Introduzione: La Procreazione Medicalmente Assistita Eterologa a Firenze - Un Percorso Rivoluzionario
Nel panorama della medicina riproduttiva italiana, il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze si distingue come una realtà pubblica altamente qualificata e pionieristica, un vero e proprio faro di speranza per le coppie che affrontano il delicato percorso dell'infertilità. Questa Struttura Organizzativa Dipartimentale (SOD), afferente al Dipartimento Materno Infantile, ha segnato un momento storico per l'Italia, essendo stata il primo Centro pubblico italiano ad effettuare percorsi di PMA eterologa. A partire dal 4 settembre 2014, dopo la fondamentale sentenza n. 162/2014 della Corte costituzionale che dichiarava l'illegittimità costituzionale di alcune disposizioni della Legge 40/2004, il Centro di Careggi ha aperto le porte a nuove possibilità per la genitorialità, offrendo tecniche avanzate che prevedono l'utilizzo di gameti di donatori estranei. L'infertilità o sterilità di una coppia, sia essa di primo livello (quando nessun concepimento è mai andato a buon fine nonostante ripetuti tentativi) o secondaria (quando si verifica dopo un precedente concepimento o gravidanza portati a termine), trova qui risposte all'avanguardia, accompagnando le coppie in percorsi dove spesso le speranze sono poche e l'eterologa risulta essere risolutiva. La possibilità di far diventare genitori è una delle grandi missioni di questa struttura che accoglie coppie da tutta Italia, le quali si affidano ad essa per l'esperienza maturata in questo ambito e per il lustro del Centro.

Tecniche Avanzate di PMA Eterologa: FIVET e ICSI
Tra le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di secondo livello, la FIVET (fecondazione in vitro) e la ICSI (microiniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) rappresentano pilastri fondamentali, entrambe disponibili anche con gameti di donatori estranei, configurando così la fecondazione in vitro eterologa. Si tratta di procedure mediche che permettono di fecondare l'ovocita materno con i gameti maschili del liquido seminale paterno (o di un donatore) fuori dal corpo femminile. Gli embrioni così ottenuti vengono poi impiantati nell’utero della donna con la speranza che almeno uno attecchisca e che si sviluppi dando luogo ad una gravidanza, che naturalmente può essere singola o plurima. Queste due tecniche si definiscono mediamente invasive e sono tra le più accreditate per ottenere un concepimento e una gravidanza in caso di infertilità di uno o di entrambi i soggetti della coppia. La loro esecuzione avviene previa anestesia locale o sedazione profonda, garantendo comfort e sicurezza alla paziente.
FIVET: La Fecondazione in Vitro Propriamente Detta
La FIVET, acronimo di Fecondazione In Vitro con Embryo Transfer, è la fertilizzazione in vitro propriamente detta. Questa complessa procedura è fatta precedere da una fase cruciale: la stimolazione ovarica della donna. Questo passaggio mira a indurre la produzione di più ovociti rispetto al ciclo naturale, aumentando così le probabilità di successo. Alla stimolazione fa seguito il prelievo degli ovociti, effettuato tramite una tecnica delicata di agoaspirazione follicolare. Una volta recuperati, gli ovociti vengono fecondati in laboratorio con i gameti del coniuge o, nel caso di PMA eterologa, con quelli di un donatore, dando luogo a un concepimento extra uterino. Gli embrioni che ne derivano vengono poi attentamente selezionati e reimpiantati nell'utero femminile, con l'intento e la speranza che almeno uno attecchisca e dia inizio a una gravidanza. Se, invece, è la donna a ricevere gli ovociti di una donatrice, si procederà a preparare farmacologicamente l’utero dell’aspirante mamma per renderlo recettivo e pronto ad accogliere gli embrioni, cui seguirà la fecondazione extracorporea degli ovociti con i gameti maschili, siano essi del partner o di un donatore.
