi migratori e processi di riforma fondiaria.