La scelta di una fascia porta bebè è molto più che una moda: risponde al desiderio di favorire il contatto, la mobilità e il benessere del piccolo, una pratica riscoperta con entusiasmo dalle famiglie italiane. Le fasce porta bebè, molto usate soprattutto nelle culture del Sud del mondo, si avvolgono e si legano attorno al corpo del bambino e del genitore nel modo più comodo e confortevole per entrambi. Questa antica modalità di accudimento si sposa perfettamente con le necessità di spostamento dei genitori per lavoro o altro, unendo perciò l’aspetto relazionale a quello puramente pratico. Nei primi anni di vita, sono numerosi gli studi recenti che consigliano di incentivare il contatto pelle a pelle fra il neonato e i genitori il più a lungo possibile, letteralmente “indossando” il bambino.
Il babywearing, come viene definita questa pratica, consiste, in sostanza, nel portare il bambino addosso - mentre si va a fare una passeggiata o anche in casa se si svolgono attività che non lo espongano a rischi - legandolo a sé attraverso una fascia in tessuto o un altro tipo di supporto più rigido. Mamma e figlio sono uniti insieme nello stesso corpo prima della nascita, e questa unione prosegue idealmente anche dopo il parto, dove il rapporto madre-figlio, nella primissima fase, vive soprattutto di carezze, ci si parla senza il bisogno di dirsi nulla, ma semplicemente toccandosi con le mani e avvicinandosi con i corpi. Questa necessità del neonato di stare a contatto con il genitore rende il babywearing una modalità di "trasporto" adottabile sin dalla nascita.

Il Babywearing: Un'Antica Pratica per un Contatto Moderno
La “cultura del portare” è ancora poco diffusa in alcune parti del mondo, ma i suoi benefici sono innumerevoli e noti ormai da tempo. In Africa, ad esempio, si utilizzano per lo più teli di cotone lunghi poco meno di 2 metri e i bimbi sono legati sulla schiena, senza nodo, sin dalla nascita: in Kenya c’è il Kanga, nel Senegal il Pagne e il Mbotu. A cambiare di paese in paese sono le modalità con cui il babywearing viene praticato: semplici teli di cotone, marsupi per il neonato, fasce elastiche e via dicendo.
Questa pratica non è solo un modo per trasportare il bambino, ma un vero e proprio strumento che favorisce il suo sviluppo psicofisico. Il contatto del bambino con il corpo dei genitori è una condizione che favorisce la sua crescita anatomica (maturazione delle anche, sviluppo della postura), neurologica (sviluppo cerebrale), motoria, linguistica, psichica (attaccamento, sviluppo della fiducia di base) e sociale. Sembra anche contribuire al miglioramento del sonno e alla termoregolazione del piccolo. Inoltre, il portare asseconda la fisiologia della colonna vertebrale e delle anche e favorisce l’equilibrio e il movimento, migliorando lo sviluppo motorio e fisico.
Un esempio emblematico dell'importanza del contatto è la Marsupioterapia (o Kangaroo Mother Care). Nata per necessità a Bogotà, in Colombia, negli anni Settanta, quando gli infermieri si trovarono a fronteggiare la mancanza di incubatrici rispetto al numero dei neonati prematuri, questa pratica utilizza i genitori come una sorta di “incubatrici” naturali. Oggi, questa posizione marsupiale viene adottata subito dopo il parto in tantissimi ospedali che lasciano i neonati, anche quelli a termine, nella prima ora dopo la nascita, a contatto corpo a corpo con la madre. L’applicazione di questa pratica si consiglia anche con i padri (“marsupioterapia paterna”), nei casi in cui la mamma - per motivi clinici - non possa effettuarla.
