Per la maggior parte delle persone non particolarmente esperte di allevamenti avicoli, tutto ciò che si conosce sulle nuove generazioni di galline è che questi simpatici animali - così come il resto degli uccelli - si riproducono mediante accoppiamento e deposizione delle uova. Tuttavia, in realtà, il processo di riproduzione delle galline è un po' più complicato di quanto superficialmente si possa pensare. La comprensione delle dinamiche riproduttive non si limita alla semplice meccanica dell'accoppiamento e della successiva deposizione, ma include anche fattori biologici, comportamentali e ambientali che influenzano significativamente il successo della prole. Questo approfondimento si propone di esplorare le peculiarità della fecondazione avicola, concentrandosi in particolare sulle galline e sulle faraone, e di analizzare la curiosa e rara possibilità di ibridazione tra queste due specie diverse, un evento che solleva interrogativi affascinanti sulle barriere naturali e sul ruolo dell'etologia.
Chiarito quanto sopra, vogliamo integrare questo approfondimento con qualche spunto introduttivo sulla riproduzione avicola. In dettaglio, giova rammentare come la gallina possa fare le uova sia mediante accoppiamento del gallo, sia senza accoppiamento. In questo ultimo caso, ovvero senza fecondazione del gallo, le uova saranno commestibili ma non fertili. Ovvero, si possono mangiare, e non saranno mai produttive del pulcino. Nel caso di avvenuto accoppiamento del gallo e della gallina, le uova sono fertili. Questo concetto fondamentale distingue tra la capacità fisiologica di deporre uova e la capacità riproduttiva di generare nuova vita. La fertilità delle uova è dunque il prerequisito essenziale per qualsiasi tentativo di incubazione, sia naturale che artificiale, e sottolinea l'importanza di un gallo sano e attivo nel pollaio.

La Riproduzione Avicola Standard: Dinamiche e Fattori Influenzanti
La riproduzione nel mondo avicolo è un processo regolato da tempistiche precise e da complesse interazioni biologiche. Comprendere queste dinamiche è cruciale per qualsiasi allevatore che miri a ottenere una prole sana e numerosa.
Il Ciclo Riproduttivo della Gallina e la Sopravvivenza dello Sperma
Il miglior periodo di riproduzione delle galline, come suggerito dall'esperienza comune, si allinea spesso con la bella stagione in arrivo. Il motivo è abbastanza semplice: si può infatti facilmente presumere che in questo ambito le galline ovaiole saranno più forti, poiché maggiormente esposte alla luce e a tutti i vantaggi che il clima favorevole apporterà. La maggiore esposizione alla luce stimola la produzione ormonale e, di conseguenza, l'attività ovarica e la deposizione.
Un aspetto affascinante della biologia riproduttiva dei gallinacei è la capacità del seme del gallo di rimanere vitale all'interno del corpo della gallina per un periodo prolungato. La biologia ci informa che il seme del gallo può in genere fecondare per circa 21 giorni le uova nel corpo della gallina. Ancora più in soldoni, mettete un gallo con delle galline per un paio di giorni: per le successive tre settimane, tutte le uova che esse produrranno risulteranno fecondate da lui. Questa straordinaria capacità di conservazione dello sperma, permessa da speciali ghiandole spermatiche nell'ovidotto della gallina, ha delle ricadute estremamente interessanti nella pratica dell’allevamento. Infatti, se alleviamo insieme più razze e poi le separiamo in vista della riproduzione, per avere certezza della paternità dei pulcini dovremo scartare tutte le uova deposte nei primi 21 giorni, e mettere ad incubare solo quelle deposte successivamente. Questo lasso di tempo serve a garantire che tutte le riserve spermatiche del gallo precedente siano state esaurite, permettendo così al nuovo riproduttore di essere l'unico padre della covata.
