La comparsa di feci nere, una condizione clinicamente definita melena, rappresenta un segno che non deve mai essere sottovalutato, né negli adulti né, tantomeno, nei bambini. Questo fenomeno indica la presenza di sangue digerito all'interno delle feci, un segnale che solitamente origina da un sanguinamento nella parte superiore dell'apparato gastrointestinale. La valutazione di questa manifestazione richiede tempestività, poiché le sue cause possono variare da condizioni innocue a emergenze mediche potenzialmente fatali. L'obiettivo di questo articolo è fornire una panoramica dettagliata sulle feci nere, esplorandone la natura, le diverse origini, i sintomi associati, le modalità diagnostiche e le opzioni terapeutiche disponibili, con un'attenzione particolare alle specificità del contesto pediatrico.
Cos'è la Melena: Un Segno Clinico Rilevante
La melena consiste nell'emissione, attraverso l'ano, di feci nere e catramose, che assumono tale colorazione a causa della presenza di sangue che ha origine nella parte superiore dell’apparato gastrointestinale, ovvero esofago, stomaco o duodeno. Il termine medico "melena" indica specificamente l'emissione di feci di colorito nerastro per la presenza al loro interno di tracce di sangue digerito. Questo processo di digestione è cruciale per la caratteristica colorazione: il sangue presente nelle feci viene digerito e, proprio per questo, assume il colore nero che deriva dall’ossidazione del ferro contenuto nell’emoglobina. Questo fenomeno, che indica l’azione dei succhi gastrici, è fondamentale per distinguere la melena da altre condizioni che possono causare feci scure.
La consistenza delle feci nere può variare: possono essere liquide o avere una consistenza catramosa, spesso descritta come "picea", oltre a un caratteristico odore acido e particolarmente maleodorante. Questo segno clinico è suggestivo di una permanenza piuttosto lunga (circa 8 ore) del sangue a livello dell’intestino, durante il quale il ferro dell’emoglobina contenuta al suo interno viene sottoposto a un processo di ossidazione da parte dei succhi acidi e/o dei batteri intestinali che rende le feci scure, di consistenza untuosa e particolarmente maleodoranti. Le feci semiliquide o di aspetto catramose risultano, dunque, di colore scuro e sono maleodoranti. La melena è sempre da considerarsi un segno clinico grave che, pertanto, deve essere valutato con urgenza da un medico. La melena indica la presenza di sangue digerito dai succhi gastrici, dagli enzimi digestivi e/o dalla flora intestinale.

Questo sintomo indica la presenza di un sanguinamento nelle vie alte dell’apparato digerente poiché, al contrario, un sanguinamento a livello intestinale produrrebbe feci miste a sangue di colore rosso vivo, in quanto l’emoglobina non avrebbe il tempo di ossidarsi. L'emissione di sangue rosso vivo dall'ultimo tratto dell'intestino, invece, può essere causata da rettorragia, dove il sangue rosso vivo deriva da sigma o retto e, a differenza dell'ematochezia, non si mescola con le feci, o da proctorragia, dove il sangue deriva dal canale anale. Per essere più precisi, il segno clinico delle feci nere viene definito melena quando la sua causa è riconducibile alla presenza di sangue nelle feci, conseguenza di un sanguinamento gastrointestinale.
Distinguiamo: Melena Patologica e Feci Scure Non Allarmanti
È fondamentale distinguere tra la vera melena, che indica un sanguinamento gastrointestinale, e le feci scure dovute a cause non patologiche. Infatti, le feci nere non sono sempre correlate a cause patologiche: possono dipendere, infatti, dalle abitudini alimentari e dalla funzionalità dell'apparato gastrointestinale del soggetto. Non sempre la cacca scura è causata da una fuoriuscita di sangue e, di conseguenza, non sempre fare cacca molto scura comporta un vero e proprio pericolo per la nostra salute.