La Posizione Fisiologica del Neonato in Fascia: Il Contatto che Cura
Per garantire tutti i benefici del babywearing, è fondamentale posizionare il bambino correttamente nella fascia. La posizione ideale in cui deve essere il bambino durante il babywearing è quella che favorisce il corretto sviluppo delle anche. Questa viene spesso definita posizione a "M" o "a rana". In questa posizione, le ginocchia del bambino si trovano più in alto rispetto al bacino e le gambe sono divaricate a circa 90°. Questo è fondamentale per un corretto sviluppo delle anche, soprattutto nei primi mesi dopo la nascita, quando, soprattutto nei paesi occidentali, esiste il rischio per i neonati di incorrere nella “displasia dell’anca”. L’uso dei pannolini e l’attenzione a una posizione corretta, durante il trasporto del bambino, sono essenziali a ridurre questo rischio. Le gambine del bimbo non devono mai stare a "penzoloni" e dritte.

Per quanto riguarda la colonna vertebrale, è essenziale posizionare il bambino in posizione fetale, ovvero con la colonna vertebrale leggermente incurvata a "C". Questo, a differenza di quello che si pensa comunemente ("povero piccolo! Ma riesce a respirare?"), non danneggia il suo sviluppo, ma lo agevola. Il bambino è infatti stato per 9 mesi in quella posizione nel grembo materno, e non si può pensare di "raddrizzare" la sua schiena da un giorno all'altro. Questa fisiologica cifosi (curvatura a C della colonna vertebrale) deve essere garantita nel neonato.
La posizione corretta viene anche detta "cuore a cuore", perché il piccolo si trova in una posizione raccolta e semi sdraiata, a contatto con il corpo materno. Il tepore, il profumo della mamma, il lieve dondolio durante la camminata costituiscono una sorta di prolungamento della gravidanza, confortando il piccolo e dandogli sicurezza. È fondamentale quindi che per sostenere il bambino si abbia tessuto necessario da allargare sotto il suo sederino, da un ginocchio all'altro, in modo da creare un'ampia seduta sulla quale possa scaricare il suo peso. Molti marsupi classici, non ergonomici, invece hanno una seduta molto stretta che costringono le gambe del bambino a pendolare, con effetti negativi sullo sviluppo delle anche e della colonna vertebrale.
Babywearing: Un Alleato in Gravidanza e Allattamento
Il babywearing non è solo per il neonato. Sapevi che la fascia rigida porta bebè può essere utilizzata già da quando il tuo bambino è ancora nel pancione? Utilizzare la fascia in gravidanza consente di alleviare i fastidi derivanti dal peso della pancia, scaricandone il peso in modo uniforme. Questo non solo offre sollievo alla futura mamma, ma permette anche di prendere confidenza con il tessuto della fascia, preparando all'utilizzo post-parto.
Oltre alla gravidanza, utilizzare la fascia durante l’allattamento è una soluzione particolarmente comoda quando non è possibile farlo in un posto adeguato. La discrezione e il supporto che la fascia offre permettono alla mamma di allattare il proprio bambino con maggiore serenità e praticità, mantenendo il piccolo vicino e protetto.
I vantaggi del babywearing si estendono anche al genitore che porta, poiché permette alla mamma una maggiore libertà nei movimenti, per esempio se ha altri bimbi ancora piccoli da gestire. Questo aspetto pratico, unito ai benefici relazionali ed emotivi, rende la fascia un accessorio prezioso nella vita di tutti i giorni.
Il Momento Giusto per Iniziare e i Tempi del Babywearing
Ci si chiede spesso: da che età si può usare la fascia porta bebè? La risposta, fornita anche da esperti come la puericultrice e psicomotricista Silvana Parisi, è chiara: “Si può iniziare a utilizzare la fascia porta bebè con il proprio bambino già dai primi giorni di vita, perché mantiene il piccolo in una posizione che lo conforta e gli dà sicurezza”. Per i bambini appena nati il contatto è importante come l’ossigeno: ritrovano la famigliare e rassicurante sensazione di quando stavano nella pancia della mamma, protetti dagli stimoli esterni, che ancora non sanno gestire. La posizione davanti è quella che useremo maggiormente e sin dall'inizio. Il bambino appena nato può essere portato nella posizione a culla per creare continuità con la sua vita all'interno del grembo materno. Questa posizione può essere assunta dalla nascita fino verso i 3 mesi ma nulla vieta di portare già dall'inizio nella posizione seduto, ovvero verticale o pancia a pancia.