Tuttavia, esistono eccezioni a questa "regoletta" generale. A volte, ad esempio, sembra che lo sperma di un gallo sopravviva molto meno del previsto; questo capita più spesso quando il gallo è vecchio o non in ottima salute. Altre volte accade proprio il contrario: il seme sopravvive molto oltre il previsto, anche più di un mese. Un giorno un mio amico allevatore decise di chiudere in una gabbia il grande gallo di razza Faverolles che dominava su tutti i suoi polli, in maniera di poter riprodurre in purezza i suoi Phoenix. Destinò alla mensa le uova per un mese, quindi iniziò ad incubare. Fu tutto inutile. Dopo 20 giorni, ad oltre 50 giorni cioè da quando il Faverolles era stato chiuso, continuavano a nascere pulcini con barba e/o 5 dita, caratteristiche queste della razza Francese, segno inequivocabile della paternità del gallo Faverolles, nonostante il lungo periodo di separazione. Si tratta però di casi più unici che rari; in genere, la regola delle tre settimane funziona alla grande e fornisce una base affidabile per la gestione della riproduzione. E visto che con febbraio le galline in genere riprendono a deporre, come recita il proverbio veneto "no ghè xè ga£ina o ga£inassa, che a febraro l’ovo no £a fassa", ovvero "non c'è gallina o gallinaccia che a febbraio l'uovo non faccia", è il caso di iniziare già in questo periodo dell'anno a separare i riproduttori, se vogliamo mettere a incubare qualcosa a marzo e avere un controllo sulla linea genetica.
Dinamiche dell'Accoppiamento e Condizioni per il Successo
La riproduzione dei polli è caratterizzata da una dinamica sociale e comportamentale ben definita. I polli sono animali poligami. I galli combattono tra loro per formare un proprio harem di galline, con cui si accoppiano più volte al giorno. La dimensione dell'harem può variare significativamente in base alla razza del gallo e alla sua vigoria. Nelle razze giganti, ad esempio, il gallo copre un gruppo di 6-8 galline, mentre nelle razze medie il numero si aggira intorno a 10-12 femmine. Nelle razze nane, come la Cocincina, un gallo può arrivare ad avere un harem anche di 15-18 galline! Questo dimostra come la taglia e l'energia del gallo influenzino direttamente la sua capacità di gestire e fecondare un numero maggiore di femmine.
I migliori riproduttori sono animali sani e con caratteristiche di razza molto marcate. I galli devono essere vigorosi, battaglieri e con uno spiccato interesse per le femmine, segni di un buon stato di salute e di un forte istinto riproduttivo. Durante l’accoppiamento, il gallo si avvicina alla femmina da dietro e le sale sulla schiena con le zampe. La gallina, in risposta, si abbassa, allarga le ali e alza la coda, facilitando il contatto. Il maschio si tiene in equilibrio afferrando con il becco le piume sulla testa della pennuta e abbassa la coda fino a far combaciare la sua cloaca con quella della compagna. Per capire se l’atto è andato a buon fine, si deve osservare il comportamento della gallina: se si scrolla la polvere di dosso e arruffa le penne significa che il rito amoroso è stato portato a termine, un segnale che il contatto cloacale, fondamentale per il trasferimento dello sperma, è probabilmente avvenuto.

Ostacoli alla Fecondazione Efficace
Numerosi sono i motivi per cui la riproduzione in un pollaio potrebbe non essere efficace, nonostante gli accoppiamenti. Questi possono essere ricondotti a diverse categorie:
- Tutta colpa del gallo. Un gallo troppo giovane o troppo vecchio potrebbe non essere sufficientemente fertile o vigoroso. Anche un gallo malato, stressato o con una dieta inadeguata può avere una ridotta qualità dello sperma o una minore libido, compromettendo seriamente il tasso di fecondazione.
- I riproduttori sono incompatibili tra loro. A volte, la differenza di taglia tra gallo e gallina può rendere l'accoppiamento fisicamente difficile o inefficace. In altri casi, possono esserci incompatibilità comportamentali che impediscono accoppiamenti regolari e di successo.
