Esplorazioni di Testo e Significato: Dalle Fiabe per Bambini alle Avanguardie Artistiche e alla Critica Sociale

Il significato e la sua trasmissione attraverso il testo rappresentano pilastri fondamentali della comunicazione umana, manifestandosi in una miriade di forme, dalle narrazioni che modellano l'immaginario infantile alle espressioni artistiche che sfidano le convenzioni, fino alla critica sociale veicolata dalla musica contemporanea. Questo articolo esplora come il "testo e significato" si articolino in ambiti apparentemente distanti ma profondamente interconnessi dalla loro funzione comunicativa e interpretativa. Dalla semplicità accessibile delle fiabe per i più piccoli alla complessità stratificata del pensiero avanguardista e all'urgenza dei messaggi sulle crisi globali, ogni forma di espressione offre una lente unica per comprendere il mondo e noi stessi.

La Forza Narrativa per i Più Giovani: Giacomino e il Fagiolo Magico

Le storie per bambini costituiscono uno dei primi e più importanti veicoli attraverso cui il "testo e significato" vengono veicolati, plasmando la comprensione del mondo nei più piccoli. Chi non conosce, almeno a grandi linee, la storia di Giacomino e del fagiolo magico? In questa versione edita da Uovonero, curata da Enza Crivelli, troviamo Giacominio, un giovane curioso, la gallina dalle uova d’oro, la pianta di fagioli che arriva fino al cielo, la coppia di orchi che abitano nel castello fra le nuvole.

Il libro contiene frasi semplici con lessico comprensibile. Il fatto che, attraverso le illustrazioni di Peppo Bianchessi, essa sia stata tradotta anche in simboli PSC (Picture Communication Symbols), rende la lettura accessibile a tutti, anche a chi inizia a leggere o chi fatica a cogliere il significato delle parole. Questa particolare attenzione alla comprensione del testo evidenzia l'importanza dell'accessibilità narrativa. Questo libro fa parte della collana Pesci Parlanti di Uovonero, che è composta da libri per l’infanzia adatti a chi fatica a leggere e comprendere il testo. I racconti di questi libri infatti sono scritti tramite simboli PCS, che rappresentano in immagini grafiche parole, frasi e concetti per rinforzare l’espressione e la comprensione. Ogni simbolo è racchiuso in un quadrato e identifica una parola o un concetto. L'iniziativa risponde a esigenze reali, come quella di un figlio che, pur iniziando la primaria con difficoltà di linguaggio, e di conseguenza di lettura e scrittura, è riuscito ad affrontare tutto con serenità grazie a tale approccio.

Giacomino e il Fagiolo Magico illustrazioni PCS

La Canzone come Specchio della Crisi Contemporanea: "Greta Thunberg - Lo stomaco" di Marracash e Cosmo

Il "testo e significato" trovano espressione anche nella musica contemporanea, diventando veicolo per la critica sociale e la riflessione su temi urgenti. Scheda scritta da Federico Agnetti, Francesca Alborno, Marta Andreoli del corso Scienze della Progettazione Gastronomica della Laurea Triennale UNISG in Scienze e Culture Gastronomiche. Il brano, tipologia canzone, è di Marracash e Cosmo, con data di uscita nel 2019 e genere Hip Hop / Rap, in lingua italiana.

“Greta Thunberg - Lo stomaco” dell’autore Marracash in compagnia di Cosmo è la quindicesima traccia di “Persona”, album pubblicato il 30 ottobre del 2019. Questo pezzo affronta il tema della crisi climatica, utilizzando la figura di Greta Thunberg, l’attivista svedese molto popolare, come simbolo della lotta contro il cambiamento climatico. Il testo trasmette un senso di pessimismo riguardo al futuro del pianeta. Ma Marracash esprime come, secondo lui, le azioni individuali come la raccolta differenziata non siano abbastanza incisive per risolvere il grande problema. L’autore utilizza metafore per descrivere la situazione ambientale e per criticare l’ipocrisia di alcune soluzioni superficiali e la nostra abitudine di ignorare i veri problemi, come quello ambientale, presenti nel mondo.

