Emorroidi in Gravidanza: Guida Completa alla Cura e al Sollievo per le Future Mamme

Le emorroidi in gravidanza colpiscono la maggior parte delle future mamme e rappresentano una problematica piuttosto comune. Questo disturbo, per quanto fastidioso, è completamente normale durante la gestazione e, soprattutto, esistono diverse soluzioni efficaci per alleviarlo. Se sei incinta e stai affrontando questo disturbo, non sei sola, poiché le statistiche parlano chiaro: tra il 25% e il 35% delle donne sviluppa emorroidi durante la gravidanza, con alcune fonti che stimano una percentuale ancora più alta, fino all'80%. Non è da escludere, però, che questa condizione possa manifestarsi anche in altre fasi della vita.

Avere le emorroidi in gravidanza, di per sé, non rappresenta un grosso problema se consideriamo che circa il 30-40% delle donne in stato interessante ne soffre. Le emorroidi, solitamente, cominciano a comparire intorno al terzo mese di gravidanza e si protraggono fino a circa un mese dopo il parto. Il nostro obiettivo è aiutarvi ad affrontare le emorroidi in gravidanza con maggiore serenità e consapevolezza. Parleremo insieme di tutto ciò che dovete sapere: dai rimedi naturali alle creme per emorroidi in gravidanza, dalle strategie preventive alle tecniche di sollievo immediato.

Cosa Sono le Emorroidi e Come si Manifestano in Gravidanza

Le emorroidi sono vene dilatate che si trovano all'interno o all'esterno dell'ano. Sono cuscinetti di tessuto vascolarizzati localizzati nella porzione terminale del retto, in prossimità dell'ano. La malattia emorroidaria in gravidanza è causata dall'infiammazione dei cuscinetti vascolarizzati del retto. Si tratta di una problematica piuttosto comune che potrebbe verificarsi anche durante una gravidanza. A seconda della loro origine, le emorroidi si distinguono in interne, posizionate nei 2/3 superiori del canale anale, ed esterne, ovvero situate nel terzo inferiore del canale anale (possono interessare anche l’orifizio anale esterno). La malattia emorroidaria durante la gravidanza può colpire sia le emorroidi interne che esterne. La differenza è determinata solo dalla loro posizione, rispettivamente al di sopra o al di sotto della linea dentata.

Le emorroidi si manifestano quando le vene emorroidali, dilatandosi eccessivamente, perdono la capacità di rimanere nella loro sede naturale all’interno del canale anale e prolassano al di fuori dell’ano; di conseguenza perdono la loro funzione di contribuire alla continenza delle feci. Le emorroidi si presentano quando le vene varicose che si formano lungo il canale anale fuoriescono dalla loro sede fisiologica e arrecano fastidio e dolore, che si accusa soprattutto quando si sta sedute o si resta per diverso tempo alzate.

Tipi di emorroidi: interne ed esterne

Le Cause Principali delle Emorroidi Durante la Gravidanza

Perché questo problema è così diffuso durante i nove mesi? Le cause delle emorroidi in gravidanza dipendono da diversi fattori ma sono in ogni caso tutte fisiologiche e normalmente presenti in ogni gestazione.