- Troppi galli in un pollaio! La presenza di un numero eccessivo di galli in relazione alle galline può portare a lotte e stress, riducendo la frequenza e l'efficacia degli accoppiamenti. I galli possono interferire a vicenda, e le galline possono essere sopraffatte o ferite, diminuendo la loro ricettività. L'eccessiva competizione può anche portare a una diluizione della qualità della fecondazione complessiva.
- Questione di piumino. In alcune razze di galline, ad esempio la Orpington, il piumino attorno alla cloaca è talmente fitto da impedire fisicamente l’accoppiamento, creando una barriera che ostacola il contatto tra le cloache del gallo e della gallina. Gli allevatori di queste razze spesso devono ricorrere a pratiche di tosatura delle piume intorno alla cloaca per facilitare la fecondazione.
- I riproduttori sono sterili. Questo succede soprattutto quando si acquistano animali alle mostre. Spesso infatti gli allevatori vogliono vendere alcuni esemplari ma senza “cedere” le loro linee di sangue, e quindi esemplari che potrebbero avere problemi di fertilità genetica vengono messi in vendita. La sterilità può essere una condizione genetica o derivare da malattie o danni agli organi riproduttivi.
- Galli e galline sono parenti troppo stretti! Molti allevatori considerano nociva la consanguineità, soprattutto se portata avanti per troppo tempo. Se gestita male infatti può rendere evidenti tare e difetti genetici, fino a trasformarli in caratteri puri presenti in tutti gli esemplari. Questo fenomeno, noto come depressione da inbreeding, può portare a una diminuzione della fertilità, della vitalità della prole e alla comparsa di malformazioni. Bisogna quindi selezionare sempre e solo i migliori riproduttori al fine di migliorare la razza, mantenendo una sufficiente variabilità genetica per prevenire problemi di consanguineità.
Questi sono solo alcuni degli aspetti che gli allevatori devono considerare per garantire un'efficiente riproduzione nel proprio allevamento. Comprendere e gestire questi fattori è essenziale per il benessere degli animali e il successo dell'attività. Noi de Il Verde Mondo siamo curiosi di sapere come si comportano i vostri amati pennuti e vi invitiamo a raccontarci le vostre storie e se avete mai avuto problemi di riproduzione tra galli e galline.
La Faraona: Caratteristiche, Allevamento e Sfide Riproduttive
La faraona è un uccello affascinante che, pur appartenendo all'ordine dei polli, presenta caratteristiche e peculiarità che la distinguono nettamente dalle galline comuni. La sua origine africana e la sua successiva domesticazione la rendono un animale di notevole interesse, sia per le sue qualità gastronomiche che per le sue caratteristiche comportamentali.
Un Uccello di Valore con Particolari Esigenze
Le faraone addomesticate sono considerate cibo reale, apprezzate per la loro carne saporita e le loro uova nutrienti. Sono stati portati dall'Africa e, nonostante le loro origini esotiche, si sentono benissimo nel clima di regioni come la Russia e l'Ucraina, e continuano a riprodursi anche nella stagione fredda, dimostrando una notevole capacità di adattamento a diverse condizioni climatiche. È possibile tenere gli uccelli sia sui trespoli che durante le passeggiate, offrendo flessibilità negli approcci di allevamento. Tuttavia, gli animali che camminano liberamente dovrebbero tagliarsi le ali mentre crescono, poiché corrono veloci e possono volare, prevenendo così fughe indesiderate e mantenendoli in sicurezza all'interno delle aree designate.
Un vantaggio significativo delle faraone rispetto ai polli e ad altri uccelli agricoli è considerato l'elevata resistenza alle malattie, la semplice cura e la manutenzione economica. Questa robustezza le rende una scelta attraente per gli allevatori che cercano animali meno inclini a problemi sanitari. Inoltre, la faraona si nutrirà felicemente di parassiti come coleotteri del Colorado, lumache e zecche, fornendo un controllo biologico naturale degli insetti, e non scaverà i letti per i vermi, il che la rende meno dannosa per gli orti rispetto ad altri volatili.