Un esempio è sicuramente questa forte metafora: “Distruggo il mio ambiente, bro, come i Rapa Nui (Right now). Sono un incosciente, quindi da’ retta a lui, ehi” per sottolineare la distruzione del pianeta da parte dell’uomo. Il testo di questo brano, con l’aggiunta della frase “Right here, right now” pronunciata dalla voce di Greta Thunberg, enfatizza ancor di più la gravità del problema e l’urgenza dell’azione. Anche Cosmo con la sua frase: “La mia razza si estingue” rafforza la necessità di cambiamento. Inoltre, nel ritornello con l’entrata di Cosmo si abbandona il pessimismo dando un po’ di speranza, cercando di trasmettere come le generazioni future potrebbero fare meglio di quelle precedenti e migliorare la situazione attuale. Il videoclip, cupo e riflessivo, come d’altronde anche quasi tutto il testo della canzone, rappresenta la scena in bianco e nero di un bambino che guarda una televisione non funzionante mentre mangia delle patatine dal sacchetto, lasciando libera interpretazione.

Marracash - GRETA THUNBERG - Lo stomaco ft. Cosmo

Il Dadaismo: Quando il Significato si Rivolta

La nozione di "testo e significato" è stata radicalmente messa in discussione e reinventata da movimenti artistici che hanno segnato la storia, come il Dadaismo. Questo movimento ha rappresentato un'epoca di profonda rivolta e rinegoziazione dei valori estetici e sociali.

Nascita di una Rivolta Estetica: Le Origini a Zurigo

Dada nacque dallo spirito di rivolta, che è comune alle adolescenze di tutte le epoche e che esige la completa adesione dell'individuo ai bisogni della sua natura più profonda, senza riguardi per la storia, per la logica o per la morale. Onore, patria, morale, famiglia, arte, religione, libertà, fraternità, tutto quel che vi pare: altrettanti concetti che corrispondono agli umani bisogni, dei quali non resta null'altro che scheletriche convenzioni, private ormai del loro significato primitivo: così nel 1951 Tristan Tzara, il teorico del movimento dada, metteva a fuoco, nell'introduzione al libro di Motherwell (v. Tzara, 1964; tr. it., p.). All'inizio del secolo, l'arte è più che mai interprete della crisi che investe la cultura occidentale: quella crisi che, nel campo storico, assume tragica evidenza con la guerra mondiale. Dall'espressionismo al cubismo, dal futurismo all'astrattismo tedesco, all'avanguardia sovietica: si succedono con ritmo frenetico riforme che postulano un cambiamento dell'arte nella società. Ma sarà il movimento dada ad arrivare alla negazione assoluta e radicale, alla liquidazione di un intero sistema estetico.

Dada nasce per caso, nella Svizzera neutrale, a Zurigo: intorno a un caffè letterario si raccoglie un gruppo eterogeneo di artisti e pensatori di varia provenienza (il filosofo tedesco Hugo Ball, il poeta rumeno Tristan Tzara, il pittore alsaziano Hans Arp…). È un gruppo di antimilitaristi e di anarchici, accomunati da un unico stato d'animo: la rivolta e la negazione della cosiddetta ‛civiltà' che in nome di un presunto razionalismo tende a giustificare la violenza della guerra. Si oppongono alla ‛ragione' sulla quale si articola il sistema dei valori istituzionalizzati della società attuale. Alla regola viene a sostituirsi l'eccezione: lo stesso termine dada nasce casualmente. Si dice che fu trovato sfogliando a caso il vocabolario, ma in rumeno significa ‛sì sì' e in francese ‛cavallo' nel linguaggio infantile, mentre Tzara lo ricollega a fonemi dell'Africa Nera. All'operazione artistica succede il lavoro estetico: il più delle volte l'arte viene declinata secondo la nozione di ‛antiarte'. È il ‛disordine necessario' auspicato da Rimbaud e teorizzato da Tzara. Si ripudia il progetto e l'oggetto, si torna al soggetto (al comportamento dell'artista, alle manifestazioni scandalistiche). Anche se già esistono studi storici e filologici su questi teorici dell'assurdo e del nulla, oggi dada è ancora un problema aperto. Si preferirà quindi affrontare i suoi protagonisti e le sue idee soprattutto come problemi. Si analizzeranno le figure dei protagonisti, non per un malinteso culto della personalità o per vincoli idealistici, ma perchè la vera novità apportata dal gruppo è la totale aschematicità, l'anarchia individualista.

