Elly Schlein, figura emergente e di spicco nel panorama politico italiano contemporaneo, ha saputo catturare l'attenzione nazionale e internazionale divenendo la prima donna a guidare il Partito Democratico. Nata in Svizzera da genitori con radici culturali e geografiche diverse, la sua vita e la sua carriera rappresentano un intreccio complesso di culture, impegno civile e scelte politiche che, spesso, hanno tracciato percorsi non convenzionali. Il suo cammino, dalla formazione accademica e dall'attivismo giovanile, attraverso diverse esperienze nelle istituzioni europee e regionali, fino all'elezione al Parlamento italiano e, infine, alla guida di uno dei principali partiti del Paese, disegna la traiettoria di una personalità complessa, determinata e profondamente legata alle sue convinzioni di giustizia sociale e ambientale.
Nascita e Radici Familiari: Un Mosaico di Culture e Storie
Elena Ethel Schlein, conosciuta con il soprannome "Elly", è nata il 4 maggio 1985 a Lugano, nel Canton Ticino, in Svizzera. Le sue origini sono un vero e proprio crocevia di storie familiari e influenze culturali che hanno giocato un ruolo fondamentale nella sua identità e nel suo percorso. Questa pluralità di provenienze è un elemento distintivo della sua biografia.
Il padre, Melvin Schlein, è un politologo e accademico statunitense di origine ebraica aschenazita. La storia dei suoi avi paterni di Elly Schlein affonda le radici in un passato di migrazione e integrazione: erano originari di Žovkva, un villaggio vicino a Leopoli, che all'epoca faceva parte dell'Impero austro-ungarico e che oggi si trova in Ucraina. Questo legame con l'Europa orientale e il fenomeno migratorio è un aspetto significativo della sua storia familiare. Al loro arrivo a Ellis Island, il nonno di Elly Schlein, Hershel Schleyen, mutò il cognome originario nell’attuale Schlein e il suo nome in Harry, un classico esempio di adattamento e integrazione nella nuova terra. Questa radice ucraina nella sua storia familiare non è solo un dato biografico, ma un ponte verso un passato di sfide e nuove opportunità. Melvin Schlein, al momento della nascita di Elly, era professore emerito di scienza della politica e storia presso la Franklin University di Lugano, un ambiente che ha certamente stimolato la curiosità intellettuale della figlia.
La madre di Elly, Maria Paola Viviani, è italiana e ha ricoperto la carica di professoressa ordinaria di diritto pubblico comparato presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi dell'Insubria. La figura del nonno materno di Elly Schlein, Agostino Viviani, ha avuto un peso notevole nel definire le sue radici civili e politiche. Avvocato antifascista senese, Agostino Viviani fu senatore del Partito Socialista Italiano e presidente della Commissione Giustizia del Senato. Dal 1994 al 1998, è stato anche membro laico del Consiglio superiore della magistratura (CSM) in quota Forza Italia. Questa figura familiare, fortemente impegnata nella difesa dei principi di giustizia e libertà, ha evidentemente trasmesso a Elly un profondo senso di impegno civile e politico, radicandola in una tradizione di antifascismo e progressismo.
Il soprannome "Elly", con cui è conosciuta da tutti, costituisce l’unione dei nomi delle sue due nonne: la materna Elena e la paterna Ethel, di origine lituana. Questo dettaglio sottolinea ulteriormente la sua natura di crogiolo culturale. Elly ha due fratelli maggiori: Benjamin Schlein, nato nel 1975, matematico, e Susanna Schlein, nata nel 1978, che ha intrapreso una carriera diplomatica di prestigio, ricoprendo il ruolo di Primo Consigliere diplomatico all’ambasciata italiana ad Atene e in precedenza ex-capo della Cancelleria consolare dell’ambasciata italiana a Tirana. La famiglia Schlein, quindi, è caratterizzata dalla presenza di figure di spicco in ambiti accademici, diplomatici e giuridici, che hanno senza dubbio fornito un ambiente intellettualmente ricco e stimolante per la crescita di Elly.