Prima di iniziare, consigliano i pediatri, è bene considerare la tonicità muscolare del neonato e la sua capacità di allargare le gambine, variabili da valutare nella scelta del tipo di supporto da utilizzare. È importante che la struttura (testa-collo) e le legature siano adeguate.
COME INDOSSARE LA FASCIA PORTA BEBE'. BABYWEARING, BABY WRAP TUTORIAL.
Non esiste un termine per dire addio al babywearing, e possiamo affermare con sicurezza che i suoi vantaggi non si fermano ai primi mesi di vita del bimbo. Molte fasce elastiche, ad esempio, sono indicate al massimo fino al secondo anno di vita o fino a circa 7-9 kg. Quando un bambino supera i 5/7 kg (se il tessuto è jersey singolo anche qualche chilo in meno), è consigliabile sostituire la fascia elastica con un supporto più adatto a reggere il peso o a un marsupio ergonomico che sopporti meglio il peso e permetta di portare il bambino in posizioni diverse. Dai 6 mesi si può cominciare a portare anche sul fianco e dai 7-8 mesi anche sulla schiena. Essendo quest'ultima una posizione per la quale ci si può sentire meno sicuri, meglio farlo quando si è acquistata più praticità e certezza o nel caso si voglia praticare anche prima l'importante è che il bambino riesca a sorreggere bene la testa. Quando il bambino diventa più grande, è più attivo e ha voglia di muoversi di più, si può utilizzare anche il marsupio, che è un supporto più rigido e strutturato e meno avvolgente delle fasce.
Navigare nel Mondo dei Supporti Porta Bebè: Tipi e Caratteristiche
Il mercato propone tantissimi modelli diversi di fascia e marsupi, con prezzi e caratteristiche differenti. La vastità dei supporti in commercio è tale da mandare in confusione chi si vuole accostare a questa "novità". Per scegliere la fascia porta bebè più indicata alle proprie esigenze è importante anche tenere in considerazione l’età del bambino. Distinguiamo, intanto, i supporti “non strutturati” da quelli “strutturati”. Appartengono alla prima categoria le fasce lunghe, corte ed elastiche, mentre alla seconda i marsupi. Purtroppo non tutti i supporti disponibili in commercio sono di buona qualità o hanno le caratteristiche conformi a un sano portare per il bambino e il genitore, per cui è bene fare attenzione alla scelta di fasce e marsupi.

Le Fasce Non Strutturate: Morbidezza e Adattabilità
I supporti non strutturati sono vere e proprie fasce lunghe o lembi di tessuto che non prevedono nodi, anelli o fibbie già preconfezionati. Richiedono una certa pratica nelle legature, ma offrono una personalizzazione e un avvolgimento senza pari.
La Fascia Elastica: L'Abbraccio dei Primi Mesi
Secondo la puericultrice Silvana Parisi, è più adatta la fascia elasticizzata nelle prime settimane di vita, perché più avvolgente e semplice da indossare. Lunga circa 5 metri e in maglina di cotone o bamboo, la fascia elastica è solitamente costituita in fibra di cotone elasticizzato, anche in questo caso senza bottoni, anelli o nodi preconfezionati, e ha una misura unica e una lunghezza fissa di circa 5 metri e mezzo. Una volta indossata, è come una sorta di t-shirt da allargare per inserire o tirare fuori il proprio bambino senza necessità di dover legare o slegare ogni volta.