Aumento della Pressione nella Zona Pelvica

Uno dei fattori principali che causa le emorroidi in gravidanza è l'aumento della pressione nella zona pelvica. Durante la gravidanza, si verifica sulla zona pelvica e sull’intestino un aumento di pressione che può rallentare il ritorno venoso e comprimere i vasi sanguigni presenti nella parte bassa dell’apparato digerente. L'utero che si espande esercita una forte pressione sulle vene della pelvi, in particolare sulle vene rettali e anali. Questo fenomeno si intensifica soprattutto negli ultimi mesi di gestazione, quando il feto è più grande e occupa maggiore spazio nell'addome materno. Di conseguenza, il deflusso del sangue viene ostacolato e le pareti venose si sfiancano, creando le condizioni ideali per lo sviluppo delle emorroidi. Inoltre, l'utero gravido schiaccia la vena porta, compromettendo ulteriormente la circolazione e favorendo il ristagno del sangue nella zona anale. Le emorroidi, infatti, tendono a peggiorare soprattutto negli ultimi mesi della gestazione quando il peso del feto aumenta notevolmente. Con l’avanzare della gravidanza, il feto cresce e inizia a esercitare una pressione sempre maggiore sulla zona pelvica e sull’intestino. Il peso extra dato dalla presenza del feto comprime le vene che si trovano nel tratto anale, ostacolando il normale flusso sanguigno. Di conseguenza, il sangue tende a ristagnare e ad accumularsi nelle vene, le quali finiscono per gonfiarsi e causare le emorroidi.

Cambiamenti Ormonali

I cambiamenti ormonali giocano un ruolo fondamentale nella comparsa delle emorroidi. Durante la gravidanza, i livelli di estrogeni e progesterone possono aumentare fino al 200%. In particolare, il progesterone causa un rilassamento delle pareti venose, rendendole più inclini al gonfiore e alla dilatazione. Questo ormone è necessario per sostenere la gravidanza, ma ha l'effetto collaterale di indebolire i tessuti vascolari. Durante la gravidanza, il volume di sangue nel corpo aumenta al fine di poter garantire un adeguato supporto al feto. Ciò impone un maggiore sforzo alle vene, le quali devono lavorare più intensamente per far circolare il sangue. Quando il ritorno venoso è rallentato, specie nelle aree più soggette a pressione come il retto, potrebbero crearsi le condizioni per la comparsa delle emorroidi. L’azione del progesterone, ormone dall’azione miorilassante indispensabile durante la dolce attesa, può causare un impigrimento dell'intestino.

Stitichezza

La stitichezza rappresenta un fattore aggravante che contribuisce significativamente allo sviluppo delle emorroidi in gravidanza. C'è una correlazione tra insorgenza delle emorroidi durante la gravidanza e stitichezza. Nei primi mesi, parte dell'acqua contenuta nel colon viene utilizzata per la maggior produzione di urina, causando una disidratazione delle feci che diventano più difficili da espellere. Con il progredire della gravidanza, le funzionalità intestinali rallentano, rendendo ancora più difficoltosa la defecazione. La difficoltà nell'eliminazione delle feci dure aumenta la pressione sulla zona anale durante l'evacuazione, irritando ulteriormente le vene già compromesse. Inoltre, gli sforzi profusi durante l'evacuazione accentuano ulteriormente tale pressione, favorendo il rigonfiamento delle vene e la comparsa delle emorroidi. Ne può derivare la stitichezza che corrobora la fuoriuscita delle emorroidi per lo sforzo che si esegue durante la defecazione. La combinazione di questi tre fattori: pressione pelvica, cambiamenti ormonali e stitichezza sono la spiegazione perché le emorroidi sono così comuni durante la dolce attesa.

Tutto sulle EMORROIDI in gravidanza e nel post parto

Riconoscere i Sintomi delle Emorroidi in Gravidanza

Riconoscere i sintomi delle emorroidi durante la gravidanza è fondamentale per affrontarle tempestivamente. Infatti, questo disturbo si manifesta in modi diversi (internamente o esternamente) e con intensità variabile a seconda della fase della gestazione. Le emorroidi iniziano spesso con sintomi lievi che possono intensificarsi col progredire della gravidanza. I segnali più comuni includono dolore pungente durante la defecazione, prurito anale, senso di gonfiore, indolenzimento e possibile sanguinamento. I sintomi delle emorroidi in gravidanza possono essere prurito, fastidio e bruciore anale, oltre a poter avvertire dolore con l'evacuazione delle feci.