Il 1 febbraio 1916, Hugo Ball apre un cabaret nel locale Meierei in un vecchio quartiere di Zurigo, promettendo al proprietario della birreria in cui è ospitato di incrementare gli affari con attività ‛artistiche'. Mentre infuria la guerra, la Svizzera neutrale è divenuta il rifugio di uomini liberi, e tra questi Ball sceglie i suoi compagni di strada. Arp gli fornisce quadri suoi e degli amici Arthur Segall e Otto van Rees, oltre che di Picasso. Marcel Janco espone rilievi policromi. Tzara partecipa all'attività letteraria. Richard Huelsenbeck si cimenta in declamazioni. Emmy Hennings, compagna di Ball, canta. Si assiste a sedute di poesia simultanea e musica negra, a mascherate collettive. Entra nel circolo Hans Richter, che diventerà il cronista del gruppo. Nascono le riviste: prima ‟Cabaret Voltaire" e poi ‟Dada" (1917-1918). Il credo di dada-Zurigo è sintetizzato da Ball (14 aprile 1916): ‟Il nostro Cabaret è un gesto. Ogni parola che qui viene detta o cantata, significa per lo meno un fatto: che questo tempo mortificante non è riuscito a imporci rispetto" (v. Ball, 1927, p. 85).

Dada artisti al Cabaret Voltaire

I Centri dell'Anarchia Artistica: La Diffusione del Dada

La complessa evoluzione di dada, le sue diverse tendenze a seconda dei centri in cui si è sviluppato, sono il corollario del suo antidogmatismo così Tristan Tzara nell'introduzione al libro di G. Hugnet (v., 1957; tr. it., p. 10) apre il suo consuntivo sulla vita del movimento.

Zurigo

A Zurigo si cerca una dialettica tra arte astratta e rivolta.

New York

A New York, dopo la grande mostra dell'Armory show (1913), si raccoglie intorno al fotografo Alfred Stieglitz un gruppo che, pur ignorando il lavoro di Zurigo, si muove sulla linea dada. Stieglitz ha un laboratorio di fotografia d'arte, poi apre una galleria denominata ‛291' dal numero civico della Fifth Avenue (organizza mostre di Rodin, Matisse, Toulouse-Lautrec, Rousseau, Cézanne, Picasso, i cubisti), infine pubblica le riviste ‟Camera work" e ‟291". Marcel Duchamp è a New York nel 1915, Francis Picabia espone da Stieglitz già nel 1913 e collabora alle sue iniziative; dalla Spagna arrivano Albert Gleizes e Arthur Cravan, Man Ray giunge da Philadelphia. Un personaggio particolare, assunto poi a simbolo di dada, è Cravan, un avventuriero che scomparirà nel nulla dopo il gesto clamoroso della sfida al campione mondiale dei pesi massimi (23 aprile 1916). Provenienti da tre latitudini diverse, i tre artisti si ritrovano a New York: l'incontro è decisivo per gli sviluppi di dada. I due ‛padri pellegrini' europei, dopo la prova generale dell'Armory show, portano nel continente vergine per l'arte le loro invenzioni a catena. L'americano sperimenta, dietro il loro esempio, tecniche nuove o casuali, per seguirli poi a Parigi. Marcel Duchamp è diventato un mito dell'arte contemporanea.

Germania

In Germania, il clima è più rovente anche per la mutata atmosfera politica. Nel primo discorso dadaista di Huelsenbeck (1918) si rivendica ai movimenti d'avanguardia lo strumento espressivo del ‛manifesto'. Viene messa a punto la nuova tecnica del fotomontaggio, si perfeziona la poesia astratta e tipografica. Manifestazioni e spettacoli si susseguono a Berlino, Lipsia, Praga, soprattutto tra il 1918 e il 1919, prima dei malintesi e litigi (l'ultimo fronte comune è la ‛Prima fiera internazionale dada' del 1920). L'ambiente si distingue per l'impegno politico: confuso agli inizi (da notare lo strano telegramma di adesione all'impresa dannunziana di Fiume), poi rovente e rivoluzionario. A Berlino si fa un'arte politica e di propaganda. A Colonia e Hannover si sceglie la via dell'humor.