Questa fascia è ideale per i bimbi prematuri e, in generale, per il neonato, mantenendo il piccolo in una posizione raccolta e semi sdraiata. La fascia elastica, grazie alla sua morbidezza e leggerezza, ritengo sia il supporto ideale per prendere confidenza con le legature e iniziare il percorso del babywearing. Ha il limite di risultare cedevole nel momento in cui il bambino raggiunge i 7-8 Kg di peso (se il tessuto è jersey singolo anche qualche chilo in meno), superata questa soglia è consigliabile passare a un modello più strutturato. Un’ottima fascia elastica è la Boba Wrap, morbida e avvolgente, che risulta piacevole sia per il piccolo che per il genitore. La versione con mix di cotone e viscosa di bambù (un tessuto più morbido rispetto al tessuto con fibra di bambù) permette una maggiore traspirabilità. Koala Babycare offre una fascia adatta fino a 9 kg e facilissima da indossare grazie alle due bande regolabili, mentre la fascia neonato di Suavinex, realizzata in collaborazione con la Scuola del Portare (SdP), ha un peso massimo consigliato di 7-8 kg.
La Fascia Rigida (Tessuta): Robustezza e Versatilità per Ogni Età
Conosciuta anche come “fascia porta bebè lunga tessuta”, viene lavorata al telaio con trama particolare (come jacquard o cross-twill), che conferisce al prodotto un’ottima stabilità ma anche elasticità. Il termine “rigida” può intimorire, ma in realtà viene utilizzato per distinguere questa tipologia di fascia porta bebè da quella elastica. Può essere adoperata sin dalla nascita, con legatura al petto ideale per i primi mesi, ma anche quando i bimbi sono più grandi preferendo legature intermedie come quella sul fianco e sulla schiena. La fascia lunga rigida è una soluzione che permette ai genitori di effettuare un solo acquisto, dato che può essere usata fin dalla nascita e che vi potrà accompagnare lungo tutto il percorso di babywearing. Portare il bambino sulla schiena permette al genitore di potersi muovere con più agilità e consente al bambino di poter osservare tutto quello che accade intorno a lui, mantenendo tuttavia una posizione di sicurezza e protezione.
Questa fascia ha una lunghezza variabile, che dipende sia dalla taglia di chi porta sia dal tipo di legatura che si sceglie di fare, con uno standard di circa 5 metri. La fascia rigida prevede delle taglie e la più comune e versatile è la 6 che misura circa 4.70 m. Le taglie delle fasce si scelgono in base alla corporatura del genitore: una fascia più corta va bene per una persona minuta, mentre una taglia maggiore è indicata per una corporatura più robusta. Per iniziare, è meglio se 100% in cotone, anche se in commercio esistono diverse combinazioni di tessuto (lino, seta, canapa, lana eccetera). Tra le migliori ci sono quelle di Didymos. Per quanto riguarda la grammatura, meglio scegliere le fasce sottili (entro i 240 g/m²) perché sono più facili da annodare e da modellare intorno al corpo del bambino.
La Fascia ad Anelli (Ring Sling): Pronta all'Uso e Compatta
La fascia porta bebè ad anelli risulta molto utile per chi non ha ancora acquisito una grande praticità con questo genere di prodotti. Si presentano come una striscia di stoffa di lunghezza variabile, solitamente tra i 180 cm e i 200 cm, che dispone di due anelli posizionati su una delle due estremità. Per legare il bambino bisognerà, quindi, far passare l’altro lembo della fascia all’interno degli anelli, seguendo le istruzioni fornite dalle varie case produttrici e regolando i lembi per scegliere lunghezza e aderenza. In questo modo, si crea una sorta di tasca/amaca dove adagiare il piccolo.