ICSI: La Microiniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo
La ICSI, ovvero la Microiniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo, è una tecnica di PMA altamente specializzata, indicata in particolari circostanze cliniche. Questa procedura è raccomandata, ad esempio, quando il numero degli ovociti disponibili è ridotto o quando si utilizzano gameti crioconservati. Come per la FIVET, anche la ICSI prevede una prima fase di stimolazione ovarica della donna, volta a ottimizzare la raccolta ovocitaria. Successivamente, si procede con il prelievo degli ovociti dalle ovaie, anch'esso eseguito sotto sedazione più o meno profonda per garantire il massimo comfort alla paziente. Contemporaneamente, in laboratorio, si prepara con cura il campione di sperma del partner o del donatore. La peculiarità della ICSI risiede nel metodo di fecondazione: avviene sempre in laboratorio, ma con una precisione micrometrica. Solo uno spermatozoo viene selezionato e microiniettato direttamente all'interno di ciascun ovocita, bypassando eventuali ostacoli alla fertilizzazione naturale. Questa tecnica eleva significativamente le probabilità di fecondazione in casi di infertilità maschile severa o quando le condizioni degli ovociti o degli spermatozoi richiedono un intervento più diretto.

Il Processo Clinico: Dalla Raccolta alla Nascita della Speranza
Le tecniche di PMA, sia FIVET che ICSI, prevedono diversi passaggi attentamente coordinati, che richiedono precisione medica e supporto emotivo per la coppia. Il percorso inizia con la preparazione della paziente e culmina con il trasferimento degli embrioni nell'utero materno, un momento carico di aspettative.
Prelievo Ovocitario: Preparazione e Procedura
Nel caso vengano utilizzati gli ovociti della stessa aspirante madre per la fecondazione in vitro, è necessario effettuare un prelievo degli stessi. La tecnica di aspirazione follicolare si effettua ambulatorialmente, il che significa che la paziente non necessita di un ricovero ospedaliero prolungato. Tuttavia, per garantire la massima sicurezza e l'efficacia della procedura, la paziente dovrà presentarsi a digiuno di almeno 6 ore, durante le quali è consentito bere solo un po’ d’acqua. La sera prima del prelievo, è richiesto di assumere un antibiotico specifico per prevenire eventuali infezioni durante l'intervento. L’agoaspirazione follicolare, che si esegue per via vaginale, si effettua sotto sedazione profonda, ovvero previa iniezione di un farmaco che indurrà un sonno profondo della durata di circa 20-30 minuti, permettendo al medico di operare senza che la paziente avverta alcun disagio. Al termine della procedura, la paziente deve rimanere in day-hospital per qualche ora, monitorata attentamente dal personale medico. Una volta accertate le sue condizioni di stabilità, è libera di rientrare a casa, dove però è necessario che rimanga a riposo per tutto il resto della giornata, per favorire il recupero fisico e ridurre al minimo eventuali complicanze.
Transfer Embrionario: L'Impianto della Vita
La fase successiva e di cruciale importanza è rappresentata dal transfer, ovvero dal trasferimento degli embrioni ottenuti dalla fertilizzazione in vitro. Questo delicato passaggio avviene dopo circa 48 ore dal prelievo degli ovociti e dalla fecondazione in vitro, un intervallo che consente agli embrioni di raggiungere uno stadio di sviluppo ottimale. L'impianto degli embrioni, solitamente due o tre al massimo per ottimizzare le probabilità di successo e contenere i rischi di gravidanze multiple ad alto rischio, avviene tramite un catetere sottile e flessibile inserito nell'utero. Questa procedura non è dolorosa, e di solito si esegue con tecnica ecoguidata, che permette al medico di visualizzare con precisione il punto di rilascio degli embrioni, massimizzando le chances di attecchimento. Nei giorni seguenti al transfer, è opportuno che la paziente rimanga a riposo ed eviti sforzi e stress di qualunque tipo. Questo periodo di tranquillità è fondamentale per agevolare l'attecchimento di almeno un embrione, un momento di attesa e speranza per la coppia.
