Fascia Portabebè e Passeggino: Guida Completa all'Arte del Portare

L'accudimento dei neonati ha radici profonde nella storia dell'umanità, e tra le modalità più antiche e universali, il "portare" i bambini spicca per la sua intrinseca efficacia e naturalità. In molte culture del Sud del mondo, dall'Africa al Sud America, questa pratica si sposa perfettamente con le necessità di spostamento dei genitori per lavoro o altro, unendo perciò l’aspetto relazionale a quello puramente pratico. Si tratta di un'arte millenaria che oggi trova nuova linfa e riconoscimento anche nel mondo occidentale, dove il contatto pelle a pelle fra il neonato e i genitori è sempre più incentivato, il più a lungo possibile nei primi anni della sua vita, letteralmente “indossando” il bambino.

Genitore che porta il bambino in fascia

Questo metodo, noto come babywearing, consiste, in sostanza, nel portare il bambino addosso - mentre si va a fare una passeggiata o anche in casa se si svolgono attività che non lo espongano a rischi - legandolo a sé attraverso una fascia in tessuto o un altro tipo di supporto più rigido. In Italia, tuttavia, la "cultura del portare" è ancora poco diffusa. Nel corredino tradizionale troviamo spesso l’immancabile “trio” navicella-ovetto-passeggino, senza il quale - ci si vuole far credere - non si può portare in giro il bebè. I più pratici inseriscono nella lista nascita il marsupio, gli “alternativi” la fascia porta bebè, tra gli sguardi curiosi e compassionevoli dei passanti che si interrogano: «Povero piccolo! Ma riesce a respirare?». In realtà, i benefici della fascia porta bebè sono innumerevoli e noti ormai da tempo, come dimostrato dalla pratica della Kangaroo Mother Care, un approccio terapeutico e relazionale di cui parleremo.

I Molteplici Vantaggi del Babywearing: Per il Bambino e il Genitore

Il portare in fascia è una pratica ad alto contatto che offre decine di vantaggi pratici sia per la mamma sia per il bambino, sia per i benefici fisici sia per quelli psicologici-relazionali. Il bebè gode di un ambiente adatto alle sue esigenze di contatto con mamma o papà e i genitori colgono i messaggi e i bisogni del bimbo.

Per il Neonato: Sviluppo e Benessere Integrale

Il contatto del bambino con il corpo dei genitori è una condizione che favorisce la sua crescita anatomica, neurologica, motoria, linguistica, psichica e sociale. Sono numerosi gli studi recenti che consigliano di incentivare questo contatto continuo.

Per quanto riguarda la crescita anatomica, il babywearing contribuisce al miglioramento dello sviluppo motorio e fisico del piccolo, assecondando la fisiologia della colonna vertebrale e delle anche. La posizione corretta, spesso detta a rana e cuore a cuore, è ideale in cui deve essere il bambino durante il babywearing, perché favorisce il corretto sviluppo delle anche. In questa posizione, le ginocchia del bambino si trovano più in alto rispetto al bacino e le gambe sono divaricate a circa 90°. Questo è fondamentale per prevenire la displasia dell'anca, un rischio che, soprattutto nei paesi occidentali, esiste per i neonati nei primi mesi dopo la nascita. L’uso dei pannolini e l’attenzione a una posizione corretta, durante il trasporto del bambino, sono essenziali a ridurre questo rischio. Inoltre, seguire il corpo materno in tutti i suoi movimenti è anche di fondamentale importanza per lo sviluppo motorio del bambino. Per favorire lo sviluppo della muscolatura è importante fin da subito stimolare il piccolo con le corrette attività, come il Tummy time.

A livello neurologico, il contatto favorisce lo sviluppo cerebrale, mentre a livello psichico, contribuisce all'attaccamento e allo sviluppo della fiducia di base. Il bambino sperimenta un forte senso di protezione e sicurezza che soddisfa il suo bisogno di contatto. Questo ambiente intimo aiuta a ridurre il pianto del neonato e a migliorare il sonno, oltre a favorire la termoregolazione corporea del bambino.