Dal punto di vista nutrizionale, la carne di faraona contiene aminoacidi e vitamine molto più preziosi della carne di pollo e ha un sapore simile al fagiano, rendendola una prelibatezza apprezzata. Anche le uova di faraona, sebbene più piccole delle uova di gallina, sono considerate estremamente utili. Il contenuto di retinolo nei testicoli di pollo è fino a tre volte inferiore a quello delle faraone, e possono essere conservati molto più a lungo delle uova di altre specie di uccelli, grazie alla loro guscio più spesso e alla minore porosità.

La Delicata Natura Riproduttiva della Faraona
Nonostante i numerosi vantaggi, la faraona è un uccello piuttosto capriccioso che cade facilmente in uno stato di stress. Questo temperamento ansioso ha un impatto diretto sulla sua capacità riproduttiva: a causa dell'ansia, la schiusa dei pulcini è difficile. Le faraone addomesticate sono povere galline da cova, spesso abbandonano i nidi o non covano con la dovuta costanza e diligenza. Per questo motivo, i pulcini vengono spesso allevati in incubatrici. Ciò porta al fatto che il numero di bambini nati dall'incubatoio aumenta in modo significativo, garantendo una maggiore produttività. Inoltre, i pulcini possono schiudersi dall'uovo in un giorno, il che è importante per l'alimentazione estiva e per sincronizzare le covate. Tuttavia, sarà necessaria un'ulteriore cura per le uova nell'incubatrice, mantenendo la temperatura e l'umidità desiderate durante le varie fasi della schiusa. L'allevamento di pulcini con un'incubatrice è più complesso e richiede un'attenta gestione.
Le condizioni di incubazione per polli, faraone e fagiani sono simili in molti aspetti generali, riflettendo la loro appartenenza allo stesso ordine. Gli uccelli sono senza pretese per le condizioni e il cibo, e possono essere tenuti nella stessa stanza e sugli stessi trespoli, il che semplifica la gestione per gli allevatori multi-specie. Il peso di un individuo maturo e sano raggiunge i 2 chilogrammi. Il numero di uova all'anno può variare a seconda della razza; ad esempio, le razze di uova possono produrre fino a 180 pezzi all'anno, con un peso fino a 50 grammi.
Per incubare le uova, sarà necessaria la fecondazione, quindi i maschi devono essere tenuti insieme alle femmine al ritmo di un maschio per tre o quattro femmine, un rapporto ottimale per garantire la fecondità senza eccessiva competizione. Gli uccelli iniziano ad accoppiarsi all'inizio di temperature medie giornaliere elevate, il più delle volte da metà aprile all'inizio di maggio. Continuano a riprodursi per un massimo di sei mesi, quindi si prendono una pausa per l'inverno. Tuttavia, con un'illuminazione artificiale correttamente progettata nella stanza in cui viene tenuto l'uccello, possono trasportare fino a tre stagioni, lasciando i proprietari senza produzione solo per l'inverno. La maggior parte delle uova con un maschio sano e femmine saranno fecondate. Nel migliore dei casi, fino all'85% delle uova è adatto per l'incubazione e, dopo la fine dell'incubazione, i pulcini sani compaiono da tre quarti delle uova. Questi dati evidenziano l'importanza di una gestione attenta per massimizzare la produzione di faraone.
L'organizzazione sociale degli Egizi.
Il Fascinoso e Raro "Faragallo": Ibridazione Interspecie
La domanda sulla possibilità di ibridazione tra specie diverse, come galline e faraone, è un interrogativo che spesso emerge tra gli allevatori. Sebbene la natura imponga barriere genetiche tra specie distinte, esistono rari casi di incroci interspecifici, che affascinano e incuriosiscono per la loro eccezionalità.
Possibilità e Contesto dell'Incrocio
È possibile l'ibridazione tra queste due specie? E, se tutti gli animali (maschi e femmine) sia di polli che di faraone sono nello stesso recinto, può accadere comunque un incrocio tra le diverse specie? La risposta, come spesso accade in biologia, è complessa e ricca di sfumature. Normalmente, le differenze genetiche e comportamentali prevengono l'accoppiamento interspecie efficace. Tuttavia, il contesto sociale può giocare un ruolo cruciale. Un caso interessante è quello delle faraone covate ed allevate da una gallina, che sono socialmente perfettamente integrate con loro, come fossero della stessa specie. Questa integrazione sociale, o imprinting, può portare gli animali a identificarsi con la specie "adottiva" e, di conseguenza, a tentare l'accoppiamento con essa, superando in alcuni casi le barriere comportamentali.