L'Utilizzo dei Gameti: Donazione e Crioconservazione
La Procreazione Medicalmente Assistita, specialmente nella sua forma eterologa, si avvale dell'utilizzo di gameti specifici, che possono essere gestiti attraverso diverse metodologie di conservazione. Le tecniche per l'utilizzo di gameti femminili sono possibili attraverso l'applicazione di una procedura in cui si utilizzano ovociti donati "a fresco", cioè non crioconservati, oppure ovociti donati "crioconservati". La scelta tra ovociti freschi o crioconservati dipende da vari fattori, tra cui la disponibilità e le specifiche esigenze cliniche. Mentre per l'utilizzo dei gameti maschili si può ricorrere solamente a gameti crioconservati. Questa differenza nelle modalità di conservazione è dettata dalle diverse caratteristiche biologiche e dalla logistica di gestione dei gameti maschili e femminili. La crioconservazione, in particolare, rappresenta una risorsa preziosa per garantire la disponibilità dei gameti quando necessari, superando le tempistiche biologiche e organizzative.
La GAMETOGENESI - spermatogenesi, ovogenesi e fecondazione
L'Accesso alla PMA Eterologa: Criteri di Idoneità e Quadro Normativo
L'accesso alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita di tipo eterologo è regolamentato da precise disposizioni normative e criteri medici rigorosi, pensati per garantire la sicurezza e l'appropriatezza del percorso. La metodica di PMA eterologa è eseguibile unicamente qualora sia accertata e certificata una patologia che sia causa irreversibile di sterilità o infertilità in almeno uno dei partner. Questa condizione è fondamentale per l'accesso, sottolineando che l'eterologa è una soluzione per situazioni mediche non altrimenti risolvibili.
Criteri di Idoneità della Coppia
Possono far ricorso alla PMA di tipo eterologo coniugi o conviventi di sesso diverso, che rispettino specifici requisiti anagrafici e di stato civile, come delineato dall'articolo 5 della legge 40/2004. In particolare, la donna non deve avere più di 49 anni al momento del trattamento, e l'uomo non più di 60 anni. Entrambi i membri della coppia devono essere maggiorenni e viventi. Questi limiti di età e queste condizioni sono stabiliti per assicurare le migliori probabilità di successo e la capacità della coppia di accudire il nascituro.
Il Ruolo Pionieristico della SOD PMA di Careggi e il Quadro Normativo
La SOD PMA dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi ha svolto un ruolo storico e cruciale nel panorama della PMA in Italia. È stata il primo Centro pubblico italiano ad effettuare questo tipo di percorso dopo la storica sentenza n. 162/2014 della Corte costituzionale. Questa sentenza ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 4, comma 3, nella parte in cui stabiliva per la coppia il divieto del ricorso a tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita di tipo eterologo, qualora fosse stata diagnosticata una patologia che fosse causa di sterilità o infertilità assolute ed irreversibili. Contestualmente, la sentenza ha dichiarato l'illegittimità anche dell'articolo 9, commi 1 e 3, limitatamente al richiamo al divieto di cui all’art. 4, comma 3, e dell’articolo 12, comma 1, della medesima legge n. 40/2004. Questa pronuncia ha di fatto rimosso un ostacolo significativo, permettendo a molte coppie di accedere a trattamenti vitali per il loro desiderio di genitorialità. La SOD PMA ha colto immediatamente questa opportunità, diventando un punto di riferimento nazionale.
Con l'introduzione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), i trattamenti di PMA eterologa sono ora accessibili fino ai 43 anni di età della donna, con la possibilità di effettuare fino a 6 cicli di trattamento. Tuttavia, è importante sottolineare che il trattamento è eseguibile fino ai 50 anni di età della donna, ampliando ulteriormente l'opportunità per molte coppie. Il percorso inizia con un periodo necessario per raccogliere tutte le informazioni utili per iniziare il percorso per diventare genitori, garantendo una valutazione completa e personalizzata.
La Donazione di Gameti: Origini, Screening e Garanzie
La componente fondamentale della PMA eterologa è l'utilizzo di gameti donati, un processo che richiede la massima attenzione alla provenienza, alla qualità e alla sicurezza dei materiali biologici. Presso la SOD PMA di Careggi, i gameti donati arrivano attualmente da diverse banche estere, scelte per la loro affidabilità e per gli elevati standard qualitativi e di sicurezza che applicano.