Mi piace definirla “fascia da borsetta” perché si ripone in un piccolo spazio, è sempre a portata di mano ed è così un’ottima fascia da viaggio o da passeggiata. La fascia ad anelli può essere usata fin dalla nascita, adottando però un piccolo accorgimento: è necessario creare un incrocio della stoffa sulla vostra schiena prima di farla passare all’interno degli anelli; l’incrocio permette alla stoffa di scaricare il peso del bambino e di farlo rimanere ben saldo nella posizione iniziale. Consente legature monostrato per portare davanti e sul fianco. Questa tipologia di fascia è consigliata a partire dai 3 mesi circa, o comunque da quando il bambino riesce a reggere in autonomia il capo. È sconsigliata per portare il bambino sulla schiena, dal momento che non permette un incrocio del tessuto sotto il sederino del bambino e dunque non garantisce una legatura in sicurezza. Le fasce rigide ad anelli più comode sono quelle a spalla aperta che consentono di aprire e posizionare la stoffa sulla spalla in modo agevole, distribuendo meglio il peso del bambino. Ha il limite di scaricare il peso su una sola spalla ed è quindi poco indicata per un utilizzo prolungato. Una delle mie fasce ad anelli preferita è la Didymos Prima Nature con una grammatura di 210 g/m² e tessuta in cotone biologico 100 %, ideale per portare tutti i bambini.
I Supporti Semi-Strutturati e Strutturati: Per Crescere Insieme
Quando il bambino cresce e la sua muscolatura diviene più tonica e robusta, il piccolo è in grado di tenere sollevata la testa, facendo leva sui muscoli del collo. Questo avviene verso i 4-5 mesi, soprattutto se il bambino riceve adeguati stimoli motori come il Tummy Time. Può essere allora il momento di passare a supporti più strutturati, che lasciano il piccolo più libero nei movimenti di braccia e gambe e gli permettono di girare la testolina, in una migliore interazione con il mondo esterno. I supporti strutturati prevedono nodi, anelli, fibbie, spallacci, bretelle utili a mantenerne la forma preconfezionata.
Il Mei Tai e l'Half Buckle: Un Ponte tra Fascia e Marsupio
Il Mei Tai è un supporto babywearing ibrido di origine orientale, realizzato per lo più in cotone. Richiama molto nella struttura il marsupio, presentando, però, al posto di spallacci e cinghie, strisce di stoffa da legare con molto scrupolo. È costituito da un pezzo di tessuto quadrato per sostenere il corpo del bambino e da due strisce laterali con cui realizzare le legature. Offre un compromesso tra il contenimento della fascia e la praticità del marsupio; sebbene sembri più semplice da legare rispetto alla fascia lunga, in realtà è necessaria una buona confidenza con il tessuto affinché le legature vengano fatte nella maniera corretta. Rispetto al supporto originale asiatico, quello arrivato a noi occidentali presenta delle bretelle più larghe, che sostengono meglio il bambino e risultano più confortevoli per chi porta. Esistono inoltre alcuni Mei Tai con pannello regolabile, che consente l’utilizzo di questo supporto già nei primi mesi, dal momento che non divarica eccessivamente le gambe del piccolo.
Una via di mezzo tra un marsupio e un mei tai è il cosiddetto “semi strutturato” o “half buckle”. Questo tipo di supporto è molto pratico, ideale per chi non ama regolare continuamente le fibbie del marsupio. Grazie agli spallacci in tessuto, questo supporto permette di regolare la misura esatta nel momento in cui questi si stringono sul corpo del portatore. Il fascione ventrale è solitamente più morbido, rispetto a quello del marsupio, e si chiude con una semplice fibbia a scatto. Con l’half buckle non serve saper legare le fasce e si possono portare bambini molto piccoli (a partire dai 4 - 5 kg o in base alla tonicità muscolare del bebè). Tra gli half buckle più apprezzati dai genitori c’è il DidyKlick, prodotto da Didymos con lo stesso tessuto delle fasce lunghe rigide. Il fascione ventrale si chiude con una fibbia, la seduta si regola “a scorrimento” sul fascione ed è presente una coulisse che permette di stringere ulteriormente la seduta. Gli spallacci sono molto ampi e lunghi e questo permette di poter avvolgere il bambino lateralmente e raccogliere bene il tessuto prima di legarlo, così da conferire una buona tensione alla stoffa che scaricherà al meglio il peso del bambino.