Fotomontaggio dadaista Berlino

Parigi

Dal 1919 il baricentro si sposta a Parigi. I rapporti si possono antedatare perché sono di linea dadaista le riviste ‟Nord Sud" di P. Reverdy e ‟Sic" di P. A. Birot; alcuni, come Aragon, Breton, Soupault, collaborano alla rivista ‟Dada" già nel 1918 (alla rivista ‟Littérature" diretta dai tre scrittori collabora anche Tzara); Picabia pubblica a Parigi il numero 9 della sua rivista ‟391" e diventerà poi l'animatore del gruppo, insieme a Tzara. Gli spettacoli e le azioni scandalistiche (antiborghesi, antiletterarie, antiartistiche) si moltiplicano: dal Primo venerdì di ‟Littérature" (3 gennaio 1920) al pamphlet Dada soulève tout del 1921, dalle Excursions et visites dada (si tiene solo la prima, nel 1921) al Procès Barrès nel maggio 1921 (un attacco, ma ‛serioso', alla cultura ufficiale). È quest'ultima occasione a dividere il movimento in tre tendenze che fanno capo a Breton, Tzara, Picabia: in realtà, la confusione è al limite (anarchia o solidarietà operaia? individualismo o fronte dell'avanguardia?). Le riviste si moltiplicano: oltre a ‟391", Picabia pubblica ‟Cannibale" e ‟Philaou-Thibaou", P. Dermée pubblica ‟Z", Tzara continua la rivista zurighese con ‟Bulletin dada", nasce la fortunata ‟Littérature" cui collaborano tutti (in opposizione al famoso verso di Verlaine, il gruppo dichiara di interessarsi a tout le reste). Emerge di prepotenza Breton, in un gruppo che agisce e reagisce a seconda dei malumori personali o delle casuali idiosincrasie: sono noti gli scontri tra Breton e Tzara e Picabia, ma quasi tutti cercano, deliberatamente, posizioni diverse (alle manifestazioni partecipano anche P. Éluard, R. Radiguet, J. Cocteau, E. Satie, D. Milhaud, R. Le mostre più notevoli sono di Picabia, di Ernst, di Man Ray (giunto da New York). In questa atmosfera tesa, si apre il Congresso internazionale per la determinazione delle direttive e per la difesa dello spirito moderno: un fallimento per dada. La polemica trascende fino alla rottura clamorosa. A Parigi dada è ‟antifilosofico, nichilista, scandaloso".

Altri Centri Europei

Negli altri centri europei, dada non arriva con la sua forza blasfema e catalizzante: aleggia appena come un fantasma. Raggiunge l'Ungheria, la Iugoslavia, l'Olanda (per un certo periodo, il teorico di De Stijl, Th. van Doesburg, si può definire dadaista).

Idee e Ideologia: La Negazione come Metodo

Il Dadaismo non fu solo un movimento artistico, ma una vera e propria filosofia della negazione che mirava a ridefinire il "testo e significato" nell'arte e nella vita.

Anarchia e Nichilismo di Hugo Ball

Il teorico di dada a Zurigo è Hugo Ball: la sua ideologia è l'anarchia assoluta, è il trionfo della negazione. Le sue idee sono state fortunatamente divulgate dalla sua compagna Emmy Hennings che ne pubblicò il diario (Die Flucht aus der Zeit, 1927). Ball si interessa di tutti i letterati e gli artisti compromessi con la vita, al punto di confondere i vitalisti sfrenati con gli esteti dell'arte per l'arte (Baudelaire, d'Aurevilly, Wilde, Nietzsche). Per un nichilista accanito, etica e idealismo vanno messi all'indice: ‟Kant, questo è il nemico mortale al quale tutto fa capo: con la sua teoria della conoscenza ha messo tutto in mano all'intelletto e al potere. Egli ha sollevato a ragione e a imperativo categorico, al quale tutto deve sottomettersi, la ragion di Stato prussiana. La sua massima più alta suona: la ragione deve essere accettata a priori; di qui non si sfugge. Questa è la caserma della sua potenza metafisica" (v. Ball, 1927, p. 14). I precursori del pensiero negativo di Ball saranno da trovare in Novalis e nei romantici, nel mondo come volontà e rappresentazione di Schopenhauer, nell'anarchia dell'anarchia di Nietzsche, nel crepuscolo degli dei di Wagner. In un appunto del giugno 1916, Ball fissa le coordinate della nuova ricerca: fiducia nello straordinario e nell'assurdo, metodo ludico e primitivismo, anti-natura, amore per la parologia. Il sistema è comunque nemico: ‟l'artista dada sa che il mondo dei sistemi è andato in frantumi e che un tempo che tende al pagamento in contanti ha aperto il commercio all'ingrosso delle filosofie sdivinizzate" (ibid., p. 92). La teoria di Ball arriva a prevedere il superamento dello ‛stile di vita' di un Wilde o di un Baudelaire addirittura attraverso l'ascesi e la vita cristiana: ‟Il demoniaco non distingue più il dandy dalla banalità. Per distinguersi meglio bisogna diventare dei santi" (ibid., p. 16).