Criteri Rigorosi per i Donatori
I donatori di gameti sono selezionati con criteri estremamente rigorosi per garantire la salute del nascituro e la minimizzazione di rischi genetici o infettivi. Per i donatori maschili, l'età deve essere compresa tra i 18 e i 40 anni, mentre per le donatrici femminili, l'età deve essere compresa tra i 20 e i 35 anni. Queste fasce d'età sono individuate per assicurare la migliore qualità possibile dei gameti e la minore incidenza di anomalie cromosomiche. Tutti i potenziali donatori vengono sottoposti preliminarmente a un'ampia serie di test psicologici, clinici e genetici. Questi screening sono fondamentali per identificarne l'idoneità, escludere patologie ereditarie, malattie infettive e assicurare un profilo psicologico stabile e consapevole della donazione. L'attenzione alla salute riproduttiva e al benessere globale della donna è uno dei principali punti di forza della struttura, con l'obiettivo di garantire un futuro di maternità in salute.
Il Centro di Careggi si è posto una "grande missione": quella di accompagnare le coppie in questi percorsi dove le speranze sono poche e l'eterologa risulta essere risolutiva. Grazie all'esperienza maturata in questo ambito e al lustro del Centro, la SOD PMA accoglie coppie da tutta Italia, offrendo loro non solo trattamenti all'avanguardia ma anche un supporto umano e professionale costante.
Sfide Specifiche e Soluzioni Innovatrici della SOD PMA di Careggi
Il Centro di PMA dell'AOUC Careggi non si limita a offrire le tecniche standard, ma si è specializzato anche nella gestione di casistiche complesse e particolari, sviluppando protocolli innovativi per garantire l'accesso alla genitorialità anche a coppie che affrontano sfide mediche significative.
PMA per Pazienti Sieropositivi all'HIV: La Metodica del "Lavaggio del Liquido Seminale"
Un esempio lampante dell'approccio innovativo e inclusivo di Careggi è l'assistenza alle coppie in cui uno dei partner è sieropositivo all'HIV. Ad oggi, nei Paesi sviluppati, la percezione dell’infezione da HIV è notevolmente cambiata: si parla infatti di una malattia cronica con lunga e indefinita aspettativa di vita. Da qui il desiderio di molte coppie di avere un figlio, ma come evitare il contagio?
Il Centro di Careggi ha implementato una metodica di laboratorio all'avanguardia per affrontare questa sfida. Consiste nella centrifugazione del liquido seminale per separare gli spermatozoi da globuli bianchi e plasma seminale, permettendo di rimuovere il virus HIV dal volume finale, detto "capacitato". La restante parte del campione, accuratamente trattata, viene crioconservata in dispositivi ad alta sicurezza (CBS) e stoccata in un tank dedicato, separato per ragioni di sicurezza. La suddetta procedura ha lo scopo primario di ridurre il più possibile la carica virale nel liquido seminale, al fine di garantire la sicurezza della partner non infetta, dell’eventuale nascituro e degli operatori sanitari, minimizzando le raccolte e la manipolazione dei campioni infetti. Questo approccio permette alle coppie sierodiscordanti di realizzare il desiderio di avere figli con un rischio di trasmissione virale estremamente ridotto, testimoniando l'impegno del Centro nella promozione della salute riproduttiva per tutti.
PMA e Pazienti con Epatite C: Considerazioni sulla Trasmissione
Similmente all'HIV, anche l'Epatite C rappresenta una condizione che richiede attenzioni specifiche nei percorsi di PMA. La trasmissione dell’epatite C da uomo a donna mediante tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), come l'inseminazione intrauterina o la fertilizzazione assistita, è considerata possibile, ma improbabile. Il Centro adotta protocolli standardizzati per la manipolazione dei campioni e la gestione dei rischi, garantendo la sicurezza del percorso per tutti i soggetti coinvolti.
Procreazione Assistita per Uomini con Lesioni Midollari
Le lesioni midollari rappresentano tra le più complesse e invalidanti patologie, con conseguenze significative sulla funzione motoria e sulle normali funzioni fisiologiche, inclusa la funzione sessuale e riproduttiva. La perdita dell'integrità fisica, della funzione motoria degli arti inferiori o dei quattro arti e delle normali funzioni fisiologiche, hanno un impatto notevole sul piano fisico, psicologico e sociale, sia per il paziente che per i suoi familiari. Per questi pazienti, il Centro di Careggi offre strategie mirate per il recupero degli spermatozoi.