Il Marsupio Ergonomico o Evolutivo: Sostegno e Libertà di Movimento
Il marsupio è una sorta di “sacca” in tessuto più robusto e resistente, con due bretelle da far passare dietro le spalle e una cintura che va allacciata in vita per una maggiore stabilità. Può reggere il peso del piccolo durante la crescita, dopo i 7-8 chili di peso, quando la fascia porta bebè può non essere più sufficiente. Il migliore in assoluto è proprio il marsupio ergonomico, strutturato con caratteristiche che lo rendono il perfetto compromesso tra il classico marsupio e la fascia porta bebè. Questo tipo di marsupio può essere utilizzato sin dalla nascita e regge fino a 20 kg di peso.
Detto anche marsupio evolutivo, è caratterizzato da un pannello modificabile nelle dimensioni così da assicurare una vestibilità su misura per ogni bambino. I marsupi ergonomici presentano poggiatesta, spallacci imbottiti, cintura addominale per il genitore e cuscinetti riduttori. Per trovare il marsupio perfetto per sé e il proprio bambino l’ideale sarebbe provarne diversi modelli. In molte città oggi esistono le “fascioteche”, luoghi in cui esperte consulenti di babywearing aiutano i genitori nell’acquisto del supporto ideale dopo averne fatti provare o noleggiare alcuni. Nella mia esperienza c’è però un marsupio che si adatta alle esigenze di molte famiglie e con il quale la maggior parte dei genitori che ho incontrato si è trovato bene: il Neko Switch nella versione Baby Size, utilizzabile fin dai primi mesi di vita (a partire dai 4 o 5 kg o in base alla tonicità muscolare del bebè) fino a circa 24 mesi. Il tessuto è lo stesso di quello delle fasce rigide, cui si aggiungono spallacci e schienale morbido, confortevole per il bebè.
Tra le proposte di marsupi ergonomici non mancano quelle di marche specializzate. Chicco Hip Seat Carrier è un marsupio multifunzionale ed ergonomico (fino a 15 kg) composto da base rigida e porta bebè, da usare con base di supporto e pannello o senza. I vari componenti possono essere utilizzati insieme o separatamente. Un altro marsupio porta bebè molto amato è quello di Stokke: pratico, funzionale e resistente, può essere indossato sia davanti che sulla schiena e dispone di comode fibbie regolabili. Il peso massimo raccomandato è di 15 kg. La maggior parte dei marsupi porta bebè si può usare in doppia posizione e quello di Inglesina non fa eccezione. Il sistema di cinghie con supporto lombare, inoltre, aiuta il genitore a non avvertire la fatica e a sostenere il piccolo con una postura ideale. In questo caso, il peso massimo consigliato è di 9 kg.
Su Amazon se ne trovano tantissimi, diversi tra loro per caratteristiche e fasce di prezzo ma accomunati da comfort e praticità di utilizzo. Il marsupio ergonomico di Bebámour può essere utilizzato fino a 36 mesi e si presta a ben 6 diverse posizioni. In dotazione sono disponibili anche un cappuccio e 2 bavaglini. In commercio sono disponibili anche modelli più particolari e sfiziosi, come questo marsupio di Seraphy, ideale per i bambini da 4 a 15 kg, permette loro di sedersi a cavalcioni nel rispetto dello sviluppo della colonna vertebrale e allevia lo sforzo dei genitori distribuendo in modo uniforme il peso. Si tratta di un marsupio 4 in 1, da poter indossare sul davanti (fronte genitore e fronte mondo), sulla schiena e a mo’ di fascia per cullare il piccolo e farlo addormentare. Un altro modello molto originale è il marsupio ergonomico Manduca XT a tema Piccolo Principe. Sostiene fino a 20 kg di peso e la larghezza del sedile è regolabile fino a 50 cm. L’altezza è flessibile, grazie a un’estensione posteriore integrata con zip, ed è dotato di poggiatesta multifunzionale (da usare come cappuccio o come supporto per il collo). Si può indossare in 3 diversi modi.