I sintomi più comuni che possono manifestarsi sono:

  • Prurito anale o all'interno/intorno all'ano
  • Sensazione di corpo estraneo nella zona anale
  • Bruciore e dolore durante la defecazione
  • Gonfiore e tumefazione dell'area anale
  • Forti dolori causati dalla fuoriuscita dall'ano di un'emorroide interna (prolasso emorroidario)
  • Sangue nelle feci o sulla carta igienica utilizzata dopo l'evacuazione

Il dolore può diventare così invalidante da limitare le normali attività quotidiane, compromettendo persino il riposo notturno. Quando i sintomi interferiscono con la tua qualità di vita o hai necessità di capire come sgonfiare emorroidi esterne in gravidanza è il momento di considerare opzioni di trattamento. Il sanguinamento delle emorroidi è un sintomo comune che non genera preoccupazione se rientra nei primi 7 giorni. In genere si manifesta dopo l'evacuazione, con tracce di sangue rosso vivo sulla carta igienica o nelle feci. Avere le emorroidi sanguinanti spesso porta a sanguinamento dopo l'evacuazione, con tracce di sangue di un colore rosso acceso.

È bene specificare che è possibile soffrire di emorroidi in gravidanza anche in assenza di segnali da parte dell'organismo. La buona notizia è che le emorroidi in gravidanza non sono pericolose per il bambino. Nella maggior parte dei casi, i sintomi diminuiscono spontaneamente poco dopo il parto. Tuttavia, se i sintomi diventano particolarmente fastidiosi, è importante non esitare a parlarne con il vostro medico.

Sintomi comuni delle emorroidi in gravidanza

Quando Consultare un Medico

È consigliabile consultare un medico in caso di sanguinamento abbondante o persistente (per escludere altre cause), dolore intenso improvviso (potrebbe indicare una trombosi emorroidaria), sintomi che non migliorano con i rimedi casalinghi entro una settimana, o se si tratta di emorroidi mai avute prima della gravidanza. Conviene, al contrario, rivolgersi quanto prima al proprio medico in caso di sangue nelle feci. Rivolgerti immediatamente al proctologo se noti: sanguinamento abbondante o persistente (per escludere altre cause), dolore intenso improvviso (potrebbe indicare una trombosi emorroidaria), sintomi che non migliorano con i rimedi casalinghi entro una settimana.

Diagnosi delle Emorroidi in Gravidanza

Nella maggior parte dei casi, il medico potrebbe essere in grado di diagnosticare le emorroidi in gravidanza semplicemente prestando attenzione ai sintomi indicati dalla paziente. Per una diagnosi più accurata e precisa è necessario rivolgersi ad uno specialista, come ad esempio un proctologo, il quale potrebbe procedere a ispezionare l'ano, procedura utile per riscontrare l'eventuale presenza di emorroidi esterne. Per diagnosticare le emorroidi interne, invece, potrebbe essere utile eseguire un'esplorazione rettale. Qualora vi sia l'esigenza di osservare in maniera ancora più approfondita l'interno del retto è possibile procedere con un'anoscopia o una sigmoidoscopia. Queste procedure potrebbero certamente causare qualche fastidio ma non sono dolorose né tantomeno dannose per il feto.

Rimedi e Trattamenti per le Emorroidi in Gravidanza

Quando si hanno le emorroidi in gravidanza, sembra scoraggiante capire come farle rientrare durante la dolce attesa, ma migliaia di mamme hanno trovato sollievo con rimedi efficaci raccontandoci la loro esperienza. Vediamo insieme quali sono le soluzioni che realmente funzionano.