Esiste una differenza sostanziale tra feci molto scure e feci nere. Le feci molto scure possono essere marrone scuro o quasi nere e sono spesso causate dall’assunzione di alcuni cibi, bevande o integratori, come il ferro. Le feci nere, invece, sono caratterizzate da un colore nero intenso e una consistenza appiccicosa o catramosa. Se si riscontra la presenza di feci nere, è utile tenere un diario alimentare e annotare eventuali farmaci o integratori assunti, per facilitare la diagnosi medica, soprattutto per escludere cause alimentari dietro al colorito scuro/nero delle feci.
In alcuni casi, le feci nere possono essere causate da ciò che mangiamo. Se si è recentemente cambiata la dieta, introducendo alimenti scuri come carni rosse, frutta e verdura di colore scuro, o integratori di ferro, è possibile che le feci nere siano causate da questi cambiamenti alimentari. Ci sono, comunque, alcune cause alimentari che possono contribuire al cambiamento del colore delle feci. Il nero di seppia è uno dei principali alimenti che, anche in piccole quantità, rende le feci nere. Il consumo eccessivo di bevande alcoliche come la birra scura può influire sul colore delle feci. Allo stesso modo, pure l’assunzione di liquirizia, in grandi quantità, può rendere le feci di colore più scuro. Un piano alimentare bilanciato sulle esigenze della singola persona è il punto di partenza per indagare sulle possibili cause.
Anche l'assunzione di integratori alimentari e vitaminici può causare feci nere in alcuni casi, soprattutto se contengono ferro. Altre vitamine e minerali, come il carbone vegetale, possono anch’essi causare feci scure, ma di solito non nere. In caso il bambino stia assumendo integratori con ferro, le feci possono assumere una colorazione nerastra, ma restano solide e formate. Allo stesso modo, anche alcune verdure possono dare un colorito nerastro, ma non alterano la consistenza delle feci. Tuttavia, se non si rilevano cambiamenti nella dieta o nell’assunzione di farmaci e le feci nere persistono, è importante consultare un medico.
I Segni e Sintomi Associati alla Melena
Come già menzionato, la manifestazione tipica di questa condizione è la presenza di sangue digerito nelle feci, che assume il caratteristico colore nero. Tuttavia, i segni clinici sono variabili e dipendono dalla gravità del sanguinamento. Ad esempio, se la perdita ematica è limitata, il paziente può risultare completamente asintomatico. Quando l’emorragia è significativa, invece, questa può provocare ipotensione (abbassamento della pressione sanguigna) e tachicardia (aumento della frequenza cardiaca). Uno dei sintomi più comuni associati alle feci nere, a seconda della zona di provenienza del sanguinamento, è il dolore, che può evidenziare la presenza di una determinata malattia, come l’ulcera, la gastrite o problemi al pancreas. Tuttavia, se non si prova alcun male, l’emorragia interna potrebbe essere provocata da un tumore.
Tra i sintomi della melena possiamo trovare anche sapore di sangue in bocca, pallore cutaneo e intensa sudorazione. Le feci particolarmente maleodoranti e il pallore della cute sono ulteriori indicatori. I sintomi associati alle feci nere possono variare, come detto, a seconda della causa del sanguinamento. Le emorragie gastrointestinali acute, che si presentano con episodi di melena improvvisa e grave, possono anche condurre alla morte del paziente in poche ore. Per tal motivo questa condizione è da considerarsi estremamente seria.

Le complicazioni delle feci nere possono essere gravi, specialmente se sono causate da un’emorragia interna non trattata. In caso di emorragia massiva, che determina un’importante deplezione del volume ematico, può sopraggiungere una grave complicanza nota come “shock ipovolemico”. È opportuno, in tal caso, somministrare emoderivati e fluidi per via endovenosa, al fine di ripristinare la corretta volemia del paziente e migliorare la sua condizione, scongiurando un possibile arresto cardiaco. Se la perdita di sangue che si verifica con la melena è significativa, quindi viene a stabilirsi uno shock ipovolemico, la rianimazione del paziente è la priorità immediata per prevenire l'arresto cardiaco.