La prima procedura conservativa da utilizzare sempre in tutti i pazienti con lesione midollare è il Vibromassaggio (PVS). Questa tecnica prevede la stimolazione vibratoria per alcuni minuti sulla superficie ventrale del pene e dell'area penoscrotale, amplificando il riflesso eiaculatorio con possibile induzione dell'eiaculazione anterograda. In caso di ripetuti fallimenti con il Vibromassaggio, si impiega l’Elettroeiaculatore con sonda rettale (EEJ). Questa metodica prevede l’inserimento di una sonda munita di elettrodi nell’area prostatica e delle vescicole seminali, collegata ad un generatore d’impulsi con un voltaggio che può essere aumentato gradualmente fino all’ottenimento dell’eiaculato anterogrado. Presso il Centro Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’AOUC, il campione di liquido seminale ottenuto con PVS o con EEJ viene successivamente sottoposto a lavaggio e, eventualmente, a trattamento di capacitazione, preparandolo per le tecniche di PMA.

Lo Spermiogramma: Analisi Essenziale ma con le Sue Peculiarità
Nel contesto della valutazione della fertilità maschile, lo spermiogramma è un esame di laboratorio fondamentale e tutt’oggi considerato uno strumento basilare. Questo studio del liquido seminale fornisce informazioni cruciali sulla quantità, motilità e morfologia degli spermatozoi, parametri essenziali per comprendere la capacità riproduttiva maschile. Tuttavia, è importante sottolineare che le risposte fornite dallo spermiogramma sulla capacità riproduttiva non sono comunque definitive. Trattasi, infatti, di uno studio in vitro che può non riflettere appieno il comportamento del liquido seminale nell’apparato riproduttivo femminile, dove le interazioni biologiche sono più complesse. Inoltre, lo studio dello spermiogramma è riferito ad una sola eiaculazione e può succedere, ad esempio, che il giorno dell’analisi il numero degli spermatozoi sia solo occasionalmente inferiore ai limiti considerati normali (secondo i parametri WHO 2010), o che la capacità fecondante degli spermatozoi sia comunque mantenuta nonostante variazioni temporanee. Per una diagnosi accurata è spesso necessaria un'analisi approfondita e, se necessario, la ripetizione dell'esame o l'integrazione con altre indagini diagnostiche.
La Preservazione della Fertilità: Una Prospettiva per il Futuro
La possibilità di preservare la propria fertilità è un aspetto sempre più rilevante nella medicina moderna, offrendo speranza a individui che potrebbero veder compromessa la loro capacità riproduttiva a causa di malattie o trattamenti. Il Centro di Careggi è all'avanguardia anche in questo settore, offrendo diverse tecniche di crioconservazione.
Crioconservazione Ovocitaria e del Tessuto Ovarico
La crioconservazione ovocitaria rappresenta una tecnica di grande importanza, che consente di superare numerosi problemi etici e morali legati principalmente alla crioconservazione degli embrioni, poiché permette di congelare i gameti femminili non ancora fecondati.
L’ambito applicativo primario del congelamento ovocitario riguarda la preservazione della fertilità nelle pazienti oncologiche. Queste donne, prima di sottoporsi a terapie chemioterapiche o radioterapiche potenzialmente dannose per la funzione ovarica, possono crioconservare i propri ovociti, mantenendo così la possibilità di una futura gravidanza. Altri casi includono pazienti in terapia con immunosoppressori, affette da endometriosi e con ridotta riserva ovarica. La crioconservazione ovocitaria trova utilizzo anche nelle pazienti che vogliono procrastinare per motivi sociali la loro gravidanza, rientrando nei casi di social freezing (crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale). Infine, è applicata nei pochi casi di egg sharing, in cui la donna si sottopone al trattamento per sostenere una fecondazione in vitro di cui lei stessa beneficerà, donando esclusivamente gli ovociti in sovrannumero rispetto a quelli che utilizzerà per se stessa.
