L'impatto dei videogiochi sul cervello in via di sviluppo: tra potenzialità cognitive e rischi comportamentali

I videogiochi sono diventati una parte integrante della vita quotidiana di molti bambini e fanno parte integrante dell’infanzia contemporanea. Tablet, console e smartphone sono entrati nelle case e nelle abitudini quotidiane dei bambini con una naturalezza che, solo pochi decenni fa, sarebbe stata impensabile. Comprendere gli effetti dei videogiochi sul cervello infantile richiede uno sguardo equilibrato e scientificamente informato, poiché ridurre il fenomeno a una semplice contrapposizione tra “bene” e “male” rischia di essere fuorviante.

rappresentazione stilizzata di un cervello infantile che interagisce con stimoli digitali

Plasticità neuronale e stimolazione digitale

Il cervello dei bambini è estremamente plastico, in continua evoluzione e particolarmente sensibile agli stimoli ambientali. Durante l’infanzia e la preadolescenza, il cervello attraversa fasi cruciali di maturazione in cui le connessioni neuronali si rafforzano o si indeboliscono in base alle esperienze vissute. I videogiochi, in quanto ambienti interattivi e multisensoriali, offrono stimoli intensi e costanti. Colori, suoni, obiettivi da raggiungere e feedback immediati coinvolgono diverse funzioni cognitive contemporaneamente.

I nostri primi anni sono quelli in cui il nostro cervello è più elastico e i bambini piccoli assorbono informazioni come spugne mentre i loro percorsi neurali si preparano per il futuro. È importante notare che, per quanto riguarda la ricerca, è conclusivo che i videogiochi influenzano la struttura e la forma del cervello. Tuttavia, il dibattito scientifico è vivace: se da una parte l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) classifica la dipendenza da videogiochi come un vero e proprio disturbo mentale, dall'altra alcune ricerche suggeriscono come questi possano portare benefici ai più piccoli.

Tipologie di gioco e metamorfosi della socialità

Possiamo dividere i videogiochi in varie tipologie tenendo conto di diversi aspetti tecnici e tematici. Le tematiche dei videogiochi rappresentano un’importante carattere distintivo: ci sono quelli più volti alla violenza, quindi a tema lotte, sparatorie e conflitti, e ci sono quelli competitivi incentrati sulle competizioni sportive. I giochi cooperativi, molto in voga in passato, hanno perso attrattiva poiché oggi il giovane giocatore medio si dimostra più intento a sviluppare un proprio personaggio con un Avatar che lo identifichi nel mondo multimediale.

È mutata radicalmente anche la natura della relazione sociale. In un recente passato, non essendoci internet, il videogioco obbligava i videogiocatori a stare in presenza per intraprendere match condivisi. Oggi, durante il gioco online, nonostante si condivida un’esperienza virtuale, si gioca comunque in solitudine. In passato, la prossimità del gioco e la sua disponibilità erano inferiori: dovevi inserire i gettoni nel cabinato in sala giochi. Oggi, i nostri figli hanno console che permettono l’accesso al gioco con un semplice comando di accensione, rendendo l'attrazione del gioco catalizzante e costante.

confronto tra una sala giochi vintage e una moderna postazione domestica

Benefici cognitivi: oltre il mito del videogioco dannoso

Nonostante i timori, i benefici dei videogiochi per i bambini sono più numerosi di quanto comunemente si pensi. In un contesto educativo, i giochi possono stimolare lo sviluppo cognitivo in modi che i metodi tradizionali di insegnamento non sempre riescono a fare. Alcuni studi hanno dimostrato che i videogiochi regolari hanno un effetto positivo sulle aree del cervello che controllano l’attenzione e le capacità di percezione visuospaziale.

  1. Abilità visive e strategiche: I chirurghi che utilizzavano la tecnologia dei videogiochi mostravano competenze più rapide e commettevano il 37% di errori in meno. Le abilità visuospaziali traggono vantaggio da giochi d’azione che aiutano a orientarsi nello spazio e coordinare occhio e mano.
  2. Apprendimento e Gamification: Imparare una lingua sta diventando sempre più popolare utilizzando le tecniche di gamification. Molti giochi educativi sono progettati per stimolare la motivazione intrinseca, ovvero il desiderio di imparare per il piacere stesso di farlo.
  3. Problem solving e creatività: Giochi come Minecraft consentono ai bambini di sviluppare capacità creative e di risoluzione dei problemi, incoraggiando la cooperazione e la collaborazione in rete.

Rischi fisici, cognitivi e dipendenza

Come per ogni cosa, l’uso eccessivo dei videogiochi può comportare rischi significativi. Un utilizzo smodato stanca: lo schermo determina una stimolazione nervosa impegnativa, affaticando la mente continuamente chiamata a decodificare input veloci.

Il rischio di abuso e dipendenza è tanto maggiore quanto più i giochi sono legati all’impegno di tempo per poter evolvere. Il "Gaming Disorder" descrive un'incapacità di controllo sull’attività del gioco e una priorità aumentata rispetto ad altre occupazioni. Inoltre, la sedentarietà contribuisce a fattori di rischio per problemi di salute come l’obesità e la miopia, spesso aggravata dalla mancanza di attività fisica alla luce solare. Un altro rischio riguarda il sonno: giocare soprattutto prima di andare a dormire può influenzare negativamente la qualità del riposo, con ripercussioni sul rendimento scolastico.

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Il sistema della ricompensa e la gestione delle emozioni

I videogiochi sono progettati per mantenere il giocatore il più a lungo possibile, sfruttando la tecnica della ricompensa imprevedibile. Il cervello viene stimolato al rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore che inonda di piacere, derivante dalla gratificazione immediata e dal ritmo veloce. Il problema sorge perché, nei bambini, la corteccia prefrontale è ancora immatura: essa è la sede del controllo esecutivo, essenziale per valutare rischi e ricompense e controllare gli impulsi.

In questo contesto, il messaggio che arriva ai ragazzi è che puoi migliorarti attraverso l’acquisto, col rischio che quel personaggio accumulerà caratteristiche diverse da quelle del ragazzo. Per bilanciare questo aspetto, il dialogo e la condivisione sono fondamentali. Trasformare il videogioco da attività isolante a occasione di relazione aiuta a mitigare gli effetti negativi. Gli insegnanti possono avere un ruolo in tutto questo, inserendo l’educazione digitale tra gli argomenti da trattare in classe per riflettere in maniera critica sulle tecnologie.

Prospettive future ed equilibrio educativo

Guardando al futuro, è probabile che i videogiochi diventino sempre più sofisticati e integrati nei percorsi educativi. Realtà virtuale e intelligenza artificiale aprono nuove possibilità. Tuttavia, la vera sfida non è stabilire se i videogiochi facciano bene o male, ma imparare a integrarli in modo sano.

Proibire il gioco è spesso inutile e controproducente. È preferibile stabilire insieme ai bambini delle regole da rispettare, giocare insieme a loro per comprendere il contenuto e assicurarsi che abbiano esperienze piacevoli al di fuori dello schermo. La presenza di regole chiare, tempi di gioco limitati e una selezione attenta dei contenuti può ridurre significativamente i rischi, permettendo al videogioco di restare una risorsa educativa e un’esperienza divertente per lo sviluppo armonioso del bambino.

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