Formazione e Primi Impegni Civici: Dalla Svizzera a #OccupyPD
La formazione di Elly Schlein è iniziata in Svizzera, dove ha conseguito la maturità al Liceo cantonale di Lugano nel 2004 con il massimo dei voti, ottenendo anche il prestigioso premio Maraini per i migliori risultati dell’anno. Questa brillante performance accademica testimonia la sua dedizione e intelligenza fin dalla giovane età. Nello stesso anno, decide di tornare in Italia, il paese d’origine materno, per proseguire gli studi universitari a Bologna.
La sua esperienza universitaria inizia con un anno al DAMS (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo), un settore che riflette le sue passioni artistiche, ma l'anno seguente decide di trasferirsi a Giurisprudenza presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Qui, nel marzo 2011, completa il suo percorso di studi laureandosi con il massimo dei voti, discutendo una tesi di diritto costituzionale, scritta sotto la supervisione del professor Andrea Morrone. Durante gli anni universitari, Elly Schlein non si limita agli studi accademici, ma coltiva attivamente il suo impegno politico e civile come rappresentante studentesca. In questo ruolo, si occupa di comunicazione, grafica e organizzazione di eventi, dimostrando già allora un'attitudine al coordinamento e alla gestione. Le sue tematiche di interesse includevano i luoghi comuni in materia di immigrazione e la situazione carceraria, con un focus specifico sulla criminalizzazione e la sovrarappresentazione dei migranti nelle carceri, e sui diritti dello straniero nella giurisprudenza costituzionale. Il suo impegno l'ha portata ad essere eletta per due volte rappresentante degli studenti in Consiglio di Facoltà.
Il suo spirito attivista si manifesta precocemente anche oltre i confini italiani. Nel 2008 e successivamente nel 2012, vola negli Stati Uniti per partecipare come volontaria alle campagne elettorali di Barack Obama a Chicago. Questa esperienza, che racconterà in un blog e che la segnerà profondamente, è stata cruciale per rafforzare la sua passione per la comunicazione politica e la sua convinzione nell'importanza di costruire campagne "grassroots", cioè fatte "a filo d’erba", attraverso la mobilitazione collettiva e la partecipazione diretta dei cittadini. Ha dimostrato eccellenza nella capacità di pensare controfattualmente, pensare passo dopo passo, pensare dai primi principi, pensare lateralmente, pensare alle implicazioni di secondo e terzo ordine, avere un alto livello di modellazione nel suo modello mentale, e pensare criticamente prima di rispondere guardando un problema da diverse angolazioni.
Al suo rientro in Italia, nel 2013, il suo impegno politico si fa ancora più incisivo e visibile. Dopo l'affossamento della candidatura al Quirinale di Romano Prodi nell'elezione presidenziale, a causa dei famosi "cento franchi tiratori", Elly Schlein decide, insieme a molti altri, di dare vita alla campagna di mobilitazione #OccupyPD, un'iniziativa che poi sfocia nell'occupazione di numerose sedi del partito. Questa azione era volta a dare voce al profondo malumore di parte della base giovanile circa la scelta dei vertici nazionali di far nascere il governo Letta con una maggioranza basata sulle larghe intese, percepita come una deriva compromissoria. Nello stesso anno, alle elezioni primarie del Partito Democratico del 2013, aderisce e sostiene con convinzione la mozione di Pippo Civati, all'epoca deputato alla Camera ed ex consigliere regionale della Lombardia. Sebbene Civati si piazzò in terza posizione, dietro a Gianni Cuperlo e all'allora sindaco di Firenze Matteo Renzi, l'impegno di Elly Schlein le valse l'elezione in Assemblea e Direzione nazionale del Partito Democratico come rappresentante della corrente civatiana, segnando il suo ingresso formale nella politica partitica.