Esistono due modalità di crioconservazione ovocitaria che differiscono per la concentrazione di crioprotettori utilizzati e per la durata del tempo di congelamento: il congelamento lento (tradizionale) e il congelamento rapido (o vitrificazione). Il congelamento degli ovociti mediante vitrificazione è ad oggi la tecnica più efficace, e per questo è quella adottata nel nostro Centro dal 2015 con ottimi risultati in termini di sopravvivenza (95%) e sviluppo embrionale, equiparabile a quello degli ovociti freschi. Nel caso di utilizzo di ovociti scongelati, la metodica da considerare per la fecondazione è la ICSI, data la maggiore fragilità degli ovociti dopo il processo di scongelamento.
Accanto alla crioconservazione degli ovociti, la crioconservazione del tessuto ovarico e il successivo reimpianto rappresenta una strategia molto promettente tra le diverse tecniche per la preservazione della fertilità femminile. Questa tecnica è applicabile anche per pazienti in età pediatrica/adolescenziale, offrendo una speranza concreta per il futuro riproduttivo anche a giovanissime pazienti. A seguito di reimpianto, la funzione ovarica - ovvero la produzione di ovociti e di ormoni - viene ripristinata nel 70-90% dei casi, secondo i dati riportati nella letteratura scientifica. Ad oggi sono nati centinaia di bambini dopo reimpianto di tessuto ovarico criopreservato. Questa tecnica non è più considerata “sperimentale”, sebbene i dati riportati nella letteratura scientifica non siano ancora estremamente numerosi e solo pochi centri siano in grado di offrirla nella routine clinica. Presso il Centro di Careggi è stato attivato un Programma di preservazione della fertilità approvato dalla Delibera della Regione Toscana (n. 132/2016), a ulteriore conferma dell'impegno del Centro nell'offrire le soluzioni più avanzate.
Crioconservazione del Liquido Seminale e del Tessuto Gonadico Maschile
La crioconservazione del liquido seminale o degli spermatozoi prelevati a livello testicolare rappresenta uno dei più importanti strumenti oggi a disposizione nel campo della medicina riproduttiva maschile. Si tratta di una tecnica avanzata che consente di mantenere gli spermatozoi in uno stato vitale, utilizzando specifiche sostanze chiamate crioprotettori, a temperature criogeniche estremamente basse (-196 °C). I pazienti che si sottopongono a questo trattamento potranno utilizzare in futuro gli spermatozoi crioconservati al fine di ottenere una gravidanza tramite tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).
La crioconservazione degli spermatozoi si applica, presso la struttura di Careggi, a diversi soggetti che necessitano di PMA, tra cui:
- Individui affetti da patologie che necessitano di terapie in grado di indurre danni alla spermatogenesi, come patologie neoplastiche (tumori) o autoimmuni, per le quali trattamenti come chemioterapia o radioterapia possono compromettere irreversibilmente la produzione di spermatozoi.
- Pazienti affetti da patologie urologiche che si devono sottoporre a interventi chirurgici in grado di alterare i meccanismi dell’eiaculazione, salvaguardando così la loro fertilità prima dell'intervento.
- Uomini con lesioni al midollo spinale, per i quali il recupero spontaneo del seme può essere compromesso, e pazienti con un severo e progressivo peggioramento della qualità del seme, per prevenire la perdita totale della capacità riproduttiva.
- Soggetti esposti a sostanze potenzialmente genotossiche, per proteggere il patrimonio genetico da danni futuri, e coloro che si sottopongono a vasectomia, offrendo una possibilità di paternità anche dopo questa procedura di sterilizzazione.
- Infine, pazienti inseriti in programmi di PMA che presentano difficoltà psicologiche a raccogliere l’eiaculato al momento del prelievo ovocitario della partner, garantendo la disponibilità del campione nel momento cruciale della fecondazione.