Un esempio lampante dei benefici di questo contatto è la Marsupioterapia, o Kangaroo Mother Care. Nata per necessità a Bogotà, in Colombia, negli anni Settanta, dove gli infermieri si trovarono a fronteggiare la mancanza di incubatrici rispetto al numero dei neonati prematuri, questa pratica utilizza i genitori come una sorta di “incubatrici” naturali. Oggi, questa posizione marsupiale viene adottata subito dopo il parto in tantissimi ospedali che lasciano i neonati, anche quelli a termine, nella prima ora dopo la nascita, a contatto corpo a corpo con la madre. I benefici del metodo «canguro» sono ampiamente documentati per i neonati, poiché aiutano a regolare la temperatura, la respirazione e il sonno e favoriscono l'allattamento al seno. L’applicazione di questa pratica si consiglia anche con i padri (“marsupioterapia paterna”), nei casi in cui la mamma - per motivi clinici - non possa effettuarla.

Per i Genitori: Libertà, Legame e Praticità Quotidiana

Il babywearing non è solo un trucchetto per avere le mani libere: è un modo meraviglioso per creare un legame con il tuo neonato, favorirne lo sviluppo e concederti la libertà di muoverti con sicurezza nei primi giorni. Portare i bambini significa essere liberi, non essere limitati dal passeggino, che spesso ci può mettere in difficoltà. Significa stare vicini al bimbo e non dover rinunciare ad altre attività. La fascia e il marsupio sono degli strumenti versatili e pratici, sempre a disposizione di mamma e papà ogni qualvolta ne abbiano bisogno. Mentre si porta in fascia, le mani sono libere e si può fare quello che si vuole. La fascia porta bebè è leggera e facile da trasportare, non disturba anche quando non viene utilizzata. Fascia e marsupio sono utilizzabili sia in casa sia fuori e in tutte le stagioni dell’anno, con ovvie accortezze in merito. Sono perfette in tutte quelle situazioni in cui usare il passeggino è difficile o scomodo.

Le fasce porta-bambini sono fantastiche nelle prime settimane, quando si instaura il legame con il neonato. Sono comode, avvolgenti e perfette per il contatto pelle a pelle con il neonato. Portare il bambino vicino a sé lo aiuta ad adattarsi al passaggio dal grembo materno al mondo esterno, rafforzando al contempo il legame emotivo. La mamma e il papà entrano più facilmente in relazione con il loro bimbo.

Il portare in gravidanza è un altro vantaggio pratico: la fascia rigida porta bebè può essere utilizzata già da quando il bambino è ancora nel pancione, consentendo di alleviare i fastidi derivanti dal peso della pancia, scaricandone il peso in modo uniforme. Inoltre, utilizzare la fascia durante l’allattamento è una soluzione particolarmente comoda quando non è possibile farlo in un posto adeguato. A differenza dei marsupi rigidi, una fascia morbida per neonati è delicata e può rivelarsi particolarmente utile in caso di incisioni da taglio cesareo in via di guarigione o di zone sensibili nel periodo post-parto. Le fasce sono unisex e regolabili per adattarsi a tutte le corporature, rendendo l'esperienza di portare il bambino un’esperienza che rafforza il legame per tutti.

Scegliere il Supporto Giusto: Una Guida Personalizzata

La vastità dei supporti in commercio è tale da mandare in confusione chi si vuole accostare a questa “novità”. Scegliere il modo giusto per portare il bambino può sembrare un compito arduo. Per questo, è importante considerare che ciò che è perfetto per alcuni è scomodo o difficile da usare per altri. Ognuno deve valutare attentamente cosa acquistare, per non perdere l’occasione di “portare” il proprio bambino e privarsi di questa magnifica esperienza.

Per scegliere la fascia porta bebè più indicata alle proprie esigenze è importante anche tenere in considerazione l’età del bambino. La scelta dipende: dal tipo di famiglia e di stile di vita, dal carattere del bambino, dall’età e dal suo peso, dal tipo di utilizzo (sporadico o per lungo tempo). Prima di procedere alla scelta, consigliano i pediatri, è bene considerare la tonicità muscolare del neonato e la sua capacità di allargare le gambine, variabili da valutare nella scelta del tipo di supporto da utilizzare. Dopo aver valutato prioritariamente gli aspetti tecnici, si può badare anche all’estetica, dato che in commercio ci sono tante fasce e marsupi coloratissimi e dal design ricercato e raffinato.