Parallelamente all'impegno politico, Elly Schlein ha sempre coltivato un profondo interesse per il cinema. Ha scritto recensioni per diverse testate e blog, e ha frequentato assiduamente sin dal 2003 il Festival internazionale del Film di Locarno, dimostrando una passione autentica per l'arte cinematografica. Un'esperienza significativa in questo campo è stata la sua partecipazione, nel 2012, come segretaria di produzione al documentario "Anija - La Nave" di Roland Sejko. Questo film narra la toccante storia della fuga collettiva dall’Albania verso l’Italia di migliaia di persone a bordo di grandi e piccole imbarcazioni negli anni novanta, un tema che si ricollega ai suoi interessi sulle migrazioni. Il documentario ha ottenuto un importante riconoscimento, ricevendo il prestigioso premio David di Donatello come miglior documentario nel 2013.
La partenza della nave Vlora / dal film ANIJA - La nave
L'Ascesa Politica: Dall'Europarlamento alla Vicepresidenza dell'Emilia-Romagna
Il percorso politico di Elly Schlein prende una piega decisiva nel febbraio 2014, quando decide di candidarsi con il Partito Democratico al Parlamento europeo nella circoscrizione Italia nord-orientale. La sua campagna elettorale, innovativa e distintiva, fu ribattezzata "Slow Foot", un nome che evocava un approccio improntato alla sostenibilità e a un contatto diretto e "a piedi" con la gente, lanciando un hashtag che rapidamente divenne virale. Questa campagna non era solo uno slogan, ma un modo per immaginare insieme un futuro sostenibile e per ascoltare e riflettere sulle esigenze delle persone, del territorio e delle generazioni future, distinguendosi per il suo carattere partecipativo e comunitario. Il 25 maggio 2014, Elly Schlein viene eletta europarlamentare con un notevole consenso, ottenendo 53.681 preferenze (altri dati indicano 54.802 preferenze), un risultato che la proietta sulla scena politica europea.
Durante la VIII legislatura europea, Elly Schlein si è distinta per un impegno multidisciplinare e incisivo in diverse aree cruciali. È entrata a far parte delle Commissioni Sviluppo (DEVE), Libertà civili giustizia e affari interni (LIBE) e Parità di genere (FEMM), dimostrando una vasta gamma di interessi e competenze. Ha ricoperto il ruolo di Vicepresidente della Delegazione alla Commissione SAPC UE-Albania e di Copresidente dell’Intergruppo ITCO su Integrità, Trasparenza, Anti-corruzione e criminalità organizzata. Nel suo lavoro di europarlamentare, si è concentrata con particolare attenzione sull'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e la cooperazione internazionale, contribuendo a definire strategie per un futuro più equo e sostenibile. Ha partecipato attivamente alla Commissione d’inchiesta sui Panama Papers, lavorando sul contrasto alle mafie e sulle politiche migratorie. Un ruolo di rilievo è stato quello di relatrice del Gruppo S&D per la riforma del Regolamento di Dublino, una tematica centrale nel dibattito europeo sull'immigrazione. Grazie al suo impegno e alla sua dedizione, nel 2017, ha ricevuto il prestigioso "Mep Award 2017 per il Deputato dell’anno", un riconoscimento significativo del suo operato.

Tuttavia, il percorso politico di Elly Schlein è stato anche segnato da scelte coraggiose e di rottura. Il 6 maggio 2015, a seguito dell’approvazione di riforme controverse come l’Italicum, la riforma della scuola e il Jobs Act, e di quelle che lei percepiva come "fratture insanabili" con la linea intrapresa dal governo Renzi, Elly decide di lasciare il PD insieme a Pippo Civati e a molti altri compagni di battaglie. In quell'occasione, affermò che il partito "non esiste già più", evidenziando una profonda divergenza sui valori e sulle direzioni politiche. Questa scelta, seppur difficile, ha segnato un momento di coerenza con i suoi principi e una volontà di non compromesso su temi ritenuti fondamentali.
