Fertilia: un gioiello della Riviera del Corallo sospeso tra degrado e promesse mancate

La borgata di Fertilia, perla architettonica prospettica di fronte ad Alghero, rappresenta un capitolo fondamentale della storia sarda, capace di completare la Riviera del Corallo con una vocazione turistica unica. Eppure, osservando da vicino l'attuale stato del territorio, emerge una contraddizione stridente tra l'immenso potenziale storico-culturale della città di fondazione e la condizione di abbandono in cui versano le sue infrastrutture, il verde pubblico e gli edifici storici. La comunità, stanca di assistere a una gestione frammentaria e inerte, reclama risposte concrete alle autorità competenti, chiedendo di trasformare una zona che "poteva e doveva essere un gioiello" nel centro di eccellenza che meriterebbe di essere.

veduta panoramica di Fertilia e della sua posizione sulla costa algherese

Il calvario della viabilità: l'impasse di Abbanoa

La situazione a Fertilia è precipitata in seguito ai prolungati e controversi lavori di efficientamento della rete idrica gestiti da Abbanoa S.p.A. Quella che doveva essere un'opera di modernizzazione necessaria per il territorio, si è trasformata in un estenuante cantiere a cielo aperto che ha messo a soqquadro l'intera borgata.

Il piano di ammodernamento, che prevedeva un investimento complessivo di 7,2 milioni di euro per l’intera area algherese - con oltre un milione di euro dedicato specificamente alla borgata giuliana - ha interessato arterie cruciali come via Pola, il Lungomare Rovigno, via Fiume, via Orsera e via Trieste. Secondo la nota informativa ufficiale del 25 febbraio, i lavori avrebbero dovuto garantire una sostituzione integrale di quasi 2 chilometri di rete. Tuttavia, la realtà dei fatti ha superato ogni previsione negativa: sebbene la durata stimata per ogni singola via fosse di circa 30 giorni, a distanza di mesi si registra un ritardo cronico inaccettabile.

I residenti, riuniti nel Comitato di Quartiere presieduto da Mario Oggianu, denunciano una viabilità "tamponata con cemento, affettata nel senso verticale e in quello longitudinale". Il manto stradale presenta cedimenti quotidiani che rendono pericoloso il transito sia per i veicoli che per i mezzi a due ruote. In via Orsera, strada ad alto traffico situata in prossimità della scuola elementare, della scuola media, dell’ufficio postale, del supermercato e del parco giochi, la presenza di polveri di cemento e il dissesto del manto stradale costituiscono un rischio costante per la cittadinanza.

L’esasperazione è giunta al culmine quando i mezzi di cantiere, in precedenza stazionati presso il Piazzale Trento, sono stati rimossi durante un periodo di piogge, lasciando le strade in condizioni critiche e alimentando il timore che il cantiere venga abbandonato a ridosso delle festività.

Il degrado del verde urbano: tra incuria e assenza di manutenzione

Se la viabilità versa in condizioni disastrose, il decoro urbano non offre un panorama migliore. Fertilia, data la sua vasta estensione di aree verdi, necessiterebbe di un piano di manutenzione costante che, stando alle testimonianze dei residenti, manca ormai da anni. Mauro Manca, rappresentante del comitato di quartiere, evidenzia come la rotonda principale, un tempo simbolo di cura e ordine, sia oggi ridotta a un prato ingiallito e trascurato.

La mancanza di un giardiniere fisso - servizio che fino a un decennio fa garantiva la dignità degli spazi pubblici - ha trasformato aiuole e parchi in ricettacoli di sterpaglie, insetti e zecche. L'amministrazione comunale ha annunciato l'intenzione di esternalizzare il servizio di manutenzione del verde urbano tramite appalti a imprese private, ma gli interventi finora effettuati sono stati percepiti dalla cittadinanza come sporadici, palliativi e, soprattutto, fuori tempo massimo rispetto all'avvio della stagione turistica. Il degrado del verde non è solo un problema estetico, ma incide profondamente sulla qualità della vita dei residenti e sull'immagine di accoglienza che una località turistica dovrebbe garantire.

dettaglio di un'area verde trascurata nel centro di Fertilia

Gli immobili storici: cronaca di una rovina annunciata

Fertilia si trova di fronte a una ferita aperta rappresentata dai suoi edifici storici. Il cedimento parziale della palazzina dell’Egis, avvenuto lo scorso marzo, ha sollevato il velo su una gestione del patrimonio immobiliare che appare fallimentare sotto il profilo architettonico e politico.

La situazione del complesso di Via Cherso, dove il crollo del tetto ha reso inagibili diversi alloggi, è emblematica della complessità burocratica che paralizza ogni tentativo di riqualificazione. La Regione Sardegna, in quanto proprietaria o co-proprietaria di molti edifici, sottolinea come la frammentazione della proprietà - derivante dalle cessioni parziali agli ex occupanti - complichi enormemente le decisioni assembleari. Nonostante l'assessore regionale Spanedda abbia annunciato lo stanziamento di oltre 8 milioni di euro per accordi quadro volti alla messa in sicurezza del patrimonio, i fatti denunciano una carenza di risposte efficaci.

L’ex-Hotel Bellavista rimane un monumento all'incompiuto: un investimento privato pronto a partire ma bloccato nei meandri di un percorso burocratico infinito, mentre il Palazzo Doria, ex sede dell’Ente Ferrarese di Colonizzazione e testimone della storia della borgata, versa in uno stato di desolante abbandono. La proposta avanzata sin dal 2014 per il prolungamento del Lungomare Rovigno fino alla spiaggia di Punta Negra - che includerebbe la realizzazione di un belvedere - resta un’idea progettuale valida ma inattuata, una "ricucitura" del tessuto urbano necessaria per restituire dignità alle periferie della borgata.

La comunità reclama il diritto al rispetto

Nonostante il pesante scenario di abbandono, la comunità di Fertilia ha dimostrato una vitalità sorprendente. La recente apertura del Museo Egea, che ha richiamato l'attenzione di istituzioni statali, conferma l'importanza universale di questa città di fondazione. Le associazioni locali, riunite in un fronte comune, lavorano costantemente per promuovere eventi culturali di rilievo nazionale, cercando di sopperire con l'impegno civico alla mancanza di pianificazione politica.

La richiesta rivolta al Sindaco di Alghero e alla Regione Sardegna è perentoria: si esige un progetto concreto di recupero che non si limiti alla gestione dell'emergenza, ma che restituisca decoro e prospettive di sviluppo a un luogo che dovrebbe essere il fiore all'occhiello della Sardegna. Il tempo delle rassicurazioni verbali sembra essere terminato; Fertilia chiede che il rispetto per il territorio si traduca in opere tangibili, in una manutenzione costante del decoro urbano e in una chiusura rapida dei cantieri che ne stanno soffocando la vivibilità quotidiana. La borgata giuliana merita di essere trattata non come un luogo di risulta, ma come una risorsa strategica, culturale ed economica di inestimabile valore, capace di accogliere turisti e residenti in una cornice di ordine, sicurezza e bellezza.

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