Rimedi Naturali e Stile di Vita

I rimedi naturali più utili da prendere in considerazione sono senza dubbio legati alla prevenzione. Seguire questi passi previene e migliora le emorroidi nell'80% delle donne in gravidanza:

  • Alimentazione e Idratazione: Aumentare il consumo di frutta, verdura e cereali integrali. Assumere circa 25-30 grammi di fibre al giorno. Bere almeno 2 litri d'acqua al giorno e mantenere un'idratazione adeguata (almeno 1,5 litri d'acqua al giorno). L'incremento di fibre nella propria alimentazione può rivelarsi un valido rimedio per favorire la risoluzione o prevenire il problema. In questo senso, pertanto, è utile consumare frutta, verdura ed eventualmente altri alimenti che siano in grado di apportare buone quantità di fibre, unitamente ad un abbondante consumo di acqua che consente non solo di mantenere l'organismo ben idratato, ma anche di ammorbidire le feci. I cibi piccanti (ad esempio, conditi con pepe, peperoncino, ecc.) e gli alimenti nervini come il caffè, che tuttavia andrebbero comunque limitati durante la gestazione, dovrebbero essere evitati.
    • DIETA CONSIGLIATA: Dieta ricca di fibre (frutta, verdura, cereali integrali).
    • DIETA SCONSIGLIATA: Cibi irritanti, astringenti e lassativi.

Piramide alimentare per una dieta ricca di fibre

  • Attività Fisica Leggera: Camminare, nuotare o fare yoga. Un’altra buona pratica da seguire per prevenire e alleviare le emorroidi esterne in gravidanza è svolgere una leggera e costante attività fisica, che favorisca la circolazione sanguigna, la naturale regolarità intestinale e che rafforzi i muscoli del bacino e del pavimento pelvico in vista del parto. È benefica anche un minimo di attività motoria, che corrobora la peristalsi, oltre a stimolare in generale il circolo sanguigno.

    • Esercizi di Kegel: Aiutano a rafforzare i muscoli del pavimento pelvico.
    • POSIZIONI YOGA CONSIGLIATE: Posizioni (o asana) sedute e in piedi, per rafforzare i muscoli delle gambe, soprattutto nel primo trimestre.
    • POSIZIONI YOGA DA EVITARE: Posture supine o invertite, soprattutto dal secondo trimestre fino a fine gravidanza.
  • Igiene e Bagni: Mantenere pulita l'area anale dopo ogni evacuazione. Per il sollievo immediato, molte mamme trovano beneficio con semplici rimedi fai da te, come bagni in acqua tiepida (mai bollente o fredda, che peggiorano il problema). Semicupi (con qualche goccia di olio essenziale di lavanda o tea tree oil). Ottenere sollievo dalle emorroidi alcuni autori consigliano di fare un bagno in acqua calda (non bollente) o di fare impacchi con acqua caldo-tiepida. Può essere utile fare degli impacchi caldo umidi dopo l’evacuazione per limitare la sensazione dolorosa delle emorroidi in gravidanza. Toilette training: se durante l’evacuazione si prova dolore, perché lo sfintere anale fa fatica a rilassarsi (sfintere ipertonico) prima di evacuare, possono essere fatti dei semicupi, immergendo la parte in acqua calda sopra i 37 gradi, per indurre un rilassamento della zona troppo contratta. Inoltre, occorre lavare la zona con detergenti specifici per il problema, a base di molecole idratanti e lenitive. Tra i rimedi naturali per le emorroidi e per alleviare il fastidio, sono utili i lavaggi con acqua tiepida, anche se non hanno alcuna azione curativa. È assolutamente da evitare il contatto con acqua troppo calda, che fa aumentare la vasodilatazione e aumenta l'afflusso di sangue, ma anche quello con acqua troppo fredda: è vero che quest’ultima provoca una retrazione momentanea delle emorroidi, ma poco dopo la congestione è probabile che aumenti.

Trattamenti Topici e Farmacologici

Per quanto riguarda i trattamenti topici è fondamentale consultare sempre il medico prima dell'utilizzo. L'utilizzo di emollienti per le feci, di farmaci o prodotti per favorire l'evacuazione o per avere sollievo dai sintomi della malattia emorroidaria (ad esempio, pomate a base di anestetici locali) andrebbe evitato a meno che non sia il medico a prescriverlo in quanto lo ritiene assolutamente necessario, ma solo dopo aver fatto un'attenta valutazione del rapporto esistente fra i benefici attesi per la madre e i potenziali rischi per il feto.