Vari tipi di fasce e marsupi

A tal proposito, sul territorio italiano esistono diverse scuole di formazione per istruttori/istruttrici a cui affidarsi per imparare come indossare la fascia porta bebè e come portare rispettando la fisiologia di genitore e bambino. Si tratta di esperti a cui affidarsi anche per la scelta del prodotto da acquistare, tenendo sempre a mente l’unicità di ciascuna coppia genitore-figlio e l’impossibilità di riconoscere un supporto che possa essere valido per tutti. Giada, ad esempio, è una consulente allattamento e del portare in fascia e titolare di una pannolinoteca, una figura professionale preziosa per orientarsi. A tal proposito, segnaliamo la realtà formativa Portare i Piccoli.

Per semplificare e orientare chi vuole scegliere un supporto portabebè, è utile distinguere i supporti in due grandi gruppi: i supporti “non strutturati” e quelli “strutturati”. Appartengono alla prima categoria le fasce lunghe, corte ed elastiche, ovvero veri e propri lembi di tessuto, senza alcun nodo, anello o fibbia preconfezionata. Alla seconda categoria, invece, appartengono i marsupi e altri supporti che prevedono nodi, anelli, fibbie, spallacci o bretelle utili a mantenerne la forma preconfezionata.

In linea generale per la scelta di un buon supporto portabebè bisogna tener presenti le caratteristiche indispensabili che un supporto di qualità deve soddisfare. Per quanto riguarda il bambino, è fondamentale un sostegno ottimale della colonna vertebrale, della testa e la posizione divaricata-seduta delle gambine, spesso descritta come “a gambine di rana”. Per il portatore, un supporto di qualità permette di portare il bambino “alto” (a livello e al di sopra del proprio ombelico), e quindi è regolabile in altezza, e “vicino” (non ci deve essere alcuno spazio vuoto tra i due corpi, non ci deve passare la mano), e quindi è regolabile in larghezza in massima sicurezza, garantendo massima libertà di movimento (le braccia/mani non devono sostenere il piccolo).

Esistono inoltre delle caratteristiche auspicabili, che indicano il livello di qualità via via crescente dei supporti portabebè: l'adattabilità alle esigenze di età e peso diversi nell'arco del periodo in cui un bambino può essere portato (0-3 anni, o anche più), la flessibilità che possa garantire diverse posizioni rispetto al corpo del portatore (sul davanti a culla o seduto pancia contro pancia, sul fianco, sulla schiena), la praticità che permetta completa libertà di movimento corporeo e delle mani, e la qualità delle materie di confezionamento, che devono essere prive di sostanze nocive nel rispetto di uomo e ambiente.

Tipologie di Fasce Portabebè: Un Dettaglio Approfondito

Ora, passiamo ad analizzare in dettaglio le diverse tipologie di supporti per il babywearing, tenendo presente che ogni supporto viene normalmente sviluppato e perfezionato rispetto ad una o due posizioni da attuare, anche se teoricamente le posizioni attuabili sono molteplici.

Fasce Non Strutturate: L'Abbraccio del Tessuto

Le fasce porta bebè, molto usate soprattutto nelle culture del Sud del mondo, si avvolgono e si legano attorno al corpo del bambino e del genitore nel modo più comodo e confortevole per entrambi.

Fascia Lunga Rigida (o Tessuta)

Questa è un telo di cotone spesso, senza bottoni, fibbie, anelli o nodi preconfezionati, largo circa 70 cm e di lunghezza variabile tra i 4.20 m e 5.20 m, a seconda della misura scelta. Il termine “rigida” può intimorire, ma in realtà viene utilizzato per distinguere questa tipologia di fascia porta bebè da quella elastica. Viene lavorata al telaio con trama particolare, che conferisce al prodotto un’ottima stabilità ma anche elasticità. La fascia si avvolge e si lega attorno al corpo del bambino e del portatore in modo da garantire un comodo e confortevole sostegno al bimbo e a chi lo porta.

Per iniziare, è meglio optare per fasce 100% in cotone, anche se in commercio esistono diverse combinazioni di tessuto come lino, seta, canapa, lana eccetera. Sebbene alcuni tessuti siano più adatti per la stagione calda, non esiste una vera e propria fascia porta bebè estiva, poiché il corpo della mamma funge da termoregolatore per il bambino in tutte le stagioni. Infine, se si decide di confezionare una fascia porta bebè in casa, è bene tenere presente che è molto difficile trovare tessuti con trama diagonale nei negozi.