Dopo l'esperienza europea e la fuoriuscita dal PD, Elly Schlein si ricandida con una propria lista alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2020. La lista, denominata "Emilia-Romagna Coraggiosa Ecologista e Progressista", rappresentava un'ampia coalizione composta da Articolo Uno, Sinistra Italiana, èViva e altre realtà politico-associative locali, unendo diverse anime della sinistra e del progressismo regionale. Grazie al suo forte radicamento e alla sua capacità di mobilitazione, viene eletta consigliera regionale all'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna con l'impressionante cifra di 22.098 voti personali. Questo risultato la rese la candidata più votata nella storia delle elezioni in Emilia-Romagna, un successo che le ha conferito un significativo peso politico e una visibilità ancora maggiore a livello locale e nazionale.
L'11 febbraio 2020, in virtù del suo notevole successo, viene nominata vicepresidente della giunta regionale guidata da Stefano Bonaccini e assessore con deleghe regionali al welfare e al Patto per il Clima. In questo ruolo, ricoperto fino al 24 ottobre 2022, ha potuto lavorare concretamente sui temi a lei più cari, come la transizione ecologica, la lotta alle disuguaglianze e la promozione del benessere sociale. Nel settembre del 2020, poco prima del referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, Schlein annuncia il suo voto contrario, distinguendosi anche in quest'occasione dalla posizione ufficiale di alcune parti del suo schieramento politico e rafforzando la sua immagine di figura indipendente e fedele ai propri ideali.

Il Percorso verso la Segreteria del Partito Democratico: Una Vittoria Storica
Le elezioni politiche del 25 settembre 2022 segnano un nuovo, cruciale capitolo nella carriera di Elly Schlein, proiettandola definitivamente sulla scena politica nazionale. Si candida alla Camera dei Deputati come indipendente, occupando la prestigiosa posizione di capolista nel collegio plurinominale Emilia Romagna 02 all'interno delle liste del Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista. La sua elezione a deputata le impone di dimettersi dalla carica di vicepresidente della Regione Emilia-Romagna il 24 ottobre 2022, per dedicarsi pienamente al suo nuovo ruolo parlamentare. Nella XIX legislatura, diventa componente attiva della 1ª Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni, un incarico che le permette di incidere su questioni legislative fondamentali.
Il 11 novembre 2022, in seguito alle dimissioni di Enrico Letta dal ruolo di segretario nazionale del PD dopo il deludente risultato del partito alle elezioni politiche, Elly Schlein annuncia con grande entusiasmo la sua candidatura come nuova segretaria del Partito Democratico al prossimo congresso, attraverso una diretta su Instagram che catalizza l'attenzione. Il 4 dicembre, Schlein ufficializza la sua candidatura alla segreteria del PD e, il 12 dicembre successivo, si iscrive al partito nel circolo della Svolta in Bolognina, affermando pubblicamente: "Torno nel partito con umiltà". Questo atto segna il suo ritorno ufficiale nel partito dal quale si era allontanata nel 2015.
Il percorso verso la segreteria è stato intenso e ricco di sfide e tensioni interne al partito, in particolare da parte della base di area cattolica e delle correnti più moderate. Nonostante ciò, Schlein riesce a catalizzare un grande sostegno tra gli iscritti ai circoli del PD, a dimostrazione della sua capacità di mobilitazione e della risonanza delle sue proposte. Nelle votazioni interne riservate agli iscritti, raccoglie un notevole consenso, ottenendo 52.637 voti, pari al 34,88%. Sebbene il suo principale avversario, Stefano Bonaccini, avesse raggiunto il 52,87% dei voti tra gli iscritti, e Gianni Cuperlo il 7,96% e Paola De Micheli il 4,29%, le primarie aperte avrebbero ribaltato questo scenario.