  • Creme e Pomate: A livello locale è possibile applicare pomate lenitive e antinfiammatorie, come quelle contenenti cortisone, oppure principi lievemente anestetici per ridurre il dolore, o ancora con bioflavonoidi, che esplicano un'azione anticoagulante in caso di leggera trombizzazione. Le formulazioni più sicure sono a base di Tea tree oil, Rusco, Aloe vera. Una pomata con hamamelis, una pomata di calendula con due gocce di Amaro Svedese o una pomata all’ossido di zinco con funzione calmante possono essere utili. Il gel di aloe vera può servire a calmare l’infiammazione e a diminuire il sanguinamento. L’uso topico di composti a base di colostro (una applicazione per tre volte al giorno) è risultato essere molto efficace grazie alla presenza di immunoglobuline, citochine, lisozima, lattoferrina e grazie alle sue proprietà batteriostatiche. Ottimi anche preparazioni e pomate che contengono flavonoidi e i derivati dell’ippocastano, anche con terapia associata locale e orale, perché migliorano il tono della muscolatura liscia che forma i vasi sanguigni.

  • Integratori: È consigliato ed è importantissimo consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi farmaco in gravidanza, specialmente se la situazione è più grave, con dolore intenso, in quanto un professionista può consigliare terapie adatte al proprio caso, come gli integratori alimentari che possono favorire la riduzione della coagulazione del sangue o veri e propri farmaci anticoagulanti. Uno studio ha evidenziato i benefici dell’assunzione di rutoside con un significativo miglioramento della sintomatologia. Si tratta di un glicoside flavonoico presente in alcune piante appartenenti a diverse famiglie, soprattutto le Rutacee, dalle quali prende il nome.

  • Prodotti Specifici:

    • Emorcalm: La crema emorroidi in gravidanza più consigliata è Emorcalm, specificamente formulata per il trattamento delle emorroidi. Va applicata ogni volta che se ne sente la necessità, preferibilmente dopo ogni evacuazione e un'accurata detersione della parte interessata. Emorcalm ha già aiutato centinaia di donne in gravidanza ad alleviare i fastidi causati dalle emorroidi, ma ogni situazione è diversa e richiede un piano terapeutico personalizzato. Prima di utilizzare qualsiasi crema, compresa Emorcalm, è sempre fondamentale consultare il proprio medico.
    • Proctolyn Integra Plus: Integratore alimentare a base di diosmina, ruscus aculeatus, rutina e vitis vinifera, efficace nei casi in cui bisogna favorire la circolazione venosa del plesso emorroidario e del microcircolo degli arti inferiori, oltre a sostenere il fisiologico trofismo dei tessuti e supportare la parete vasale.
    • Proctocare® Crema Dermovitamina: Crema efficace come coadiuvante nel trattamento dei disturbi che affliggono il canale ano-rettale, quali la sindrome varicosa emorroidaria, utile anche per il controllo della sintomatologia a essa relativa e nei processi di normalizzazione e riparazione della mucosa anale.
    • Anurex: Prodotto che apporta sollievo immediato dalle emorroidi attraverso il trattamento crioterapico delle stesse e delle ragadi anali. Allevia l’infiammazione e il bruciore oltre a lenire il dolore anale e l’eventuale gonfiore.
    • Preparazione H: Prodotto indicato per trattare emorroidi esterne ed emorroidi interne non complicate e ragadi anali.
  • Principi Attivi Naturali Rilevanti:

    • L’Esperidina è un attivo storico impiegato nel trattamento della malattia emorroidaria, ma la sua origine può essere differente a seconda della varietà di pianta impiegata: il Citrus Sinensis oppure il Citrus Aurautium.
    • Il Rusco estratto dalla pianta del Ruscus, aumenta il tono dei vasi venosi, favorisce la circolazione sanguigna ed esibisce un’azione antinfiammatoria.
    • La Boswellia Serrata, una pianta originaria dell’India, contiene gommoresine e oleoresine, ricchi di acidi boswellici ad azione antinfiammatoria e analgesica.