Posizioni realizzabili: Tutte le posizioni suggerite nel libretto di istruzioni sono realisticamente realizzabili e confortevoli: sul davanti (a culla o seduta), sul fianco, sulla schiena. Per questo tipo di fascia le posizioni "migliori" sono sicuramente tutte quelle sul davanti e tutte quelle sulla schiena. Le posizioni sul fianco, sebbene perfettamente realizzabili, possono risultare per alcuni un po' macchinose.

Tra i vari supporti proposti, la fascia lunga rigida è sicuramente il più completo, assolutamente indicato per chi crede nei benefici del portare il proprio bambino e che ha intenzione di portarlo a lungo. Permette di scegliere tra un'ampia rosa di legature possibili a seconda della situazione e del contesto. Ottima anche per chi comincia a portare un bambino non più neonato.

Vantaggi:

  • Il particolare tessuto ad ordito triplo con cui è confezionata garantisce una tenuta impeccabile, anche con i bambini più pesanti (la fascia non si deforma e non si consuma anche con un uso frequente).
  • Il cotone con cui viene confezionata è al 100% da coltivazione biologica, colorato con sostanze atossiche, non contiene metalli pesanti, né irrita la pelle.
  • È sempre adattabile a tutte le situazioni e utilizzabile dalla nascita fino a che il bambino voglia essere portato.
  • Quando non utilizzata, si ripiega e occupa pochissimo spazio.
  • Permette una perfetta regolazione del grado di aderenza e garantisce un comfort eccellente per bambino e portatore.

Svantaggi:

  • Bisogna scegliere la giusta misura per non avere troppo tessuto inutilizzato o, al contrario, per evitare che la fascia sia troppo corta.
  • Bisogna superare un primo impatto con il supporto che può, talvolta, sembrare complesso nell'utilizzo.
  • Questa fascia è realmente lunga (misura dai 4,20 m ai 5,20 m a seconda della misura), occorre quindi sviluppare un po' manualità per imparare ad utilizzarla perfettamente.

Come scegliere la giusta misura della fascia lunga rigida: La misura giusta va scelta a partire dalla taglia e dalla costituzione del portatore (e non dalla grandezza del bambino!). Le diverse misure disponibili consentono a chiunque di trovare la taglia giusta per poter effettuare tutte le legature possibili ed avere quindi a disposizione una fascia che garantisca di poter portare il bambino in modo completo.

  • Persone dalla costituzione esile, con una taglia fino alla 40-42 ed una statura piccola possono tranquillamente usare una misura 5 (4,20 m) per le fasce Didymos o una misura S (4,10 m) per le fasce Néobulle.
  • Mamme che abitualmente portano la taglia 42 e i padri fino alla taglia 50, possono realizzare tutti i modi di portare con una fascia misura 6 (4,70 m) per le fasce Didymos o con una misura M (4,60 m) per le fasce Néobulle.
  • A partire dalla taglia 44 per le donne e dalla taglia 52 per gli uomini, sarà opportuno scegliere la fascia nella misura 7 (5,20 m) per le fasce Didymos o una misura L (5,20 m) per le fasce Néobulle.

Considerate che alcune legature richiedono meno stoffa di altre: in questi casi potete annodare la stoffa in eccesso con un giro in più sulla vita e sui fianchi, in modo da scaricare ancora meglio il peso del vostro bambino dalla schiena. Si presenta spesso il caso in cui la madre è molto più piccola del padre in termini di statura: in tal caso, dato che solitamente la madre la utilizzerà di più, è consigliabile l’acquisto di una fascia adatta alla corporatura materna. In tal modo la mamma indosserà la fascia senza eccessi di stoffa, mentre per il papà sarà adatta solo ad alcuni modi di portare. Le fasce lunghe Didymos sono tra le più conosciute e originali, prodotte in Germania dal 1972, con qualità indiscussa.

Fascia Lunga Elastica

È una fascia di morbidissimo jersey di cotone elasticizzato senza bottoni, fibbie, anelli o nodi preconfezionati, che viene legata attorno al corpo del bambino e del portatore in modo da garantire un comodo e confortevole sostegno al bimbo e a chi lo porta. Le fasce per neonato lunghe ed elastiche sono realizzate in cotone elasticizzato, e hanno una misura unica e una lunghezza fissa di circa 5 metri e mezzo. Una volta indossata, la fascia porta bebè elastica è come una sorta di t-shirt da allargare per inserire o tirare fuori il proprio bambino senza necessità di dover legare o slegare ogni volta.