Considerando che l’azoto liquido, utilizzato per la crioconservazione, può agire come veicolo di trasmissione per batteri, virus e funghi, si ritiene opportuno non procedere alla crioconservazione di liquido seminale o di tessuto testicolare in assenza di specifici markers infettivologici. Le analisi virologiche necessarie, effettuate con rigore, sono le seguenti: Virus EPATITE B (HBsAg), Virus EPATITE C (Anticorpi anti - HCV e, nel caso di anticorpi positivi, HCV-RNA Qualitativo), HIV (Anticorpi anti - HIV), CITOMEGALOVIRUS (Anticorpi anti IgG e Anticorpi anti IgM), e Tampone molecolare per SARS-CoV-2. È importante notare che è possibile successivamente crioconservare campioni di pazienti positivi a questi virus, poiché la banca di Careggi è attrezzata con percorsi e contenitori dedicati ad ogni singolo virus, garantendo la massima sicurezza e prevenzione della cross-contaminazione. Si consiglia un classico periodo di astinenza di 3-5 o 2-7 giorni prima della raccolta del campione, fermo restando che in caso di urgenza nell’inizio della terapia (come per i pazienti oncologici), non viene tenuto conto di tali limitazioni per non ritardare trattamenti vitali.
L'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi: Eccellenza, Ricerca e Accoglienza
La Struttura Organizzativa Dipartimentale (SOD) di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze è un punto di riferimento non solo regionale ma nazionale, distinguendosi come una realtà pubblica di III livello altamente qualificata. Afferente al Dipartimento Materno Infantile (Area Dipartimentale Omogenea - ADO - Ostetricia e Ginecologia), il Centro incarna un modello di eccellenza nella sanità pubblica, in conformità alla Delibera regionale n. [numero della delibera, se disponibile].
Missione e Leadership del Centro
Uno dei principali punti di forza della struttura è l’attenzione incessante alla salute riproduttiva e al benessere globale della donna, con l’obiettivo primario di garantire un futuro di maternità in salute. Come già menzionato, la SOD PMA di Careggi ha cementato la sua posizione di leadership come il primo centro pubblico in Italia a eseguire la PMA eterologa, a partire dal 4 settembre 2014, aprendo nuove frontiere e offrendo opportunità prima negate. Questa storica innovazione testimonia la vocazione del Centro all'avanguardia e alla risposta alle esigenze più profonde delle coppie.
Oltre all’attività clinica di altissimo livello, la SOD PMA svolge un'intensa attività di Ricerca clinica e sperimentale, sia in autonomia che in stretta collaborazione con altri centri nazionali e internazionali. Questo impegno nella ricerca garantisce che le pratiche e le tecniche adottate siano sempre aggiornate e basate sulle più recenti evidenze scientifiche, contribuendo attivamente al progresso della medicina riproduttiva.
Un Percorso Personalizzato e Umano
L'approccio del Centro è caratterizzato da una profonda umanità e professionalità, elementi che si distinguono durante l'intero percorso. Prima di intraprendere qualsiasi trattamento, saranno raccolti i dati clinici relativi alle storie personali, familiari e di coppia. Dopo aver effettuato tutti gli esami richiesti, sarà delineato il percorso più adatto alla coppia, illustrando in modo trasparente risultati attesi, eventuali rischi e costi. Questo approccio personalizzato e informativo è fondamentale per dare alle coppie la consapevolezza e la serenità necessarie per affrontare una scelta così importante.
La direzione del Centro è affidata alla Prof.ssa Maria Elisabetta Coccia, una figura di spicco nel campo della medicina della riproduzione, affiancata da un team di specialisti dedicati. L'eccellenza dello staff medico e paramedico è ampiamente riconosciuta e apprezzata, come testimoniano le parole di gratitudine di molte coppie: "Grazie a voi tutti dello staff medico tutti ma proprio tutti se stringo fra le mie braccia il mio ometto Lorenzo." e "Se da 2 anni e mezzo stringiamo tra le braccia la nostra "Vittoria" è grazie a tutti voi… la vostra professionalità ed umanità si è distinta durante il nostro percorso. Autori di "miracoli", noi ne sappiamo qualcosa. Semplicemente straordinario, semplicemente straordinari tutti!!! Meravigliosi..". Queste testimonianze riflettono non solo il successo clinico, ma anche il calore e l'empatia che il personale del Centro sa infondere, rendendo ogni percorso un'esperienza unica e supportiva.
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