Abbigliamento Adeguato e Posizioni

Non sottovalutiamo l’importanza di un abbigliamento adeguato alla nostra condizione di gestanti, soprattutto per quanto riguarda la biancheria intima: sia per arginare il fastidio doloroso della malattia emorroidaria, sia per prevenirne l’insorgenza, sarà necessario scegliere indumenti comodi, che agevolino i nostri movimenti e non comprimano la fascia pelvica. Ricordiamo di non trascorrere troppo tempo sedute e di utilizzare validi cuscini ortopedici per emorroidi esterne, in modo da alleggerire il peso sulla zona ano-rettale, già gravata dal feto.

  • ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO: Fibre naturali (cotone, seta, lino, lana), biancheria di colore bianco.
  • ABBIGLIAMENTO SCONSIGLIATO: Fibre sintetiche (poliestere, elastan, polipropilene), tessuti colorati.

Testimonianze di Mamme Reali

Le testimonianze di mamme con emorroidi in gravidanza che hanno utilizzato Emorcalm, così come altri approcci, mostrano l'efficacia delle diverse strategie."All'inizio del terzo trimestre, il fastidio era diventato insopportabile e dovevo sapere come curare le emorroidi in gravidanza" racconta Maria, 32 anni, alla sua prima gravidanza. "Il mio ginecologo mi ha suggerito una combinazione di rimedi: aumentare l'assunzione di fibre, praticare esercizi per il pavimento pelvico e applicare Emorcalm con tea tree oil e rusco. Per alleviare immediatamente il dolore, facevo semicupi con acqua tiepida ogni sera. In due settimane il problema si era notevolmente ridotto, e sono riuscita ad affrontare il resto della gravidanza senza quel fastidioso disagio."

"Alla 38ª settimana di gravidanza, proprio quando pensavo di aver superato tutto il peggio, sono comparse le emorroidi. Dolore, prurito, e quella fastidiosa sensazione di peso… Mi sentivo sconfortata. Avevo paura anche all’idea di partorire in quello stato. Per fortuna la mia ostetrica mi ha rassicurata: sì, si può partorire con le emorroidi, e non sono la sola! Ho usato Emorcalm per calmare i sintomi e ho trovato un grande sollievo. Il parto è andato bene, e dopo qualche settimana anche le emorroidi sono regredite."

"Durante il secondo trimestre ho iniziato a soffrire sia di emorroidi che di ragadi anali. Non riuscivo più a stare seduta a lungo e avevo sempre quella sensazione di disagio. Dopo varie ricerche online e confronti con altre mamme, ho iniziato a usare impacchi freddi e una dieta più ricca di fibre. Lenitiva, rinfrescante, e sicura in gravidanza. Dopo pochi giorni i sintomi si sono attenuati sensibilmente."

"Avevo già qualche piccolo problema di emorroidi prima della gravidanza, ma con il pancione la situazione è peggiorata. La pressione del bambino rendeva tutto più difficile, e temevo tantissimo il momento del parto. Mi domandavo: si può partorire con le emorroidi senza peggiorare la situazione? La ginecologa mi ha tranquillizzata, dicendomi che è una condizione comune e gestibile. Con alimentazione corretta, camminate leggere e una buona igiene locale, ho affrontato il parto senza complicazioni gravi. Dopo, con pazienza e cure mirate, tutto è rientrato nella norma."