È ideale per i bimbi prematuri e, in generale, per il neonato. Tuttavia, ha il limite di risultare cedevole nel momento in cui il bambino raggiunge i 7-8 kg di peso (se il tessuto è jersey singolo anche qualche chilo in meno). Si può utilizzare al massimo fino al secondo anno di vita.

Posizioni realizzabili: Tutte le posizioni suggerite nel libretto di istruzioni sono realisticamente realizzabili e confortevoli. Per questo tipo di fascia le posizioni "migliori" sono sicuramente tutte quelle sul davanti (a culla o seduta). Le posizioni sul fianco, sebbene perfettamente realizzabili, possono risultare per alcuni un po' macchinose. Le posizioni sulla schiena, per via dell'elasticità del tessuto, potrebbero per alcuni non garantire sufficiente sensazione di sicurezza.

Tra i vari supporti proposti, la fascia lunga elastica è sicuramente un supporto valido ed estremamente confortevole, soprattutto dalla nascita al primo anno di vita. È ovviamente utilizzabile anche fino al secondo anno di vita, bisogna tuttavia imparare a legarla più stretta per meglio sopportare il peso crescente del bambino. È indicata per chi crede nei benefici del portare e che si vuole avvicinare a questa pratica con una spesa contenuta. Da integrare eventualmente con altri supporti, come ad esempio un marsupio ergonomico, per portare il bambino quando diventa più grande e pesante.

Vantaggi:

  • Il tessuto elastico con cui è confezionata garantisce un eccellente comfort per il neonato e per il portatore; particolarmente indicata per i neonati prematuri.
  • Risulta leggera, sottile, elastica e davvero poco ingombrante.
  • Il cotone con cui viene confezionata è al 100% da coltivazione biologica, colorato con sostanze atossiche, non contiene metalli pesanti, né irrita la pelle.
  • È sempre adattabile a tutte le situazioni, ed essendo elastica è avvolgente e garantisce sempre una buona aderenza.
  • Quando non utilizzata si ripiega e occupa pochissimo spazio.
  • È in misura unica e si adatta a tutte le corporature, il che rende più facile la scelta.

Svantaggi:

  • Utilizzabile solo fino ai 12 kg (24 mesi indicativamente).
  • Risulta un po' cedevole con il crescere del peso del bambino.
  • Bisogna superare un primo impatto con il supporto che può, talvolta, sembrare complesso nell'utilizzo.
  • Questa fascia è realmente lunga (misura dai 5,50 m), occorre quindi sviluppare un po' manualità per imparare ad utilizzarla perfettamente.

Fascia Corta

Si distingue dalla fascia porta bebè rigida unicamente per la lunghezza, inferiore ai 3 metri circa. Consente pertanto di fare solo legature monostrato prevalentemente sul fianco e anche dietro, seppure con limitazioni. È consigliabile a partire dai 3 mesi, o comunque da quando il bambino regge il capo in autonomia, e per tutta la durata del percorso.

Fasce Strutturate e Ibride: Praticità e Sostegno

Fascia ad Anelli (Ring Sling)

È composta da un telo non elastico della lunghezza di circa 2 metri chiuso da due anelli, all’interno dei quali il tessuto deve scorrere bene al fine di agevolare la regolazione della tensione. Le fasce porta bebè ad anelli risultano molto utili per chi non ha ancora acquisito una grande praticità con questo genere di prodotti. Si presentano come una striscia di stoffa di lunghezza variabile che dispone di due anelli posizionati su una delle due estremità. Per legare il bambino bisognerà, quindi, far passare l’altro lembo della fascia all’interno degli anelli, seguendo le istruzioni fornite dalle varie case produttrici e regolando i lembi per scegliere lunghezza e aderenza. È la nostra fascia portabebè più veloce ed intuitiva da indossare.

Consente legature monostrato per portare davanti e sul fianco. Anche questa tipologia di fascia è consigliata a partire dai 3 mesi circa, o comunque da quando il bambino riesce a reggere in autonomia il capo. Questa fascia è sconsigliata per portare il bambino sulla schiena, dal momento che non permette un incrocio del tessuto sotto il sederino del bambino e dunque non garantisce una legatura in sicurezza.