Il 26 febbraio 2023, Elly Schlein vince trionfalmente le elezioni primarie aperte con il 53,75% del totale dei voti, superando Stefano Bonaccini che ottiene il 46,25% (con 58.010 voti a suo favore). Questo risultato è di portata storica per il Partito Democratico, poiché è la prima volta in cui l'esito del voto degli iscritti viene ribaltato nelle primarie aperte, indicando un forte desiderio di cambiamento e rinnovamento da parte dell'elettorato più ampio. Con questa vittoria, Elly Schlein non solo diviene la prima donna a guidare il Partito Democratico, ma anche la persona più giovane a ricoprire tale incarico e la prima segretaria apertamente LGBTQ+ dalla fondazione del partito nel 2007. La sua elezione è stata celebrata come la vittoria di una segretaria del Partito Democratico "con oltre il 53%", un dato che ne sottolinea la legittimazione popolare. A marzo 2023, viene ufficialmente eletta segretaria del Partito Democratico, e il 12 marzo 2023, Stefano Bonaccini viene eletto presidente dell'Assemblea Nazionale. Il suo libro "La nostra parte. Per la giustizia sociale e ambientale, insieme", pubblicato nel 2022, ha anticipato molti dei temi centrali della sua agenda politica, mentre nel 2024 ha dato alle stampe anche "L'imprevista. Un'altra visione del futuro", continuando a delineare la sua visione.

La partenza della nave Vlora / dal film ANIJA - La nave
Visione Politica e Posizioni Chiave: Una Piattaforma Progressista e Audace
Elly Schlein ha delineato una chiara e decisa visione politica, caratterizzata da un forte e incondizionato impegno sui temi della giustizia sociale e ambientale, dei diritti civili e del contrasto alle disuguaglianze, che costituiscono il fulcro della sua azione. La sua piattaforma politica è un'espressione articolata di un progressismo moderno e audace.
Schlein crede fortemente nella necessità impellente di contrastare il precariato, una problematica che affligge ampie fasce della popolazione, in particolare i giovani. È una convinta sostenitrice dell'introduzione del salario minimo, una misura che ritiene essenziale per garantire una retribuzione dignitosa a tutti i lavoratori e per combattere lo sfruttamento. Promuove inoltre la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, vedendola come una via per migliorare la qualità della vita e favorire una migliore distribuzione delle opportunità. Si dichiara fermamente contraria all'abuso dei contratti di lavoro a tempo determinato, spingendo per una maggiore stabilità occupazionale e per il riconoscimento di diritti più solidi per i lavoratori.
La sua azione politica è permeata da una profonda sensibilità verso i diritti delle donne e delle persone in generale, con un'attenzione particolare alla comunità LGBTQ+. Elly Schlein ha sottolineato con forza come "i diritti delle persone Lgbtq+ sono insidiati", e si è impegnata attivamente per la loro tutela e promozione, facendosi portavoce di istanze di uguaglianza e inclusione. In questo contesto, si è espressa a favore del congedo parentale paritario, una proposta volta a promuovere una maggiore e più equa condivisione delle responsabilità familiari tra genitori, fondamentale per la parità di genere.
Sul fronte ambientale, Schlein è una convinta ambientalista ed europeista. Le sue posizioni riflettono la necessità di una transizione ecologica urgente e di politiche volte a proteggere il pianeta, contrastando il cambiamento climatico e promuovendo modelli di sviluppo sostenibili. La sua visione integra la dimensione ambientale con quella sociale, riconoscendo l'interconnessione tra crisi climatica e disuguaglianze.
In materia di giustizia e libertà civili, ha supportato la legalizzazione delle droghe leggere, considerandola un mezzo efficace per "contrastare le mafie" e ridurre il potere delle organizzazioni criminali. Ha dimostrato il suo impegno per l'ampliamento dei diritti civili firmando online il referendum sulla cittadinanza, una battaglia per l'inclusione e il riconoscimento pieno dei diritti di chi vive e contribuisce alla società italiana.