Le Cause Patologiche della Melena: Un Sanguinamento del Tratto Digestivo Superiore
Esistono diverse malattie dell’apparato digerente che possono essere complicate da perdite ematiche o da vere e proprie emorragie. La melena indica un sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore (esofago, stomaco o duodeno) in atto, in corso di riduzione o già terminato. Questa condizione, infatti, può persistere diversi giorni dopo l’arresto del sanguinamento. Un'emorragia gastrointestinale, è utile ricordare, può derivare da un qualsiasi punto del tratto digerente, dalla bocca fino all'ano. Rispetto alle modalità di insorgenza, il sanguinamento può essere acuto o cronico, evidente od occulto.
Le cause di melena più frequenti sono numerose e comprendono:
- Ulcera gastroduodenale: Questa rappresenta la causa più comune per l’inscurimento delle feci dovuto a sanguinamento gastrointestinale superiore. Le ulcere sono erosioni di una porzione della mucosa gastrointestinale, tipicamente a livello dello stomaco (ulcera gastrica) o in corrispondenza dei primi centimetri del duodeno (ulcera duodenale). Sono causate, nella maggior parte dei casi, da infezioni da parte di Helicobacter pylori o dall’uso prolungato di FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei). Il sanguinamento è dovuto alla lesione di vasi sanguigni localizzati a livello gastroduodenale.
- Rottura delle varici esofagee: Queste sono vene dilatate in maniera patologica, situate in corrispondenza della porzione distale dell’esofago e nello stomaco prossimale. Si riscontrano frequentemente come complicanza di gravi malattie epatiche, in particolare della cirrosi epatica, e sono correlate a una condizione di ipertensione portale. La loro rottura è causa di un’improvvisa emorragia digestiva che diventa evidente per l’emissione di sangue attraverso il vomito (ematemesi), che può accompagnarsi a melena.
- Gastrite acuta: Queste sono patologie infiammatorie dello stomaco che si sviluppano quando la barriera difensiva gastrica, particolarmente indebolita da diversi fattori, consente ai succhi acidi di esercitare un’azione di infiammazione sulla porzione interna della parete dello stomaco.
- Esofagite: L'infiammazione dell'esofago può portare a erosioni e sanguinamenti.
- Tumori allo stomaco o all'esofago: Queste neoformazioni possono sanguinare, causando melena.
- Epatopatie croniche: Tipicamente epatiti su base alcolica o virale, che possono condurre a cirrosi e ipertensione portale, e quindi a varici esofagee.
- Malattie infiammatorie croniche dell’intestino (MICI): Anche se più spesso associate a sanguinamenti del tratto inferiore, in alcuni casi possono causare melena se l'infiammazione e le lesioni sono più prossimali.
- Traumi: Lesioni fisiche al tratto gastrointestinale superiore.
- Abuso di alcol: Può contribuire allo sviluppo di gastriti, ulcere e varici esofagee.
- Infarto intestinale: La necrosi di una parte dell'intestino, se coinvolge il tratto superiore, può causare sanguinamento.
- Diverticoli: Piccole sacche che si formano nella parete del tratto digerente. Anche se più comuni nel colon, possono verificarsi anche nel tratto superiore.
- Gastroenterite: Infiammazioni severe che possono causare sanguinamento mucosale.
La melena, inoltre, può anche essere il risultato dell’infiammazione della mucosa gastrointestinale a seguito dell’ingestione di corpi estranei o sostanze tossiche. Infine, anche un’emorragia significativa a livello del cavo orale, del naso o della gola, con conseguente deglutizione del sangue, può portare a episodi di questa malattia, dato che il sangue verrebbe digerito nel suo passaggio attraverso il tratto digestivo.