Emorroidi Trombizzate in Gravidanza: Trattamenti e Prevenzione

Le emorroidi trombizzate in gravidanza rappresentano una preoccupazione concreta per molte future mamme. Circa il 7,9% delle trombosi emorroidarie si verifica nel terzo trimestre, mentre ben il 91% compare entro poche ore dal parto. Durante questo periodo, l'utero ingrossato esercita una pressione significativa sulle vene pelviche, rallentando il ritorno venoso e favorendo la stasi ematica.

Il trattamento delle emorroidi trombizzate durante la gravidanza è principalmente conservativo e mirato al sollievo dei sintomi. Ecco quali sono i rimedi per le emorroidi trombizzate in gravidanza:

  • Bagni tiepidi nella zona anale per ridurre l'infiammazione.
  • Applicazione di impacchi freddi per alleviare il gonfiore.
  • Mantenere l'area pulita e asciutta.
  • Utilizzo di salviette contenenti amamelide per la detersione.
  • Nei casi più gravi, è possibile l'incisione del gavocciolo sotto anestesia locale.

Il periodo post-parto presenta rischi significativi, con il 20% delle trombosi emorroidarie che si manifestano proprio in questa fase. La prevenzione risulta quindi fondamentale. Segui i seguenti consigli per prevenire le emorroidi trombizzate, specialmente dopo il parto:

  • Idratazione adeguata (almeno 1,5 litri d'acqua al giorno).
  • Attività fisica leggera come camminare o esercizi per il pavimento pelvico.
  • Evitare di trattenere lo stimolo della defecazione.
  • Dieta ricca di fibre (frutta, verdura, cereali integrali).

Durante questo periodo delicato, molte donne tendono a trascurare questi sintomi concentrandosi esclusivamente sul neonato, ma è importante non aspettare che sia troppo tardi prima di consultare uno specialista. Talora dopo il parto, specie per via naturale, residuano emorroidi, prolasso o deformità estetiche dell’ano che pongono seri problemi di disagio o imbarazzo nell’intimità sessuale, anche se ora si ottengono agevolmente ottimi risultati, anche in day hospital.

Emorroidi e Parto: Gestione e Prevenzione

La problematica delle emorroidi in gravidanza tende a risolversi spontaneamente dopo il parto, anche se in alcuni casi, le spinte per espellere il bambino possono avere come conseguenza anche la fuoriuscita delle emorroidi dall’ano, con un aumento della possibilità di incorrere in infiammazioni e gonfiori. Il parto, soprattutto quando sia stato difficoltoso, può provocare spesso trombosi emorroidarie e ragadi anali che insorgono, quest’ultime, nel 10% dei casi. L’insorgenza di emorroidi esterne in gravidanza può raggiungere il suo culmine a fine gravidanza al momento del parto a causa della forte sollecitazione a carico del pavimento pelvico durante la fase espulsiva: si parla infatti di “crisi emorroidaria”.

In caso di parto naturale, è più frequente l’insorgenza di emorroidi esterne, a seguito dell’eccessiva spinta e pressione a livello dell’addome, durante la fase espulsiva del bimbo. Dovremo cercare di individuare posizioni che facilitino la fuoriuscita del feto, evitando di aggravare la pressione sul bacino, per limitare il disagio del disturbo emorroidario o per contrastarne la comparsa:

  • POSIZIONI CONSIGLIATE: Carponi per allargare il bacino. Genupettorale per alleviare il dolore. Stese sul fianco per alleggerire la pressione sul pavimento pelvico.
  • POSIZIONI SCONSIGLIATE: Accovacciate. Semidistese. In piedi. Sedute sulla poltrona da parto.

Se la sintomatologia persiste si rende utile una visita dal medico specialista proctologo perché si deve valutare la possibilità di una terapia farmacologica conservativa (locale e/o orale) o se invece è necessaria la terapia chirurgica. Tendenzialmente, la terapia chirurgica non dovrebbe essere mai presa in considerazione durante la gravidanza, perché le emorroidi tendono a rientrare spontaneamente una volta nato il bambino.

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