Il Marsupio Tradizionale: Attenzione alla Scelta Consapevole
I marsupi per portare il bebè sono i supporti più “occidentali”, quelli che più facilmente si trovano in commercio. Purtroppo però la quasi totalità dei marsupi che si vedono nei negozi per l’infanzia non sono sufficientemente ergonomici. Sono spesso eccessivamente rigidi e privi di un buon sostegno per collo e testa; non permettono la regolazione laterale o in altezza; i bambini risultano “appesi”, gravando perciò tutto il peso sulla zona genitale; la parte che accoglie il sederino ha spesso una larghezza insufficiente (inferiore ai 18-20 cm) e risulta o troppo morbida o troppo rigida, non garantendo la corretta posizione divaricata-seduta; spesso i tessuti non sono testati né certificati per il contenuto di sostanze tossiche. Il suo utilizzo è consigliabile a partire dai 4 mesi di età circa, o comunque da quando il bambino divarica autonomamente bene le gambe, in modo tale che il pannello vada dall’incavo di un ginocchio all’altro.
È preferibile scegliere modelli regolabili in altezza, così che le gambe del piccolo non urtino quelle del genitore, e proprio come per le fasce è meglio selezionare marsupi in tessuti lavabili anche in lavatrice. Indossare il marsupio richiede meno pratica e risulta più semplice, ragion per cui moltissimi brand suggeriscono questo accessorio non solo per la vita di tutti i giorni ma anche per praticare con il bambino attività sportive come il trekking. Basti pensare a Decathlon, che firma vari modelli di marsupio porta bebè dedicati agli appassionati di questo sport.
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Criteri di Scelta e Sicurezza: Un Babywearing Responsabile
Di fronte a questa enorme offerta, molto spesso i genitori si sentono spaesati, non sapendo quale sia (e se esista) una fascia porta bebè migliore di un’altra. La prima cosa da vedere, quando si decide di acquistare uno di questi supporti, è verificare che il tessuto della fascia o del marsupio abbia la certificazione OEKO-TEX®, un sistema di controllo per i prodotti tessili che certifica la loro eco compatibilità ambientale e l’assenza di sostanze nocive nei tessuti. Tutte le fasce sono composte da filati studiati per avere un buon sostegno quando si porta il bambino o la bambina (verificate bene la certificazione). Il materiale più comune è il cotone 100% o mix di cotone e altre fibre; vi consiglio invece di evitare i mix con fibra di bambù o canapa che possono conferire alla fascia un maggiore spessore o una maggiore durezza. Evitate inoltre i tessuti delicati come lana, seta, cachemire che possono essere difficili da lavare e non garantiscono un adeguato supporto al bambino.
Ponete riflessione, in fase di acquisto, alla fascia di età per cui i vari prodotti sono consigliati (se dalla nascita o dai mesi successivi, in genere quarto o quinto mese) e tenete anche conto del peso massimo che supporta in rapporto al ritmo di crescita del vostro bambino. Dipende: dal tipo di famiglia e di stile di vita, dal carattere del bambino, dall’età e dal suo peso, dal tipo di utilizzo (sporadico o per lungo tempo). I due fattori chiave da tenere sempre ben presenti in fase di scelta sono lo schienale - meglio se imbottito e abbastanza alto per sostenere la nuca - e la seduta larga che possa permette al piccolo di assumere la posizione più corretta, quella a M, non inferiore ai 20 cm.
La lunghezza della fascia ha un ruolo importante per una legatura corretta: ad esempio per corporature esili può essere sufficiente una lunghezza attorno ai 4,10 m, per corporature medie circa 4,60 m e per corporature più ampie o se utilizzata anche dal papà intorno ai 5,10 m. Verifica sempre se la fascia è universale oppure disponibile in taglie, e valuta la larghezza, la densità del tessuto e il peso massimo supportato indicati dal produttore.