Il Contributo di Tristan Tzara

Un altro letterato continua il lavoro teorico di Ball: è il rumeno Sami Rosenstok (poi noto come Tristan Tzara) giunto a vent'anni a Zurigo per studiare matematica. Alla prima manifestazione dada del 1916 legge il Manifesto del signor Antipyrine: seguono i manifesti del 1918, 1919, 1920 (Proclama senza pretesa, Manifesto Tristan Tzara, Manifesto sull'amore debole e l'amore amaro). Tzara si muove su un filo d'equilibrio teso sul nulla, si proclama contro il futuro e contro l'umanità com'è, contro la morale e l'arte ridotta a merce. Crede soltanto in quello che si può dire con una negazione, ma crede anche in un lavoro estetico materialista (‟Il pensiero si fa nella bocca"). ‟Non ci sono leggi, qualunque atto ci è consentito, impieghiamo ogni mezzo" dichiara: ed è logico che si occupi di artisti come Arp e Picabia e Man Ray, di poeti già mitici come Apollinaire, di fenomeni come l'arte negra. Il suo linguaggio è svagato e insieme graffiante: nella sua pagina, uno sberleffo vale come una sottile immagine lirica, una metafora incomprensibile come un anatema antiborghese. Il poeta teorico, che ha avuto il merito di allargare i confini portando dada a Parigi, qualifica ‛romantica' l'esperienza di quegli anni, quasi una sintesi tra ideologia rivoluzionaria e rivoluzione poetica. ‟Dada ha tentato non tanto di distruggere l'arte e la letteratura, quanto l'idea che se ne aveva. Ridurre le loro frontiere rigide, abbassare le altezze immaginarie, rimetterle alle dipendenze dell'uomo, alla sua mercé, umiliare l'arte e la poesia, significa assegnare loro un posto subordinato al supremo movimento che non si misura che in termini di vita". Così Tzara, nell'introduzione al libro di Hugnet (v., 1957; tr. it., p. 7).

Altri Protagonisti e Tecniche

Il Dadaismo è stato animato da figure centrali come Duchamp, Picabia, Man Ray, Arp, Richter, Schwitters, Ernst. Le idee e ideologie si manifestavano attraverso l'anarchia e il nichilismo, il primitivismo, l'uso del caso, la provocazione, il metodo meccanico, le tecniche sperimentali e una risonanza esistenzialista. Marcel Duchamp, in particolare, è diventato un mito dell'arte contemporanea.

Dada e le Avanguardie: Tra Confronto e Evoluzione

Con la sua dottrina nichilista, il movimento dada si atteggia a liquidatore di tutte le dottrine artistiche, e soprattutto del futurismo che predicava una cieca fiducia nel progresso. Ma, almeno all'inizio, i futuristi sono accolti come precursori: nelle serate del Cabaret Voltaire come nel fascicolo omonimo, si possono trovare le tavole parolibere di F. T. Marinetti, F. Cangiullo, P. Buzzi, C. Govoni. È Ball a chiamare a Zurigo i rappresentanti delle avanguardie, qualificando anzi il dada come ‟sintesi delle moderne tendenze artistiche e letterarie". Anche Schwitters si dichiara seguace di certi atteggiamenti futuristi: nel metodo materialista del collage ma anche nella poesia fonetica (‟Da Marinetti riprendemmo il rumorismo, il concerto rumorista"). Molti altri atteggiamenti sono comuni al movimento italiano, anche perché fanno parte del meccanismo di un'atteggiamento d'avanguardia: soprattutto, la necessità di provocare la borghesia con manifestazioni improvvisate (il Cabaret Voltaire è la continuazione delle serate futuriste) e l'esigenza di affidare le proprie idee al manifesto (la pubblicità resta il grande mito del nostro tempo, v.).

All'inizio degli anni venti, i protagonisti del movimento appaiono sempre più ribelli ed eccitati: la nascita del surrealismo da un filone di dada non indica il lento spegnersi di quell'atteggiamento ma proprio la sua esaltazione. Nel 1924 tutti i protagonisti di dada passano al surrealismo: non c'è altro che un cambio della guardia al vertice, Breton al posto di Tzara. La nuova piattaforma ideologica fa sue tutte le posizioni dada e vi aggiunge nuovi interessi: dall'onirismo all'automatismo, dalla psicologia (e anzi psicanalisi) all'esoterismo. Duchamp, Man Ray, Picabia, Ernst, Arp: sono i primi a seguire Breton, il quale in pochi anni riuscirà a mettere a punto un codice che sembra rivoltarsi contro le stesse premesse dada. Per esempio, è nuovo e decisivo l'engagement politico, dopo l'anarchia di Zurigo e di New York. La fine del movimento ha una sua logica: ‟Mettendo volontariamente fine alla propria attività, dada ha dato la prova che, se l'esperienza si giustificava, la sua continuazione, una volta raggiunto il punto di saturazione, sarebbe stata la negazione pura e semplice della sua natura profonda" (ibid., p. 10).

Manifesto Dada

tags: #fagio #fagiolina #canzoncina #bambini