Un esempio tangibile di questo fenomeno è il "faragallo" di Castenedolo. Dopo la pantera delle Torbiere di Iseo nel 2015, il «faragallo» di Castenedolo può candidarsi ad animale simbolo dell’estate bresciana di qualche anno fa. Nell’allevamento amatoriale di Ugo Cavagnini, campione europeo con un gallo Livorno, è nato infatti, casualmente, un ibrido particolarmente raro: un incrocio tra una faraona ed un gallo. Solitamente alla voce «ibrido», ovvero animale o vegetale nato da specie diverse, colleghiamo il mulo, un ibrido ben noto di asino e cavallo, ricordo di naja alpina per qualcuno e per molti di fatiche nei campi dei propri nonni. Anche la gallina può generare ibridi con altre specie di gallinacei: con il fagiano, ad esempio, producendo quello che i francesi chiamano «coquard» e, appunto, la faraona. Questo evidenzia che, sebbene rari, gli incroci tra specie affini non sono del tutto impossibili nel regno avicolo.

Fattori Scatenanti e Caratteristiche dell'Ibrido
Il «faragallo» di Cavagnini, nato da una faraona e un gallo, è quindi, a tutti gli effetti, un’eccezione. Non bisogna immaginare però una romantica storia alla Lilly e il Vagabondo dietro alla nascita del pulcino prodigioso. La spiegazione risiede spesso nel comportamento e nell'ambiente di crescita. «La faraona - racconta Ugo Cavagnini - che ha deposto l’uovo è cresciuta nell’aia con delle galline e quindi, come ci ricorda l’etologia, ha finito per credersi una di loro». Questo imprinting precoce ha indotto la faraona ad accettare il gallo come partner potenziale, superando la naturale barriera interspecifica che di solito impedirebbe tale accoppiamento.
Di fronte a tali ibridi, sorge spontanea la domanda: che caratteristiche ha l'ibrido che viene fuori? E, immagino che sia sterile..o no? Generalmente, la risposta è affermativa: questi ibridi sono sterili. Come affermato da Giuliano Serafini, "sì questi ibridi sono sterili, non tutto si fa per profitto, ma anche per passione curiosità e voglia di sfide". La sterilità è una conseguenza comune dell'incrocio tra specie diverse, dovuto a incompatibilità cromosomiche che impediscono la corretta formazione dei gameti. Questo significa che, anche se affascinanti, i "faragalli" non possono a loro volta riprodursi. Tuttavia, l'interesse per questi incroci non è dettato solo dal profitto. Mrpredator e JeanGabin hanno discusso che "cmq è logico che vengano messe come ibride risultati di varie razze di gallina! per vedi dovremmo mettere gallinaxfagiano o gallinaxfaraona. quelli nostri sono incroci interspecie! meglio di niente e simpatici da vedere!". Queste osservazioni sottolineano come la passione, la curiosità e la voglia di sfide spingano gli allevatori a tentare tali incroci, anche se il risultato è sterile.
L'interesse per le caratteristiche fisiche e gastronomiche dell'ibrido è anch'esso un motore. Tiscallo, ad esempio, si chiede: "gallina x faraona mi incuriosisce visto che la carne della faraone è molto gustosa, voi che gallo o gallina usereste da incrociare con una faraona???". Questo dimostra un interesse pratico verso il potenziale miglioramento della carne o l'ottenimento di nuove qualità. Un altro esempio di curiosità è fornito dall'esperienza di un utente: "Verso Marzo incubero' delle uova frutto di un Fagiano ed una nanetta. A questo scopo sono stati cresciuti isolati in una volieretta di 2M per 2 M, da un mesetto la copre gia' regolarmente. Vedremo cosa ne verra' fuori, ho una curiosita' tremenda." Questi racconti evidenziano la persistente spinta alla sperimentazione nel mondo dell'allevamento, spinta dalla curiosità verso ciò che la natura, se opportunamente "incoraggiata", può creare.