Melena nei Bambini e Neonati: Specificità e Preoccupazioni
Lo stato di salute dei nostri piccoli si può valutare anche dall'osservazione delle feci dei neonati. La comparsa di feci nere, in particolare, richiede un immediato controllo medico. Le feci nere rappresentano un problema importante in quanto questo loro colore insolito è dovuto alla presenza anomala di sangue. Cosa possono indicare le feci nere nel neonato e nei bambini? Si tratta della presenza di sangue ingerito nelle feci, il colore molto scuro è dovuto all'ossidazione del ferro dell'emoglobina.

Questo significa che c’è stata o è in corso una perdita di sangue che può essere alta, anche a livello dello stomaco (ma in questo caso la bambina tende a vomitare) oppure legata a un sanguinamento anche lento e persistente dell’intestino, per esempio per colpa di un diverticolo. Il sangue digerito può derivare anche da una ragade al seno della mamma e quindi essere stato ingerito dal bambino durante l’allattamento, una causa benigna ma che va comunque identificata. Nei bambini, la melena può essere legata a un sanguinamento dall'esofago infiammato e/o ulcerato, oppure da varici esofagee. In questi casi, la melena si accompagna spesso a vomito con sangue, definito "ematemesi".
In caso di feci nere e molli/catramose, siamo in una situazione di emergenza. Bisogna portare subito il bambino in valutazione in Pronto Soccorso in quanto è segno di emorragia intestinale o gastrica (il colore nero è dovuto al sangue coagulato e digerito = melena). È utile sentire immediatamente il pediatra o anche rivolgersi a un reparto di gastroenterologia pediatrica, dove potranno effettuare subito tutti gli accertamenti del caso. Questo vale soprattutto se il fenomeno non è estemporaneo, ma persiste o si manifesta da vari giorni.
È importante anche conoscere altre alterazioni del colore e della consistenza delle feci nei bambini per una valutazione più completa:
- Scariche numerose rispetto all'usuale ritmo del bambino, molto chiare e liquide/sfatte/mucose: possono essere segno di gastroenterite, malassorbimento, intolleranza o allergie.
- Feci di colore verde: possono essere normali nel neonato, ma va verificato che non siano invece “feci da digiuno”. Nel lattante alimentato al seno possono indicare che sta assumendo tutto il primo latte ma non il latte più nutriente al termine della poppata. Pertanto, se feci verdi, va verificato con il pediatra la modalità di allattamento e l’adeguatezza dell’incremento ponderale.
- Feci grigie o biancastre: sono un segno di alterata funzione epatica o ostruzione biliare. Informare rapidamente il pediatra.
- Feci dure, voluminose e evacuate con fatica e/o dolore: sono segno di stipsi. Discuterne con il pediatra, senza urgenza.
- Feci con striature di sangue rosso vivo in quantità scarsa e solo superficialmente (a verniciare le feci, sangue non mischiato alle feci): non si tratta di nulla di grave. Nello sforzo di defecare si può rompere/fissurare la mucosa con relativo sanguinamento limitato (ragadi anali). Se il fenomeno si ripete e non è evidente la presenza di ragade, bisogna parlarne con il pediatra di fiducia, potrebbe trattarsi di colite allergica. Talvolta il rosso è invece secondario a ingestione di alimenti rossi (rapa, barbabietole rosse, pomodori, fragole, bevande o sciroppi rossi).
- Feci rosse con abbondante quantità di sangue misto a feci: bisogna portare subito il bambino in Pronto Soccorso per valutazione urgente.
- Puntini neri nelle feci: L’ingestione di banane può residuare puntini neri nelle feci.
- Residui di alimenti nel pannolino: Dopo lo svezzamento e fino a circa i 12-16 mesi, trovare residui di alimenti nel pannolino, specie di origine vegetale (piselli, lenticchie, carote), non deve spaventare: è normale e non è sintomo di malassorbimento/diarrea, si tratta di alimenti ricchi di fibre ancora difficili e lunghi da digerire.