È versatile, invece, per il “sali e scendi”, quindi perfetta per brevi tragitti e soprattutto per quando il bambino ha necessità di iniziare a esplorare il mondo sulle proprie gambe per poi far ritorno alla sua “roccaforte”. Ha il limite di scaricare il peso su una sola spalla ed è quindi poco indicata per un utilizzo prolungato. È il supporto d'eccellenza per portare il bambino sul fianco. Per questa posizione è sicuramente il supporto più indicato. Indicato per chi cerca un supporto di facile utilizzo e da utilizzare per brevi periodi (il peso del bambino è comunque distribuito in maniera asimmetrica).

Fascia Pouch (a Tasca)

La fascia Pouch è una fascia di cotone leggermente elastica, cucita a forma di anello che si indossa unicamente a tracolla. Lo speciale tessuto elastico con cui è confezionata avvolge il bebè in un confortevole abbraccio e scarica delicatamente il suo peso sulla schiena di chi lo porta senza cedere.

Posizioni realizzabili: Sul davanti (a culla o cuore-a-cuore o seduto verso il mondo) e sul fianco. Con la fascia pouch tutte le posizioni suggerite nel libretto di istruzioni sono realisticamente realizzabili. Con questa fascia, tuttavia, il bambino non è assicurato al corpo del portatore come con le fasce lunghe ma adagiato in un'amaca di tessuto che il genitore porta a tracolla. Questo varia sensibilmente la sensazione di chi porta il bambino. Per alcuni, infatti, questo tipo di fascia può non garantire sufficiente sensazione di sicurezza nel portare un neonato. Con un bambino più grandicello, di 4 o 5 mesi così come fino ai 3 anni, invece, questa tipologia di fascia risulta ottima e confortevole. Le posizioni sul davanti sono perfettamente e realisticamente realizzabili. Per questa tipologia di fascia la posizione "migliore" è sicuramente quella sul fianco, sebbene sia molto usata anche per portare i bimbi piccoli sul davanti.

Mei Tai con bretelle larghe

Mei Tai

Il Mei Tai è un supporto babywearing ibrido di origine orientale, molto utilizzato nei paesi asiatici, che richiama molto nella struttura il marsupio, presentando, però, al posto di spallacci e cinghie, strisce di stoffa da legare con molto scrupolo. È un pannello rettangolare di stoffa della larghezza di circa 50 cm, con quattro angoli da cui partono altrettante bretelle, con le quali viene fissato il supporto sul ventre e sulle spalle di chi porta. Rispetto al supporto originale asiatico, quello arrivato a noi occidentali presenta delle bretelle più larghe, che sostengono meglio il bambino e risultano più confortevoli per chi porta. Esistono inoltre alcuni Mei Tai con pannello regolabile, che consente l’utilizzo di questo supporto già nei primi mesi, dal momento che non divarica eccessivamente le gambe del piccolo. Il Mei Tai offre un compromesso tra il contenimento della fascia e la praticità del marsupio. Sebbene sembri più semplice da legare rispetto alla fascia lunga, in realtà è necessaria una buona confidenza con il tessuto affinché le legature vengano fatte nella maniera corretta. Le legature si realizzano sempre ponendo il piccolo nel supporto: questo consente di regolare le bande fino al giusto grado di aderenza, avvolgendo e sostenendo il corpo del piccolo in maniera ideale.

Posizioni realizzabili: Sul davanti (posizione seduta), sulla schiena, sul fianco (solo per il Mei Tai - BB Tai). Con il Mei Tai le posizioni illustrate nel libretto di istruzioni sono perfettamente e realisticamente realizzabili. Per questo tipo di fascia le posizioni "migliori" sono sicuramente quella sul davanti e quella sulla schiena. La posizione sul fianco, sebbene perfettamente realizzabile, può risultare un po' macchinosa. In sostanza il Mei Tai, grazie alle bande di tessuto che si incrociano sulla schiena, in termini di comfort si avvicina al comfort della fascia lunga rigida, pur non consentendo la perfetta regolazione di aderenza che la fascia lunga rigida offre.