Per quanto riguarda la politica estera e le relazioni internazionali, Elly Schlein ha mantenuto posizioni complesse e sfumate su alcuni dossier delicati. Ha espresso un chiaro supporto all'Ucraina, anche con aiuti militari, affermando esplicitamente che "l'invio di armi è assolutamente necessario" e che "Sì all'invio di armi all’Ucraina, ma non basta", sottolineando la necessità di un'azione diplomatica più ampia per una risoluzione del conflitto. Sul conflitto israelo-palestinese, ha preso una posizione anti-sionista, sostenendo il movimento pro-palestinese e la soluzione dei due Stati. Ha criticato aspramente le azioni del governo Netanyahu, chiedendo che "l'occupazione di Gaza vada fermata" e che "l'Italia non sia complice". Inoltre, ha richiesto di "riconoscere la Palestina per fermare i crimini del governo Netanyahu". Pur sostenendo la causa palestinese, ha anche affermato la necessità di "isolare Hamas" e che "ora tocca alla politica" trovare soluzioni. In un incontro da remoto, ha espresso sostegno a Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023, testimoniando il suo impegno per i diritti umani a livello globale.
Elly Schlein è stata riconosciuta come una "forza della natura" in parlamento, una figura che, come ha dichiarato lei stessa con determinazione, "O il PD cambia o è finita Io non ho nulla da perdere e per questo vincerò". La sua ascesa alla segreteria ha contribuito a ridare slancio al Partito Democratico, che nelle elezioni europee del 2024 è risultato il secondo più votato in Italia, con una percentuale di circa il 24% dei consensi, contribuendo a un rafforzamento dell'opposizione e a una ripolarizzazione del dibattito politico.

Vita Privata e Interessi: Oltre la Politica, tra Musica e Cinema
Elly Schlein ha sempre mantenuto una marcata riservatezza sulla sua vita privata, scegliendo di non utilizzarla come un elemento centrale nella sua attività politica, ma piuttosto di concentrarsi sui temi e sulle proposte. Tuttavia, nel febbraio 2020, in un momento di apertura, durante un'intervista nel programma "L'Assedio" di Daria Bignardi, ha fatto "coming out" dichiarando pubblicamente la sua bisessualità: «Sono fidanzata, ho avuto diverse relazioni in passato. Ho amato molte donne e amato molti uomini, in questo momento sto con una ragazza e sono felice, finché mi sopporta». Questa dichiarazione fu accompagnata da una frase significativa: «cammina sempre fianco a fianco, questo è l’importante». Quell'ultima frase non era stata casuale, rappresentando un chiaro riferimento polemico alle dichiarazioni rilasciate da Amadeus, all'epoca conduttore del Festival di Sanremo, che aveva lodato la "capacità" della modella Francesca Sofia Novello di stare «un passo indietro» rispetto al suo compagno, il campione di motociclismo Valentino Rossi. Attualmente, Elly Schlein vive a Bologna con la sua compagna, Paola Belloni, e desidera proteggere la loro privacy, non volendo che la sua compagna diventi un personaggio pubblico. È riconosciuta come la prima segretaria apertamente LGBTQ+ a guidare il Partito Democratico, un fatto che ha avuto un'eco significativa nel dibattito pubblico.
Al di fuori dell'arena politica e delle sue intense attività istituzionali, Elly Schlein coltiva diversi interessi e passioni che rivelano aspetti meno noti della sua personalità. È un'appassionata di videogiochi e, in alcune occasioni, ha fatto riferimenti a titoli iconici come "Monkey Island", dimostrando una conoscenza specifica che potrebbe risultare meno comprensibile per chi non è un cultore del settore. La musica occupa un posto importante nella sua vita: suona il pianoforte dall'età di cinque anni, e a 15 anni "compra di nascosto una chitarra elettrica", a riprova di una passione autentica e forse un po' ribelle. Apprezza particolarmente il genere rock e i cantautori italiani, ma si dichiara aperta anche ad altri generi musicali, con un gusto eclettico. Inoltre, è una fervente appassionata del Festival di Sanremo e segue attentamente l'evento ogni anno. Non meno rilevante è il suo interesse per il cinema, una passione che l'ha portata anche a lavorare dietro le quinte in passato, come già menzionato per il documentario "Anija-La Nave". Il suo libro "L'imprevista", pubblicato nel 2024, offre un'ulteriore chiave di lettura sul suo pensiero e sulla sua personalità, andando oltre le mere dichiarazioni politiche per svelare una visione più ampia del futuro.