Per quanto riguarda il ritmo delle scariche, a ognuno il suo. Nel lattante, in allattamento al seno, solitamente le scariche sono almeno 4-5 al giorno; se meno frequenti di una scarica al giorno, non c’è da preoccuparsi ma va verificata l’adeguatezza della crescita e l’assenza di coliche importanti e di vomito. In qualsiasi età della vita le evacuazioni poco frequenti (<2 alla settimana) ma con feci morbide, non voluminose e defecazione non dolorosa né faticosa, non associate a addominalgia o a vomito e a fronte di crescita regolare, sono normali.
Infine, a parte il colore nero, rosso e bianco, il resto delle tinte non è significativo. Spesso le sfumature dipendono dall'alimentazione e dalla flora intestinale specifica di ogni persona. In pratica, "siamo quello che mangiamo" e le nostre feci non sfuggono a questa regola. In ogni caso, se si hanno dubbi su colore, consistenza, frequenza delle feci, è sempre consigliabile parlarne con il proprio pediatra di fiducia, eventualmente fotografando la scarica incriminata o raccogliendone un campione.
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Quando Preoccuparsi e Richiedere un Intervento Medico Urgente
Il riscontro di melena rappresenta una condizione di emergenza che richiede una diagnosi tempestiva per identificare l’origine esatta del sanguinamento gastrointestinale. Per questa ragione, è sempre necessario richiedere immediatamente un consulto medico, recandosi dal medico curante, in guardia medica o presso un pronto soccorso. Le feci nere sono sempre da considerarsi un segno clinico grave e, come tale, devono essere valutate da un medico in regime d'urgenza. Se le feci nere persistono o i sintomi peggiorano, è fondamentale consultare un medico per una valutazione approfondita e un trattamento adeguato.
Quando preoccuparsi se le feci sono nere? I primi due parametri che richiedono specifica attenzione sono la quantità del sanguinamento e la rapidità con cui si manifestano i sintomi. Le emorragie gastrointestinali acute che si presentano con una melena improvvisa e grave possono condurre potenzialmente alla morte del paziente entro poche ore, sottolineando l'estrema serietà della situazione. La melena deriva da un sanguinamento gastrointestinale e, come tale, deve essere considerata una potenziale emergenza. Sempre in regime d'urgenza, il medico valuta se la perdita di sangue possa essere sufficiente a provocare uno shock ipovolemico. In tal caso, una gestione sbagliata della melena potrebbe condurre al decesso del paziente.
La Diagnosi di Melena: Percorso e Strumenti
La diagnosi di melena inizia con un'attenta valutazione clinica da parte del medico, che raccoglierà la storia del paziente, valuterà i sintomi associati e condurrà un esame fisico. Se si riscontra la presenza di feci nere, è utile tenere un diario alimentare e annotare eventuali farmaci o integratori assunti, per facilitare la diagnosi medica. Successivamente, il medico può richiedere ulteriori esami diagnostici per determinare la causa delle feci nere e pianificare il trattamento più adeguato.
Gli esami diagnostici prevedono, in prima battuta:
- Esami del sangue generali: Includono l’emocromo completo per valutare l'entità dell'anemia (progressiva o acuta), gli esami dei fattori della coagulazione, gli elettroliti e la creatininemia. Questi esami rappresentano le prime indagini da svolgere per inquadrare lo stato generale del paziente e l'impatto del sanguinamento sull'organismo.
- Ricerca del sangue occulto nelle feci: L'emissione di piccole quantità di sangue cronica ed occulta, non visibile a occhio nudo, può essere evidenziata solo con indagini di laboratorio su un campione di feci.