Tra i vari supporti proposti, il Mei Tai è indicato per chi crede nei benefici del portare il proprio bambino e che ha intenzione di portarlo a lungo. Rispetto alla fascia lunga rigida offre la semplicità di uso (la modalità di legatura è sempre la medesima sul davanti e sulla schiena). Ottimo anche per chi comincia a portare un bambino non più neonato. Tabata propone molti modelli diversi di Mei Tai, un porta bebè eccellente, di uso facile e intuitivo ma confortevole come una fascia lunga. L’ultima novità inserita è un fantastico Mei Tai Reversibile: 2 bellissime fantasie in un solo prodotto, da scegliere a seconda dell’umore della giornata!

Vantaggi:

  • Il particolare tessuto con cui è confezionato garantisce un'ottima tenuta anche con i bambini più pesanti (non si deforma e non si consuma anche con un uso frequente).
  • Il cotone con cui viene confezionato è certificato.
  • È in misura unica e si adatta a tutte le corporature, utilizzabile dalla nascita fino a che il bambino voglia essere portato.
  • Quando non utilizzato si ripiega e occupa poco spazio (alcuni modelli sono dotati di borsetta apposita in tinta).
  • È di più rapido e immediato utilizzo rispetto a una fascia lunga: il modo di legare le bande, infatti, è uno solo ed è sempre lo stesso sul davanti e sulla schiena.
  • Sempre adattabile a tutte le situazioni, garantisce un ottimo comfort per bambino e portatore.

Svantaggi:

  • È più limitato nelle possibilità di realizzare diverse legature rispetto alle fasce lunghe rigide.
  • In termini di regolazione della perfetta aderenza può non garantire assoluta precisione.
  • Bisogna superare un primo impatto con il supporto che può, talvolta, sembrare complesso nell'utilizzo.

Marsupio Ergonomico

I marsupi per portare il bebè sono i supporti più “occidentali”, quelli che più facilmente si trovano in commercio. Purtroppo però la quasi totalità dei marsupi che si vedono nei negozi per l’infanzia non sono sufficientemente ergonomici: spesso sono eccessivamente rigidi e privi di un buon sostegno per collo e testa; non permettono la regolazione laterale o in altezza; i bambini risultano “appesi”, gravando perciò tutto il peso sulla zona genitale; la parte che accoglie il sederino ha spesso una larghezza insufficiente (inferiore ai 18-20 cm) e risulta o troppo morbida o troppo rigida, non garantendo la corretta posizione divaricata-seduta. Spesso, i tessuti non sono testati né certificati per il contenuto di sostanze tossiche.

Occorre però specificare che, seppur non facilissimi da reperire, esistono in commercio dei marsupi ergonomici. I due fattori chiave da tenere sempre ben presenti in fase di scelta sono lo schienale - meglio se imbottito - e la seduta larga che possa permettere al piccolo di assumere la posizione più corretta, quella a M. Il suo utilizzo è consigliabile a partire dai 4 mesi di età circa, o comunque da quando il bambino divarica autonomamente bene le gambe, in modo tale che il pannello vada dall’incavo di un ginocchio all’altro. Marsupi e fasce sono indicati per la Marsupioterapia o Kangaroo Mother Care. Utilizzabili dai 6 mesi, indicativamente da quando il bambino sta seduto.

Giada Roncoroni ha creato un videocorso, "Portare in Fascia e Marsupio", che mostra praticamente come scegliere la migliore fascia/marsupio e come usarli correttamente rispettando la schiena del genitore e la postura del bimbo.

La Sicurezza Prima di Tutto: Regole Fondamentali per un Portare Consapevole

Domande come: «Come si usa la fascia porta bebè? Ci sono delle posizioni più sicure di altre?» sono interrogativi che i genitori si pongono molto spesso quando si approcciano per la prima volta a questo strumento per portare addosso il bambino. La sicurezza è l'aspetto più cruciale del babywearing.