L'Incubazione Artificiale delle Uova di Faraona: Un Processo Metodico
Date le difficoltà della faraona nell'incubazione naturale, l'allevamento di pulcini tramite incubatrice è diventato una pratica standard e altamente efficace. Questo processo richiede una metodologia precisa e un'attenzione costante ai dettagli per garantire il massimo successo.
Preparazione e Selezione delle Uova per l'Incubazione
Il successo dell'incubazione inizia ben prima che le uova entrino nell'incubatrice. Prima di raccogliere le uova, il bestiame dovrebbe iniziare a nutrirsi vigorosamente in modo che gli uccelli possano guadagnare energia e ottenere una prole vitale. Dovrebbero essere nutriti con cereali mescolati con avanzi di carne e pesce, aggiungendo prodotti a base di latte fermentato. Una dieta ricca e bilanciata assicura che le femmine depongano uova di alta qualità, con tutte le risorse necessarie per lo sviluppo embrionale.
Le faraone iniziano a deporre all'età di sei mesi. Allo stesso tempo, la più alta percentuale di successo si ottiene deponendo uova di faraone nell'incubatrice all'età di 8 mesi a un anno. In questa finestra temporale, il numero di pulcini che nascono raggiunge il 70-75%, indicando una maggiore fertilità e vitalità delle uova. È fondamentale monitorare la massa delle uova. Si consiglia di selezionare solo quelli con una massa da 39 a 50 grammi, poiché le uova che rientrano in questo intervallo di peso hanno le migliori probabilità di schiudersi con successo.
Per la conservazione, è possibile mantenere le uova fino a una settimana a bassa temperatura, fino a 12 gradi Celsius, e umidità molto elevata. Si consiglia di tenerle solo in posizione verticale, con la punta più stretta rivolta verso il basso. Le uova conservate per un periodo più lungo perdono molto in schiudibilità, poiché la vitalità dell'embrione diminuisce con il tempo.
La selezione delle uova è un passaggio critico. Le uova troppo piccole, di peso inferiore a 38 grammi, o con una forma atipica, non sono consigliate per essere poste in un'incubatrice. È anche meglio non deporre quelli a due tuorli o quelli che hanno problemi con la camera dell'ossigeno, in quanto presentano spesso anomalie nello sviluppo embrionale. Se ci sono problemi con il guscio, come microfessure o aree deboli, vale anche la pena scartarle per evitare contaminazioni o fallimenti durante l'incubazione. Le uova sporche vengono accuratamente lavate con una soluzione di manganese e asciugate prima di essere poste in incubatrice, per eliminare batteri patogeni che potrebbero compromettere l'intera covata. Prima di deporre, è buona pratica raggruppare le uova per dimensione e metterle in vassoi diversi, per ottimizzare la gestione dello spazio e le condizioni ambientali all'interno dell'incubatrice.
Setup dell'Incubatrice e Monitoraggio Ambientale
La scelta e la preparazione dell'incubatrice sono altrettanto importanti quanto la selezione delle uova. Prima di impostare, assicurarsi che le celle nell'incubatrice siano adatte per le uova di faraona, in quanto sono piccole. Molte incubatrici commerciali hanno vassoi regolabili o specifici per diverse dimensioni di uova. L'incubatore dovrebbe avere un sistema di controllo automatico della temperatura e dell'umidità, elementi essenziali per mantenere le condizioni ottimali. Per l'incubazione, sarà necessario monitorare le letture dei termometri a bulbo secco e umido. Se necessario, si deve accendere l'evaporatore per rimuovere l'umidità in eccesso o aggiungere acqua per aumentarla.