Dopo aver valutato prioritariamente gli aspetti tecnici, badate anche all’estetica. In commercio ci sono tante fasce e marsupi coloratissimi e dal design ricercato e raffinato.In tanti anni di lavoro in questo settore, le mie consulenze di babywearing mi hanno portata a casa di molte famiglie, permettendomi di imparare a riconoscere le esigenze dei neogenitori e di scoprire quali sono le migliori fasce porta bebè e i supporti più apprezzati.Sul territorio italiano esistono diverse scuole di formazione per istruttori/istruttrici a cui affidarsi per imparare come indossare la fascia porta bebè e come portare rispettando la fisiologia di genitore e bambino. Si tratta di esperti a cui affidarsi anche per la scelta del prodotto da acquistare, tenendo sempre a mente l’unicità di ciascuna coppia genitore-figlio e l’impossibilità di riconoscere un supporto che possa essere valido per tutti.
Sicurezza nel Babywearing: Regole Fondamentali
Abbiamo visto i benefici che portare in fascia o con marsupio possono portare al bambino e anche alla mamma ma per far si che il babywearing sia effettivamente sano e sicuro è bene rispettare qualche piccola regola relativa alle posizioni in cui si porta. Portare è semplice e naturale, basta fare un po' d'attenzione e seguire queste semplici regole.
- Sicurezza prima di tutto! Chiudere sempre ogni legatura con doppio nodo. Non portare in fascia il proprio bambino in auto, né sulla bicicletta o altro mezzo. Prudenza sui mezzi pubblici, da utilizzare solo per brevi tragitti.
- Naso e bocca del bambino devono essere liberi da ostacoli! È fondamentale che la testa rimanga visibile, il mento leggermente sollevato e che nulla impedisca la respirazione.
- Garantire al piccolo una posizione fisiologica. Ciò vuol dire simmetrica, verticale dalla nascita e divaricata-seduta, con sederino più basso e ginocchia più in alto; bambino con testa ad “altezza bacio” - senza però intralciare la visuale del portatore - e sederino sempre al di sopra o a livello dell’ombelico del portatore, mai al di sotto; piedini paralleli al pavimento; nel neonato garantire la fisiologica cifosi (curvatura a C della colonna vertebrale).
- Aderenza del corpo del bambino portato con quello del genitore portatore, ricordando che vicinanza corrisponde a sicurezza.
- Legature con tessuto ben lavorato e teso al punto giusto, che sostenga la testa del piccolo e che sotto al sederino vada dall’incavo di un ginocchio all’altro.
- Una buona legatura lascia al portatore le mani libere.
- Evitare di portare i bambini “fronte mondo”, come invece è spesso suggerito da alcuni marchi di marsupi, dal momento che il piccolo o la piccola potrebbe assumere una posizione che non asseconda la curvatura fisiologica della schiena, con le gambette penzoloni e la stoffa della fascia che comprime i genitali. Anche per quanto riguarda il marsupio, la posizione corretta è viso a viso: è vero che il bambino può vedere il mondo se portato rivolto in avanti, ma il tessuto robusto del marsupio può comprimere i genitali e creare disagio al piccolo.
- Concedersi tempo e spazio. Mettersi in ascolto di sé per ascoltare l’altro. Portare è assai bello quanto impegnativo perché è prendersi carico di qualcuno fisicamente ed emotivamente.
Oltre il Portare: L'Importanza del Movimento Spontaneo
I bambini hanno sicuramente bisogno di contatto e protezione, ma è altrettanto importante permettere loro di fare esperienza del proprio corpo e delle proprie capacità attraverso il movimento spontaneo. Per questa ragione, è bene lasciarlo su una superficie sicura, come la culla o il tappeto gioco, perché possa sgambettare, portare alla bocca mani e piedini, cercare di trascinarsi e di rotolare. Anche questo fa parte del corretto sviluppo psicofisico del bimbo.
Per favorire lo sviluppo della muscolatura è importante fin da subito stimolare il piccolo con le corrette attività, come il Tummy time. Questo equilibrio tra il calore e la sicurezza del babywearing e la libertà del movimento spontaneo è la chiave per uno sviluppo armonioso. Come accade al seme, quando trova un terreno fertile che lo accoglie e viene nutrito pazientemente e con amore, così accade a un bambino: con i suoi tempi cresce, matura, sboccia, fiorisce e dona frutti.