Ecco le linee guida fondamentali:

  1. Chiusura: Chiudere sempre ogni legatura con doppio nodo. Man mano che i bambini diventano più pesanti e più attivi, avvolgerli richiede uno sforzo maggiore. All'inizio imparare ad annodare una fascia porta-bambino non è sempre intuitivo. Con un po' di pratica, si acquisirà sicurezza e dimestichezza.
  2. Mezzi di trasporto: Non portare in fascia il proprio bambino in auto, né sulla bicicletta o altro mezzo. Prudenza sui mezzi pubblici, da utilizzare solo per brevi tragitti.
  3. Vie aeree libere: Naso e bocca del bambino devono essere liberi da ostacoli! Assicurarsi sempre che la testa e le vie respiratorie del bambino siano libere. Non è consigliabile portare il bambino rivolto in avanti con una fascia porta-bambini, poiché in questa posizione il sostegno offerto dalla fascia è limitato.
  4. Posizione fisiologica: Garantire al piccolo una posizione fisiologica. Ciò vuol dire simmetrica, verticale dalla nascita e divaricata-seduta, con sederino più basso e ginocchia più in alto; bambino con testa ad “altezza bacio” - senza però intralciare la visuale del portatore - e sederino sempre al di sopra o a livello dell’ombelico del portatore, mai al di sotto; piedini paralleli al pavimento. Nel neonato, garantire la fisiologica cifosi (curvatura a C della colonna vertebrale). Alcuni bambini impiegano un po’ di tempo a calmarsi quando vengono avvolti in una fascia o anche in un marsupio.
  5. Aderenza: Aderenza del corpo del bambino portato con quello del genitore portatore, ricordando che vicinanza corrisponde a sicurezza. Non ci deve essere alcuno spazio vuoto tra i due corpi, non ci deve passare la mano.
  6. Tensione del tessuto: Legature con tessuto ben lavorato e teso al punto giusto, che sostenga la testa del piccolo e che sotto al sederino vada dall’incavo di un ginocchio all’altro.
  7. Mani libere: Una buona legatura lascia al portatore le mani libere.
  8. Ascolto e consapevolezza: Concedersi tempo e spazio. Mettersi in ascolto di sé per ascoltare l'altro. Portare è assai bello quanto impegnativo perché è prendersi carico di qualcuno fisicamente ed emotivamente. Come accade al seme, quando trova un terreno fertile che lo accoglie e viene nutrito pazientemente e con amore, così accade a un bambino: con i suoi tempi cresce, matura, sboccia, fiorisce e dona frutti.

Per quanto tempo è possibile portare il bambino in una fascia? Si può portare il bambino finché entrambi si sentono a proprio agio. Molti genitori usano le fasce per diverse ore al giorno, specialmente durante il quarto trimestre. È possibile allattare al seno utilizzando una fascia, ma solo dopo che l'allattamento si è ben consolidato al di fuori della fascia.

Posizione ergonomica corretta del bambino in fascia

Accessori e Consigli Utili per il Babywearing

Oltre alla vasta gamma di supporti, il mondo del babywearing offre anche numerosi accessori per rendere l'esperienza ancora più confortevole e versatile in ogni stagione. Tabata, ad esempio, ha introdotto una sezione accessori per portare, che include giacche e cappotti che in pochi gesti si trasformano per accogliere al loro interno il bebè nella fascia o caldissime cover da abbinare alla fascia o al marsupio per tenere il bimbo al caldo. Si possono trovare anche una vasta gamma di pelli di agnello e altri accessori per il comfort.

Quando iniziare a portare in fascia? Dal punto di vista scientifico, una mamma può portare in fascia il proprio bambino sin dalle prime ore di vita. Non c’è nessuna controindicazione per la salute del bambino o per il suo sviluppo, anzi. È una pratica delicata che crea un legame unico tra mamma e figlio. Tuttavia, qualora si abbia avuto un parto difficile, magari un taglio cesareo, e non ci si senta particolarmente in forma, è meglio aspettare che si stia bene prima di iniziare.

Unirsi alla "cultura del portare" è una decisione personale e gratificante. Raffaella Caso, creatrice di BabyGreen, ha testimoniato come il babywearing sia stato un alleato irrinunciabile nella sua vita da mamma e nella gestione della sua attività. Non sapeva che i porta bebè sarebbero diventati così importanti nella sua vita, eppure ha portato a lungo le sue due bambine nella sua amata fascia lunga. Ha anche un Mei Tai e un marsupio ergonomico, dimostrando la versatilità e l'utilità di diversi supporti.

Il portare in fascia e marsupio è un percorso continuo di apprendimento e adattamento. La pratica rende perfetti. I contenuti di questo articolo hanno esclusivamente scopo informativo e non sostituiscono in alcun modo la consulenza medica o le indicazioni di sicurezza fornite da professionisti.

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