Per schiudere i pulcini in un'incubatrice sono necessarie uova di femmine sane, controllate con un ovoscopio alla luce in stanze buie per la presenza di un embrione vitale. Prima di deporre le uova, si consiglia di controllarle picchiettandole leggermente. Se si sente un leggero crepitio, sono presenti microfessure nel guscio d'uovo, e queste uova non devono essere poste in un'incubatrice. Si consiglia inoltre di posizionare solo campioni puliti nell'incubatore, per prevenire la proliferazione batterica. Per l'incubazione dei pulcini, è meglio scegliere incubatori con un sistema di monitoraggio automatizzato per temperatura e umidità, presenza di termometri a secco e ad umido integrati, che offrono maggiore precisione e affidabilità nel mantenere l'ambiente ideale.

Il Processo di Incubazione: Fasi e Controlli
L'incubazione delle uova di faraona è un processo che richiede pazienza e precisione, differente per durata e protocollo rispetto a quella delle galline. Quando si allevano le faraone, sarà necessario girare le uova almeno due volte al giorno, per evitare che l'embrione si attacchi al guscio e per garantire uno sviluppo uniforme. Quanti giorni si schiudono le faraone in un'incubatrice? Generalmente, da 26 a 29 giorni, un periodo più lungo di quello dei polli (che è di 21 giorni), quindi il regime di incubazione per altri polli non funzionerà per loro e richiede un adattamento specifico.
Il periodo di incubazione delle faraone richiederà un attento monitoraggio delle uova deposte. Nel processo di sviluppo, sarà necessario studiarli di volta in volta con l'ovoscopio per individuare la presenza di un anello di sangue (che indica un embrione morto precocemente) o embrioni congelati (sviluppo arrestato). È importante sottolineare che se le uova senza embrione vengono erroneamente collocate nell'incubatrice, nel tempo, a causa di un aumento della pressione interna dovuta al riscaldamento, scoppieranno, schizzando le uova rimanenti. Questo può portare a difficoltà con l'ingresso di aria per gli embrioni vivi e, in ultima analisi, alla morte degli embrioni, compromettendo seriamente la covata.
Le uova dovrebbero essere esaminate prima dell'inizio dell'incubazione per scartare quelle non idonee. Un'ulteriore ispezione viene eseguita alla fine della seconda settimana di incubazione, approssimativamente il 14° giorno, ed è necessario eliminare le uova con anelli di sangue o senza sviluppo. E appena prima della schiusa, intorno al giorno 23-25, le uova con un embrione morto o con sviluppo ritardato vengono gettate fuori dall'incubatrice, in modo da non occupare spazio e non contaminare l'ambiente.
Per completare con successo l'incubazione delle faraone, sono necessarie determinate condizioni di umidità, temperatura e accesso all'aria. La modalità di incubazione delle faraone prevede che la temperatura e l'umidità dovrebbero essere gradualmente ridotte nell'incubatrice nel tempo, per poi, nelle ultime fasi, aumentare l'umidità. Questa modulazione riproduce le condizioni naturali del nido, dove l'umidità aumenta progressivamente in vista della schiusa per ammorbidire il guscio. Per incubare con successo i pulcini in un'incubatrice, si dovrà seguire uno schema specifico che definisce queste variazioni.
È importante anche sapere che l'incubazione della faraona avviene in due fasi. A causa della tenuta del guscio, che è più spesso e resistente rispetto a quello delle galline, e della presenza di una membrana sotto-guscio particolarmente tenace, per cominciare, il pulcino deve beccare uno spazio vuoto all'interno dell'uovo, la camera d'aria, e sfondare la membrana interna prima di raggiungere l'esterno. Quindi, dopo questo primo "becco interno", il pulcino si riposa per un po' e poi romperà il guscio esterno per emergere nel mondo. In questo caso, il grado di piumaggio di un uccello può variare, e la forza richiesta per la schiusa può influenzare la vitalità dei pulcini. L'assistenza durante la schiusa, sebbene non sempre necessaria, può essere considerata in casi di difficoltà, ma deve essere eseguita con estrema cautela per non danneggiare il pulcino.
L'organizzazione sociale degli Egizi.
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