Una volta che il paziente è stato stabilizzato, o anche in emergenza se la situazione lo richiede, si procede con indagini più specifiche:
- Esofagogastroduodenoscopia (EGDS): Questo esame endoscopico si esegue non appena il paziente è stato stabilizzato e consente di individuare la sede esatta del sanguinamento per pianificare la terapia. Se il paziente è instabile o la situazione sta evolvendo velocemente, viene eseguita un'endoscopia d'emergenza. La gastroscopia, in particolare, permette di intercettare i sanguinamenti o delle masse all’altezza dell’esofago, dello stomaco e del duodeno. Questo esame consente sia di scoprire la sede del sanguinamento sia di agire con manovre terapeutiche di emostasi. Non appena le condizioni cliniche del paziente lo consentono, viene eseguito un esame endoscopico (fibroscopia gastrica o esofagogastroduodenoscopia); ciò permette di prendere visione della sede del sanguinamento e pianificare una corretta strategia terapeutica.
- Altri esami: Possono includere l'Elettrocardiogramma e l'emogasanalisi, che possono essere eseguiti per rilevare anomalie del battito o inquadrare eventuali squilibri respiratori del paziente, soprattutto in contesti di shock. In alcuni casi, possono essere richieste anche radiografie.
È importante sottolineare che, anche se i primi esami possono essere svolti sulle feci, una volta riconosciute le feci scure con sangue, è cruciale capire quale malattia le causa attraverso un percorso diagnostico completo.

Strategie Terapeutiche e Rimedi per la Melena
Il trattamento di qualsiasi tipo di emorragia digestiva deve essere tempestivo e necessario ad arrestare il sanguinamento per evitare complicazioni, anche fatali. La terapia per la melena si basa, prima di tutto, sulla ricerca e la cura della causa che l’ha provocata. Quando le feci sono nere, il medico valuterà lo stato di salute del paziente prima di determinare la corretta terapia. Il medico è in grado di fermare l’emorragia e prevenirne di nuove.
Stabilite la severità del quadro clinico e le condizioni del paziente, sono possibili diverse strategie. A seconda della gravità della melena, il medico può indicare una cura farmacologica o interventi più invasivi:
- Terapia Conservativa: In caso di episodi lievi, si può ricorrere alla terapia conservativa, che consiste nella somministrazione di un farmaco inibitore della pompa protonica in grado di ridurre l’acidità gastrica. Questi medicinali che bloccano l’acidità sono spesso prescritti per ulcere, infiammazioni o erosioni del rivestimento gastrointestinale. Se il livello di emoglobina è estremamente basso, possono essere necessarie trasfusioni di sangue per ripristinare i valori ematici. La gestione della melena può comprendere anche riposo, applicazione di borsa di ghiaccio sull'addome, somministrazione di farmaci emostatici e astensione dall'introduzione di cibo per permettere all'apparato digerente di riposare.
- Interventi Endoscopici: Qualora la causa fosse dovuta a varici esofagee nei pazienti con cirrosi epatica, sono previsti interventi in endoscopia per il loro trattamento. Allo stesso modo, durante la gastroscopia, l'esame permette sia di scoprire la sede del sanguinamento sia di agire con manovre terapeutiche di emostasi, come la cauterizzazione o l'applicazione di clip.
- Terapia Chirurgica: Nei casi più gravi, invece, si procede con la terapia chirurgica per cauterizzare o chiudere eventuali emorragie, o con l’attuazione di interventi chirurgici volti ad arrestare l’emorragia. Questo approccio è riservato a sanguinamenti di entità maggiore che richiedano un approccio meno conservativo.
È importante sottolineare che nella maggior parte dei pazienti con melena, il decorso è benigno e l'emorragia va incontro a un'autolimitazione spontanea. Tuttavia, la prontezza nell'identificare e gestire la condizione è ciò che previene esiti avversi.
Inoltre, se si soffre di iperacidità di stomaco, è consigliabile tenerla sotto controllo utilizzando farmaci come le compresse di sodio bicarbonato per evitare che, a lungo andare, l’acidità possa erodere le pareti dello stomaco causando ulcere ed emorragie. Questo tipo di prevenzione è fondamentale per i soggetti a rischio.